Redazione

MARICOLTURA: COLDIRETTI PESCA PUGLIA, ALLARME CORMORANI PER ASSALTI AGLI ALLEVAMENTI; OGNI ESEMPLARE DIVORA OLTRE 10 KG DI PESCE AL MESE

Richiesto un intervento all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, sollecitando l’attivazione di misure di indennizzo

La maricoltura pugliese si trova ad affrontare una sfida sempre più grave, con la presenza crescente e invasiva dei cormorani lungo le coste regionali che sta causando danni rilevanti agli impianti di allevamento e compromettendo la sostenibilità economica delle aziende. Coldiretti Pesca Puglia segnala che la predazione da parte di questi uccelli provoca perdite che possono variare dal 25 per cento al 50 per cento delle semine di avannotti, a seconda della localizzazione degli impianti, della stagione e delle tecniche di allevamento adottate.

Alla luce di questa situazione Coldiretti Pesca Puglia ha formalmente richiesto un intervento all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e al dirigente della Sezione Sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali Domenico Campanile, sollecitando l’attivazione di misure di indennizzo o compensazione economica per le imprese danneggiate e il riconoscimento delle predazioni dei cormorani come causa legittima di perdita produttiva anche nell’ambito di strumenti finanziari regionali, nazionali o comunitari. Allo stesso tempo viene auspicata l’istituzione di un tavolo tecnico con le rappresentanze del settore per individuare soluzioni strutturali e gestionali di mitigazione del fenomeno compatibili con la normativa ambientale e con la tutela della biodiversità.

Ogni cormorano arriva a consumare oltre 10 chilogrammi di pesce al mese, oltre 300 grammi al giorno, e durante l’attività predatoria lascia anche pesci feriti con il conseguente rischio di diffusione di malattie e parassiti. Il numero dei cormorani svernanti è cresciuto di circa venti volte negli ultimi venticinque anni, con un andamento parallelo e strettamente correlato alla crescita esponenziale delle popolazioni nidificanti nei Paesi dell’Europa centrosettentrionale.

La presenza dei cormorani viene ormai segnalata in modo diffuso lungo tutto il territorio costiero e nelle aree interne pugliesi. I pescatori denunciano una situazione sempre più difficile in provincia di Bari sia a sud tra Mola di Bari e Torre a Mare che a nord tra Giovinazzo e Bisceglie, sulla costa di Taranto, nella laguna di Varano, sulla diga di Capaccio del Celone a Lucera, presso la palude del Lago Salso a Manfredonia, a Gallipoli e lungo oltre quattrocento chilometri di costa regionale.

I danni non si limitano alla mortalità diretta del pesce negli allevamenti, ma generano stress cronico negli animali, rallentano le performance di crescita, aumentano il rischio di patologie e provocano il danneggiamento delle reti e delle strutture di contenimento. Tutto questo comporta un aumento dei costi di gestione e una drastica riduzione dei margini economici per le imprese, evidenziando come tali perdite non derivino da cattiva gestione ma da fattori esterni legati alla fauna selvatica protetta, rispetto ai quali gli operatori risultano privi di strumenti davvero efficaci nonostante l’adozione di sistemi dissuasivi.

L’impatto non riguarda solo le specie ittiche più pregiate, perché i cormorani si nutrono anche delle specie foraggio che dovrebbero costituire l’alimentazione naturale delle prime, rendendo ancora più pesante il bilancio complessivo per l’ecosistema marino e per l’economia della pesca. Per acquacoltori e pescatori professionali la riduzione del pescato rappresenta il fattore di maggiore impatto economico, mentre per i pescatori sportivi il rischio è legato al progressivo impoverimento degli stock ittici dovuto alla minore produzione naturale.

La salvaguardia delle aziende maricole pugliesi, parte integrante della blue economy regionale, è fondamentale per garantire la tenuta economica e occupazionale del comparto e Coldiretti Pesca Puglia si dichiara disponibile a fornire dati tecnici, stime analitiche delle perdite e segnalazioni puntuali degli impianti coinvolti a sostegno di un intervento tempestivo e mirato.

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I conteggi parlano chiaro: già a metà della scorsa settimana la Grande Mostra «Negli anni dell’impressionismo, da Monet a Boldini. Artisti in cerca di libertà», evento allestito nel castello normanno svevo di Mesagne (Brindisi), curato dalla prof. Isabella Valente, docente nell’Università di Napoli Federico II, ed organizzato da Micexperience Rete di Imprese, assieme a Regione Puglia e Comune di Mesagne e, in ottemperanza al protocollo d’Intesa «Puglia Walking Art», prodotto da Reinassance srl, ha fatto registrare il superamento nelle 20mila presenze. Con il fine settimana appena concluso, poi, l’ideale asticella delle 20mila presenze ha fatto registrare un’ulteriore impennata e le prenotazioni di gruppi e scolaresche già in calendario questa settimana e nelle prossime dicono che nuovi e più ambiti traguardi potranno essere raggiunti dall’evento mesagnese, perché la curva di crescita dell’evento non conosce flessioni.

Restano costanti, infatti, i contatti con la segreteria organizzativa di associazioni e sodalizi che in queste ore stanno perfezionando forme di collaborazione tese a portare i propri sodali in mostra a condizioni di favore, magari informandosi anche se non sia possibile visitare la mostra oltre la data del 28 febbraio prossimo.

“Confermo pubblicamente quanto già la segreteria sta facendo per telefono – ha dichiarato Pierangelo Argentieri, ideatore del protocollo Puglia Walking Art e presidente di Micexperience Rete di Imprese -: a quanti chiamano chiedendo se ci sarà una proroga della data di chiusura, rispondo che ciò non sarà possibile, perché diverse opere esposte a Mesagne sono destinate ad altri eventi in programma nella prossima primavera in diverse parti d’Italia. L’attuale ed evidente interesse di scolaresche e istituzioni culturali a venire nelle sale del castello anche in queste ultime settimane di esposizione – ha proseguito Argentieri - dice che il desiderio di fruire bellezza e cultura in un ambiente particolare non subisce flessioni perché è evidente che la qualità della proposta attira visitatori in ogni stagione dell’anno”.

E Argentieri conclude: “Fa piacere sentirsi chiedere che cosa andremo a proporre a chiusura della mostra di Mesagne. A quanti stanno programmando attività culturali nel mese di marzo e a ridosso di Pasqua diciamo che siamo in piena attività per l’allestimento della mostra “Barocco e Neobarocco – Da Rubens a Fontana”, che apre i battenti a Francavilla Fontana il prossimo 21 marzo e in cantiere ci sono ulteriori idee e progetti in avanzata fase di realizzazione”.

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TAVOLO OPERATIVO IN PREFETTURA PER L’AGGIORNAMENTO DEI PROGETTI DEL CIS "Brindisi-Lecce-Costa Adriatica"

 
Si è tenuto questa mattina, presso la Prefettura di Brindisi, un incontro per fare il punto sullo stato di avanzamento degli interventi localizzati nel territorio della provincia finanziati con fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo "Brindisi-Lecce-Costa Adriatica".
Al tavolo hanno preso parte la Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento per le politiche di coesione, rappresentata da Raffaele Parlangeli, il Prefetto di Brindisi, Guido Aprea, il Responsabile Unico del CIS, Francesco Bruni, i rappresentanti di Invitalia, oltre ad alcune delle amministrazioni beneficiarie della misura, tra cui i comuni di Brindisi, Carovigno, San Pietro Vernotico e Torchiarolo.
Obiettivo dellincontro la puntuale verifica sullo stato dell’arte dei progetti presentati dalle suddette Amministrazioni che mirano a valorizzare i territori costieri attraverso investimenti strategici, promuovendo lo sviluppo economico e turistico, la sostenibilità ambientale e il miglioramento delle infrastrutture.
Il Prefetto Aprea ha ringraziato i referenti del CIS per la tempestiva convocazione di un tavolo operativo presso la Prefettura attesa l’esigenza di assicurare la spedita definizione delle procedure amministrative propedeutiche al raggiungimento da parte degli Enti beneficiari dellobbligazione giuridicamente vincolante entro la scadenza del 31 dicembre 2026.

Presso la sede di Mesagne del CPIA "Anna Lorenzetto", è in fase di organizzazione un corso di Informatica di base rivolto agli adulti. Questa è un'ottima opportunità per chi desidera acquisire competenze informatiche utili nella vita quotidiana e nel mondo del lavoro.
Dettagli del Corso:
Sede: Via Damiano Chiesa 1, Mesagne (Tecnico Commerciale)
Giorni: Ogni giovedì
Orario: Dalle 16:30 alle 18:30
Periodo: Fino al 28 maggio 2026
Costo: Solo la copertura assicurativa.
Si ricorda che i posti sono limitati, con solo 12 disponibilità. Per ulteriori informazioni o per iscrizioni, è possibile contattare il numero 0831738652 dal lunedì al venerdì, dalle ore 15:30 alle 18:30.
Non perdere questa occasione per arricchire le tue competenze informatiche.

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Palazzo Roma annuncia una nuova edizione dell’Apericinema, la rassegna che unisce cinema d’autore e convivialità, pensata per spezzare la routine settimanale con un’esperienza culturale e sensoriale unica. Dopo il successo delle scorse edizioni, l’Apericinema torna anche quest’anno in una veste rinnovata: l’appuntamento sarà ogni giovedì, dal 19 febbraio al 9 aprile, in un ambiente accogliente in versione club, dove sarà possibile gustare drink, dry snack e film, inclusi in un unico biglietto.

La formula resta quella che ha conquistato il pubblico: aperitivo alle ore 19:00 e proiezione alle ore 19:30, per vivere il cinema in modo informale e coinvolgente. La rassegna prenderà il via giovedì 19 febbraio con la proiezione di “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch, un viaggio intimo e poetico tra relazioni familiari e solitudini contemporanee. La programmazione proseguirà con una selezione di titoli italiani e internazionali di grande qualità: 26 febbraio – La grazia di Paolo Sorrentino; 5 marzo – Primavera di Damiano Michieletto; 12 marzo – La villa portoghese di Avelina Prat; 19 marzo – Il professore e il pinguino con Steve Coogan; 26 marzo – La mia amica Eva di Cesc Gay; 2 aprile – Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli; 9 aprile – About Luis di Lucia Chiarla.

Un percorso cinematografico che attraversa generi, stili e sensibilità diverse, offrendo al pubblico uno sguardo attento sul cinema contemporaneo.

L’aperitivo sarà servito a partire dalle ore 19:00, mentre tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 19:30. L’organizzazione invita gli spettatori ad arrivare con qualche minuto di anticipo.

Il costo del biglietto è di 15,00 €, comprensivo di aperitivo e proiezione del film, oppure 6,00 € per la sola visione. Il bar resterà aperto fino all’inizio della proiezione, durante l’intervallo e al termine del film.

Con l’Apericinema, Palazzo Roma conferma il proprio impegno nella promozione del cinema di qualità, creando uno spazio di incontro, condivisione e scoperta per la comunità.

Un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti del buon cinema… e del buon bere.

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Vittoria di carattere per l’Aurora Volley Brindisi che espugna il campo del New Volley Torre Santa Susanna al termine di una sfida combattutissima, chiusa al tie break sul punteggio di 3-2. Un successo pesante, che vale il quarto posto in solitaria in classifica.

La gara si apre nel peggiore dei modi per l’Aurora, travolta nel primo set dall’intensità delle padrone di casa (25-12). La reazione non tarda ad arrivare: nel secondo parziale le brindisine crescono alla distanza e ristabiliscono la parità imponendosi 25-18.

Nel terzo set è ancora Torre a prendere il controllo e a chiudere 25-16, riportandosi avanti. L’Aurora però non molla: nel quarto parziale conduce con maggiore lucidità e allunga nel finale, vincendo 22-15 e trascinando la gara al quinto set.

Il tie break è un concentrato di emozioni. L’Aurora parte forte, cambia campo avanti 8-4 e si porta fino all’11-5. Torre rientra clamorosamente e sorpassa sul 12-11, ma nel finale punto a punto sono le brindisine a trovare freddezza e determinazione, chiudendo 16-14 e conquistando una vittoria dal grande peso specifico.

Una prova di squadra importante per l’Aurora, che ha saputo sopperire alle assenze trovando risposte positive da tutto il gruppo, con le più giovani decisive nei momenti chiave.

Soddisfatta coach Monica Casalino:

Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Per noi era fondamentale vincere per il morale e per la classifica. Ancora una volta il gruppo ha fatto la differenza: chi è subentrata ha dato il massimo. Dobbiamo migliorare l’approccio alla gara e lavoreremo su questo già da martedì.”

Nel prossimo turno l’Aurora Volley Brindisi tornerà al Pala Zumbo per affrontare l’Astra Volley.

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Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, ha contattato telefonicamente il Comandante della Legione Carabinieri Puglia e i Comandanti Provinciali di Brindisi e Lecce per esprimere, ai Carabinieri che hanno operato, un sentito compiacimento per l’intervento che ha portato alla localizzazione e al successivo arresto di due dei presunti autori dell’assalto al portavalori avvenuto in mattinata in provincia di Brindisi. “I militari dell’Arma hanno dimostrato, ancora una volta, grande coraggio e professionalità, intervenendo con tempestività e determinazione in un contesto di estremo pericolo”, ha affermato il Generale Luongo che ha poi sottolineato come l’efficace risposta operativa abbia permesso non solo di contrastare l’azione criminale, ma soprattutto di tutelare l’incolumità dei cittadini presenti, confermando il ruolo fondamentale dell'Arma quale presidio di sicurezza e legalità sul territorio.

Il vertice dell’Arma ha infine espresso sentimenti di vicinanza per il militare che, nelle fasi
concitate della cattura di uno degli arrestati, è rimasto ferito ed è tuttora ricoverato in ospedale.

Il Comandante Generale ha inoltre garantito sostegno operativo inviando in Puglia Reparti speciali per supportare le indagini finalizzate all’identificazione degli altri componenti del commando.

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         Come noto, il 10 febbraio è stato scelto, con la legge n. 92/2004, per ricordare la tragedia che sul finire del secondo conflitto mondiale ha interessato il confine orientale coinvolgendo migliaia di nostri connazionali Istriani, Giuliani e Dalmati, in un’opera di pulizia etnica ad opera dei partigiani jugoslavi guidati dal dittatore Josip Broz, detto Tito.

          Le stime oscillano tra i venticinquemila e i trentacinquemila trucidati nelle ormai tristemente famose “foibe”,- voragini carsiche di cui quei territori sono costellati - , ai quali vanno aggiunti oltre trecento cinquantamila esuli che hanno dovuto abbandonare ogni avere, per sfuggire alle persecuzioni, e che hanno vagato per anni in campi profughi disseminati per la penisola, in attesa di potersi reinserire, ma portandosi appresso il fardello dei parenti ed amici persi per sempre, il ricordo delle case e di ogni avere abbandonati in fretta in furia, le tombe degli avi sulle quali per decenni nessuno ha mai più deposto un fiore.

     Il dolore più grande resta però il disconoscimento della loro tragedia, causata dall’unica colpa di essere italiani, e pertanto vittime di una pulizia etnica che ha riguardato anche Croati, Sloveni, Monarchici, Cetnici, ecc., nella fattispecie  tutti coloro i quali avrebbero potuto contrastare con i progetti egemonici di Tito, alla cui morte negli anni ’90 è seguita la dissoluzione dello Stato Jugoslavo ed una nuova serie di orribili massacri interetnici, la vera ed unica risposta a chi ancor oggi, volendo negare la tragedia che ha riguardato i nostri connazionali, la sminuisce bollandola come “la reazione”, seppur errata, alla italianizzazione del confine adriatico negli anni ’20 e ‘30.

     Tacciamo, per carità di Patria, sul bianco latte destinato ai tantissimi bambini chiusi nei vagoni in transito dalla stazione di Bologna e diretti ai campi profughi del sud Italia, versato sui binari dagli operai comunisti, che inveivano verso chi scappava dal “paradiso socialista “di Tito appellandoli con le peggiori contumelie.

     In tanti trovarono ospitalità a Brindisi, tant’è che vi si costituì un nutrito gruppo di esuli che fu accolto e inserito nella realtà urbana, tanto che la stessa toponomastica della città, più volte richiama le località giuliano dalmate. Il quartiere Commenda, oltre ad essere divenuto luogo di residenza di moltissimi di loro, è sede di una parrocchia titolata al Santo Patrono della città di Fiume, San Vito Martire.

     Sempre nella nostra città, dalle antichissime tradizioni marinare, essi trovarono un “lembo di casa” all’interno dell’istituto Nautico, per anni ospitato presso il Collegio Navale, già sede di un collegio militare della Regia Marina, è titolato a quel lembo di mare, il golfo del Carnaro, su cui si affaccia la città di Fiume.

     Tra quanti si fermarono qui, un giovanissimo Sergio Endrigo, il celebre cantautore, che studiò presso il collegio navale brindisino, del quale tutti ricordano una significativa canzone che egli dedicò alla sua città natale, Pola, titolata “1947”.  Struggente, a dir poco.

     Nella chiesa della Madonna di Loreto presso il cimitero comunale di Brindisi, riposano le spoglie di Mons. Pietro Doimo Munzani, ultimo vescovo italiano di Zara, morto di infarto nella cattedrale di Oria mentre celebrava la santa Messa.

    

     Scelse la via dell’esodo, come i suoi fedeli. Avrebbe potuto rimanere, se lo avesse voluto, a rischio della sua vita, ma anch’egli preferì l’ombra del tricolore ed un paese cristiano.

     Non è un caso che a Brindisi, nei pressi della via che gli è stata titolata nel quartiere S. Angelo, esista via Martiri delle Foibe, ai quali, con la legge 94 del 30 marzo 2004 è stata dedicata la solennità civile nazionale denominata “Giorno del Ricordo” che ricorre proprio il 10 febbraio, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

     E’ nostro dovere, nei confronti delle vittime, degli esuli ancora in vita, e dei loro discendenti, rendere giustizia e tenere alto il ricordo di questa tragedia che ha riguardato il nostro popolo, indistintamente e senza colorazioni politiche di sorta.

Programma:

     

Martedi 10 febbraio, dalle ore 9,00 alle ore 11,00, presso il “mediaporto” ( ex biblioteca provinciale) di Viale Commenda, il Comitato 10 Febbraio incontra il mondo della scuola, con un convegno dal titolo :”Foibe ed esodo”. In collegamento con gli istituti superiori della provincia tramite diretta Youtube,

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 Interverranno il vice Presidente della Consulta Provinciale Federico MEVOLI, il Responsabile Regionale del “Comitato 10 febbraio” Fiorenzo PATERA, e lo Storico locale Giacomo CARITO.

 

Martedi 10 febbraio, via Martiri delle foibe: ore 16,15 Concentramento degli invitati, ore 16,30 breve allocuzione e deposizione del fascio di fiori nei pressi della targa commemorativa.

 

Martedi 10 febbraio, Parrocchia dello Spirito Santo – rione Sant’Angelo, h. 17.30: Santa Messa in suffragio delle vittime e dei sopravvissuti.

 

 

   Tutti gli eventi si svolgono con il patrocinio dell’amministrazione Comunale di Brindisi, dell’amministrazione della Provincia di Brindisi, della Presidenza Nazionale dell’ANSI (Unione Nazionale Sottufficiali d’Italia), ed alla stessa sono state invitate tutte le autorità Civili, Militari, e le rappresentanze d’arma in servizio ed in congedo.

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La crisi del comparto lattiero–caseario pugliese è arrivata al punto di rottura con prezzi del latte troppo bassi, costi di produzione fuori controllo e aziende, soprattutto piccole e medie, che non riescono più a reggere., una situazione che non consente ulteriori rinvii e che richiede risposte rapide a livello regionale. È questo il quadro emerso durante il Tavolo Latte convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura Paolicelli, su sollecitazione di Coldiretti Puglia, per individuare misure concrete a sostegno delle imprese.

L’assessore Paolicelli ha annunciato che al prossimo Tavolo latte saranno convocati anche i trasformatori, per garantire il pieno coinvolgimento di tutte le componenti della filiera e favorire un confronto diretto e responsabile tra produzione e industria di trasformazione.

Coldiretti Puglia ha inoltre stigmatizzato con forza ogni modifica unilaterale dei contratti e ogni pratica commerciale sleale lungo la filiera, comportamenti vietati dal decreto legislativo 198/2021 che recepisce la direttiva europea contro le pratiche sleali, e che non possono essere tollerati perché scaricano i costi della crisi sugli allevatori e mettono a rischio la sopravvivenza delle stalle. In questo percorso rientra anche il necessario rafforzamento della promozione delle produzioni lattiero–casearie DOP e IGP pugliesi, leva strategica per valorizzare il latte locale e riconoscere il giusto valore economico alla qualità. Allo stesso modo – insiste Coldiretti Puglia - deve essere incentivato l’utilizzo del marchio regionale “Prodotti di Qualità Puglia” da parte dei caseifici che impiegano esclusivamente latte pugliese, come strumento di trasparenza verso i consumatori e di riconoscibilità del vero prodotto del territorio.

“Le imprese zootecniche non possono continuare a lavorare con margini azzerati o addirittura in perdita,” afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo. “Serve un vero patto di filiera con contratti chiari, prezzi giusti e tutele concrete. Non sono più accettabili scuse o manovre speculative legate al prezzo del Nord che finiscono per penalizzare chi produce latte di qualità ogni giorno. Coldiretti è pronta a fare la propria parte insieme alla Regione per uscire da questa crisi e difendere il Made in Italy.”

Senza una remunerazione adeguata è a rischio la continuità produttiva di un settore strategico. Occorre rafforzare la filiera – afferma Coldiretti Puglia . assicurare accordi stabili e trasparenti e contrastare le pratiche sleali che danneggiano la competitività delle nostre aziende. Non possiamo permettere che il richiamo al prezzo del Nord diventi un alibi per mettere in ginocchio le stalle del Sud.

Nel dicembre 2025, al tavolo nazionale del settore lattiero-caseario convocato dal Ministero dell’Agricoltura, è stato individuato un prezzo indicativo del latte alla stalla di circa 0,54 euro al litro al Nord. Un valore che rappresenta un riferimento generale per le contrattazioni nel resto d’Italia, ma che non può trasformarsi in una giustificazione per ignorare le differenze territoriali. In Puglia, infatti, i costi di produzione sono strutturalmente più elevati — per dimensioni aziendali, costo del lavoro e alimentazione animale — e il prezzo sostenibile per garantire la sopravvivenza delle aziende dovrebbe attestarsi tra 0,58 e 0,59 euro al litro.

I numeri raccontano una vera e propria emorragia: dal 2020 al 30 giugno 2025 hanno chiuso in Puglia 209 stalle da latte bovino. A pesare sono stati l’impennata dei costi di gestione, politiche europee poco efficaci, compensi insufficienti per gli allevatori e l’impatto della fauna selvatica. Il prezzo del latte non può restare al di sotto dei costi di produzione — evidenzia Coldiretti Puglia — soprattutto considerando che tra il prezzo riconosciuto agli allevatori e quello pagato dai consumatori esistono margini che possono e devono essere redistribuiti per garantire reddito equo e qualità.

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Il 5° report settimanale, elaborato dall’Ambito di Brindisi di ARPAL Puglia, visionabile al seguente link undefined, attesta anche questa settimana un panorama ricco e variegato per chi è in cerca di occupazione: 45 annunci attivi, per un totale di 392 posti di lavoro nei diversi settori produttivi del territorio.

A guidare il mercato del lavoro questa settimana è il comparto turismo e ristorazione con 245 figure ricercate. Al secondo posto si colloca il settore marketing con 100 risorse richieste, seguito dal comparto industria e metalmeccanica con 13 posizioni aperte. Si inserisce al quarto posto l’ambito edilizia con 11 posizioni aperte, seguito dal settore sanitario e socio-sanitario con 9 risorse richieste e dal comparto commercio con sei figure ricercate. Seguono infine il comparto trasporti con cinque figure richieste, il settore amministrativo-contabile con due posizioni aperte e l’ambito ingegneristico con una figura ricercata.

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