L'ex convento dei Frati Cappuccini di Mesagne, ubicato al termine di via Reali di Bulgaria, è inserito nei beni storici candidati a divenire parte integrante del Fondo Ambiente Italia. A Mesagne, infatti, un ex-Convento dei Cappuccini sta evolvendo in Monastero del 3° Millennio, cioè un luogo che aggrega persone, saperi e strumenti appropriati per diffondere la cultura, l’arte e la scienza in modo da preparare i giovani ad essere innovatori e protagonisti del futuro nella loro stessa comunità, già ricca di storia. Tale monumento, di proprietà comunale quindi pubblico, è gestito senza scopo di lucro e in comodato d’uso dall’ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) che è Ente del terzo settore. Questa Impresa Sociale è impegnata a valorizzare le intelligenze locali, in primis con la ricerca e la formazione nel Pianeta Salute, contribuendo così ad arginare l’esodo di giovani e senior dal Mezzogiorno, che continua ad impoverirsi della sua vera miniera, cioè il capitale umano.

Nel passato, soprattutto nei momenti più opachi del Medioevo che minacciavano di seppellire nell'oblio fiorenti conquiste del pensiero, i monaci e i monasteri hanno avuto un ruolo cruciale nella crescita culturale e nella trasmissione della conoscenza ai vari settori della società. Oggi, un’analoga funzione può essere svolta proficuamente dai ricercatori che, in questi luoghi della memoria, hanno l’opportunità di aprirsi al territorio e testimoniare in vari modi il loro ruolo sociale. L'ubicazione dell'ISBEM nell’ex convento dei Cappuccini di Mesagne, infatti, è più che simbolica in quanto essa incarna un nuovo patto fra ricerca e formazione, restituendo così al monumento quel ruolo che aveva prima dell’avvento del metodo scientifico. Di fatto, rendere fruibile un antico convento del 1600 per finalizzarlo alla cultura, all’arte, alla ricerca e alla formazione significa fare innovazione sociale per creare una comunità smart oltre che giusta, più che mai necessaria considerando l'attuale contesto che, con proporzioni e modalità diverse, viene percepito da molti come un ritorno a un nuovo Medioevo, viste le tante criticità locali e globali quali quelle economiche, climatiche, pandemiche, industriali e sociali.

Il Monastero del 3° Millennio è uno snodo operativo e interattivo fra gli attori del progresso (istituzioni, ricerca, imprese, enti del terzo settore, scuola e comunicazione), la cui coesione è la premessa per individuare le criticità e trovare le soluzioni sostenibili che portino ritorni economici e immateriali (culturali, morali, etici, sociali, ecc.) alla comunità. Come? Con le idee forti, con il capitale umano arricchito di cultura e di competenze, con le tecniche di progettazione nonché con i finanziamenti che scaturiscono dai bandi locali, regionali, nazionali ed internazionali. Pertanto, incamminandosi su tali percorsi virtuosi e contando sul contributo della sua storia, della sua cultura, dei suoi talenti e dell’arte, il Mezzogiorno potrà entrare nella fase di riscatto sociale e morale da tempo atteso: cioè costruire il futuro fin da oggi!

Visitando l’ex-Convento francescano, si potrà ammirare uno spettacolare monumento della storia cristiana (architettura, affreschi e spazi evocativi), ma anche andare in risonanza con lo sforzo di una comunità scientifica, incardinata in una realtà periferica, quella messapico-jonico-salentina che, come quella pugliese in toto, è in cammino verso l’innovazione. Infatti, grazie al virtuoso connubio tra passato (Convento dei Cappuccini), futuro (Società della Conoscenza) e risorse disponibili (Talenti e Patrimonio), nel Monastero del 3° Millennio  si realizzano progetti di ricerca, formazione e servizi.

 

ASPETTI  ARTISTICI e STORIA del CONVENTO, in estrema sintesi

Insieme a quel che resta della chiesetta di Santa Maria di Stigliano, l’ex convento dei Cappuccini di Mesagne origina verosimilmente da un insediamento monastico di rito greco. Nel 1104, il conte Goffredo di Conversano, avendo deciso di subordinare gli insediamenti d’origine greco-bizantina alle istituzioni latine, la cedette al Monastero di Santa Maria di Nardò. Attualmente, la chiesa è indistinguibile dall'esterno, essendo inglobata nella struttura conventuale. Strutturata in un’unica navata con volta a botte, la chiesa ha nel suo interno diverse tracce di affreschi che hanno urgente bisogno di essere restaurati e valorizzati. Fino a qualche decennio fa, sul tetto anteriormente, si poteva osservare un campanile a vela dotato di una campana dal peso di un quintale che è andata persa.

La fase francescana è databile intorno al 1539 quando la chiesa venne concessa ai frati in comodato d’uso, grazie a un accordo che coinvolgeva la municipalità di Mesagne. Nel monastero alloggiarono personalità di grande fede e spiritualità, quali Giacomo da Molfetta (Molfetta, 25-10-1489 - Mesagne, 7-9-1561), Angelo da Castellaneta, morto intorno al 1567, rispettivamente secondo e settimo ministro provinciale della provincia di S. Girolamo. Su Giacomo da Molfetta gli stessi suoi confratelli cappuccini riferiscono che: "dopo quattro anni di sepoltura fu trovato il suo corpo incorrotto, che salava un soavissimo odore. Per l'alto concetto di santità, che lasciò di sé dopo la morte, il popolo di Mesagne gli eresse una statua, che fino al giorno presente [1730], si mira sul frontespizio della nostra chiesa di detta Terra". Celebre fu padre Pietro da Mesagne, morto nel 1576 nella stessa città.

I frati usarono alcuni vecchi tuguri costruiti precedentemente dai Basiliani, attorno alla chiesa creando il primo abbozzo di convento, nel 1548. Significativo fu il supporto di Lucantonio Resta, allora arciprete della Collegiata di Mesagne e di padre Antonio da Putignano. La maggior parte dei lavori furono portati a compimento tra il 1550 e il 1555. Di rilievo, c’è anche lo stemma della famiglia Albricci, posto sulla facciata ovest del convento; è ancora esistente ed è in buone condizioni, attestando così il contributo che vi ebbe Giannantonio Albricci, divenuto signore di Mesagne nel 1591.

Per pagare debiti di guerra, nel 1866, il giovane Regno d’Italia decise di incamerare i beni ecclesiastici, per cui anche questo Convento fu soppresso e quindi poi abbandonato a malincuore dai Cappuccini. Così, andò disperso gran parte del suo ingente patrimonio culturale, anche se qualcosa è rimasto: ad esempio, i 1925 volumi confluiti nella Biblioteca civica di Mesagne, le tele con rappresentazione del Cristo Salvator Mundi, dei Tredici Apostoli, S. Francesco d'Assisi e di S. Lorenzo da Brindisi, ora conservate nella parrocchia della Santissima Annunziata.

Negli anni, la struttura ha assunto ruoli molto diversi da quelli per cui fu concepita. Fu usata come caserma delle Guardie Doganali di Brindisi e successivamente come scuola e poi asilo per i poveri. Inserita fra le proprietà del Comune di Mesagne, divenne carcere mandamentale, restandolo fino al 1971 quando ne fu decretata la chiusura. Sia il convento che l’annessa chiesa rimasero quindi abbandonati e utilizzati come deposito comunale fino a quando, grazie al Giubileo 2000, non si reperirono i finanziamenti per trasformarla in Casa del Pellegrino. Ciò ha consentito la riscoperta di notevoli testimonianze artistiche, quali gli affreschi in chiesa di San Francesco Cappuccino (1568), ed uno splendido affresco semicircolare (1592) nella sala del Refettorio. In esso, si intravede S. Francesco in adorazione a Cristo deposto sul grembo di Maria circondata dalle altre due Marie, con un angelo che suona il violino nello sfondo. Per secoli, tali residui affreschi sono rimasti nascosti sotto una coltre di calce e ora necessitano di restauro e di valorizzazione. È degno di nota sia l’altare barocco della chiesa, con l’edicola centrale di una bellissima Madonna con Bambino, che la scala originale in pietra per accedere al primo piano, che porta i segni di cinque secoli d’uso. Alla Chiesa si accede sia dall’interno che direttamente dall’esterno, essendo l’ingresso del convento posto sulla stessa facciata principale a lato della chiesa, sul versante occidentale.

Nel convento c’è anche un chiostro quadrato con un pozzo, e a pian terreno ci sono vari resti di quelli che furono officine, portineria, cucina, refettorio, infermeria, celle per il frate portinaio e i terziari. Al primo piano ci sono le celle dei frati che hanno avuto diverse destinazioni d’uso negli anni. Molti muri divisori sono stati abbattuti e, nel restauro del 2000, da 3 celle ne sono state ricavate 2 con servizi autonomi, quindi capaci di dare ospitalità.

 

ASPETTI CULTURALI e SCIENTIFICI che occorrono nel MONASTERO del TERZO MILLENNIO

Dal 2007 fino ad oggi, ISBEM usufruisce della concessione dell’ex Convento da parte del Comune di Mesagne, dove ha creato un ambiente di accoglienza e servizi molteplici, anche multimediali, utili per l’innovazione sociale. Si ospitano studenti, ricercatori, docenti e innovatori di tutto il mondo, dando pure ospitalità ad alcune persone abbandonate dalle famiglie. Nell’ambito di programmi di ricerca, formazione e prevenzione - e sempre a titolo gratuito - ISBEM e COMEPER (Comitato Mesagne Per la Ricerca) effettuano esami e visite mediche, offrendo a studenti, laureandi, dottorandi e specializzandi l’opportunità di migliorare le loro competenze sul campo. In tal modo, si facilita il loro rapporto con il mondo scientifico ed industriale, supportandone la creatività e le attività di innovazione nel Pianeta Salute, al contempo incentivandone lo spirito di solidarietà, invogliandoli soprattutto a lavorare incessantemente sempre per il Bene Comune. Tutto ciò in analogia con il contesto di un vetusto convento dei frati cappuccini che oggi diventa Monastero del Terzo Millennio per accogliere cittadini di buona volontà e praticare il Paradigma del Dono. Ancorché in modo non esaustivo, vengono riportate alcue attività che sono reglarmente svolte in tale struttura:

  • DOTTORATO di RICERCA
  • Corsi di EURO-PROGETTAZIONE
  • Corsi di ORIENTAMENTO PRE-UNIVERSITARIO
  • Conferenze di MINI MEDICAL SCHOOL e di LIFE LONG LEARNING
  • SUMMER e WINTER SCHOOLS su TEMI di SCIENZA e CULTURA
  • Corsi per OSSERVATORI CIVICI per AMBIENTE E SALUTE
  • Corsi di TEATRO per la GIOIA e la SALUTE
  • SPORTELLO SOCIALE e CISOM (Centro ISBEM Seconda Opinione Medica)
  • Attività di COLLEGIO aperto all’Europa (Erasmus Plus, ESC, etc.)
  • COMITATI CITTADINI per PROMUOVERE lo STUDIO e la RICERCA fra i GIOVANI e gli ADULTI

 

ASPETTI UMANITARI e SOCIALI

Operando da Monastero del Terzo Millennio, l’ex-Convento dei Cappuccini è un luogo ideale per diffondere la cultura del Paradigma del Dono, cioè per attivare quel circolo virtuoso che è proprio dell’imprenditoria culturale. È un modo per arricchire la comunità e restituire valore in campi essenziali quali la Salute, l’Ambiente, l’Alimentazione, gli Stili di Vita e la Cultura della accoglienza. Come strategia di ISBEM e COMEPER si prevede da un lato di incoraggiare i Cittadini a DONARE e dall’altro di impegnarsi a RESTITUIRE alla COMUNITÀ quello che hanno ricevuto dagli altri, dalla famiglia in giù, dalla scuola, dalle esperienze lavorative, dallo studio e dai loro stessi talenti.

Tale approccio è di certo utile per valorizzare e per rendere fruibile un BENE COMUNE come l’ex-convento dei Cappuccini di Mesagne che è un bellissimo patrimonio da proteggere, da conservare al meglio e da rendere funzionale in modo tale che i cittadini, giovani e senior, possono operare con volontà, con raziocinio e con solide competenze per costruire il futuro con le proprie mani.

      Infine, nella rigenerazione e rivitalizzazione territoriale, il ruolo che può svolgere l’ex Convento dei Cappuccini, oltre che al patrimonio storico-culturale, è legato alla posizione geografica, baricentrica rispetto alle sedi universitarie pugliesi, cioè l’Università del Salento e l’Università di Bari che hanno articolazioni territoriali a Brindisi e a Taranto. Accogliere studenti, professori e ricercatori delle due università e di quelli provenienti dall’Europa ed oltre, per svolgere attività di ricerca e di formazione, può contribuire ad innervare di linfa innovativa un ambiente rurale che è ancora avvolto, sotto certi aspetti, da un crepuscolo feudale e di certo a rischio potenziale di degrado sociale, oltre che di analfabetismo di ritorno.

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A Mesagne arriverà nel prossimo aprile la Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Non si tratta dell’apertura di un nuovo sportello bancario in città ma di un cambio di consegne. Ubi banca è stata acquisita in estate dal gruppo Intesa. Non tutti gli sportelli ex UBI però sono passati sotto l’insegna del gruppo guidato da Carlo Messina.  La settimana scorsa è stato raggiunto l’accordo per la cessione degli sportelli UBI in eccesso rispetto alla normativa antitrust.

L’accordo nazionale interesserà anche gli sportelli della provincia di Brindisi. Per effetto della fusione tra le due banche saranno infatti 620 le filiali sparse in tutta Italia cedute a Bper per superare i vincoli antitrust sull’Ops lanciata dalla banca milanese. A rilevare gli esuberi ci ha pensato la Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Con questa acquisizione diventerà la quarta banca di interesse nazionale. Le filiali che nella prossima primavera diventeranno BPER, oltre a quella di Mesagne, saranno quelle di Latiano, Torre Santa Susanna, San Vito dei Normanni, Ostuni e Francavilla Fontana. Le filiali ex UBI di Brindisi, Fasano e Cisternino invece passeranno sotto l’insegna del gruppo Intesa.  

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L'Amministrazione comunale di Mesagne aumenta gli stalli a pagamento dentro e fuori le mura della città? E i cittadini rispondono posteggiando all'interno del vecchio borgo in maniera selvaggia. Fregandosene dei divieti e , ancor più, del senso civico che ognuno dovrebbe avere. Un esempio? L'immagine fotografca, che abbiamo scattato noi, dimostra, intorno alle ore 10 del mattino di lunedì, un assembramento  di mezzi davanti al castello e palazzo Piazzo. Naturalmente sono posteggi liberi, qualcuno direbbe a go go, esenti da qualsiasi controllo che ci possa essere. Peccato, però, per questa deturpazione ambientale. Quindi, ci si chiede, davanti a questa situazione, dove sano finiti i paladini dela difesa del centro storico? Eppure fare qualche passo rigorosamente a piedi, come spesso spiegano i medici, è salutare. E come si diceva nela commedia popolar-natalizia di "Pernia e Cola", "l'aria di "Mesagne, sostituita a curti" fa tanto bene alla salute". E noi diremmo non solo.... 

 

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Pochi minuti fa si è verificato un incidente sulla rampa stradale che da via Latiano conduce alla bretella della Ss7. Durante la salita un escavatore è scivolato dal rimorchio di un camion ed è finito in strada dove si è ribaltato. Fortunatamente non seguiva nessun mezzo. Sul posto è intervenuta la polizia. 

 

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Un tragico incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di sabato a Mesagne dove un bimbo, in sella a una bici, è stato investito da un’auto. Nello scontro il piccolo ha riportato dei gravi traumi e attualmente si trova ricoverato in ospedale in prognosi riservata. Sul luogo del sinistro, oltre all’ambulanza del 118, si sono recati i vigili urbani di Mesagne che lo hanno rilevato. I due mezzi, auto e bici, sono stati posti sotto sequestro. Dunque, un grave incidente stradale si è verificato in città dove, un bambino di 11 anni, è stato investito nel pomeriggio di sabato su via San Pancrazio nel tratto in cui via Foggia vi si immette. Il ragazzino era in sella alla sua bici quando, per cause ancora in fase di accertamento, si è scontrato con una Hyundai condotta da un giovane mesagnese. Uno scontro alquanto violento che ha sbalzato il piccolo dalla bici facendolo cadere rovinosamente per terra, sull’asfalto.

Lì, purtroppo, è rimasto senza riuscire ad alzarsi. Il giovane ha immediatamente fermato il veicolo ed è corso verso il bimbo per soccorrerlo. Purtroppo si è immediatamente reso conto della gravità delle ferite e ha richiesto l’intervento dei sanitari del 118. In pochi minuti un‘ambulanza è giunta in via San Pancrazio. I soccorritori hanno accertato la gravità delle ferite riportate dal piccolo, lo hanno stabilizzato e trasferito presso il pronto soccorso dell’ospedale “De Lellis” di Mesagne. Però, le sue condizioni sono apparse subito talmente gravi da richiedere un immediato trasferimento presso l’ospedale “Perrino” di Brindisi. Qui è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici e strumentali che hanno rilevato i gravi traumi riportati nel sinistro. Il bimbo è stato ricoverato e la sua prognosi è riservata. Ieri mattina le sue condizioni, fortunatamente, erano ritenute stabili. Intanto, in via San Pancrazio sono arrivati anche gli agenti della municipale che hanno rilevato l’incidente. I vigili hanno ascoltato oltre che il conduttore dell’auto anche qualche persona presente ai fatti. Quindi, hanno avviato le indagini per stabilire le responsabilità dell’accaduto e procedere secondo le disposizioni di legge. I mezzi coinvolti nell’incidente, la bici e l’auto, sono stati posti sotto sequestro.  

 

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incidente ss7 del 14 11 20 1Un grave incidente stradale si è verificato poco dopo le ore 14,30 lungo la statale 7, nel senso di marcia da Mesagne a Brindisi dove due furgoni, per cause ancora in fase di accertamento, si sono scontrati. Si tratta di un Fiat Doblo di colore grigio e un furgone commerciale Peugeot. Nello scontro una persona è rimasta incastrata tra le lamiere. Un'altra ha fatto ricorso alle cure dei sanitari. Sul posto sono giunti e stanno operando i vigili del fuoco di Brindisi e i soccorritori del 118. Presenti anche auto della Polstrada e della polizia locale di Mesagne. Ulteriori notizie nelle prossime ore. 

incidente ss7 del 14 11 20 2incidente ss7 del 14 11 20 3 

Scontro ieri pomeriggio lungo la strada statale 7. Il sinistro si è verificato poco dopo le ore 14,30 nel senso di marcia da Mesagne verso Brindisi dove due furgoni, per cause ancora in fase di accertamento, si sono scontrati. Si tratta di un Fiat Doblò, di colore grigio, e di un furgone commerciale Peugeot, di colore bianco. Nello scontro una persona è rimasta incastrata tra le lamiere. Un'altra ha fatto ricorso alle cure dei sanitari. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Brindisi e le ambulanze del 118, la polstrada e la polizia locale di Mesagne. La viabilità è rimasta bloccata per oltre due ore. Il grave sinistro stradale si è verificato intorno alle ore 14,30 quando due furgoni commerciali stanno viaggiando da Mesagne in direzione Brindisi giunti nei pressi dell’ex deposito Ferrero, per cause ancora in fase di accertamento, si sono scontrati. Un urto alquanto violento che ha atto ribaltare lateralmente il Fiat Doblò mentre l’altro, il Peugeot, ha terminato la sua corsa sul guardrail. Le auto che seguivano si sono fermate e gli occupanti hanno prestato i primi soccorsi e lanciato l’allarme. Sul posto sono giunte le ambulanze del 118. I soccorritori non sono riusciti a estrarre dalle lamiere uno degli autisti. Pertanto sul posto è giunta una squadra di vigili del fuoco i cui operatori hanno lavorato ed estratto il ferito. Lo stesso è stato trasferito velocemente presso l’ospedale “Perrino” di Brindisi. Qui è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici e strumentali al termine dei quali sono stati evidenziati dei gravi traumi riportati dall’uomo nello scontro. Anche l’altro autista ha fatto ricorso alle cure dei sanitari. Intanto, sul luogo dell’incidente sono giunte le unità della polstrada e della polizia locale di Mesagne. In particolare la polizia ha rilevato il sinistro mentre i vigili urbani, intervenuti sul posto con due pattuglie, si sono interessati della viabilità. La statale 7 è stata chiusa nel senso di marcia verso Brindisi per alcune ore. Gli agenti hanno bloccato l’importante arteria viaria e fatto ritornare i mezzi, facendogli fare inversione, dall’uscita di Mesagne Est.  

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All’indomani delle diverse restrizioni per il Covid-19 che hanno interessato anche la città di Mesagne e alla luce di alcuni comportamenti di scetticismo il sindaco, Toni Matarrelli, è intervenuto con una lettera aperta alla città con la quale ha chiesto ai suoi concittadini di rispettare tutte le norme anti contagio. “Il momento che stiamo vivendo, fino a pochi mesi fa, sarebbe stato inimmaginabile. Da marzo ad oggi il nostro Paese, l’Europa, il mondo subiscono le conseguenze drammatiche di una pandemia che nelle ultime settimane è tornata a farci assistere ad una crescita esponenziale di contagi”, ha scritto il primo cittadino -. Anche in Puglia la curva dei contagi preoccupa e ci identifica come realtà “arancione”. Sono stati elaborati dati negativi che inducono in grave pensiero per la tenuta del sistema sanitario, per la pressione alla quale il personale impegnato nei presidi di salute è sottoposto”. Matarrelli si è quindi chiesto se “la terapia intensiva potrà bastare per tutti coloro che ne avranno bisogno? Se i posti letto serviranno a scongiurare il rischio di dover far compiere scelte inumane a coloro che potrebbero essere chiamati a farle? Questo è il vero tormento”.

Il sindaco ha cercato di far comprendere ai mesagnesi i reali pericoli che ogni giorno si corrono. “Sono tanti e legittimi i timori di tutti noi, a partire dall’innaturale idea che i ragazzi possano non andare a scuola, perché quell’idea di “andare” implica non solo la semplice attività di istruirsi, quella che istituzioni, famiglie e studenti si sforzano di garantire con tutti gli strumenti a disposizione”, ha continuato Matarrelli -. La possibilità negata, nostro malgrado, a queste giovani personalità in crescita è nella mancata condivisione di occasioni di formazione e crescita che solo il contatto in presenza, con educatori e coetanei, può offrire”. Oggi tutti hanno la consapevolezza che la situazione rispetto al precedente lockdown totale è cambiata: tanta energia e speranza di uscirne sono state investite con la consapevolezza che si stava combattendo un nemico comune. “Ma un’economia già provata fa maggiore fatica a sopportare limitazioni che tornano per arginare un’insidia che purtroppo non è vinta”, ha proseguito il sindaco -.  Mesagne ha combattuto con grande dignità e coraggio un pericolo che ci ha visti uniti e solidali. L’estate ci ha confortato sulle possibili prospettive, rimandando ai mesi più freddi la possibile, maggiore diffusione del virus. Che, lo sapevamo, non era debellato. Nel frattempo abbiamo compiuto la scelta più naturale, abbiamo continuato a vivere. Purtroppo è indispensabile che si torni a fare i conti con un pericolo dal quale non siamo al riparo, confidando che dinanzi al prevedibile disagio sociale ed economico, alla crisi occupazionale, si faccia fronte con interventi straordinari di adeguato sostegno”. Infine, Matarrelli ha invitato i suoi concittadini a non demordere. “Se è comprensibile la rabbia e la stanchezza – ha detto – questi sentimenti devono tuttavia lasciare il passo alla consapevolezza che ogni sacrificio richiesto ha un fine incomparabile con qualunque altro obiettivo: la tutela della nostra salute, quella delle persone che amiamo, dei nostri concittadini, la sicurezza dell’Italia”.

 

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Un'Alfa Romea Giulietta è stata rinvenuta questa sera a Mesagne dalla polizia locale. Il mezzo era stato rubato in provincia di Lecce. La macchina, una Alfa Romeo bianca, è stata rinvenuta nei pressi di via Brodolini col motore acceso. Gli agenti della Polizia locale si sono avvicinati alla macchina aperta per verificare se l’autista avesse bisogno di aiuto, ma trovatala vuota e con il motore in moto si sono insospettiti. Da una verifica hanno accertato che l’auto era stata rubata qualche giorno fa in provincia di Lecce. Adesso si stanno espletando le pratiche per consegnare l’autovettura al legittimo proprietario. La polizia locale ha avviato le idagini per cercare di individuare i malfattori. Qualche telecamera della zona potrebbe aver ripreso i ladri. 

 

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Ha fruttato diverse migliaia di euro un furto perpetrato da alcuni individui in un’abitazione di Mesagne. I malviventi per aprire la cassaforte hanno utilizzato la fiamma ossidrica con il rischio di incendiare i mobili presenti. Mentre fuggivano sono stati visti dai proprietari che hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono giunte alcune gazzelle dei carabinieri che si sono messi, inutilmente, alla ricerca dei delinquenti. Febbrili le indagini degli uomini dell’Arma per cercare di individuare i ladri che hanno agito a colpo sicuro.

Da come si sono mossi, infatti, si pensa che i malviventi conoscessero bene le abitudini della famiglia, l’abitazione e i valori presenti. In aiuto alle indagini potrebbero giungere alcune immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona. Anche se i ladri le hanno bypassate scegliendo un percorso sicuro. Dunque, altro episodio di criminalità a Mesagne compiuto con estrema spavalderia da due individui incappucciati. Scenario dei fatti è, ancora una volta, il rione Materdomini. Precisamente un’abitazione a primo piano dove vive una famiglia con figli piccoli. Come spesso accade la signora, intorno alle ore 18,30, ha deciso, insieme ai suoi figlioli, di scendere al pian terreno, nell’abitazione dei nonni. Una gioia per i bimbi poter giocare con loro.

Così, mentre la famigliola si trovava presso i nonni al piano superiore sono arrivati, dal giardino, due individui. Hanno forzato l’ingresso e sono entrati in casa. Una volta dentro si sono diretti nella camera da letto, hanno spostato due quadri che occultavano la cassaforte di famiglia. Con loro avevano una fiamma ossidrica. Hanno acceso il cannello e iniziato a lavorare sul forziere. Le scintille hanno raggiunto il copriletto e hanno rischiato che lo stesso si incendiasse. Sono bastati solo pochi minuti e la serratura è saltata, i ladri hanno aperto il portello. A quel punto hanno tolto la federa a un cuscino e hanno iniziato a razziare tutto il contenuto. Dentro al sacchetto improvvisato sono finiti dei candelabri, diversi monili e valori che la famiglia custodiva gelosamente nella cassaforte. Tuttavia, questo lavoro non lo hanno fatto in silenzio tanto che i bimbi che si trovavano al pian terreno hanno detto alla mamma che sentivano dei passi in casa loro. Rumori che anche il resto della famiglia ha udito. Si sono affacciati alla finestra, che dà sul giardino, e hanno notato due uomini incappucciati che fuggivano con il sacco tra le mani. I ladri, giunti davanti al cancello, lo hanno aperto e sono scappati. È stato lanciato l’allarme e sul posto sono giunti i carabinieri. I militari hanno effettuato un sopralluogo e ascoltato la testimonianza della signora particolarmente colpita dall’evento criminale.

I militari si sono messi alla ricerca di questi individui, probabilmente un terzo fungeva da palo all’esterno, senza riuscire a trovare nulla. Sono state avviate le indagini che sembrano essere piuttosto articolate, anche se partono da un dato certo: i malfattori conoscevano bene la famiglia. Se non personalmente attraverso un basista. Forse lo stesso fantomatico uomo che da anni segnala ai ladri le abitazioni del rione Materdomini in cui perpetrare furti remunerativi. 

 

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Un furto è stato perpetrato la scorsa notte nella scuola materna "Don Milani", nel rione Zecchino di Mesagne. I malviventi dopo aver forzato un porta sono entrati nel plesso e si sono diretti in cucina. Qui hanno sottratto degli alimenti. Non contenti hanno girovagato nelle aule rubando della cancelleria. La scoperta dell'effrazione e del furto è stata fatta al mattino dalle operatrici solastiche che hann trovato la struttura forzata e alcuni viveri trafugati. Le insegnati hanno immediatamente avvertito del fatto il dirigente scolastico.

 

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