E la vendemmia va...

Settembre 21, 2020

Grazie a un clima favorevole è in pieno svolgimento anche in provincia di Brindisi la vendemmia della Malvasia nera e del Negramaro. Due vitigni autoctoni che, da sempre, hanno dato grandi soddisfazioni ai viticoltori. Uve pregiate da cui si ricava un vino dalle qualità organolettiche eccezionali. Quest’anno, a causa delle diverse avversità atmosferiche, la resa ha subito una contrazione considerevole poiché, in alcune zone della provincia, si sta riscontrando un calo produttivo anche del 30 per cento. Diversamente sul fronte della qualità poiché le temperature ottimali di agosto e settembre hanno ben fatto maturare l’uva ottenendo mediamente una gradazione di 21 gradi Babo. E se nei vitigni il canto delle operaie che tagliano l’uva ricorda la festa di una volta nelle cantine a cantare sono le attrezzature enologiche, tra torchi, pompe, fermentini e un profumo di mosto inebriante.

È il momento in cui le aziende si animano del lavoro incessante in vigna e della selezione dei grappoli migliori, un periodo suggestivo per visitare i vigneti, partecipare insieme ai vignaioli alla raccolta dell'uva e alle prime fasi di lavorazione. Per accogliere al meglio gli appassionati, le aziende organizzano eventi speciali come mostre d'arte, spettacoli, concerti e molto altro.  “È un’annata davvero molto buona – ci ha confermato Emanuele Guglielmi, vice presidente della Cantina della Riforma Fondiaria di Mesagne – abbiamo appena finito di vendemmia il Syrah, ottenendo una gradazione media di 20 gradi. Soddisfazione anche dalla Malvasia nera e dal Negramaro da cui stiamo ottenendo gradazioni anche intorno ai 22 gradi Babo”.

Stessa situazione di Mesagne la si sta vivendo a Latiano, Brindisi, San Pancrazio Salentino e San Donai dove i viticoltori stanno conferendo un prodotto di buona qualità. Anche le vie di Cellino San Marco sono sommerse dai profumi del vino di casa Due Palme, ormai a pieno regime con la vendemmia. “Un’annata eccellente, dalle uve sane e di altissima qualità, con un lieve calo produttivo che si registra in tutta la regione”, ha spiegato il presidente Angelo Maci. Intanto, in cantina ci si dedica alla lavorazione della nuova annata di Corerosa Rosato Salento Igp, un blend di vitigni Primitivo e Susumaniello che ha saputo conquistare i palati dei migliori sommelier al mondo. Vino sapido ed equilibrato, di colore rosa cerasuolo brillante e dai sentori fruttati e floreali, che si accosta bene coi primi di pesce o piatti di carne bianca. “La ricerca della qualità inizia nei vigneti, con un’accurata selezione dei migliori grappoli. Sistemati con cura all’interno di cassette, sono trasportati presso la cantina in celle frigorifere, per garantire il perfetto mantenimento delle uve e l’estrazione degli aromi primari”, ha aggiunto il presidente. Dopo due giorni si procede con la fermentazione alcolica a una temperatura controllata di 15°C, con l’utilizzo di lieviti selezionati. Il vino si presenta in una bottiglia bordolese imperiale, elegante e dalle spalle piene, con un’etichetta dorata, a dimostrare l’unicità del prodotto rispetto ai concorrenti, italiani e non.

“La Puglia deve approfittare della crescita di domanda di vino rosato per farsi conoscere nel mondo. Abbiamo una lunga tradizione di vini autoctoni alle spalle, Due Palme continuerà a investire nel territorio e credere nella forza della cooperazione”, ha dichiarato il presidente di Due Palme. Intanto, nei vitigni le vendemmiatrici continuano a tagliare i grappoli mentre le cantine li trasformano nel buon nettare di Bacco. Per un bilancio definitivo, però, bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Intanto, il Movimento turismo del vino ha già programmato, per il prossimo 4 ottobre, la manifestazione enologica “Cantine aperte”, per salutare la fine dell’estate e la vendemmia brindando con i migliori prodotti aziendali. E’ l’occasione per i vignaioli di far vivere agli enoturisti la dinamica della frenetica vita di cantina. L’esperienza della visita in cantina durante i giorni di vendemmia è memorabile, soprattutto per i più piccini e per i neofiti del vino, che per la prima volta provano questo fascino antico.

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Dopo il lockdown e il periodo estivo domani, lunedì 21 settembre, riapre le sue sale musicali Lab Creation, in via Lucantonio Resta. Per l'occasione ci sarà una colazione ricca e abbondante per tutti i clienti. 

 

 

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C’è grande apprensione a Mesagne per il passaggio del Giro d’Italia che, all’ultimo momento, potrebbe decidere di bypassarla a causa del percorso che presenta delle insidie. Il manto stradale, infatti, avrebbe bisogno di un restyling che non sarà fatto. Niente tappetino di asfalto. I tempi ristretti e la disponibilità finanziaria potrebbero far saltare la “volata messapica”. Il percorso che i ciclisti faranno è il seguente: dalla statale 7 prenderanno lo svincolo di “Mesagne Ovest” e proseguiranno lungo la bretella stradale, supereranno il sovrappasso ferroviario e si immetteranno sulla provinciale 45, via Latiano.

Da qui proseguiranno su via Guglielmo Marconi, l’importante arteria stradale che divide in due la città, via Brindisi e attraverso la rampa riprenderanno nuovamente la statale 7 verso la città di Brindisi. L’attraversamento sarà una manciata di minuti che, in ogni modo, saranno storici per la città che in un passato non troppo lontano ha avuto la fortuna di accogliere tra le sue vie il Giro d’Italia e il Giro di Puglia. Intanto, in questi giorni sono ore frenetiche anche per il comando della polizia locale che sta approntando un piano di sicurezza, anche in ossequio alle misure anti Covid per l’eventuale assembramento di persone lungo il percorso urbano.

L’ufficio Tecnico comunale, da parte sua, sta predisponendo l’iter burocratico per acquistare le transenne da installare lungo il percorso. In ogni modo, al di là della pianificazione c’è la grande incognita del manto stradale da rivedere poiché presenta buche e tombini traballanti. La situazione stradale potrebbe non ottenere l’autorizzazione da parte della commissione del Giro. “Abbiamo chiesto al prefetto di Brindisi un incontro per comprendere i lavori che ci sono da fare – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto D’Ancona -. Ad oggi la commissione esaminatrice del percorso non ha convocato nessun tavolo tecnico. Posso solo dire che sul manto stradale faremo solo degli interventi di rattoppo. Nulla di più”.

 

 

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“Mesagne solo apparentemente è una città tranquilla. In effetti sotto la cenere c’è il fuoco che cova ed è pronto a esplodere”. E’ questo il leit motiv che ha scandito gli interventi dei componenti l’Osservatorio permanente sulla legalità che si è riunito a Mesagne dopo alcuni fattacci di cronaca che si sono verificati in città e su cui indagano le forze dell’ordine. Unanime il pensiero che dopo alcuni anni di “lotta” la città ha abbassato la guardia contro la criminalità.

Anni di rilassamento che hanno permesso alle cosche di riorganizzarsi in maniera silente, ma altrettanto potente e pericolosa. Una criminalità che si è evoluta, ma che quotidianamente chiede il pizzo riscuotendo nel tessuto produttivo una complicità inconsapevole. E che dire dell’omertà che ha caratterizzato gli ultimi due episodi criminali. Il primo un pestaggio avvenuto presso il parco Potì mentre il secondo è stato un tentato sequestro di persona avvenuto in piazza Vittorio Emanuele.

Entrambi di pomeriggio quando era presente diversa gente. E poi c’è la presenza oppressiva delle sostanze stupefacenti su cui i carabinieri stanno conducendo una battaglia impari per far emergere questo traffico deleterio. C’è il gioco d’azzardo, con la ludopatia che ha in pugno diverse famiglie; le aste giudiziarie, divenute “lavatrici” in cui ripulire i soldi provenienti da varie attività illecite. Insomma, un sommerso criminale ignoto ai più. L’assessore alla legalità, Anna Maia Scalera, ha inviato tutti i componenti a rialzare la guardia per fare risvegliare la città. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco, Toni Matarrelli, l’onorevole Gianluca Aresta (M5S) e il presidente del Consiglio, Omar Ture. Unanime il pensiero dei componenti dell’Osservatorio di rinvigorire gli anticorpi sociali dell’antimafia. Per il Partito democratico, che ha chiesto la convocazione dell’Osservatorio, è intervenuta la consigliera Rosanna Saracino.

“Devo dire che noi siamo molto preoccupati per l’atteggiamento che si sta diffondendo a Mesagne. Un atteggiamento di omertà, dove si vede ciò che accade, la gente guarda, ma nessuno interviene. Nessuno che sente il dovere di allertare le forze dell’ordine. Purtroppo, quando la città ritorna nel silenzio, evidentemente, c’è qualcosa che non va”, ha sottolineato l’esponente di minoranza che ha contezza del fenomeno in atto. Peraltro la Dia, nella sua ultima relazione, ha scritto che a Mesagne “è presente una mafia di seconda generazione, scalpitante e violenta”. “È così – ha affermato l’avvocatessa – poiché penso ai traffici di droga, di armi, di furti che avvengono in città. Fenomeni criminali che mi preoccupano non poco. Oggi nei tribunali – ha proseguito - assistiamo ai processi che si celebrano e non possiamo far finta di non capire che il fenomeno è grave e sta ritornando in maniera importante. In passato ci siamo riscattati da un peso che oggi riavvertiamo”. Il vicario foraneo, don Gianluca Carriero, ha proposto di istituire all’interno dell’Osservatorio dei “gruppi di lavoro che possano leggere con obiettività la nostra situazione. Con un tema annuale di riflessione e aiuto alla lettura delle realtà, in tutti gli ambiti sociali, per avere gli strumenti necessari ad affrontarla. Bisogna lavorare sui valori e fare un buon lavoro sui giovani”. Il già sindaco Franco Scoditti ha voluto sottolineare “la splendida reazione avuta dalla città contro la criminalità organizzata, dopo che molti sodali erano finiti in carcere. Poi la città ha avuto la sensazione di essere oltre il pericolo ed ha fatto cadere l’attenzione. Purtroppo abbiamo compreso che, pur avendo vinto una battaglia, non si è vinta la guerra contro la criminalità organizzata. E abbiamo scoperto che il fuoco cova sotto la cenere”. Ed ha concluso: “Oggi in città, tra le altre cose, c’è il problema della diffusione della droga. Se ciò accade, evidentemente, c’è qualcosa che non va. È necessario, secondo me, istituire gruppi di lavoro per affrontare queste devianze aiutati da vari esperti”.

Infine, Fabio Marini, presidente dell’antiracket locale e regionale, ha ricordato che la “Scu è camaleontica ed i metodi mafiosi sono cambiati”. Marini ha, quindi, ricordato “che tali fenomeni esistevano ed esistono. Oggi non c’è più la richiesta violenta, ma amichevole. I gruppi dominanti sono sempre gli stessi, sono solo cambiate le dinamiche”. Il presidente ha spiegato come tuttora è “difficile intercettare le denunce delle vittime”. Ed ha sottolineato che: “a Mesagne resta il problema agricolo dei furti. Oggi è difficile far fare alle vittime le denunce”. E sul fonte del racket ha detto: “Sappiamo bene che è presente, specialmente nei grandi gruppi commerciali di Mesagne e Brindisi. Come se non bastasse c’è il problema delle difficoltà economiche dovute al lockdown. Operatori economici fermi e in crisi per la complessità ad accedere ai finanziamenti bancari”.

 

 

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Diventa realtà il recupero e la riqualificazione dell’ex palazzo Murri posto nel centro storico di Mesagne. Dopo diversi lustri in cui era stato lasciato in uno stato di fatiscenza l’immobile è stato acquistato da un imprenditore di Latiano che lo ristrutturerà per farne un’oasi ricettiva. Il progetto è stato presentato ieri mattina in Comune dal sindaco Toni Matarrelli e dall’amministratore unico della Cea, l’azienda che eseguirà il restauro, l’ingegnere Anna Chiara Contessa. Quindi la riqualificazione del borgo passa attraverso l'ex palazzo Murri.

progetto ex palazzo murri 3Questa operazione permetterà di aprire alla pubblica fruibilità corte Figheroia, finora off limits perché sbarrata da un muro, e di riqualificare l’intero centro storico. Dunque, il recupero di uno stabile del Settecento e la riapertura di un’antica strada dell’antico borgo è un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. È stato presentato ieri nella sala consiliare del Comune di Mesagne il progetto di “Riqualificazione urbana e ri-destinazione e recupero conservativo del fabbricato di Corte Figheroia”, in prossimità di piazza dei Commestibili, tra via Manfredi Svevo, vico dei Caputo e via Luca Antonio Resta. L’intervento servirà a recuperare un complesso privato di immobili in stato di abbandono, noto tra i mesagnesi come “palazzo Murri". Così, un angolo suggestivo dell'antico borgo sarà rigenerato e ridestinato; di tale intervento beneficerà un’area pubblica da anni interdetta al passaggio da un cancello e un muro, Corte dei Figheroia, che tornerà ad essere fruita e valorizzata. 

progetto ex palazzo murri 4Intanto, nei prossimi giorni gli organi istituzionali consiliari saranno chiamati ad esprimersi sulla proposta, per sancire con atto formale l’interesse pubblico dell’intervento. Interessante l’area di investimento. Il palazzotto, infatti, ha una superficie complessiva di circa 2.500 metri quadrati così ripartiti: 1500 metri quadrati di copertura e giardino al piano terra; 500 metri quadrati al primo piano oltre a 500 metri quadrati di terrazze. A gongolare ieri mattina era innanzitutto il sindaco Matarrelli che con quest’operazione urbanistica riqualifica una parte importante dell’antico borgo. “È un progetto molto importante – ha esordito il primo cittadino – poiché riqualifica l’intera area storica. Il progetto, di particolare interesse pubblico, sarà portato in Consiglio comunale per l’approvazione”. Poi Matarrelli ha chiarito: “A Mesagne la burocrazia non sarà mai un ostacolo per chi vuole investire e per i cittadini.

progetto ex palazzo murri 5Questo perché la nostra Amministrazione ha la volontà di rendere la città sempre più dinamica. Da parte nostra – ha proseguito il sindaco – stiamo investendo risorse importanti per rendere il centro storico appetibile. Abbiamo avviato un lavoro di recupero significativo che darà impulso al rinascimento del centro storico”. L’amministratore unico della Cea, l’ingegnere Annachiara Contessa ha, quindi, spiegato nel dettaglio il progetto che ha, tra le altre cose, la caratteristica di integrarsi con gli immobili del centro storico con una particolare attenzione all’ambiente e ai materiali che saranno utilizzati per il recupero. “Il nostro antico borgo – ha concluso il sindaco Matarrelli – ha diversi immobili interessanti su cui c’è l’attenzione di vari imprenditori ad investire nella nostra città. In questo modo potremo recuperare quel patrimonio storico che oggi necessità di restauri conservativi”. La Cea ha assicurato che dalla data di approvazione della delibera impiegherà circa 11 mesi per ristrutturare il tutto.

 

 

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Dal prossimo 15 settembre a Mesagne riapre l'ospedale di Comunità. Il reparto era stato chiuso nei mesi scorsi per fare posto al reparto post Covid. Qui, infatti, venivano ricoverati i pazienti che giungevano dal Perrino di Brindisi per fare la riabilitazione prima delle dimissioni. L'ospedale di Comunità sarà gestito, come in precedenza, dai medici di base.

 

 

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I Carabinieri della Stazione di Mesagne, a conclusione degli accertamenti, hanno arrestato Ruggiero Diego, 36enne del luogo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, l’uomo, nell’ambito dei mirati servizi per la prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, a seguito di perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di:

-      3 involucri di cellophane contenenti 4 grammi di hashish;

-      un involucro di cellophane e un vasetto di vetro contenenti 40 grammi di marijuana, rinvenuti nell’armadio della camera da letto;

-      8 capsule contenenti della cocaina del peso lordo di 0,3 cadauno per un totale lordo di grammi 2,4;

-      somma contante di euro 200,00 di cui una da euro 100,00 e due da euro 50,00, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Il tutto sottoposto a sequestro.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

 

 

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(di Domenico Urgesi) Concludiamo la rapida carrellata sull’opera di Diego Ferdinando, con alcuni spunti di curiosità, espressi con le sue stesse parole.        

Il primo stemma di Mesagne

«Inoltre, si vedrà l’effigie del Sole posta tra le spighe di frumento e scolpita su una pietra quadrata in una delle torri che, dal lato Meridionale, racchiudono le mura della nostra Città; e le spighe, poste sotto il Sole da entrambe le parti, che – si pensa – [siano] tra gli antichi simboli di Messapia [Mesagne], vogliono significare che anticamente i Messapi adoravano il Sole.»

Un gioco dei fanciulli con le monete

«… Da ciò l’antica usanza dei fanciulli, ed il gioco di lanciare in alto i denari, e di presagire la sorte scegliendo o “testa” o “Nave”, genera in noi non poca fiducia nell’antichità. La moneta così contrassegnata, [come dice] Macrobio nel primo libro, capitolo 7 dei Saturnali, anche oggi è avvertita nel gioco dei dadi, quando i fanciulli, gettando in alto i denari, esclamano “Testa” o “Nave” in un gioco [che è] testimone dell’antichità…».

L’Artopticus: La “frisa” ai tempi di Diego

«… quello che noi [chiamiamo] Arton, gli stessi Romani lo denominano Pane. Da ciò Artopta in Plinio nel libro 18, cap. 11, o Artopta in Plauto, [vocabolo] con cui chiamavano la donna fornaia, o il vasellame in cui veniva cotto il pane abbrustolito detto Artopticus».

La Vuttisciana

«Da ciò [gli eruditi] sembrano spiegare la ragione di quella parola [vedi in appresso Vuttisciana], di cui ci serviamo non solo in Messapia, ma in tutta la Regione; vale a dire il giorno in cui non ci asteniamo per nulla dalle attività, poiché Giano, sia che fosse istruito da Saturno che accolse come ospite, oppure che fosse animato dal suo stesso genio e dalla [sua] saggezza, fu promotore dell’[attività] di piantare e seminare, e coltivare i campi {la ragione}, ed insegnò gli altri lavori per il vantaggio degli uomini, e per la coltivazione della terra. Perciò il giorno, in cui si fanno tutte queste cose, veniva chiamato Vuttisciana, vale a dire, “giorno di Giano”, o “ritratto [la personificazione] di Giano”.»

Il castello Orsiniano di Mesagne

«Giovanni Antonio del Balzo Orsini […] A Mesagne, in verità, presso cui era solito recarsi spesso per via dell’aria più salubre e per diletto, costruì una Fortezza o grande Torre nei pressi del Castello vecchio…».

«… E, da una cerchia più grande, forse di tre miglia (da cui prima era recinta) fu ristretta ad una di un miglio, trincerata da fossati, mura, torri e munita di una Fortezza nel lato Boreale ed occidentale. Di questa Fortezza (che era chiamata Castello Vecchio), la parte boreale, subìta la forza del tempo, crollò, ed il Principe dell’Avetrana volle abbattere negli anni passati <1630> la parte occidentale, in verità provvista di archi e fornici…».

Il contributo dei Mesagnesi alla difesa di Otranto dai Turchi, nel 1480

«Durante questa guerra, inoltre, che fu combattutta contro i Turchi per riconquistare Otranto, i Cittadini di Mesagne pagarono cento fanti col pubblico denaro; e per i Viveri dell’Esercito inviarono molti moggi di farina, botti di vino e moltissimi animali, come leggiamo in alcune lettere Regie, che i Mesagnesi conservano. In esse, come dicono, il Re ordinò che i Cittadini di Mesagne non venissero afflitti da pagamenti straordinari, poiché [avevano dato] tutte queste cose di cui sopra ….>».

A Carovigno, i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, a conclusione di un servizio straordinario di controllo del territorio, disposto dal Comando Provinciale di Brindisi, hanno denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebrezza alcolica:

-    un 29enne di Ceglie Messapica, poiché  a seguito di sinistro stradale è stato sorpreso alla guida della propria autovettura in stato di alterazione psicofisica. L'uomo sottoposto ad accertamenti mediante etilometro in dotazione è risultato avere un tasso alcolemico di 1,44 g/l. Patente di guida ritirata e veicolo sottoposto a sequestro;

-    un 56enne di Latiano, poiché a seguito di un controllo alla circolazione stradale è stato sorpreso alla guida della sua motocicletta in stato di alterazione psicofisica. Infatti sottoposto ad accertamenti mediante l’etilometro è risultato avere un tasso alcolemico di 1,15g/l. Patente di guida ritirata.

Nel medesimo contesto, sono stati segnalati all’Autorità Amministrativa:

-     un 20enne di Bari, trovato in possesso, a seguito di perquisizione personale, di 1,5 grammi di marijuana che occultava all’interno di uno zaino;

-     un 23enne di Carovigno, trovato in possesso, nel corso di una perquisizione personale e veicolare, di 0,5 grammi di hashish che occultava all’interno di un marsupio. Patente di guida ritirata;

-     un 23enne di Mesagne, trovato in possesso, a seguito di perquisizione personale, di 0,3 grammi di marijuana che occultava in un marsupio e negli slip;

Tutta la sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro.

Nel complesso, i Carabinieri hanno controllato 78 veicoli, identificato 84 persone, di cui 12 di interesse operativo, effettuato 16 perquisizioni, elevato 9 contravvenzioni al codice della strada.

Un deplorevole fattaccio di cronaca si è verificato a Mesagne. Nello specifico un tentativo di sequestro di persona avvenuto in pieno giorno nella piazza centrale di Mesagne, quando alcuni uomini sono scesi da due auto e hanno bloccato un giovane trascinandolo verso i loro mezzi per portarlo via. Fortunatamente la presunta vittima si è divincolata ed è fuggita. Fatto altrettanto strano è che nessuno ha presentato una denuncia per i fatti accaduti. La polizia, infatti, ha avviato un’indagine dopo che il chiacchiericcio si è sparso per le vie della città. Su questa vicenda il gruppo consiliare del Partito democratico di Mesagne ha chiesto la convocazione dell’Osservatorio permanente sulla legalità. Strumento, per la verità, che era già stato convocato dal sindaco per il prossimo 15 settembre alle ore 16,30 nell’auditorium del castello Normanno-Svevo. Dunque, un tentativo di sequestro dii persona si è consumato nella centralissima piazza Vittorio Emanuele, alias porta Grande, intorno alle ore 18,45. Nel cuore della città sono arrivate due auto: una Volkswagen Golf e una Mini Minor. Hanno frenato bruscamente davanti a un giovane e sono scesi alcuni individui che lo hanno boccato e trascinato verso le auto. Il giovane, però, ha iniziato a gridare e agitarsi fino a quando si è divincolato ed è fuggito facendo perdere le tracce nel dedalo di strade del centro della città. Il luogo e l’orario fanno pensare che più di qualcuno ha assistito alla scena. Fa riflettere, invece, che nessuno sia intervenuto o abbia composto il numero delle forze dell’ordine per denunciare i fatti. Omertà o superficialità? Segnale piuttosto brutto per una città che ha alzato virtualmente sul castello, cioè la parte alta della città, il vessillo della legalità. Successivamente, probabilmente a seguito del chiacchiericcio che si è sparso nella città, una volante è giunta sul posto. Gli agenti hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le stanno scandagliando alla ricerca di elementi utili alle indagini. Dalle prime indiscrezioni sembra che una delle auto sia intestate a un cittadino di Francavilla Fontana. È il terzo caso, per quello che ci è dato sapere, di fattacci di cronaca che si registrano in città. I primi due si erano verificati nei mesi scorsi davanti a un bar e nel parco Potì. Non si sa bene se il tentativo di sequestro è una propaggine di quei fatti oppure è un episodio differente. Nell’una o nell’altra ipotesi i fatti sono inquietanti. Intanto, il gruppo consiliare del Partito democratico ha chiesto la convocazione dell’Osservatorio permanente sulla legalità. “Ciò che si vuole segnalare è il pericolo concreto che la violenza, il sopruso, la giustizia “fai da te”, possano essere accettate come cose con le quali convivere senza che nessuno possa farci nulla, senza che nessuno possa o debba impicciarsi di questioni che non gli appartengono”, hanno spiegato i consiglieri comunali del Pd -. Tale assuefazione comporta un arretramento morale, civile e culturale della comunità per via del quale nessuno può sentirsi al sicuro e di fronte al quale non basterà lo sbrilluccichìo delle notti d’estate e un centro storico brulicante di gente tre mesi l’anno per trasmettere l’idea di una città avanzata, moderna, progredita”. Infine, i consiglieri hanno richiamato le istituzioni alle loro responsabilità: “È giusto che le forze dell’ordine e la magistratura facciano chiarezza sull’occorso, ma intanto la politica non può non svolgere un ruolo di fronte al reiterarsi di manifestazioni di efferata violenza”. 

 

 

 

 

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