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Riconoscimento all’avvocato mesagnese Aresta nella causa di canonizzazione di Aldo Moro

2017-05-10 134743L’accademia “Italia in arte nel mondo” ha conferito all’avvocato mesagnese Giovanni Luca Aresta l’alto riconoscimento per l’impegno profuso in favore della Causa di Canonizzazione del Presidente On. Aldo Moro, in ausilio al Postulatore accreditato presso la Congregazione delle Cause dei Santi della Santa Sede apostolica.

La cerimonia ha avuto luogo nella serata di ieri 9 maggio presso l’antico teatro monumentale “G. Paisiello” di Lecce, nel corso di un momento di riflessione dedicata ad Aldo Moro, statista assassinato dalle Brigate Rosse quasi quaranta anni fa, che ha preceduto una “prima” assoluta andata in scena in occasione del 39° anniversario dal ritrovamento del suo corpo esanime a Roma in Via Caetani, “La verità nascosta”: opera da camera dedicata a Moro del M° Biagio Putignano, docente al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Lo spettacolo è stato organizzato dall’associazione A.Gi.Mus. Salento – Lecce, dal Conservatorio di musica “Niccolò Piccinni” di Bari, con la partecipazione dell’Accademia in arte nel mondo e il patrocinio di Provincia di Lecce, Regione Puglia, Città di Lecce, Comune di Maglie, Comune di Bisceglie, Società italiana di musica contemporanea, Fondazione F. Capece, e la Postulazione del Processo di Canonizzazione del Servo di Dio Aldo Moro presso la Città del Vaticano.

L’Accademia “Italia in Arte nel Mondo” conferisce, ogni anno, alti riconoscimenti internazionali a personalità del mondo dell’arte, della scienza, della cultura e del volontariato. Quest’anno, il presidente e la commissione permanente dell’accademia hanno riconosciuto l’impegno e la dedizione profusa a favore della Causa di Canonizzazione del Servo di Dio Aldo Moro e per la testimonianza offerta attraverso diverse occasioni culturali, con iniziative dal grande spessore civile, religioso e artistico.

Percorsi di studio, ricerca e collaborazione presenti nell’Avvocato Aresta, sostenuti dalla cultura e valori espressi in vari momenti e servizi promossi ai più livelli sul territorio.

«“Se nessuno conosce l’altro, ognuno è solo”, scrive Hermann Hesse» ha ricordato Aresta, ricevendo il premio. «Occorrono molte energie, ma soprattutto quelle che spingono istintivamente la persona ad associarsi con altri per costituire legami e istituzioni sociali durature. I legami sociali si basano soprattutto su energie umane, umanizzanti e spirituali che mettono le persone in grado di esercitare virtù sociali quale l’amore per il prossimo e di edificare settori culturali e assistenziali che la singola persona e le singole istituzioni non sono in grado di erigere da soli».

Io sono onorato ed emozionato di ricevere questo Riconoscimento, che mi inserisce, in una prestigiosa lista di premiati (tra i tanti, il Sen. Avv. Giorgio De Giuseppe, già candidato alla Presidenza della Repubblica, il Dott. Enzo Quarto, Giornalista Rai, il M° Biagio Putignano, titolare della Cattedra di Composizione presso il Conservatorio di Bari). Ringrazio la Commissione direttiva del Premio e il suo presidente per l’onore che fa alla mia persona ma considero questa dignità rivolta soprattutto alla mia Comunità cittadina di Mesagne, che a più livelli contribuisce fattivamente alla Causa del Servo di Dio Aldo Moro. Sono grato alle parole penetranti e affettuose del mio grande amico Nicola Giampaolo e lo ringrazio e ringrazio molto l’Accademia. Mi interrogo sulle ragioni di questa scelta. Questo Premio è però per me un segno, un appello a fare meglio. La fede cristiana – per quel che noi viviamo nelle nostre diverse realtà - chiama a non vivere per sé stessi. Scrive l’apostolo Paolo: “Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e resuscitato per loro.” (2Cor 5,15) Il richiamo forte al Vangelo portato da Paolo inquieta, dunque, la cultura del vivere per sé. Vivere per sé diventa una logica tutta mercantile. Anche il perseguimento dei propri interessi ha bisogno di spirito, di generosità, di visione...proprio come ha fatto Aldo Moro nei termini umili, quotidiani modesti della sua vita. Mi sforzo di essere uomo in continua ricerca, mi sforzo di essere cittadino avendo presente le grandi Figure del passato. Come diceva il grande Hillel, maestro ebraico contemporaneo di Gesù: “quando mancano gli uomini, sforzati tu, almeno tu, di essere uomo!”.

Ultima modifica ilMercoledì, 10 Maggio 2017 13:49
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