Il Comune di Mesagne fa marcia indietro sul pagamento di oltre 42mila euro alla ditta che gestisce i servizi tecnici e artistici del Teatro storico comunale. Con un provvedimento ha annullato integralmente il precedente provvedimento che disponeva la liquidazione di 42.657,30 euro, Iva compresa, in favore della ditta Carmelo Grassi di Brindisi. La ragione è tutta nei conti: l'impegno di spesa sul quale era stato disposto il pagamento presenta una disponibilità insufficiente. Una situazione che, secondo quanto ricostruito nell'atto amministrativo, è conseguenza della cancellazione erronea di somme precedentemente impegnate nel bilancio comunale.
Il Comune ha disposto l'annullamento in autotutela della determina n. 2368 del 22 ottobre. Quest'ultima autorizzava la liquidazione delle spettanze relative al secondo semestre della quarta annualità, dal primo giugno al 30 novembre 2025, e al primo semestre della quinta annualità, dal primo dicembre 2025 al 31 maggio 2026, per la gestione dei servizi tecnici e artistici del teatro.
Il provvedimento non mette in discussione il contratto con la ditta, né cancella le obbligazioni assunte dall'ente per le prestazioni effettuate. Il problema, chiarisce il documento, è di natura amministrativo-contabile: in sede di verifica preliminare al pagamento, il Servizio finanziario ha rilevato che l'impegno contabile di riferimento non dispone delle somme sufficienti a coprire l'importo liquidato. Per questo motivo, la liquidazione non poteva tradursi in un mandato di pagamento regolarmente eseguibile.
All'origine dell'anomalia c'è il riaccertamento ordinario dei residui dell'esercizio 2025, approvato nel 2026. In quella fase era stata comunicata la necessità di cancellare alcune somme precedentemente impegnate per il servizio del teatro. Le verifiche amministrativo-contabili successive hanno però accertato che la cancellazione era stata effettuata erroneamente, poiché quelle somme erano riferite a obbligazioni contrattuali ancora esistenti. La loro eliminazione ha quindi ridotto la disponibilità dell'impegno originario, rendendola insufficiente rispetto alle somme da corrispondere al gestore.
Il risultato è che il provvedimento di liquidazione, pur regolarmente adottato e pubblicato, è stato ritirato prima che venisse effettuato qualsiasi pagamento. La determinazione precisa, infatti, che alla data del nuovo atto non risultava versata alcuna somma in esecuzione della precedente disposizione.
Per comprendere il contesto, occorre risalire al 2021, quando l'amministrazione comunale avviò la procedura per affidare a un soggetto esterno la gestione dei servizi tecnici e artistici del Teatro comunale. La scelta era motivata dalla necessità di garantirne il funzionamento, considerata l'impossibilità di provvedere direttamente per carenza di personale e di professionalità specifiche. Al termine della gara, con determinazione del 29 novembre 2021, l'affidamento quinquennale fu aggiudicato alla ditta Carmelo Grassi. L'importo contrattuale, dopo il ribasso dello 0,1 per cento sulla base d'asta di 175mila euro, venne fissato in 174.830 euro.
Adesso l'amministrazione dovrà rimettere in ordine la posizione contabile. La stessa determina stabilisce che si procederà con un atto distinto all'assunzione di un nuovo impegno di spesa, dopo aver verificato i presupposti giuridici e contabili, la corretta imputazione delle somme e la relativa copertura finanziaria. Solo successivamente potrà essere adottato un nuovo provvedimento di liquidazione a favore della ditta.
La questione, dunque, non si chiude con l'annullamento del pagamento, ma si sposta sulla capacità dell'ente di regolarizzare gli atti e individuare la corretta copertura contabile per onorare gli impegni contrattuali. Resta da capire in quali tempi sarà possibile completare il procedimento e procedere alla liquidazione delle somme dovute per i servizi resi al Teatro storico comunale.
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