Redazione

 Il 31° report settimanale, elaborato dall’Ambito di Brindisi di ARPAL Puglia, visionabile al seguente link https://rb.gy/n66xpv, attesta anche questa settimana un panorama ricco e variegato per chi è in cerca di occupazione: 75 annunci attivi, per un totale di 158 posti di lavoro nei diversi settori produttivi del territorio.

 

A guidare il mercato del lavoro questa settimana è il settore sanità con 49 risorse richieste segue commercio con 27, metalmeccanico con 24, turismo con 17, edilizia con 16, ristorazione con 13, trasporti e pulizie con 6, logistica 4, servizi e artigianato con 1.

 

Presente anche un’offerta art.18 per il collocamento mirato.

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 “Le polemiche in atto in questo momento riguardano la qualità della stagione di eventi che il Comune di Brindisi ha organizzato per l’estate 2026. In tanti si sarebbero aspettati di più, anche se il discorso va posto in maniera complessiva e non limitato al solo ‘cartellone’ presentato qualche giorno fa.
A Brindisi - è bene non dimenticarlo -  si svolgono tre eventi sportivi di grandissimo richiamo internazionale che l’Amministrazione Comunale sostiene in maniera congrua. Il riferimento è alla regata internazionale Brindisi-Corfu, alla regata internazionale Brindisi-Valona ed al Campionato mondiale di motonautica (senza contare il Salone Nautico di Puglia che si svolgerà ad ottobre). Tutto si svolge a cavallo tra giugno e gli inizi di luglio, a conferma di un format che Brindisi vuole continuare ad alimentare che è quello del “Giugno brindisino” che richiama in città migliaia di presenze, oltre alle attenzioni dei turisti. In questo contesto si inserisce anche la prima edizione dell’Appia Wine, svoltasi a fine giugno. L’organizzazione ha dovuto lavorare in tempi ristretti (ma il successo non è mancato), ma soprattutto ha dovuto scontare i danni di immagine che ha lasciato sul campo il Negroamaro Wine Festival. Questo evento, come i brindisini ben sanno, ha riscosso per qualche anno un grande successo e non solo a livello locale. Poi, però, è calato il sipario per colpa di chi, come l’ex consigliere comunale Francesco Renna, aveva in mano il timone della manifestazione. Ancora oggi, a distanza di anni, cantine e aziende enogastronomiche si rifiutano di rimettere piede a Brindisi per il denaro perso a causa di impegni non onorati proprio da Renna. Si tratta di fornitori di servizi (vedi noleggiatori di spazi pubblicitari, allestitori, ecc.), così come di chi vendeva la propria merce e poi non ha potuto riscuotere i ticket raccolti in quelle serate. Renna poi è sparito dalla scena, ma gli atti legali sono arrivati in maniera corposa a Palazzo di Città, pur essendo – il Comune di Brindisi – solo lo sponsor principale dell’evento. Ebbene, oggi proprio Renna fa il moralizzatore e parla di mancanza di una ‘visione’ per lo sviluppo turistico e ricettivo della città. Farebbe bene a stare zitto ed a pensare ai danni che lui ha provocato alla ‘sua’ Brindisi in termini di reputazione e di affidabilità.
Certo – tornando alla stagione in corso – si poteva fare di meglio e di più e da parte nostra ci sarà l’impegno preciso a cambiare marcia già dal prossimo Natale, dando vita a scelte partecipate e con il coinvolgimento delle associazioni di categoria e delle altre risorse locali, oltre che con una manifestazione di interesse che partirà già a fine settembre. A tal proposito, senza polemiche, ma con il solo spirito costruttivo di ristabilire la verità, voglio chiarire che Mandrake è stato contattato a marzo di quest’anno per venire ad esibirsi a Brindisi  (il Sindaco non ne era a conoscenza quando si è scusato con l’artista) ed al nostro invito ha risposto dicendo che durante la stagione estiva avrebbe ridotto le sue esibizioni. Ben venga se adesso la sua disponibilità è aumentata (possiamo già calendarizzare la sua presenza nel cartellone estivo del 2027), ma affermare di essere stato ignorato dalla sua città non è giusto. Comunque andiamo avanti, possibilmente in un clima più disteso e con la partecipazione di tutti. Perché è di questo che Brindisi ha bisogno”.
 
Lino Luperti – consigliere comunale
 

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PESCA: COLDIRETTI PUGLIA, BENE RIFINANZIAMENTO FONDO SOLIDARIETÀ; DIFENDERE IL PESCE AZZURRO DA SURRISCALDAMENTO MARE E VALORIZZARE IL PESCATO A MIGLIO ZERO

 

Il rifinanziamento del Fondo di solidarietà rappresenta un segnale importante per le imprese della pesca pugliese, chiamate ad affrontare una fase complessa segnata dagli effetti dei cambiamenti climatici, dal surriscaldamento del mare, dall'aumento dei costi di gestione e dalle trasformazioni degli ecosistemi marini. È quanto afferma Coldiretti Pesca Puglia nel commentare la decisione del Consiglio dei Ministri di rafforzare gli strumenti di sostegno al comparto ittico.

 

La misura arriva in un momento delicato per la pesca regionale, un settore strategico per l'economia delle comunità costiere pugliesi, con una flotta di circa 1.450 imbarcazioni e migliaia di operatori coinvolti lungo tutta la filiera, dalla cattura alla commercializzazione del prodotto. A pesare sulle imprese – denuncia Coldiretti Puglia - sono soprattutto gli effetti del surriscaldamento del mare, che stanno modificando gli equilibri del Mediterraneo e incidendo sulla disponibilità di alcune specie ittiche tradizionalmente pescate. L'aumento delle temperature delle acque altera gli habitat marini, influenza i cicli biologici e modifica la distribuzione del pescato, con conseguenze dirette sul lavoro quotidiano delle marinerie pugliesi.

 

A risentire dei cambiamenti in atto – aggiunge Coldiretti Pesca Puglia - è anche il pesce azzurro, patrimonio della pesca pugliese e simbolo della dieta mediterranea. Alici, sardine e sgombri rappresentano una risorsa fondamentale per il comparto ittico regionale e per i consumatori, grazie alle loro caratteristiche nutrizionali, alla sostenibilità e al forte legame con la tradizione delle comunità marinare. Ma il progressivo innalzamento delle temperature marine sta modificando la disponibilità di nutrienti e di plancton, influenzando la presenza delle specie e rendendo più complessa la programmazione delle attività di pesca.

 

In questo scenario diventa ancora più importante – insiste Coldiretti Pesca Puglia - valorizzare il pesce a miglio zero, rafforzando il rapporto diretto tra pescatori e consumatori e promuovendo il prodotto delle marinerie pugliesi. Scegliere il pescato locale significa garantire freschezza, stagionalità, tracciabilità e sostenere il lavoro delle imprese che ogni giorno operano in mare, mantenendo vivo il legame tra territorio, tradizioni e alimentazione.

 

"Il rifinanziamento del Fondo di solidarietà è un primo importante sostegno per le imprese ittiche, ma ora serve una strategia strutturale per accompagnare la pesca pugliese nelle sfide del futuro", afferma Davide Di Pinto, responsabile Coldiretti Pesca Puglia. "Dobbiamo difendere il pesce azzurro, che rappresenta una delle eccellenze del nostro mare e della nostra alimentazione, e allo stesso tempo far conoscere sempre di più ai consumatori il valore del pescato a miglio zero. Scegliere il pesce locale significa sostenere i pescatori pugliesi, valorizzare il lavoro delle marinerie e garantire una filiera più trasparente e vicina ai cittadini".

 

Secondo Coldiretti Pesca Puglia, oltre agli interventi di sostegno economico, servono investimenti in ricerca, innovazione e gestione del rischio per rendere le imprese più resilienti agli effetti del cambiamento climatico e accompagnare il settore verso un modello capace di coniugare sostenibilità ambientale, redditività economica e sicurezza alimentare.

 

Occorre inoltre rafforzare la conoscenza del prodotto ittico locale e promuovere una maggiore consapevolezza dei consumatori in un mercato nel quale continua a essere forte la concorrenza del prodotto importato. Valorizzare il pesce delle marinerie pugliesi – conclude Coldiretti Pesca Puglia - significa difendere una filiera che unisce mare, lavoro e territorio, sostenendo le comunità costiere e portando sulle tavole un prodotto fresco, stagionale e legato all'identità della Puglia.

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A Mesagne il ricordo di don Angelo Galeone torna a farsi comunità. A dodici mesi dalla sua scomparsa, la città si prepara a dedicargli un momento di preghiera e memoria, trasformando l’anniversario in un’occasione condivisa per ritrovare il filo di una presenza che, per molti, non si è mai davvero interrotta. La Vicaria Maria SS. del Carmine ha organizzato due appuntamenti pubblici che accompagneranno fedeli e cittadini lungo un percorso di affetto, gratitudine e testimonianza. Il 28 agosto, alle 17.30, il Cimitero di Mesagne ospiterà il primo momento commemorativo: presso il Campo n. 2 sarà svelato e benedetto il monumento funebre dedicato al sacerdote, opera del maestro Carmelo Conte su commissione della famiglia. Un gesto che vuole restituire alla città un luogo di memoria, semplice e raccolto, dove continuare a sentirne la presenza. A seguire, alle 18.30, nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, sarà celebrata la Santa Messa in suffragio. A invitare la comunità è il vicario foraneo don Pietro Depunzio, che ha scelto come filo conduttore delle celebrazioni il versetto biblico: «Il ricordo dei giusti rimane in benedizione». Un messaggio che racchiude il senso di un anniversario vissuto non nella nostalgia, ma nella riconoscenza.

 

In occasione della ricorrenza, il Centro Culturale Prima Pagina, diretto da Franco Prettico, ha realizzato un depliant che ripercorre alcuni dei momenti più significativi della vita di don Angelo. L’introduzione è affidata alla famiglia Galeone, che ha scelto di raccontarlo attraverso ciò che più lo ha definito: il rapporto con le persone. «Ci sono persone che il tempo non riesce ad allontanare», scrive la famiglia, «perché continuano a vivere nel cuore dei loro cari e di un’intera comunità che le ha amate». Don Angelo, sottolineano, è una di queste figure: «La sua presenza continua a farsi sentire nei ricordi, negli insegnamenti e nell’affetto di quanti hanno avuto il dono di incontrarlo». Nel testo emerge il ritratto di un sacerdote che ha vissuto il ministero come un’estensione naturale della sua umanità: «La sua presenza è stata molto più di un ministero sacerdotale: è stata una casa aperta, un sorriso che accoglieva, una parola che confortava, una mano tesa nei momenti di difficoltà». Una guida capace di indicare la strada con semplicità, umiltà e amore.

La sua vicinanza non conosceva distinzioni: «Ha saputo farsi vicino a tutti, condividendo gioie e sofferenze, custodendo le fragilità, donando speranza a chi l’aveva perduta e facendo sentire ciascuno parte di una grande famiglia». La pubblicazione del Centro Culturale Prima Pagina non vuole soltanto conservare la memoria di don Angelo, ma anche la traccia lasciata nella vita di tante persone. Una testimonianza che, a un anno dalla sua morte, continua a raccontare un modo di essere sacerdote e uomo profondamente radicato nella comunità. Il 28 agosto Mesagne si ritroverà così attorno alla sua figura, nella preghiera e nel ricordo, custodendo quel patrimonio di affetti che rende ancora viva la sua presenza.

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Un ritorno importante sotto canestro per la Mens Sana Mesagne: Luigi Brunetti vestirà nuovamente la maglia biancoverde nella stagione sportiva 2026/2027.

Pivot classe 1988 di 205 cm, Luigi torna a Mesagne dopo l’esperienza dello scorso anno con l’ASSI Basket Brindisi, con cui ha disputato il campionato di Serie C. Anche nell’ultima stagione ha confermato la sua continuità realizzativa, chiudendo con 388 punti in 29 presenze e 13,4 punti di media a partita.

Per Brunetti si tratta di un ritorno alla Mens Sana dopo la stagione 2024/2025, nella quale era stato uno dei protagonisti della squadra: 508 punti in 30 partite, 16,9 di media.

Esperienza e qualità non gli mancano. Nel corso della sua carriera ha disputato numerosi campionati di Serie B, vestendo tra le altre le maglie di San Severo, Barcellona, Avellino, Catanzaro, Corato e Dinamo Brindisi, costruendo negli anni un percorso che lo ha portato a essere un punto di riferimento nel ruolo.

Luigi conosce già l’ambiente, la società e buona parte del mondo Mens Sana. Il suo ritorno ci permette di aggiungere al roster centimetri, esperienza e soprattutto un giocatore capace di essere ancora determinante vicino a canestro, senza rinunciare alla possibilità di colpire anche lontano dall’area.

Bentornato alla Mens Sana, Luigi.

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Il caldo crescente e costante che sta investendo l'Italia e l'Europa ha provocato l'emissione del bollino rosso in tutte e 27 le città italiane in cui si rilevano i dati climatici.
Appare sempre più sconcertante che vi siano posizioni negazioniste, perfino da parte di figure con ruoli istituzionali di primissimo piano (come nel caso del presidente americano Trump), che negano gli effetti sempre più gravi dei mutamenti climatici.
Quel che aggrava la situazione è l'assenza di un'escursione termica nelle città tale da consentire un adattamento da parte della popolazione e dell'ambiente: basti pensare che la temperatura minima a Brindisi, sabato 8 agosto, è stata di ben 27 °C! Anche la temperatura del mare sta raggiungendo livelli assolutamente incredibili, come testimoniano i dati forniti dall'ISPRA.
Purtroppo, non ci sono politiche sufficienti a combattere gli effetti clima-alteranti nel medio e lungo periodo, anche se la definitiva dismissione della combustione dei fossili resta necessariamente un obiettivo irrinunciabile.
In varie città italiane si stanno assumendo provvedimenti straordinari — seppur con risultati parziali — rivolti in primo luogo alle fasce più fragili della popolazione. Tra i primi ad adottare tali misure vi sono stati il sindaco di Bari e il sindaco di Lecce; i loro provvedimenti possono costituire un utile e importante riferimento amministrativo a cui ispirarsi anche a Brindisi.
Non vogliamo aprire in questa sede una nuova polemica sull'abbattimento diffuso e in vari casi indiscriminato degli alberi in città, risorsa fondamentale per la captazione di anidride carbonica e l'emissione di ossigeno. Tuttavia, la temperatura al suolo sta raggiungendo punte altissime (anch'esse documentate dall'ISPRA), soprattutto in presenza di distese di asfalto, con frequenti picchi superiori ai 50 °C. Il paradosso preoccupante è che vi sono proposte politiche che, se accolte, porteranno ad aumentare il consumo di suolo e a trasformare strade importanti, come Corso Garibaldi, in una nuova distesa d'asfalto.
Con la presente lettera aperta, Legambiente chiede al Sindaco di Brindisi, al Prefetto e al Direttore Generale dell'ASL di concordare l'adozione di provvedimenti straordinari che consentano — anche esercitando i poteri contingibili e urgenti in materia sanitaria — di offrire rifugi climatici, assistenza e supporto alle fasce più fragili della popolazione. Come già evidenziato, le esperienze di altri Comuni possono rappresentare una guida utile per l'emanazione di tali atti e per la gestione degli interventi urgenti e irrinunciabili.
Nel ribadire l'importanza di scelte politiche e istituzionali che consegnino al passato l'attuale polo energetico e gli impianti della chimica di base, Legambiente richiama quanto già ampiamente documentato circa un futuro fondato su fonti rinnovabili, nuove tecnologie e innovazione.

Fermo restando quanto appena sottolineato, Legambiente chiede al Sindaco di Brindisi se l'Amministrazione comunale stia provvedendo a definire un Piano di Adattamento Climatico che guardi oltre l'emergenza e rappresenti una scelta strutturale a tutela della salute e dell'ambiente in città.
Il Presidente Doretto Marinazzo

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Con l’avvio della stagione estiva e il conseguente sensibile aumento dei flussi turistici lungo il litorale e nei centri urbani, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi ha intensificato i servizi di prevenzione e contrasto alla criminalità. Nell’ambito di questa strategia di sicurezza integrata, è stato svolto un servizio straordinario di controllo ad ampio raggio che ha interessato le principali arterie stradali della provincia e le località balneari maggiormente frequentate.

L’operazione, mirata ad assicurare la massima cornice di sicurezza ai residenti e ai numerosi visitatori che affollano il territorio brindisino, si è avvalsa anche del supporto aereo fornito da un elicottero del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari. Il pattugliamento aereo ha consentito di monitorare dall’alto i punti nevralgici della viabilità e le zone rurali meno accessibili, garantendo una perfetta sinergia con i reparti territoriali impegnati a terra.

Proprio grazie alla copertura capillare delle aree periferiche, i Carabinieri hanno messo a segno un importante risultato operativo nella lotta ai reati contro il patrimonio. Durante le ispezioni effettuate nelle campagne di Tuturano, i militari hanno individuato tre autovetture di Jaguar Land Rover, asportate nei giorni scorsi nel territorio leccese. I veicoli sono stati rinvenuti già cannibalizzati, del tutto privi di parti meccaniche e di carrozzeria, verosimilmente destinati al mercato illecito dei pezzi di ricambio.

I controlli straordinari, che hanno visto l’impiego coordinato di numerose pattuglie, identificazioni di persone e verifiche sui mezzi in transito, proseguiranno senza sosta per tutto il periodo estivo. L’obiettivo primario dell’Arma rimane quello di garantire un’elevata percezione di sicurezza, tutelare la serenità dei cittadini e preservare la vocazione turistica del territorio brindisino attraverso un presidio costante e visibile.

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Le condizioni della bambina di 7 anni precipitata nei giorni scorsi da una finestra del terzo piano di un condominio popolare di Mesagne restano stabili. È questa la notizia che arriva dal Policlinico di Bari, dove la piccola è ricoverata nel reparto specializzato per la cura dei traumi pediatrici più complessi. I medici continuano a mantenere la prognosi riservata, ma, secondo le ultime informazioni, la bambina non sarebbe in imminente pericolo di vita, un elemento che lascia spazio a un cauto ottimismo dopo ore di grande apprensione. Sul fronte investigativo, invece, gli accertamenti svolti dagli agenti del Commissariato di Polizia di Mesagne possono considerarsi conclusi. Il fascicolo contenente tutta la documentazione raccolta è stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Brindisi, che al momento non ha adottato alcun provvedimento giudiziario. La ricostruzione effettuata dagli investigatori sembra delineare con chiarezza la dinamica dell'accaduto. La bambina si trovava nell'abitazione insieme ai genitori e stava trascorrendo il pomeriggio giocando con un cuginetto di qualche anno più grande. In un momento di spensieratezza si sarebbe avvicinata a una delle finestre dell'appartamento. Nonostante il tentativo del cuginetto di convincerla ad allontanarsi, la piccola sarebbe salita sul davanzale. Proprio in quell'istante si sarebbe verificata la circostanza che avrebbe determinato la tragedia. Secondo quanto emerso dalle indagini, i ganci di sicurezza della persiana esterna avrebbero ceduto improvvisamente, provocando l'apertura di un piccolo portello basculante inserito nella struttura della persiana stessa. Venuto meno il punto di appoggio sul quale la bambina aveva fatto affidamento, la piccola avrebbe perso l'equilibrio, precipitando nel vuoto dal terzo piano e finendo sull'asfalto. L'impatto è stato violentissimo. I soccorsi sono stati immediati e la bambina è stata trasportata d'urgenza all'ospedale "Perrino" di Brindisi, dove il personale sanitario ha compreso fin dai primi momenti la gravità del quadro clinico. Dopo le prime cure e gli accertamenti diagnostici, i medici hanno deciso il trasferimento al Policlinico di Bari, ritenuto il centro più idoneo per affrontare lesioni traumatiche di particolare complessità in età pediatrica. Poco dopo le 21,30 un'ambulanza è partita dal nosocomio brindisino alla volta del capoluogo pugliese, dove la bambina è stata affidata all'équipe di specialisti. Da allora è costantemente monitorata e sottoposta alle cure necessarie. Nel frattempo, l'invio degli atti alla Procura segna la conclusione dell'attività investigativa della polizia. Sarà ora l'autorità giudiziaria a valutare gli elementi raccolti e a stabilire se vi siano ulteriori approfondimenti da disporre. Allo stato attuale, tuttavia, non risultano persone destinatarie di provvedimenti giudiziari e la ricostruzione dei fatti porta a ritenere che la drammatica caduta sia stata provocata da una tragica concatenazione di eventi verificatasi nel corso di un momento di gioco domestico.

 

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Il nuovo numero di Memorie Mesagnesi arriva come un tassello prezioso nel panorama culturale cittadino, confermando la vocazione del bimestrale a essere non solo contenitore di studi, ma spazio vivo di confronto, ricerca e divulgazione. Le pagine di questa edizione compongono un itinerario che attraversa secoli di storia locale, restituendo alla comunità un patrimonio di conoscenze che continua a parlare, a interrogare e a generare identità.

Il percorso si apre con lo studio di Mario Vinci dedicato alla strada di Puglia e Mesagne, un tracciato antico che non fu soltanto infrastruttura, ma motore di trasformazioni economiche e sociali. Vinci ricostruisce la vicenda di questa arteria con taglio storico e documentario, mostrando come la geografia abbia inciso profondamente sullo sviluppo urbano e sulla proiezione della città nel territorio circostante.

La riflessione prosegue con il contributo di Tranquillino Cavallo e Mario Vinci dedicato a Il Sedile scomparso, luogo un tempo centrale nella vita civica mesagnese. Attraverso un lavoro di recupero archivistico e interpretazione storica, gli autori riportano alla luce epigrafi cancellate, simboli rimossi e memorie che rischiano di svanire. Il Sedile diventa così emblema di una città che, pur trasformata, conserva nelle sue assenze la traccia di ciò che è stata.

Il viaggio nel passato più remoto continua con l’indagine di Giuseppe Radaelli sulle tracce longobarde del culto micaelico e sulla misteriosa chiesa di Sant’Angelo dell’Ulfo. Un lavoro che intreccia storia religiosa, toponomastica e antropologia, restituendo alla comunità un frammento di identità spesso trascurato ma fondamentale per comprendere le stratificazioni culturali del territorio.

Angelo Iaia dedica il suo studio alle epigrafi latine presenti sulle chiese mesagnesi, analizzandole come strumenti di comunicazione sacra e civica. Le iscrizioni, spesso ignorate nella quotidianità, emergono come testimonianze di un linguaggio simbolico che ha accompagnato la formazione dell’identità religiosa locale, rivelando dediche, intenzioni e messaggi che attraversano i secoli.

Il contributo di Tranquillino Cavallo dedicato alla Convenzione del 1961 offre invece uno sguardo sulla storia recente della città, ricostruendo il documento che sancì continuità e rinnovamento nella devozione alla Vergine del Carmelo. Un testo che testimonia la capacità della comunità di custodire le proprie tradizioni adattandole alle trasformazioni sociali del secondo Novecento.

Chiude il numero la nota dedicata alla scomparsa di Amedeo Elio Distante, medico stimato e studioso di Epifanio Ferdinando. Figura poliedrica e profondamente legata alla città, Distante rappresenta quel ponte ideale tra professione, cultura e impegno civile che Memorie Mesagnesi ha sempre cercato di valorizzare. Il suo ricordo diventa così parte integrante del patrimonio comunitario.

LE MEMORIE MESAGNESI LE POTETE TROVARE QUI:
Edicola “Mater Domini” di Tonino Palma, in via Materdona, 172;
Edicola “Ciribì”, di Angela Marinosci, in via Castello, 34;
Edicola “La Carica dei 101”, in via GiuseppeTrono, 36;
Edicola “A chiare lettere”, in via Normanno, 30.

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Una settimana ricca di appuntamenti per vivere il Castello di Carovigno, scoprirne la storia e lasciarsi coinvolgere dalle sue atmosfere. In occasione della settimana di Ferragosto, la Associazione Le Colonne in collaborazione con il Comune di Carovigno propone un calendario di iniziative pensate per un pubblico ampio, tra visite guidate tematiche, attività ludiche e aperture straordinarie.
Si parte lunedì 10 agosto con “La Notte di San Lorenzo in Castello”, un appuntamento speciale che vedrà il Castello aprire le proprie porte dalle 19.00 alle 23.00. La serata sarà dedicata a una visita guidata tematica che accompagnerà i partecipanti alla scoperta della storia del maniero e delle tradizioni legate alla notte di San Lorenzo, una delle serate più attese dell’estate.
Il grande interesse suscitato dall’iniziativa ha portato a un importante aggiornamento del programma: considerato l’elevato numero di prenotazioni, è stato aggiunto un nuovo turno della visita guidata tematica alle ore 19.30, offrendo così la possibilità a un maggior numero di visitatori di partecipare all’appuntamento.
Il calendario prosegue martedì 11 agosto, alle 18.30, con la Caccia al Tesoro al Castello, un’attività pensata per coinvolgere bambini e adulti in un percorso divertente alla scoperta della storia e dei segreti del maniero. Un modo originale e coinvolgente per avvicinarsi al patrimonio culturale, imparando attraverso il gioco e la partecipazione.
Grande protagonista sarà anche il giorno di Ferragosto. Sabato 15 agosto, infatti, il Castello di Carovigno sarà interessato da un’apertura straordinaria, con due fasce orarie: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00.

Durante la giornata sarà possibile scegliere tra le visite guidate con e la visita autonoma del Castello attraverso l’audioguida, per permettere a ciascun visitatore di conoscere il patrimonio storico e architettonico del maniero secondo le proprie esigenze e i propri tempi.
Gli appuntamenti della settimana di Ferragosto si inseriscono nella programmazione estiva del Castello di Carovigno, che rimane fruibile tutti i giorni con i consueti orari di apertura.
Informazioni e prenotazioni
Per informazioni, orari, modalità di partecipazione e prenotazioni è possibile consultare il sito:
www.pastpuglia.it.