Fare Ambiente. Mai un deposito di rifiuti radioattivi in Puglia

Gennaio 13, 2021 248

Rifiuti radioattivi, FareAmbiente Carovigno-Ostuni: “Né oggi, né mai accetteremo un deposito in Puglia”. 

Il presidente Jacopo Russo esprime il disappunto sulla notizia relativa alla pubblicazione dell’elenco dei 67 siti individuati in Italia dalla Sogin per la costruzione di un deposito nucleare
CAROVIGNO- Per la prima volta, dopo sei anni, è stato pubblicato dalla Sogin (società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari) l'elenco aree italiane individuate come quelle che potranno potenzialmente ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani: c’è anche la Puglia come sito idoneo alla costruzione del Deposito nucleare, nell'area di Gravina in provincia di Bari, oltre ad Altamura e Laterza per un'area in comune con Matera. 
“FareAmbiente è fermamente contraria a questo salto indietro- dichiara il presidente dell’associazione, laboratorio di Carovigno-Ostuni, Jacopo Russo- un balzo nel buio che ci farebbe ripiombare in un triste passato neanche tanto remoto, quando la nostra Regione era alla mercé di speculazioni e vista da molti come Terra di ‘serie B’”.
La Puglia è tra le 67 zone che soddisfano 25 criteri stabiliti cinque anni fa e riportati nella Cnapi, la Carta delle aree potenzialmente idonee. È stata pubblicata anche una mappa, che si trova sul sito Depositonazionale.it, per rendere ancora più chiare quali saranno le otto grandi aree possibili e le provincie interessate. 
“FareAmbiente Carovigno-Ostuni intende unirsi al coro di protesta che già si è levato prepotentemente poiché nessuna Istituzione Regionale e/o locale è stata adeguatamente e previamente informata, né edotta circa la situazione in divenire e reputiamo questa scelta come un qualcosa che promana esclusivamente dall'alto e che forse qualcuno pensa che potremmo accettare in maniera passiva. No, non sarà così: intendiamo ribadire che né oggi né mai accetteremo che la nostra bellissima Puglia sia inflazionata da determinate scelte”, conclude il presidente Jacopo Russo.