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Masseria Canali simbolo della vittoria dello Stato sulla criminalità. Domani la Giornata della memoria

masseria canali   1Domani, primo giorno di primavera, Libera celebra a Brindisi

la “Giornata della memoria e dell’impegno” per ricordare le vittime di mafia. La città di Mesagne ha uno dei simboli nazionali di lotta alla criminalità. Masseria Canali, in agro di Mesagne, è divenuta il simbolo della vittoria dello Stato sulle cosche mafiose. In questo caso sulla Sacra corona unita che un tempo aveva in città uno dei suoi maggiori capisaldi. Il bene, infatti, proviene da una confisca che lo Stato ha fatto a un sodale della Sacra corona unita e ne ha affidato la gestione a Libera. Oggi la lotta alla mafia è punto d’orgoglio di Mesagne: la presenza costante di Libera, i beni confiscati, l’Osservatorio per la Legalità rappresentano presenze, conquiste, testimonianze e importanti opportunità formative anche per i giovani del territorio anche se non bisogna mai abbassare la guardia. Masseria Canali è divenuta, oltre che un esempio da seguire, anche una struttura didattica dove ogni anno transitano centinaia di ragazzi che svolgono laboratori e campi estivi. All’inaugurazione del bene, avvenuta nel 2014, il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, ebbe a dire “Qui si afferma la supremazia dello Stato nel contrasto della criminalità e alle mafie. Da beni esclusivi in mano mafiosa, diventano beni condivisi comunità”. L’obiettivo di Libera è di rendere Masseria Canali il posto dove, attraverso il contatto con la terra e con la natura, i bambini e i ragazzi ma anche gli adulti possano trovare l'essenza del vivere civile e nel pieno rispetto dei diritti. La cooperativa Terre di Puglia – Libera Terra gestisce Masseria Canali e ha già provveduto a riqualificare nella provincia di Brindisi circa 80 ettari di terreno confiscato e coltivato a seminativo, oliveto, orticole e vigneti. La storia della masseria Canali parte dal marzo 1994, quando fu disposta dall’ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Brindisi, confermata dalla Corte d’Appello di Lecce nel luglio 1995 e divenuta definitiva nel gennaio 1996 a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione, la confisca dei beni di Cantanna, costituiti da due fondi rustici e un fabbricato rurale, patrimonio immobiliare di circa 20 ettari cui fu allora attribuito un valore di 430 milioni di lire. Ci son voluti quasi 9 anni ancora, fino al novembre 2004, prima che giungesse al Comune di Mesagne la proposta della Direzione generale beni confiscati dell’Agenzia del demanio di Lecce di assegnazione di quei beni e il Comune esprimesse il proprio parere favorevole per destinarli a finalità sociali affidandoli, con il supporto dell’Associazione “Libera”, a cooperative giovanili per la realizzazione di una masseria didattica. Successivamente, fu il Consiglio comunale con la delibera 15, adottata nella seduta del 2 maggio 2005, che formalizzò l’acquisizione al patrimonio indisponibile dei beni confiscati, effettivamente consegnati il 13 maggio 2005 e concessi, poi, in comodato d’uso a titolo gratuito in favore della Cooperativa “Terre di Puglia Libera Terra” nell’aprile 2008. Oggi Masseria Canali, oltre a essere una laboratorio di vita e dei diritti civili, è anche un’azienda agricola i cui prodotti sono venduti in tutta Italia attraverso la cooperativa “Libera Terra”.  

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Marzo 2019 09:53
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