Mesagne. Le tante criticità dello stadio "Guarini" mentre si avvicina il torneo delle Regioni
Lo stadio comunale "Guarini" si trova attualmente in uno stato di abbandono che dura da oltre un decennio, sin dalla sua costruzione. Con il recente annuncio dello svolgimento del Torneo delle Regioni, è opportuno mettere in luce le gravi condizioni in cui versa questo impianto, troppo a lungo trascurato da chi ha il compito di garantirne una gestione adeguata. Il problema non è nuovo; è piuttosto il risultato di una gestione caratterizzata da rinvii, promesse mai mantenute e annunci privi di seguito. Questa situazione appare insostenibile, soprattutto considerando che la squadra cittadina è attualmente in lotta per la vittoria del campionato. L'impianto, però, non è all'altezza della categoria attuale, e nemmeno di un eventuale salto in un campionato superiore, rischiando quindi di compromettere non solo la stagione atletica, ma anche il prestigio dell'intera comunità. Un elemento che colpisce, nella riflessione riguardante lo stadio "Guarini", è la disparità rispetto ad altre strutture sportive della città. Mentre altri impianti sono stati oggetto di riqualificazioni, il nostro stadio è rimasto ai margini di qualsiasi piano di investimento. Questa apparentemente ingiustificabile disparità solleva interrogativi sulla priorità accordata allo sport cittadino, al quale i cittadini sono profondamente legati. A queste criticità interne si sommano problemi esterni che rendono l'accesso allo stadio una vera e propria avventura. Strade dissestate e parcheggi in condizioni precarie, con buche profonde e pozzanghere che persistono anche senza pioggia, scoraggiano la presenza del pubblico e pongono seri interrogativi sulla sicurezza complessiva dell'area. Queste problematiche non possono più essere ignorate, poiché contribuiscono a un ambiente poco accogliente e sicuro per i tifosi. Una domanda fondamentale, tuttavia, rimane irrisolta: qual è lo stato attuale dell'agibilità del terreno di gioco? Da anni, questo aspetto vitale viene gestito in deroga, superando i limiti sotto il profilo strutturale e manutentivo. È urgente chiarire dove siano finiti i finanziamenti promessi in passato da diverse amministrazioni, senza alcun riscontro concreto o atti pubblici che ne attestino l'impiego. È arrivato il momento di fare chiarezza. Chiediamo, tramite questo giornale, un confronto pubblico — una tavola rotonda o un’intervista — tra amministratori locali, società sportiva e addetti ai lavori. Solo così possiamo affrontare questa vicenda senza ambiguità e con la determinazione necessaria. Ignorare il problema significa assumersi la responsabilità di penalizzare non solo lo sport, ma anche la società e l’intera comunità che nel calcio vedono una parte essenziale della propria identità. È tempo di agire e pretendere quella trasparenza e responsabilità che tutti meritano.
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