Redazione

Da anni combattiamo affinché venga riconosciuto il diritto al buono pasto al personale dell'ASL Brindisi. Ora è il momento di riconoscere i diritti a chi vengono sempre chiesti sacrifici.

Oggi è realtà il riconoscimento: la causa pilota per il riconoscimento dei BUONI PASTO su TUTTA l'ASL BRINDISI ha avuto esito positivo e vale per tutta la provincia, non solo per determinati plessi.

La strategia vincente: l'orientamento della Cassazione 2025

Aver riportato l'ultimo orientamento della Cassazione del 2025 è stato premiante: il Giudice lo ha reso proprio e lo ha posto a fondamento della propria sentenza.

Grazie alla FP CGIL Brindisi, adesso sarà sufficiente lavorare 6 ore per avere diritto al buono pasto.

Dove altri sono scivolati la FP  Cgil riesce a centrare l’obbiettivo, infatti mentre altre vertenze non hanno avuto esito favorevole, la strategia legale della FP CGIL Brindisi ha portato a una sentenza storica.

La FUNZIONE PUBBLICA CGIL BRINDISI, che da anni si batte in ogni sede per questo diritto negato, mette a disposizione di tutte e tutti il proprio ufficio legale per recuperare il pregresso e ottenere il riconoscimento futuro.​

Un risultato di FP CGIL BRINDISI basti pensare che alcuni hanno sottoscritto un contratto nazionale che penalizza i lavoratori, che determina una perdita economica senza precedenti, includendo tra le sue disposizioni, insieme ad altre storture, una norma che limita l'accesso ai BUONI PASTO solo a chi supera le otto ore giornaliere.​

Oggi, invece, si assiste a una rinnovata battaglia di altri per estendere i buoni pasto a tutti, dopo che la FP CGIL Brindisi ha vinto in tribunale dove altri non erano riusciti.

 

Luciano Quarta

SEGRETARIO GENERALE FP CGIL BRINDISI

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Il Comune di Mesagne ha recentemente rinnovato un’importante convenzione di collaborazione con la Parrocchia di “Tutti i Santi”, rafforzando così il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale cittadino. L’accordo riguarda in particolare il Museo di Arte Sacra “Cavaliere – Argentiero”, che comprende anche il prezioso Archivio Capitolare, custode della memoria storica della comunità. La convenzione, approvata con delibera di Giunta Comunale n. 178 del 19 maggio 2023, rappresenta un passo significativo verso una gestione più efficiente del museo e una maggiore apertura al pubblico. L’obiettivo è chiaro: rendere questi luoghi di cultura sempre più accessibili, vivi e integrati nella vita della città, favorendo la conoscenza della storia e delle tradizioni locali. Dal punto di vista economico, l’accordo prevede un impegno annuale di 9.600 euro, erogati in rate mensili, destinati a sostenere le spese di gestione del museo e a garantire anche aperture straordinarie della chiesa di Sant’Anna. La collaborazione avrà durata fino al 29 maggio 2026 e, per l’ultimo anno, è previsto un impegno complessivo di 4.000 euro, anch’esso suddiviso in rate mensili. Si tratta di un intervento particolarmente rilevante se si considera che il museo non beneficia di finanziamenti pubblici ordinari e non è soggetto ad alcuna forma di sfruttamento economico. In questo contesto, il sostegno del Comune assume un valore ancora più importante, perché consente di preservare e valorizzare un patrimonio che appartiene a tutta la collettività, nel pieno rispetto delle normative vigenti, tra cui il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. L’iniziativa è inoltre coerente con gli indirizzi di programmazione comunale approvati dal Commissario straordinario Maria Antonietta Olivieri e trova copertura nel bilancio comunale, attraverso il Capitolo 922. Questo contributo non solo assicura la continuità delle attività del museo, ma contribuisce anche ad arricchire l’offerta culturale e turistica di Mesagne, rendendo la città sempre più attrattiva per visitatori e cittadini. La convenzione tra il Comune e la Parrocchia di “Tutti i Santi” dimostra quanto la collaborazione tra enti pubblici e istituzioni religiose possa essere efficace nella gestione e nella valorizzazione dei beni culturali. Un esempio concreto di sinergia che mette al centro il bene comune e la crescita del territorio. In definitiva, l’intervento del Comune di Mesagne a favore del Museo di Arte Sacra “Cavaliere – Argentiero” rappresenta un modello virtuoso di cooperazione, capace di favorire una maggiore fruizione del patrimonio storico e culturale locale e di contribuire allo sviluppo culturale e sociale dell’intera comunità.

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La Mens Sana Mesagne si prepara a intensificare la propria competitività nel campionato, grazie all’ingresso nel roster di un nuovo talento: il centro senegalese Dam Bojang. Alto 205 cm e classe 2005, Bojang si è unito al club biancoverde dopo aver iniziato la stagione con il Carovigno Basket, portando con sé una combinazione di fisicità e presenza sotto canestro che promette di arricchire notevolmente le opzioni tattiche a disposizione del coach Capodieci.

La carriera di Bojang in Italia è iniziata con la Pallacanestro Fulgor Fidenza, dove ha dimostrato fin da subito il suo potenziale. Successivamente, ha militato nella N.M. Corato e nel Basket Casapulla in serie C, prima di trasferirsi al Carovigno. Queste esperienze gli hanno conferito una solida preparazione, facendone un giocatore efficace vicino al canestro, abile nei rimbalzi e nella protezione della propria area. Le sue doti non si limitano però alla sola fase offensiva: Bojang è anche un passatore discreto e un difensore tempestivo, qualità che lo rendono un asset prezioso sia in attacco che in difesa.

La sua presenza sotto le plance rappresenta un innesto significativo per la Mens Sana, un rinforzo fondamentale nel contesto di una stagione che si preannuncia crucialmente sfidante. Con l'aggiunta di Bojang, il roster della squadra si arricchisce di alternative strategiche, permettendo a coach Capodieci di sperimentare diverse soluzioni e moduli di gioco.

In vista della seconda parte del campionato, le aspettative sono alte. L'arrivo di Dam Bojang potrebbe rivelarsi determinante per il raggiungimento degli obiettivi stagionali della Mens Sana Mesagne, offrendo al team la possibilità di aumentare la propria competitività e incisività sul parquet. I tifosi attendono con ansia di vedere all'opera il nuovo acquisto, certi che il suo contributo sarà prezioso per affrontare le sfide imminenti.

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La  Lega pro, da sempre in prima linea nel sostenere le campagne di sensibilizzazione sui valori dell’eguaglianza e il rispetto, supporta l’Associazione "Emotiva…Mente" attraverso un messaggio speaker dedicato, di cui verrà data lettura in occasione di tutte le gare della sesta giornata di ritorno della Serie C in programma dal 6 all’8 febbraio 2026. Siamo felici di poter contribuire alla diffusione, da Nord a Sud Italia e in tutte le città della Serie C, del messaggio promosso dall’associazione Emotiva…mente, con l’auspicio di informare e sensibilizzare il pubblico sul tema dell’epilessia, favorendo una maggiore consapevolezza e contrastando ogni forma di discriminazione. Queste sono le belle parole che parlano di inclusione, integrazione da parte del Presidente della Lega  Italiana Calcio Professionistico Dott. Matteo Marani. Il  testo che verrà letto prima di ogni partita sarà il seguente : La Serie C e NOME CLUB celebrano la giornata mondiale dell’epilessia e sostengono la campagna dell’associazione “Emotiva…Mente” di Mesagne per combattere ogni forma di discriminazione. Segna anche tu un gol contro il pregiudizio!

Siamo tutti uguali e splendidamente diversi, parlare di epilessia senza paura, senza silenzi è già un modo per cambiare le cose.

Emotiva…mente Mesagne organizzerà vari eventi in occasione della giornata internazionale dell’epilessia del 9 febbraio 2026,e sarà presente con propri rappresentanti in varie manifestazioni.

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PREZZI: COLDIRETTI PUGLIA, DA GRANO A ORTOFRUTTA SOTTO ATTACCO, PIÙ CONTROLLI E CONTRATTI DI FILIERA A TUTELA REDDITO AGRICOLTORI

Serve rafforzare i controlli sulle importazioni e puntare con decisione sui contratti di filiera per contrastare il forte calo dei prezzi agricoli, tutelare il reddito delle imprese e garantire trasparenza ai cittadini consumatori. È l’indicazione che arriva dalla mobilitazione di Coldiretti a Bari, dove 3000 agricoltori si sono riuniti al Teatro Petruzzelli insieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo.

La Puglia è tra i territori più esposti agli arrivi nei porti di grano, olio e prodotti ortofrutticoli extra Ue, che esercitano una forte pressione al ribasso sui prezzi.

Emblematico il caso del grano duro, sceso in un anno da 0,34 a 0,29 euro al chilo, con una perdita stimata in circa 200 milioni di euro per gli agricoltori italiani. Solo la mobilitazione di Coldiretti ha evitato un ulteriore scivolamento sotto i 0,25 euro, ottenendo l’avvio della Cun del grano duro e la pubblicazione dei costi medi di produzione Ismea per Sud e Centro-Nord, strumenti fondamentali per garantire trasparenza e contrastare le manovre speculative.

Nel 2025 sono arrivate in Italia 2,3 milioni di tonnellate di grano duro per la pasta, di cui 555mila dal Canada (+93%). Preoccupa l’uso del glifosato in fase di pre-raccolta, pratica vietata in Italia per i possibili rischi sulla salute, allarme rafforzato anche dalla recente ritrattazione di uno studio pubblicato su Regulatory Toxicology and Pharmacology per gravi criticità etiche.

Da qui la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere e diffondere i contratti di filiera per dare certezze agli agricoltori e sostenere la produzione nazionale. In questo quadro è stato decisivo anche il recupero di 10 miliardi di fondi Pac, ottenuto grazie alle mobilitazioni di Coldiretti in Europa che hanno portato la Commissione Ue a fare marcia indietro sui tagli annunciati.

Le difficoltà riguardano anche l’ortofrutta. Emblematico il caso dei carciofi brindisini, pagati 5 centesimi al pezzo per uso industriale a fronte di prezzi al consumo intorno a 1,5 euro. A pesare è la concorrenza dei prodotti esteri, come i carciofi egiziani, i cui arrivi sono aumentati del 30% nei primi dieci mesi del 2025 (fonte Ismea), spesso coltivati con pesticidi vietati in Europa. Il calo dei prezzi interessa anche broccoli (-25%), biete (-18%), finocchi (-21%), oltre a clementine, sedani e patate.

La pressione delle importazioni incide infine sull’olio extravergine d’oliva, con l’aumento degli arrivi dall’estero, come il prodotto tunisino venduto a 3,5 euro al chilo, che ha innescato un dumping capace di spingere i prezzi sotto i costi di produzione. Una situazione particolarmente grave in Puglia, l’uliveto d’Italia, già colpita dalla Xylella che ha compromesso quasi 21 milioni di piante.

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C’è stato un uomo che non ha mai smesso di allenarsi, nemmeno quando aveva già vinto tutto.
Si chiamava Kobe Bryant e a raccontarlo a teatro è Federico Buffa, uno dei più grandi storyteller sportivi in Italia. Martedì 24 febbraio, alle ore 21, “Otto Infinito. Vita e morte di un Mamba arriva a Brindisi, al Nuovo Teatro Verdi: organizzato da Aurora Eventi di Livio Iaia, lo spettacolo unisce racconto, musica dal vivo e immagini per attraversare la vita e l’eredità di una delle più grandi leggende del basket mondiale. I biglietti sono disponibili online sul circuito TicketOne e nei punti vendita accreditati. Una produzione Imarts per la regia di Maria Elisabetta Marelli; official broadcaster e main sponsor del tour, Sky Sport.

Otto capitoli scandiscono il racconto come stazioni interiori: l’infanzia italiana, tra spaesamento e formazione; l’adolescenza che brucia in fretta; l’All Star Game del 1998, quando il mondo capisce che qualcosa sta cambiando; le Finals, le vittorie, la gloria; e poi l’uomo, l’uomo prima dell’atleta, posseduto da un’idea assoluta del gioco. La forza del racconto sta nel modo in cui Buffa scava. Non c’è esaltazione facile, non c’è agiografia. C’è la fatica, c’è l’ossessione, c’è il lavoro quotidiano che diventa disciplina mentale. Il racconto procede come una lunga ipnosi collettiva. La voce passa dall’italiano all’inglese con naturalezza perché quella vita è stata attraversata da più lingue, più mondi, più appartenenze. E quando le parole non bastano, il corpo entra in scena: Buffa mima un movimento, una postura, un arresto e tiro. Il campo appare davanti agli occhi senza bisogno di vederlo. Il pubblico riconosce quei gesti, li ha visti mille volte ma qui diventano segni, alfabeti emotivi. Intorno alla voce, la scena costruisce un ambiente essenziale e potentissimo. Il palco è buio, un occhio di bue isola il leggio come se fosse un altare laico. Il pianoforte di Alessandro Nidi, le percussioni di Sebastiano Nidi e il trombone di Filippo Nidi dialogano, commentano, contraddicono.

Ma a un certo punto Federico Buffa rallenta, scende sotto la pelle dell’atleta e va a cercare l’uomo. Di Kobe Bryant ha commentato centinaia di partite, lo ha visto dal vivo infinite volte, eppure dalla sua morte, quel 26 gennaio 2020, non era riuscito a dire nulla. Solo un pensiero fisso: “quei pochi secondi in cui realizzi che stai per morire”. Come Gaetano Scirea, racconta Buffa, “con una differenza enorme: Kobe non era solo, era con sua figlia. Non so se sia peggio o meglio”. Da lì nasce un silenzio lungo quattro anni e da lì nasce anche lo spettacolo, come “uno scongelamento lento, doloroso, necessario”. L’idea iniziale non era nemmeno il teatro: «niente teatri ma palazzetti dello sport», poi la forma cambia, prende un’altra direzione. Otto capitoli, come il numero di maglia e come l’infinito per attraversare una vita che Buffa definisce «da eroe greco, con conclusione da eroe greco».

In scena entrano anche le fratture più dure. L’accusa di violenza sessuale, affrontata senza sconti: «nello spettacolo tratteremo la questione. Lui ammise il rapporto, mai la violenza». E poi quell’istantanea che resta impressa: «si presentava in tribunale elegantissimo, per poi prendere un aereo e magari un’ora dopo essere in campo giocando una partita strepitosa». Un pomeriggio che può finire in carcere, una sera da quaranta punti. «Non è umano». Vittorie, cadute, ricadute: «la vita di Kobe è tutta così».

Buffa racconta un uomo contraddittorio, difficile da decifrare, che non segue schemi condivisi. «Tu l’uomo lo devi dedurre dalle azioni». Come quella ferita mai rimarginata con la famiglia, come l’amore per Vanessa, nato contro ogni previsione, difeso fino alla rottura definitiva. «Kobe ha vissuto sette vite in una». È per questo, ammette Buffa, che resta «il personaggio più complesso che abbia mai raccontato. Nemmeno Maradona si avvicina». Alla fine resta una parola chiave, quella che attraversa tutto: ossessività. «Quell’ossessività mostrata da Jordan e portata agli estremi da Kobe». Una fame che non si placa, una dedizione che divora. Ed è forse da lì che nasce anche il racconto stesso, come ammette Buffa con disarmante sincerità: «ho il devastante privilegio di poter raccontare delle storie che ascolterei».

Otto Infinito. Vita e morte di un Mamba è questo: un viaggio che usa il basket per parlare della condizione umana, della fame che spinge avanti, della lotta interiore che non concede alibi, della possibilità di spezzarsi e continuare. Un attraversamento ostinato e simmetrico. Perché, quando cala il sipario, qualcosa continua a girare dentro come una linea che non si chiude, come un otto che resta aperto. All’infinito.

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​Il Sogno di un Mondo Giusto: a Mesagne Annatonia Margiotta presenta la sua "Agenda Onu 2080". ​Oltre la burocrazia, verso l'umano: un incontro per riscoprire il valore del merito come pilastro della democrazia.
​MESAGNE (BR) – In un tempo dominato dall'urgenza e dalla mediocrità, esiste ancora spazio per il talento? Sabato 7 febbraio 2026, alle ore 18:00, le Officine Ipogee di Mesagne (Piazza S. Anna Dei Greci n. 14) ospiteranno la presentazione di un’opera che sfida il presente: "Valorizzare Merito e Competenze. Gli obiettivi di un'onirica Agenda Onu 2080" (Edizioni dal Sud), l'ultimo saggio di Annatonia Margiotta.
​L'evento, promosso dal movimento Mesagne Bene Comune (MBC), non sarà una semplice esposizione letteraria, ma un manifesto politico e sociale sul valore del capitale umano.
​Il Capitale Umano come Unica Vera Risorsa
​Il cuore della riflessione di Annatonia Margiotta è una denuncia e, al contempo, una proposta visionaria: riconoscere il merito non significa creare élite, ma onorare la dignità di ogni individuo. Nell'onirica Agenda Onu 2080 immaginata dall'autrice, le competenze non sono sterili titoli di studio, ma strumenti di libertà e giustizia.
​"Valorizzare il capitale umano significa smettere di considerare le persone come numeri e iniziare a vederle come portatrici di un potenziale unico," spiega l'autrice. “Il merito è l'antidoto al clientelismo e l'unica strada percorribile per una trasparenza reale.”
​Il Programma della Serata
​Il dialogo si snoderà attraverso diverse forme di espressione:
​Il Confronto: Gino Stasi guiderà l'approfondimento, interrogando l'autrice su come l'utopia possa farsi prassi quotidiana nelle nostre comunità.
​L’Emozione: Le letture di Carla Orlandini daranno respiro poetico ai temi della responsabilità e dell'impegno civile, ricordandoci che dietro ogni "competenza" batte un cuore umano.
​Biografia: Annatonia Margiotta
​Annatonia Margiotta è Funzionaria della Regione Puglia, esperta in politiche sociali e contrasto alle mafie. Da anni pone al centro della sua attività professionale e intellettuale la difesa del Bene Comune. Con questo volume, consolida il suo impegno nella costruzione di una cultura della responsabilità, proponendo una visione dove l'etica e il riconoscimento del talento diventano le fondamenta per le istituzioni del futuro.

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MADE IN ITALY: COLDIRETTI PUGLIA, RECUPERATI 1 MILIARDO E 375 MILIONI DI FONDI PAC; ORA STOP INGANNI ORIGINE, PIÙ CONTROLLI E MENO BUROCRAZIA

Restituiti all’agricoltura della Puglia un miliardo e 375 milioni di euro della Politica Agricola Comune, risorse che rafforzano la capacità produttiva delle campagne, sostengono il reddito delle imprese e mettono un argine alle difficoltà causate da cambiamenti climatici, aumento dei costi e instabilità dei mercati. Un risultato ottenuto grazie all’azione di Coldiretti sul piano europeo e nazionale, in una fase in cui la produzione di cibo è diventata una leva strategica per l’economia e la sicurezza alimentare, ed è uno dei temi al centro dell’incontro che ha visto 3000 agricoltori pugliesi riuniti al Teatro Petruzzelli di Bari, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo

Le risorse recuperate rappresentano un sostegno decisivo per l’agricoltura pugliese, chiamata a fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici, l’aumento dei costi di produzione e le tensioni sui mercati internazionali, oltre alla necessità di difendere le produzioni di qualità simbolo del Made in Italy. Nel dettaglio alla Puglia sono ritornati 608 milioni di euro per le province di Bari e BAT, 417 milioni di euro per la provincia di Foggia, 170 milioni di euro per la provincia di Taranto, 124 milioni di euro per la provincia di Lecce e 56,5 milioni di euro per la provincia di Brindisi.

Si tratta di risorse fondamentali per garantire gli approvvigionamenti alimentari, mantenere attivi i presìdi agricoli nelle aree rurali, contrastare il dissesto idrogeologico, ridurre le emissioni e favorire la diffusione delle tecnologie dell’Agricoltura 5.0, capaci di rendere più efficiente e sostenibile l’uso delle risorse naturali. Per Coldiretti è però indispensabile affiancare al sostegno economico anche regole più semplici e meno burocrazia, per permettere alle imprese agricole di lavorare senza essere soffocate da adempimenti e vincoli spesso lontani dalla realtà delle campagne.

La difesa del Made in Italy si gioca anche sul terreno dei controlli e della trasparenza sulle importazioni di cibo straniero, cresciute dell’8% nel 2025 secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi undici mesi dell’anno. Un aumento che rende ancora più urgente tutelare le produzioni locali da concorrenza sleale e prodotti che non rispettano gli stessi standard qualitativi, ambientali e sanitari richiesti agli agricoltori italiani.

Per questo Coldiretti rilancia la richiesta di una legge europea che renda obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta su tutti i prodotti alimentari, così da garantire piena trasparenza ai consumatori e valorizzare il vero Made in Italy. Altro punto chiave è la riforma del codice doganale, oggi basato sulla regola dell’“ultima trasformazione sostanziale”, che consente di far risultare italiani prodotti ottenuti in larga parte con materie prime straniere. Un meccanismo che favorisce gli inganni commerciali e penalizza le aziende che producono realmente sul territorio.

Sul fronte sanitario, resta inoltre alta l’attenzione per la debolezza dei controlli con solo il 3% dei prodotti extra UE viene sottoposto a verifiche, mentre nel 2025 è scattato un allarme alimentare ogni 38 ore su cibi importati, soprattutto per la presenza di residui di pesticidi e sostanze vietate. Difendere il Made in Italy in Puglia significa difendere lavoro, salute e futuro dei territori. Una sfida su cui Coldiretti continuerà a mantenere alta la guardia.

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In occasione delle consultazioni referendarie di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, la Commissione Elettorale Comunale procederà:

  • alla nomina degli 81 scrutatori di seggio elettorale mediante sorteggio tra gli iscritti all’Albo degli scrutatori, che avranno presentato istanza di disponibilità ad assumere l’incarico di scrutatore e che siano in possesso dei seguenti requisiti:
    • essere regolarmente iscritti all’Albo degli scrutatori del Comune di Mesagne nell’anno 2026;
    • essere studenti privi di reddito o, in alternativa, iscritti ad un Centro per l’Impego (ufficio di collocamento) come disoccupati o inoccupati;
  • alla predisposizione di un elenco aggiuntivo di 30 scrutatori supplenti mediante ulteriore sorteggio tra i cittadini che avranno presentato la suddetta istanza di disponibilità, secondo il seguente ordine di priorità:
    1. cittadini iscritti all’Albo degli scrutatori del Comune di Mesagne nell’anno 2026 con preferenza (studenti privi di reddito o disoccupati);
    2. cittadini iscritti all’Albo degli scrutatori del Comune di Mesagne senza preferenza;
    3. cittadini non iscritti all’Albo degli scrutatori.

In caso di un numero di istanze inferiore a 111, il sorteggio della restante parte sarà effettuata attingendo direttamente dall’Albo degli scrutatori.

Le istanze potranno essere trasmesse a partire da giovedì 5 febbraio 2026 e fino alle ore 12.00 di lunedì 16 febbraio 2026, esclusivamente mediante le seguenti modalità:

  • a mano direttamente all’Ufficio Protocollo del Comune di Mesagne;
  • tramite PEC all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., specificando come oggetto: “Referendum 2026 - Istanza per la nomina di scrutatore”.

Il modello di domanda può essere scaricato al seguente link oppure ritirato direttamente presso l’Ufficio Protocollo.

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Il prossimo 7 febbraio il Centro diurno “Marco Cavallo” di Latiano cesserà l’attività sanitaria rivolta a persone con problemi psichici. Una decisione sofferta, maturata non per scelta, ma come conseguenza diretta del venir meno delle risorse economiche necessarie a garantire la continuità del servizio. Alla base della sospensione vi è infatti il dietrofront della Regione Puglia nell’erogazione dei finanziamenti aggiuntivi più volte annunciati e mai concretamente resi disponibili. Ad annunciare la sospensione delle attività è stato il dottor Carlo Minervini, a nome dell’intero direttivo dell’Associazione 180amici Puglia, che da anni gestisce il Centro. «L’Associazione – ha spiegato – si vede costretta, con sofferenza e grande dispiacere, a sospendere le attività al 7 febbraio, denunciando le gravi ripercussioni sulla salute mentale dei lavoratori e dei tanti frequentatori del Centro Marco Cavallo e dei loro familiari, già logorati da troppi mesi di precarietà e da proroghe con finanziamenti assolutamente insufficienti, attualmente di 250mila euro contro i 471mila euro della manifestazione d’interesse, per proseguire un’esperienza innovativa ed emancipatoria per le persone con disagio psichico, fiore all’occhiello della nostra Regione». Il Centro Marco Cavallo rappresenta da anni un modello avanzato di presa in carico delle persone con disagio psichico, basato sull’inclusione sociale e lavorativa. Un’esperienza che ha resistito nel tempo nonostante una condizione economica sempre più fragile. A maggio 2025, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese aveva comunicato l’accordo raggiunto tra l’Associazione 180amici Puglia, la Direzione Generale dell’ASL di Brindisi, la CGIL e i funzionari regionali per il rinnovo della convenzione, sulla base di un nuovo progetto del Centro diurno cogestito. Lo stesso assessore aveva definito quel progetto un nuovo modello di trattamento, «il primo in Puglia ad avviare la presa in carico dei pazienti attraverso la modalità del Budget di Salute», valorizzando anche il ruolo dei soci “esperti per esperienza”, persone che, dopo aver affrontato la sofferenza psichica, avevano raggiunto l’emancipazione acquisendo competenze di supporto e lavorative all’interno del Centro. Il finanziamento avrebbe dovuto attingere sia al fondo sanitario regionale sia ai fondi europei PNES per la salute, con concreta attuazione entro il 30 giugno 2025.

Nulla di tutto questo, però, si è realizzato. «Sono passati altri faticosi mesi di attesa e resistenza – ha precisato Minervini – durante i quali l’Associazione 180amici Puglia ha comunque tenuto attivo il Centro Marco Cavallo, assicurando faticosamente un sufficiente livello di qualità, nonostante fondi inadeguati da anni». Una situazione diventata insostenibile quando, nel corso di un’audizione regionale del 17 settembre 2025, è stato comunicato che l’accordo non poteva più essere rispettato e che il progetto sarebbe stato oggetto di un rilevante definanziamento. Nel frattempo, l’ASL di Brindisi ha avviato e concluso una manifestazione di interesse per la gestione del progetto Marco Cavallo, assegnandolo proprio all’Associazione 180amici Puglia, ma senza garantire le risorse economiche adeguate. Da qui la richiesta dell’ASL di continuare l’attività tramite ulteriori proroghe della vecchia convenzione del 2011, con fondi ormai del tutto insufficienti. Le conseguenze sono state pesanti: dai 30 soci lavoratori iniziali si è scesi a 18, con un carico crescente su chi è rimasto e una progressiva riduzione delle attività. Nonostante tutto, l’Associazione ha continuato a garantire un servizio di qualità all’utenza, seppur ridotto nella quantità. Uno sforzo che, però, ha prodotto un disavanzo economico ormai non più sostenibile. «Abbiamo accumulato un deficit a cui non possiamo più far fronte – ha sottolineato Minervini – e per questo abbiamo chiesto all’ASL un modesto aumento, in attesa che venga finalmente onorata la manifestazione di interesse». La sospensione delle attività sanitarie non segna tuttavia un passo indietro sul piano della mobilitazione. «L’Associazione non abbandonerà il campo – ha concluso Minervini – resterà presente presso la sede attraverso l’assemblea permanente e metterà in campo iniziative di mobilitazione». Una scelta che punta a difendere non solo un presidio sanitario, ma un’esperienza di inclusione e dignità che rischia di essere travolta dalla precarietà economica e dalle promesse mancate delle istituzioni.

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