Nel segno di Luca Giordano. L’ultima settimana di esposizione delle opere, proposte nella Grande Mostra “Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj”, si conclude con 392 candeline sulla ideale torta del “fulmine del Barocco, capace di trasformare ogni parete in un teatro di luce”. Allestita nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana (Brindisi) e considerata l’evento culturale estivo più rinomato nel Mezzogiorno d’Italia, organizzata da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana, e curata dal prof. Pierluigi Carofano, in ossequio al protocollo d’intesa Puglia Walking Art, la Grando Mostra propone due opere del grande maestro del Barocco e ad esse ed all’artista che le ha realizzate, in questi giorni sono previsti focus particolari riservati ai visitatori che usufruiranno del servizio di guida.
Giova ricordare che Luca Giordano (1634–1705) fu il pittore più rapido e proteiforme del Barocco europeo. Soprannominato “Luca fa presto”, trasformava pareti e volte in scenari teatrali di luce e movimento. Maestro di invenzione instancabile, seppe fondere Napoli, Venezia e Spagna in un linguaggio unico, tato che la sua pittura, virtuosistica e scintillante, è un atlante di fantasia e velocità. Resta il “fulmine del Barocco”, capace di dipingere come se il tempo non esistesse.
Nelle sale del Castello Imperiali di Francavilla Fontana, ci sono tre opere di Luca Giordano: un “Autoritratto” e il “San Sebastiano e le pie donne”, un grande olio su tela (cm 217×166), databile al 1653 circa il 1653 ed appartenent alla Fondazione De Chiara De Maio di Solofra; e la “Vocazione di san Matteo”, altro grande olio su tema (cm 223×180), databile agli anni 1678-1680 circa e di proprietà delle Antichità la Pieve di Sabbio Chiese (Brescia).
“L’attribuzione di questo dipinto a Luca Giordano si deve a Nicola Spinosa (2014)” – ha ricordato Vincenzo De Luca nel catalogo. “Si tratta di un’opera realizzata intorno al 1653, quindi giovanile, quando per Giordano i riferimenti sono la lezione di Caravaggio e i dipinti di Ribera – ha aggiunto -. Si tratta infatti di una copia, di estrema qualità, di un celebre modello di Ribera conservato al Museo de Bellas Artes de Valencia San Pio Ve se ne conoscono alcune redazioni antiche, sulle quali il giudizio è problematico per lo stato di conservazione, conservate nel Museo di Stato di San Marino, nel Museo Nacional de Bellas Artes de Cuba, nella collezione Cortes a Madrid, nella raccolta Sindik a Boden in Svezia, mentre un disegno preparatorio è nella sezione di grafica delle Gallerie dell’Accademia di Venezia”.
E Francesco Lofano, nella scheda dedicata al “San Matteo” osserva: “Con un’argomentata scheda, l’opera veniva resa nota nel 1994 da Daniele Benati che proponeva la persuasiva attribuzione a Luca Giordano. Nello stesso anno, in via autonoma, la stessa veniva assegnata al catalogo del pittore anche da Giuseppe M. Pilo, che la presentava all’interno di un più articolato studio sulla ricezione della pittura del Tin toretto da parte dell’artista partenopeo. La tela costituisce un’ulteriore testimonianza di un tema nient’affatto inedito nella produzione del pittore napoletano. Come argomentato dal Benati – ha aggiunto -, resta tuttavia innegabile come la redazione qui considerata presenti talune analogie soprattutto con la tela di analogo soggetto della Georgetown University Art Collection, datata intorno alla metà del nono decennio del Seicento: la disposizione dei gruppi, la posa di Cristo e alcuni dettagli dei personaggi, come la figura virile con il berretto di pelliccia”.
“Il nostro impegno non conosce soste nel voler proporre, ai pugliesi innanzi tutto, compendi di bellezza a pochi passi dalla propria casa – ha commentato Pierangelo Argentieri, ideatore del Protocollo Puglia Walking Art e responsabile di Micexperience rete di Impresa che organizza l’evento -. I visitatori hanno piacere di ricostruire con noi le tappe di un cammino decennale e la circostanza che chiedano anche i cataloghi delle mostre precedenti conferma un feeling immutato negli anni”.
La Grande Mostra è visitabile secondo i seguenti orari di apertura: Lunedì ore 16 – 20; da Martedì a Domenica ore 10-13 e 16-20. Info e prenotazioni: +39 327 011 2818. Info: www.pugliawalkingart.com
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