Redazione

Importante traguardo per il settore turistico della Città di Mesagne: con la Determinazione Dirigenziale n. 185 del 30 giugno 2026 emanata dalla Sezione Turismo e Internazionalizzazione della Regione Puglia, il progetto presentato dall’Amministrazione Comunale nell'ambito dell’“Avviso Info-point Anno 2026” è stato ufficialmente ammesso a finanziamento.

Il bando, finanziato con risorse del P.O.C. (Programma Operativo Complementare) Puglia 2021-2027, è finalizzato al potenziamento e alla qualificazione della Rete Regionale degli Info-point turistici. Il progetto del Comune di Mesagne dal titolo “Qualcosa di Nuovo dal Profumo Antico” è uno degli 85 interventi selezionati a livello regionale per l'eccellenza e la qualità della proposta tecnica presentata.

Il progetto ha l'obiettivo di potenziare e qualificare l'accoglienza turistica territoriale attraverso il potenziamento del front office dell'Info-point nel periodo che va dal 1° agosto all’11 ottobre 2026, garantendo un’apertura continuata dalle ore 9:00 alle ore 22:00 durante i fine settimana, i giorni festivi e i ponti. Il servizio sarà gestito da un gruppo di lavoro composto da sette unità di personale qualificato con competenze linguistiche in inglese, francese e spagnolo, oltre a specializzazioni tecniche in social media marketing, storytelling e marketing territoriale.

“Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato che premia il lavoro di programmazione svolto dagli uffici e la nostra visione di sviluppo turistico” dichiara il Sindaco Francesco Rogoli. “Questo finanziamento ci consente di investire sulla porta d’ingresso della nostra città per i turisti e i visitatori, l’Info-point, rendendolo sempre più efficiente e in linea con le strategie regionali di promozione del brand Puglia.”

L'offerta turistica si articolerà attraverso un programma di cinque esperienze di animazione on-site progettate per valorizzare le diverse anime del territorio: i “Sentieri urbani” nel giardino pensile del Castello, la visita teatralizzata “La Festa del Barocco” nel centro storico, il percorso naturalistico lungo il Canale Reale, l’itinerario in bicicletta verso il sito archeologico di Muro Tenente sull'Antica Via Appia e la "Honey experience" per la scoperta delle aziende apistiche locali. Parallelamente, il progetto punta con decisione sulla digitalizzazione e sulla comunicazione integrata, prevedendo l'attivazione di QR code presso il Castello e il complesso MATER per consentire ai visitatori di fruire dei contenuti in totale autonomia, oltre a un piano editoriale coordinato sui principali social media e alla produzione di mappe e brochure multilingua. Infine, l'azione di Mesagne si inserisce in una strategia di rete con altri comuni dell'area brindisina per promuovere un’immagine turistica coesa e riposizionare competitivamente l'intera destinazione a livello regionale.

“Il nostro obiettivo è trasformare l'accoglienza in una vera e propria esperienza per i turisti e i visitatori – conclude l’Assessore al Turismo Vincenzo Sicilia. Il potenziamento della comunicazione integrata previsto dal progetto e sviluppato in stretta sintonia con i canali della Regione Puglia, garantirà una maggiore risonanza alle attività che verranno realizzate, rendendo la nostra offerta turistica più attrattiva, moderna e competitiva”.

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In appena sette giorni la Puglia ha perso 12,66 milioni di metri cubi d’acqua dagli invasi pur mantenendo un livello di riempimento del 77% grazie alle abbondanti piogge cadute tra inverno e primavera 2026, e questo dimostra che l’acqua c’è, ma va trattenuta perché senza nuove infrastrutture il patrimonio idrico accumulato rischia di disperdersi rapidamente sotto la spinta delle temperature estreme, oltre alle condotte colabrodo che continuano a disperdere una quota significativa della risorsa lungo la rete di distribuzione. Per questo Coldiretti Puglia, in occasione dell'Assemblea nazionale dell'ANBI in corso a Roma, rilancia la necessità di passare dall'emergenza alla programmazione, accelerando la realizzazione di nuovi invasi, il completamento delle infrastrutture idriche e l'ammodernamento della rete per garantire acqua alle imprese agricole e ai cittadini.

 

"L'acqua è la più grande infrastruttura strategica del nostro Paese. È una risorsa che genera sviluppo, produce energia, garantisce cibo, tutela il territorio e rappresenta un presidio di pace. Di fronte all'avanzare della siccità e della desertificazione non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorità sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l'autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate. Da anni discutiamo di piani, strategie e programmi. Oggi il Paese ha bisogno di cantieri. Non possiamo continuare a ripetere le stesse analisi mentre gli agricoltori sono costretti ad affrontare danni sempre più gravi", ha affermato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, intervenendo all'Assemblea nazionale dell'ANBI. "Ogni anno sul nostro Paese cadono enormi quantità di pioggia, ma siamo ancora in grado di trattenere solo una minima parte della risorsa, molto meno di quanto fanno altri Paesi europei. È un paradosso che non possiamo più accettare. Le grandi opere possono rappresentare un motivo di orgoglio nazionale, ma le priorità dei cittadini sono altre. Chi apre il rubinetto e non trova acqua, chi vede i raccolti compromessi o è costretto a rinunciare al proprio patrimonio zootecnico chiede risposte oggi, non tra decenni", conclude Gesmundo.

 

Secondo l'ultimo report dell'Osservatorio sulle Risorse Idriche dell'ANBI, le elevate temperature stanno determinando una rapida diminuzione delle riserve idriche, nonostante il miglioramento registrato grazie alle piogge dell'inverno e della primavera 2026 che hanno consentito di recuperare circa 76 milioni di metri cubi d'acqua negli invasi della Capitanata rispetto a fine 2025, mentre in Basilicata gli invasi di Monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello mantengono l'81% del volume autorizzato, con una disponibilità superiore di circa 128 milioni di metri cubi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pur registrando un fisiologico calo dei volumi dovuto al caldo e all'aumento dei consumi irrigui.

 

"Le piogge del 2026 hanno dato respiro alle campagne pugliesi e hanno consentito di ricostituire una parte importante delle riserve idriche, ma sarebbe un grave errore pensare che l'emergenza sia alle spalle. I cambiamenti climatici ci consegnano un'alternanza sempre più frequente tra precipitazioni intense e lunghi periodi di siccità. L'acqua che cade va trattenuta quando c'è, perché sarà quella che servirà nei mesi estivi. Per questo non possiamo più perdere tempo: bisogna realizzare gli invasi programmati, completare le infrastrutture e mettere in sicurezza il sistema idrico regionale", afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.

 

Per Coldiretti Puglia è necessario accelerare gli investimenti sulle opere strategiche previste dal piano invasi, ridurre le perdite della rete idrica e migliorare l'efficienza dei sistemi di distribuzione, perché l'acqua rappresenta il primo fattore produttivo dell'agricoltura regionale e una risorsa essenziale anche per cittadini, imprese e ambiente.

 

"Oggi il problema non è soltanto la scarsità d'acqua, ma l'incapacità del sistema di conservare quella che arriva con eventi meteorologici sempre più intensi e concentrati. Le piogge di quest'anno hanno dimostrato che possiamo accumulare risorse preziose, ma senza una rete moderna di invasi e infrastrutture continuiamo a disperdere un patrimonio fondamentale. Occorre accelerare la cantierabilità delle opere già progettate, ridurre le perdite della rete e trasformare ogni precipitazione in una riserva strategica per affrontare i mesi più difficili, garantendo sicurezza alimentare, competitività alle imprese agricole e tutela dei territori", conclude Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

 

Per Coldiretti Puglia è il momento di passare definitivamente dalla gestione dell'emergenza alla programmazione, realizzando gli invasi e le infrastrutture necessarie per rendere il sistema idrico regionale più resiliente ai cambiamenti climatici, garantendo acqua alle imprese agricole, ai cittadini e ai territori anche nei periodi di maggiore stress climatico.

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Nella giornata di ieri, mercoledì 1° luglio, nell’ambito delle opere di revamping presso lo Stadio comunale “Franco Fanuzzzi” in vista dei XX Giochi del Mediteranneo – Taranto 2026, hanno preso l’avvio i lavori per la stesura del nuovo manto erboso presso il pre-campo, mentre sono ufficialmente iniziati i lavori per la copertura della Tribuna Est.

“Si tratta di un altro importante intervento di riqualificazione finalizzato a migliorare la qualità delle nostre strutture, offrendo uno spazio sempre più funzionale per crescere insieme”, ha detto l’assessore comunale ai Lavori pubblico, Cosimo Elmo il quale, circa li lavori per la copertura della Tribuna Est, ha osservato: “È un intervento importante, che rappresenta un ulteriore passo avanti per migliorare il nostro impianto e offrire maggiore comfort a tifosi e appassionati. Devo ringraziare tutti per la pazienza e la collaborazione dimostrata durante questo periodo – ha concluso -. Quindi sarà mio dovere aggiornare la cittadinanza sull’avanzamento dei lavori fino al completamento dell’opera”.

 

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Con decreto del Presidente facente funzioni, Elio Ciccarese, è stato costituito l’Ufficio Elettorale della Provincia di Brindisi in vista delle elezioni di secondo grado del Presidente della Provincia, in programma domenica 27 settembre 2026, dalle ore 8.00 alle 20.00. 

L’Ufficio Elettorale, coordinato dal Segretario Generale Pasquale Tondo, sarà incaricato di gestire tutte le attività amministrative e organizzative connesse alla consultazione elettorale: dalla ricezione e verifica delle candidature al supporto alle operazioni di voto, fino agli adempimenti previsti per la proclamazione dell’eletto. 

Il decreto precisa che il personale individuato è composto da dipendenti dell’Ente e opererà senza compensi aggiuntivi, salvo l’eventuale lavoro straordinario autorizzato, al fine di garantire il regolare svolgimento dell’intero procedimento elettorale. 

Il decreto integrale, con la composizione dell’Ufficio Elettorale e tutti i dettagli relativi agli adempimenti previsti, è consultabile nella sezione Albo Pretorio del sito istituzionale della Provincia di Brindisi.

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Questa mattina una squadra dei Vigili del Fuoco di Brindisi è intervenuta rapidamente per domare un incendio sviluppatosi all’interno di un’attività commerciale situata in via Cristoforo Colombo. Le fiamme, che hanno destato preoccupazione tra i residenti e i passanti, sono state spente con successo grazie al tempestivo e professionale intervento degli operatori.

L’azione immediata dei Vigili del Fuoco non solo ha permesso di estinguere l’incendio, ma ha garantito anche la messa in sicurezza dell’intera area coinvolta, evitando così danni maggiori a persone e strutture vicine. Sul luogo dell’evento sono intervenute anche le forze dell’ordine che hanno collaborato per gestire la situazione e avviare gli accertamenti necessari sulle cause del rogo.

Durante le operazioni di spegnimento, i Vigili del Fuoco hanno rinvenuto una bombola di GPL all’interno dell’attività commerciale, un elemento potenzialmente molto pericoloso in caso di esplosione. La bombola è stata prontamente isolata e sta attualmente venendo bonificata da personale specializzato del Comando di Brindisi, che procede con tutte le precauzioni del caso per scongiurare rischi ulteriori.

L’intervento di questa mattina evidenzia la prontezza di risposta e la competenza dei Vigili del Fuoco brindisini, che con professionalità e dedizione hanno scongiurato conseguenze più gravi, mettendo in sicurezza cittadini e infrastrutture. Le indagini su quanto accaduto proseguiranno nei prossimi giorni, al fine di chiarire le cause dell’incendio e prevenire eventi simili in futuro.

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Si conferma molto elevato l’appeal di Barocco e Neobarocco da Rubens a Mitoraj, la Grande mostra, organizzata da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana (Brindisi), e allestita, in ossequio al protocollo d’intesa Puglia walking Art, nel Castello Imperiali di questo centro, crocevia dell’intero Salento. Nelle scorse ore è stato presentato il Catalogo della mostra (a cura del prof. Pierluigi Carofano, Locorotondo Editore, pp. 206 - ISBN: 979-12-82657-00-6) ed è stata ufficializzata la proroga della stessa – a grande richiesta del pubblico – fino a domenica 18 ottobre 2026.

Alla presenza di esponenti delle istituzioni culturali, di studiosi, di operatori della comunicazione e di collezionisti privati, che hanno collaborato con le principali istituzioni pubbliche italiane, a partire dalla Galleria degli Uffizi, in esordio è stato letto un messaggio del sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, il quale ha ribadito come «con assoluto piacere si sia dato seguito alla richiesta di prestito degli undici bozzetti de "Il Muro" di Pontedera realizzati da Enrico Baj: l’iniziativa – ha aggiunto - ci è parsa da subito coerente con le finalità della mostra e pertinente allo spessore culturale che riveste».

«È l’occasione buona per misurarsi con un’iniziativa di impresa culturale valida come tutte quelle nate dal protocollo Puglia Walking Art, ora sottoscritto anche dal Comune di Francavilla Fontana», ha esordito nel suo intervento il sindaco della Città, Antonello Denuzzo. «Quando si afferma con rassegnazione, magari che le risorse per la cultura sono scarse, si confessa una scelta che è sempre consapevole – ha osservato -. Ed è una scelta regressiva, perché quando, come nel caso di castello Imperiali, un luogo lo valorizzi e lo consegni a un appuntamento di respiro internazionale, come la grande mostra, si sta facendo qualcosa, che è attinente ai doveri di un amministratore pubblico, ma che lega i diritti culturali con la socialità della tua comunità, con la consapevolezza di avere una fortuna, e cioè quella di vivere immersi nell'arte. A ciò – ha proseguito Denuzzo - è legata la declinazione economica di questo discorso: restituire luoghi alle attività culturali, significa restituirli alla socialità e offrire la possibilità per tante ragazze a tanti ragazzi di fare impresa, di provare a insediare attività di impresa in quel comparto, perché di cultura si può vivere anche felicemente. Si può farlo anche in un piccolo centro dell'entroterra brindisino del sud, come Francavilla Fontana. Di cultura si può vivere perché noi abbiamo la fortuna, questo è necessario ripeterlo a noi stessi, di vivere in un posto nel mondo nel quale siamo immersi in un patrimonio culturale, che deve svolgere una funzione, prima ancora che economica, sociale e civile. Ecco perché parliamo di restituire i luoghi ai cittadini, non agli utenti – ha concluso -. Credo che nel comparto della cultura, rispetto a questo profilo dell'attività amministrativa, si sia investito nel recupero nella rigenerazione dei luoghi, mai contenitori, piuttosto comunità».

Ad annunciare la proroga della mostra ed anche un abbozzo di mostre future da allestire a Francavilla Fontana nei mesi venturo, è stato l’ideatore del protocollo d’intesa Puglia Walking Art e presidente di Micexperience Puglia Rete di Impresa, Pierangelo Argentiero il quale ha ribadito la originalità delle mostre di Puglia walking Art, mai «pacchetto preconfezionato, ma costruite per pensando al luogo che deve ospitarle e soprattutto alle persone. Noi vogliamo innanzi tutto che le Grandi mostre d’arte in Puglia siano per i pugliesi e per quanti si trovano in Puglia per i motivi più disparati – ha detto Argentieri -. Oltre alle altre relazioni, questa volta la collaborazione con la Galleria degli Uffizi aggiunge un tassello prezioso, mentre il dialogo con la Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna” crea un ponte tra città e istituzioni, grazie a prestiti incrociati che arricchiscono entrambe le sedi espositive. È la dimostrazione che la cultura non è mai un gesto isolato, ma un intreccio di relazioni, un fare davvero rete oltre i campanili. Penso ad una rete con i nodi ben saldi e che diventano sempre di più fino a coprire la Puglia tutta intera e – ha concluso -, pensando al concetto di rete, senza smagliature…».

A portare i saluti dell’arch. Anita Guarnieri, direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei Nazionali della Puglia, istituto del Ministero della Cultura che è stato parte attiva nel protocollo di intesa sottoscritto con il Comune di Francavilla e Micexperience, la direttrice della Galleria Nazionale della Puglia “G. e R. Devanna” di Bitonto, Carla Scagliosi, curatrice della mostra Barocco. Allegorie del sensibile, in corso nel museo bitontino parallelamente all’esposizione di Francavilla Fontana. La storica dell’arte ha esposto i contenuti del catalogo, sottolineando come le mostre, per essere operazioni culturali, debbano avere come scopo lo studio o l’aggiornamento storico critico delle opere e dei temi individuati. Se le mostre passano, i cataloghi restano e devono, di conseguenza, essere contemporaneamente sia il punto di approdo dei risultati cui si è giunti grazie allo studio preliminare, sia il punto di partenza per l’innesco di ulteriori confronti, aggiornamenti e ricerche.

Un tour per le sale della mostra ha fatto il resto, proprio tenendo stretto il Catalogo, nel quale il curatore Pierluigi Carofano pone interessanti premesse su Barocco e Neobarocco da Rubens a Mitoraj, con Gianluca Zurlo, che considera «Il Suono dell’Eccesso», mentre Luca Vivona riferisce di «Riccioli barocchi» ed Angelo Sconosciuto parla di «Battaglie barocche tra arte e fede». Mario Verre pone l’interrogativo: «Novecento, un secolo neobarocco?» e Letizia Badalassi cura una bibliografia aggiornatissima. Le schede delle 64 opere in mostra sono un autentico tesoro del Catalogo. Le hanno redatte con estrema competenza Carla Scagliosi, Alessandro Agresti, Francesco Caprioli, Pierluigi Carofano, Marco Ciampolini, Tamara Cini, Vincenzo De Luca, Maria Cecilia Fabbri, Antonio Gesino, Marco Horak, Francesco Lofano, Mario Marubbi, Adele Novelli, Emilio Negro, Eleonora Onghi, Paolo Patanè, Nicosetta Roio, Alessandro Tosi, Antonio Vignali e Viola Vignali.

La Grande Mostra Barocco e Neobarocco – Da Rubens a Mitoraj, allestita a Castello Imperiali di Francavilla Fontana (Brindisi) è visitabile fino al 18 ottobre secondo i seguenti orari di apertura: Lunedì ore 17 – 21; da Martedì a Domenica ore 9,30-13 e 17-21.

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Acquedotto Pugliese sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio nell’abitato di Francavilla Fontana (BR). I lavori riguardano l’installazione di nuove opere idriche.

 Per consentire l’esecuzione dei lavori, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica il 7 luglio 2026 nell’abitato di Francavilla Fontana (BR). L’interruzione riguarderà: Via Carlo Alberto Dalla Chiesa e Via Caduti di Via Fani. 

La sospensione avrà la durata di 8 ore, a partire dalle ore 08:00 con ripristino alle ore 16:00.

 Disagi saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo.

 Acquedotto Pugliese raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione idrica. I consumi, infatti, costituiscono una variabile fondamentale per evitare eventuali disagi.

 

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Come componente del Comitato dei cittadini e del vicinato di Piazzetta Iqbal Masih di Mesagne, vorrei lanciare una proposta che guardi al futuro della nostra comunità. Forse è arrivato il momento di promuovere una vera Cultura della Cura come principio guida delle politiche pubbliche e della partecipazione civica della nostra città.
Per questo, il Comitato dei cittadini e del vicinato di Piazzetta Iqbal Masih di Mesagne, attivo già da diversi anni, si è dato il compito di raccogliere idee, ascoltare i bisogni della comunità e proporre iniziative concrete per migliorare la qualità della vita.
La Cultura della Cura significa mettere al centro il bene comune, la partecipazione, il rispetto del territorio e l'attenzione verso le persone. È una visione che può ispirare un nuovo modello di sviluppo, capace di rendere Mesagne una comunità sempre più accogliente, sostenibile e solidale.
Mi auguro che la nuova Amministrazione abbia la volontà di accogliere questa proposta e di avviare un percorso condiviso con i cittadini. Le sfide del nostro tempo si affrontano insieme, costruendo una comunità che non si limita ad amministrare il presente, ma sa anche progettare il futuro.
Gino Stasi
Per il Comitato dei cittadini e del vicinato di Piazzetta Iqbal Masih di Mesagne

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Cittadini e commercianti di via Tancredi Normanno sono sul piede di guerra. Il motivo della protesta è un bagno chimico da cantiere, letteralmente "dimenticato" sul marciapiede dall'azienda che ha recentemente terminato i lavori di ristrutturazione della facciata di un palazzo. Nonostante gli interventi edili siano giunti al termine da circa una decina di giorni, della ditta non c'è più traccia, a differenza della cabina plastica che continua a occupare il suolo pubblico, trasformandosi in un incubo per il quartiere. Con le temperature torride di queste giornate estive, la presenza del bagno chimico non è solo un danno al decoro urbano, ma una vera e propria emergenza. Gli odori nauseabondi hanno ormai invaso la via, costringendo i residenti a sbarrare le finestre e i commercianti a fare i conti con un biglietto da visita intollerabile per i clienti. Il timore più grande, oltre al disagio olfattivo, riguarda l'igiene e la sicurezza sanitaria, considerando che la struttura non viene svuotata né igienizzata da tempo. La frustrazione tra chi vive e lavora nella zona è palpabile. Commercianti e residenti hanno espresso tutta la loro esasperazione con parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni: "È una schifezza di bagno rimasto parcheggiato sul marciapiede. Il cantiere ha finito i lavori in via Tancredi Normanno da circa dieci giorni, se ne sono andati e hanno lasciato qui il bagno. Mai nessuno che si interessi di questa schifezza e che venga a controllare". La pazienza della comunità locale è ormai esaurita. Per questo motivo, i cittadini hanno lanciato un appello accorato e urgente alle istituzioni locali e alla Polizia Municipale affinché intervengano immediatamente. La richiesta è chiara: rintracciare la ditta responsabile o far rimuovere coattivamente la struttura per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie e la vivibilità della via.

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Si è chiuso con una condanna a tre anni e dieci mesi di reclusione il processo nei confronti di Fabio Pignataro, il 48enne di Mesagne arrestato lo scorso 15 marzo dopo una violenta lite familiare culminata con l'esplosione di un colpo di pistola. La sentenza è stata emessa nella giornata di ieri, martedì 30 giugno 2026, dal giudice per l'udienza preliminare (gup) del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi. Il verdetto è arrivato al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, una scelta strategica della difesa che ha consentito all'imputato di beneficiare dello "sconto" di un terzo della pena previsto dalla legge. La decisione del gup si è avvicinata sensibilmente alle richieste della pubblica accusa: il pubblico ministero aveva infatti invocato una condanna a quattro anni di reclusione. I fatti risalgono a metà marzo, quando gli agenti del commissariato di polizia di Mesagne erano intervenuti d'urgenza per placare una lite nata all'interno del nucleo familiare per motivi legati a questioni ereditarie. La situazione era degenerata rapidamente fino al momento in cui Pignataro aveva fatto fuoco. L'uomo era stato arrestato in flagranza di reato e, successivamente, la pm Livia Orlando aveva formulato la richiesta di giudizio immediato, evidenziando l'evidenza della prova. La richiesta era stata accolta, portando l'imputato direttamente davanti al giudice senza passare dall'udienza preliminare ordinaria.

Pesanti i capi d'accusa di cui il 48enne mesagnese doveva rispondere e per i quali è stato giudicato colpevole: detenzione di arma clandestina e ricettazione, in quanto la pistola utilizzata per fare fuoco – una Beretta calibro 7,65 – è risultata avere la matricola abrasa e quindi di provenienza illecita; Accensioni ed esplosioni pericolose, per il colpo di arma da fuoco esploso durante la colluttazione; Minaccia e lesioni aggravate, in riferimento ai comportamenti violenti tenuti nei confronti dei familiari durante il summit degenerato nel sangue. Con la sentenza di ieri si mette un primo punto fermo sulla vicenda di cronaca che tre mesi fa aveva scosso la comunità di Mesagne, confermando la gravità dei fatti contestati e la rapidità della risposta della giustizia brindisina.

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