Redazione

La Asl Brindisi è al fianco di Susan G. Komen Italia, l’organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno, per l'evento nazionale Race for the Cure, che si terrà il 17 maggio a Bari. Una corsa non competitiva di 5 km aperta a tutti: donne, uomini, famiglie e amici, per sensibilizzare, raccogliere fondi e celebrare la vita.

"La Race for the Cure – ha dichiarato il direttore generale della Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio - rappresenta un momento di grande importanza per la prevenzione del tumore al seno, un impegno che la Asl Brindisi porta avanti ogni giorno con screening e percorsi assistenziali di eccellenza. Invito calorosamente i nostri operatori sanitari, i dipendenti e tutta la comunità brindisina a partecipare numerosi: insieme possiamo fare la differenza nella lotta contro il cancro".

Questa iniziativa non è solo una corsa: è un messaggio di speranza, un atto di impegno e di vicinanza a chi sta lottando e a chi ha perso una persona cara. Ogni passo contribuisce a finanziare la ricerca, a offrire supporto e a costruire un futuro più sano per tutte.

Rino Spedicato, referente regionale FQTS Puglia (Formazione Quadri del Terzo Settore), ha aggiunto che “il 17 maggio alle 7 andremo a Bari per partecipare con altri volontari e altre associazioni onco-ematologiche della provincia di Brindisi, alla Race for the Cure, l'evento organizzato dall'associazione Susan Komen Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni locali sull'importanza della comune lotta ai tumori al seno. L’invito è esteso a tutti. Occorre prendere parte, non delegare, non lasciare sole e soli chi sta affrontando questa lotta. Il nostro messaggio, quindi, è sempre lo stesso: unire le forze per rendere il cancro sempre più curabile. Incoraggiare e partecipare alle iniziative di ricerca, prevenzione, assistenza e cura, è prendere parte a un cammino di liberazione dall’incubo del cancro. Come noto, il colore rosa caratterizza queste manifestazioni perché, come nel ciclismo, "siamo tutte e tutti maglie rosa”, con l’obiettivo dichiarato, cercato e conquistato, non solo di partecipare ma anche di vincere la partita della vita contro il cancro. Facciamolo insieme, perché insieme si può”.

Filo Rosa Brindisi è il nome della squadra locale che parteciperà alla manifestazione barese e che unirà volontari, associazioni onco-ematologiche e Asl Brindisi. A supportare gli atleti e le atlete amatoriali ci sarà un nutrito gruppo di associazioni di volontariato: ANDOS, Cuore di donna, Le Civette del Salento, Fondazione Di Giulio, Insieme contro il cancro per la vita.

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Il Presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa, esprime grande soddisfazione e profondo orgoglio per lo straordinario riconoscimento ottenuto dall’IISS Ettore Majorana, vincitore del premio internazionale “AI Transformation” al Global Schools Prize 2025, promosso dalla Varkei Foundation, grazie al progetto: BOOK IN PROGRESS AI. Un risultato di assoluto valore che porta Brindisi, la Puglia e l’Italia al centro del dibattito mondiale sull’innovazione nella scuola e sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento concreto di crescita educativa e sociale. Quello raggiunto dal Majorana – dichiara il Presidente Angelo Contessa – è un traguardo che riempie di orgoglio tutto il nostro territorio. Vincere un premio globale dedicato alla trasformazione educativa attraverso l’AI significa dimostrare che anche dal Sud Italia possono nascere modelli innovativi capaci di competere con le migliori realtà internazionali. È il successo di una comunità scolastica coraggiosa, competente e visionaria. Il Presidente Contessa sottolinea inoltre come questo riconoscimento confermi il valore del lavoro svolto dal Dirigente scolastico Salvatore Giuliano, dai docenti e dagli studenti dell’istituto, capaci di costruire nel tempo un’esperienza educativa d’avanguardia, riconosciuta oggi a livello mondiale. Proprio nei giorni scorsi – aggiunge Contessa – abbiamo avuto il piacere di incontrare il Preside Giuliano e di condividere una visione comune sull’importanza di creare un collegamento sempre più forte tra scuola, innovazione e sistema produttivo. In quell’occasione abbiamo concordato l’avvio di una collaborazione tra il Majorana e il sistema associativo ANCE Brindisi, con l’obiettivo di sviluppare percorsi comuni sui temi della formazione, delle competenze digitali, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione applicata ai settori produttivi. Per ANCE Brindisi, il successo del Majorana rappresenta un esempio concreto di come investire nella conoscenza, nella tecnologia e nei giovani significhi costruire il futuro del territorio. L’innovazione non ha confini geografici – conclude il Presidente di ANCE Brindisi – e il Majorana oggi dimostra al mondo che Brindisi può essere laboratorio di eccellenza, creatività e futuro.

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Bakary Sako e il dovere di interagire e ricostruire una società dei legami e la riumanizzazione dei rapporti. 

Da anni, nel dibattito pubblico e mediatico, i migranti vengono troppo spesso raccontati come un problema sociale, un’emergenza permanente, una minaccia da controllare. Una narrazione continua che finisce per alimentare paura, diffidenza e disumanizzazione.
È dentro questo clima che maturano certe violenze.
L’assassinio di Bakary Sako non può essere liquidato come un gesto improvviso o “senza motivo”. Bakary era un lavoratore, un ragazzo descritto da chi lo conosceva come serio, motivato, impegnato a costruirsi un futuro. È stato ucciso mentre andava a lavorare. Eppure, anche davanti a tragedie come questa, il racconto pubblico spesso tende a rimuovere il contesto che rende possibile simili aggressioni.
Perché la violenza non nasce mai nel vuoto.
Nasce da anni di rappresentazioni tossiche, da un linguaggio politico e mediatico che abitua lentamente a considerare alcune vite meno importanti di altre. Quando intere comunità vengono associate continuamente a degrado, insicurezza o criminalità, il confine tra propaganda e disumanizzazione diventa sempre più sottile.
Ma sarebbe troppo semplice fermarsi qui.
C’è anche un’altra assenza che pesa: quella di una società incapace di ascoltare e accompagnare molti giovani che crescono senza riferimenti, senza prospettive e senza un’educazione civile e sentimentale capace di dare valore alla vita umana. Sempre più spesso ci troviamo davanti a minori lasciati soli nella rabbia, nell’emulazione della violenza, nella perdita di qualsiasi pensiero positivo sul futuro.
Questo non significa giustificare chi commette violenza. Significa capire che una società assente produce vuoti pericolosi. Quando mancano scuola, comunità, cultura, ascolto e opportunità, il disagio può trasformarsi in aggressività, branco, ricerca di potere contro chi viene percepito come più fragile o diverso.
È già accaduto dopo la sparatoria di Macerata. È accaduto dopo l’uccisione di Willy Monteiro Duarte. E continua ad accadere ogni volta che si preferisce raccontare queste morti come episodi isolati invece di interrogarsi sul clima culturale che le circonda.
Per questo non basta indignarsi dopo l’ennesima aggressione. 
Serve interrogare il linguaggio pubblico, il modo in cui vengono raccontati i migranti, ma anche il vuoto educativo e sociale che lascia crescere generazioni sempre più fragili, arrabbiate e prive di punti di riferimento.
Ripensare il legame sociale, significa allora fare una scelta precisa: trasformare una società che esclude in una società che include. Significa restituire dignità alle parole, valore alle persone e futuro ai giovani. Significa insegnare che la diversità non è una minaccia, ma una parte essenziale della convivenza.
Perché una comunità capace di riconoscere l’umanità dell’altro è anche una comunità capace di salvare sé stessa.
 
Gino Stasi 
Educatore

Da oghi 12 maggio 2026 è in uscita su tutte le piattaforme digitali il brano musicale "È prossima", il nuovo singolo scritto, musicato e interpretato da Fabrizio Valentini, il frontman della storica band mesagnese “Tolleranza Zero”.

<Il brano - dichiara l’autore - nasce da una riflessione sul momento storico che stiamo vivendo, dall’esigenza di un cambiamento, dal desiderio di rinascita che emerge dopo un momento di stasi definito "il morbo”.  Il superamento attraverso la promessa di una rivoluzione personale e collettiva, diventa speranza di consapevolezza, gioia e sintesi tra cuore e ragione, che preannuncia una “liberazione” imminente.>
Per questo nuovo lavoro Fabrizio Valentini si è avvalso della collaborazione di: Annalisa Andriola, Anna Rita Pinto, Cosimo Andriola, Giorgia Epifani e Lele Caló che hanno prestato la loro voce per i cori. 
I "Tolleranza Zero" sono:
Fabrizio Valentini voce e chitarra.
Gianni Manca voce, cori e chitarra.
Luca Sconosciuto tastiere, voce e cori.
Carmelo Profilo basso elettrico. 
Paride Dell'aquila batteria
Giovanni Facecchia per la composizione ritmica.
Piero De Matteis chitarra acustica e cori.
 
Registrato presso ONE RECORDING STUDIO di Pietro Forleo

Tra le numerose attività  promosse dall’Associazione “G. Di Vittorio”, particolare rilievo riveste la gestione della Biblioteca “Maria Luisa Portulano”che conta oltre 4.000 documenti. Il deposito è attualmente ospitato in un locale della ex Scuola Media Marconi mentre il catalogo è consultabile online attraverso i portali delle Biblioteche Italiane, grazie all’adesione dell’Associazione, sin dall’inizio, al Sistema Bibliotecario Nazionale e Regionale. 

Nel 2025 l’Associazione ha beneficiato di un finanziamento Ministeriale destinato all’acquisto di nuovi volumi. A seguito di un’ampia consultazione con soci, studiosi e istituti scolastici del territorio sono stati acquistati circa 800 nuovi libri che spaziano dalla storia -con particolare attenzione alla Resistenza, al movimento operaio meridionale e pugliese- alla letteratura, alla saggistica contemporanea, con specifiche sezioni dedicate alla poesiaalla mafia, al movimento della donne e alla letteratura per ragazzi

Di particolare importanza é anche la sezione nata dalle segnalazioni pervenute direttamente dalle scuole, con le quali l’associazione intende consolidare rapporti collaborazione e progettualità condivise.

 Il direttivo e i soci hanno fortemente voluto che i nuovi acquisti fossero immediatamente fruibili presso il  salone dell’Associazione in Via Castello 20 a Mesagne. 

Per questo motivo si è proceduto all’acquisto di una moderna scaffalatura, intervento che ha comportato un impegno economico significativo, sostenuto in parte grazie ai contributi volontari di soci e simpatizzanti nonché di alcune realtà imprenditoriali del territorio. Nel corso della serata inaugurale sarà ancora possibile contribuire alla sottoscrizione per coprire le spese sostenute.

Questo importante percorso verrà presentato VENERDÌ 15 MAGGIO ALLE ORE 18,30, presso il Salone della “DiVittorio” in via Castello, 20 a Mesagne con LA INAUGURAZIONE DEI NUOVI ARRIVI DELLA BIBLIOTECA “M.L.PORTULANO”. 

L’iniziativa dal titolo “LIBRI ARRIVATI E MONDI IN PARTENZA” -a sottolineare come ogni libro rappresenti un viaggio che il lettore intraprende-  sarà aperta dal Presidente della “Di Vittorio”  Giovanni Galeone, che illustrerà nel dettaglio il progetto.
Successivamente la direttrice della Biblioteca, dott.ssa MARGHERITA RUBINO, presenterà i nuovi acquisti e il lavoro di catalogazione svolto per rendere tutti i nuovi volumi facilmente accessibili agli utenti.

È inoltre prevista la partecipazione della dott.ssa SARA SARACINO, bibliotecaria, del coordinamento delle biblioteche di Lecce e Brindisi 

Nel corso della serata sarà possibile visionare i nuovi libri, richiederli in prestito e conoscere le modalità di ricerca dei testi attraverso i portali online delle Biblioteche Nazionali e Regionali.  

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All’avvio della campagna cerasicola pugliese, il maltempo della scorsa ha compromesso fino al 40% le ciliegie Bigarreau, mentre è iniziata la consueta altalena dei prezzi al ribasso. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che lancia l’allarme per una situazione ciclica e inaccettabile nelle campagne del Sud Est barese.

La forte perturbazione che da giovedì pomeriggio ha colpito il territorio - spiega Coldiretti Puglia -portando piogge incessanti per tutta la giornata di venerdì e sabato, ha provocato danni ingenti ai frutti. Le aree di Conversano, Rutigliano, Turi, Castellana Grotte, Casamassima sono state pesantemente interessate dal maltempo, con ciliegie rovinate dall’eccesso di acqua fino a diventare in molti casi non commercializzabili.

Le perdite stimate oscillano mediamente attorno al 40%, con punte anche superiori in alcune zone particolarmente colpite, mentre in altri areali i danni risultano leggermente più contenuti. Oltre al danno produttivo, arriva anche la beffa – incalza Coldiretti Puglia - del crollo dei prezzi all’ingrosso, precipitati in pochi giorni tra i 2 e i 3 euro al chilogrammo pagati ai produttori, quando nelle prime battute della raccolta, i prezzi all’ingrosso si attestavano sui 6-7 euro al chilogrammo.

A peggiorare ulteriormente la situazione è stato anche il forte vento di venerdì e sabato, che ha macchiato e segnato i frutti, compromettendone l’aspetto estetico e quindi la commerciabilità, soprattutto per un prodotto destinato esclusivamente al mercato del fresco come la ciliegia pugliese.

A fronte del brusco calo produttivo, gli agricoltori devono fare i conti anche con l’aumento dei costi di produzione e con prezzi che non riescono a coprire le spese sostenute nelle campagne. Intanto sui banchi al consumo si registrano prezzi elevatissimi – insiste Coldiretti Puglia -  con ciliegie vendute anche a 20 euro al chilogrammo a Milano, mentre cresce il rischio dell’ingresso di prodotto estero senza adeguate informazioni sull’origine.

Per questo Coldiretti Puglia ribadisce la necessità di controlli serrati sull’origine dei prodotti ortofrutticoli venduti nei mercati e nella grande distribuzione, soprattutto rispetto agli arrivi dai Paesi Nord Africani come Egitto, Tunisia e Marocco, chiedendo interventi urgenti a sostegno dei produttori colpiti dal maltempo.

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Nell’attuale dibattito sulla sanità si assiste sempre più a uno spostamento delle responsabilità tra i diversi attori del sistema, senza affrontarne le criticità strutturali.

Tra tetti di spesa, mobilità passiva, buchi di bilancio, aumento della pressione fiscale e contrapposizioni pubblico-private, il confronto finisce così per concentrarsi ciclicamente su nuovi soggetti a cui attribuire squilibri e inefficienze.

Da una parte si richiama la cronica insufficienza di risorse nazionali. Dall’altra emergono le preoccupazioni del sistema produttivo e sanitario regionale. Parallelamente, ogni componente tende legittimamente a difendere il proprio spazio operativo e la propria sostenibilità.

Si individuano responsabilità a rotazione: prima i privati accreditati, poi i poliambulatori, poi il sistema nel suo insieme. Nel passaggio successivo verranno chiamati in causa anche i circuiti assicurativi?

È una dinamica già vista. Si sposta il focus, senza affrontare il nodo strutturale.

Ma la questione non è “chi”; non è la natura pubblica, privata o assicurativa del soggetto che eroga la prestazione.

Il tema è comprendere quali bisogni di salute oggi rimangano insoddisfatti e perché.

Occorre considerare che le strutture private – anche non accreditate – non sono per definizione una “spalla” della mobilità passiva. Possono rappresentare, al contrario, una risposta concreta a bisogni che il sistema fatica a intercettare.

 

C’è una realtà con cui è necessario confrontarsi, anche se scomoda: il Servizio Sanitario Nazionale - considerando le risorse disponibili – non riesce attualmente a farsi carico dell’intera domanda di salute. Per sua natura, deve selezionare: emergenze, cronicità, alta complessità. È una scelta strutturale. E comprenderlo non significa accettare un limite, ma orientarsi meglio.

I centri accreditati svolgono una funzione essenziale, ma operano entro vincoli definiti dal sistema. Vincoli che orientano le scelte: cosa offrire, quanto, con quali tempi. E che inevitabilmente condizionano anche i percorsi dei pazienti.

Ed è qui che nasce la percezione di “non risposta”.

Per molte persone, tutto questo non si traduce in un dibattito tecnico o organizzativo. Si traduce in attese, rinunce, viaggi, giornate di lavoro perse, famiglie costrette a spostarsi o a sostenere costi imprevisti pur di ottenere una risposta percepita come adeguata. È in questa distanza tra bisogno e risposta che cresce la sfiducia.

Esiste un’area ampia di bisogni che resta scoperta: disturbi funzionali, quadri sub-acuti, condizioni che incidono sulla qualità di vita, percorsi che richiedono tempo e continuità.

Sono, spesso, proprio i bisogni che fanno la differenza nella vita quotidiana delle persone.

Il sistema tende a concentrarsi su ciò che è clinicamente prioritario e organizzativamente sostenibile: chirurgia strutturata e percorsi standardizzati. Non è una distorsione. È una conseguenza delle risorse limitate. È in questo spazio che si inserisce il ruolo più evoluto del privato.

Non quello che insegue la marginalità. E neppure quello che compete solo sul prezzo, comprimendo qualità e tempi. Ma quello che intercetta bisogni non coperti. Questo non è in contrapposizione al pubblico. È una forma di complementarietà. Per il cittadino significa una cosa semplice: non scegliere “contro” il sistema, ma scegliere tra risposte diverse a bisogni diversi. Il convenzionamento resta uno strumento fondamentale, tuttavia introduce vincoli che orientano l’offerta.

Allo stesso tempo, tutte le strutture autorizzate – a prescindere dal modello – devono rispettare rigorosi requisiti strutturali, organizzativi e igienico-sanitari. È una garanzia imprescindibile per il cittadino.

In un contesto di risorse limitate, questa dinamica produce anche un effetto concreto: una parte di cittadini sceglie percorsi alternativi, alleggerendo la pressione sul sistema pubblico e contribuendo a rendere più accessibili tempi e servizi per chi non ha alternative.

Non è una dinamica da contrapporre, ma, con pragmatismo, da comprendere e governare.

La mobilità sanitaria non si spiega solo con liste d’attesa o tetti di spesa. Si spiega con la fiducia. Qualità, tempi certi, organizzazione, capacità di trattenere i professionisti. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte, il paziente continuerà a scegliere. E deve poterlo fare. Perché prima di essere pugliese, è cittadino. E prima ancora, è paziente.

La distinzione, quindi, non è tra pubblico e privato. Ma tra chi eroga prestazioni e chi si assume la responsabilità di costruire percorsi di salute.

Per il cittadino, la vera scelta è questa: non “dove vado”, ma “che tipo di risposta scelgo”.

Di concerto con la neo Presidente della Sezione Sanità di Confindustria Brindisi, Maddalena Sardella, e con l’intera organizzazione, auspichiamo l’apertura di un confronto più stabile tra tutte le rappresentanze sanitarie territoriali e l’Assessorato regionale alla Sanità.

Mobilità sanitaria, sostenibilità del sistema, integrazione pubblico-privato, valorizzazione delle professionalità e attrattività del territorio richiedono un dialogo tecnico, continuativo e orientato a soluzioni concrete, nell’interesse reale dei cittadini pugliesi.

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Nuovo appuntamento dedicato all’innovazione, alla manifattura digitale e alle professioni del futuro con il Job Day “Botteghe High Tech”, in programma il 25 maggio 2026, dalle ore 15:30 alle 19:30, presso Molo 12 Coworking Space di Brindisi, sede del FabLab, a Palazzo Guerrieri.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’incubatore d’impresa certificato The Qube, rappresenta un’importante occasione di orientamento e approfondimento sui temi della prototipazione digitale, della manifattura avanzata e dell’autoimprenditorialità, con uno sguardo concreto alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale.

Nel corso dell’incontro saranno presentati strumenti e processi innovativi legati al taglio laser, alla modellazione e prototipazione rapida 3D e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi creativi e di marketing, con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di competenze utili allo sviluppo di nuovi percorsi professionali e imprenditoriali.

Interverranno:

Ing. Gianluca Trullo, esperto di modellazione 3D e taglio laser

Dott.ssa Raffaella Ferreri, co-founder di The Qube

Il Job Day è rivolto a giovani disoccupati, NEET, hobbisti, persone a rischio di esclusione sociale e a tutti coloro che desiderano avvicinarsi ai settori della manifattura digitale e dell’innovazione tecnologica attraverso esperienze pratiche e strumenti concreti.

Durante il pomeriggio i partecipanti potranno approfondire:

  • le opportunità offerte dalla manifattura avanzata;
  • applicazioni pratiche del taglio laser e della prototipazione rapida 3D, con dimostrazioni dal vivo e realizzazione di prototipi/gadget;
  • strumenti e metodologie per l’autoimprenditorialità e l’innovazione;
  • applicazioni e vantaggi dell’intelligenza artificiale nel marketing e nella comunicazione.

L’incontro intende offrire una panoramica strategica sulle competenze richieste dai nuovi mercati del lavoro e rappresenta il primo appuntamento di una serie di incontri verticali che saranno realizzati sul territorio provinciale per approfondire le tematiche trattate e favorire la nascita di collaborazioni e nuove sinergie professionali.

La partecipazione è gratuita con posti limitati.

Per partecipare è necessario compilare il form di iscrizione al seguente link:

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Il JOB DAY “Botteghe High Tech” rientra nelle attività del progetto “Direzione O.R.A. – Orienta, Reinventa, Avanza”, promosso dalla Provincia di Brindisi nell’ambito dell’avviso “Punti Cardinali for Work. Punti di orientamento per la formazione e il lavoro”, finanziato dal PR FESR-FSE+ Puglia 2021-2027.

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Villaggio Pescatori rappresenta uno degli scorci più caratteristici e suggestivi della nostra città. Un luogo che negli ultimi anni ha visto importanti interventi di riqualificazione, ma che oggi necessita di maggiore attenzione 

sotto il profilo della manutenzione, della sicurezza e del decoro urbano.
Riteniamo doveroso evidenziare alcune criticità riscontrate in questi giorni: segnaletica turistica divelta e 
lasciata a terra, assenza di cestini gettacarte, elementi di arredo urbano deteriorati e diversi “segna passi” lungo 
la banchina che conduce al sacrario del Monumento al Marinaio non funzionanti, con evidenti problematiche 
legate anche alla sicurezza.
Su questi aspetti intendiamo avviare una collaborazione concreta con l’Amministrazione comunale affinché, per 
quanto di competenza comunale, si possa intervenire tempestivamente attraverso il ripristino della segnaletica 
turistica, l’installazione di cestini e servizi utili a cittadini e visitatori, facendosi inoltre promotrice nei confronti 
della STP della richiesta di sostituzione della struttura del Villaggio Pescatori presso cui fa sosta la motobarca, le 
cui basi, corrose dalla ruggine ed aperte in diversi punti, risultano oggi in condizioni di deterioramento avanzato.
Allo stesso tempo chiediamo all’Autorità di Sistema Portuale, che ha competenza diretta sull’area del Villaggio 
Pescatori, di intervenire rapidamente per il ripristino dell’illuminazione segna-passo e per garantire condizioni 
adeguate di sicurezza e manutenzione lungo tutta la banchina.
Resta inoltre non più rinviabile il tema dei controlli sugli accessi. Nonostante i divieti esistenti, continuano a 
registrarsi auto in sosta non autorizzata nel piazzale e moto che percorrono il lungomare mettendo a rischio 
pedoni, famiglie e turisti.
Per questo proporremo l’installazione di un varco elettronico, interfacciandoci con l’Autorità di Sistema Portuale 
del Mare Adriatico Meridionale, poiché la banchina ricade all’interno dell’area portuale demaniale gestita dalla 
stessa Autorità. Si tratta infatti di aree sottoposte alla disciplina del demanio marittimo-portuale e, pertanto, la 
competenza primaria sulla regolamentazione degli accessi e sull’installazione di infrastrutture di controllo 
spetta proprio all’Autorità Portuale.
Contestualmente impegneremo il Comune di Brindisi ad avviare il percorso amministrativo necessario per 
trasformare l’area del Villaggio Pescatori in Area Pedonale Urbana, così da garantire una reale tutela della 
sicurezza, del decoro e della piena fruibilità pedonale di uno dei luoghi più simbolo della nostra città.
Criticare quando serve, ma collaborare per risolvere i problemi: è questo il senso del nostro impegno per 
Brindisi.
Lino Luperti
-Uguaglianza cittadinaMichelangelo Greco
-Movimento Regione SalentoJacopo Sticchi
Rino Giannace
-Per sempre Brindisi-

Non solo incendi e soccorsi stradali: il lavoro dei Vigili del Fuoco richiede spesso precisione chirurgica e sangue freddo anche in contesti prettamente sanitari. Nella giornata odierna, una squadra del Comando di Brindisi è dovuta intervenire presso il Pronto Soccorso dell’ospedale "Perrino" per un’emergenza decisamente particolare.

​La richiesta di soccorso è scattata quando il personale sanitario si è trovato di fronte a un paziente con un dito visibilmente gonfio e tumefatto, intrappolato da un anello che ne impediva la normale circolazione sanguigna. Data l'impossibilità di sfilare il monile con le tecniche convenzionali, si è reso necessario l'intervento degli specialisti del 115.

​Utilizzando attrezzature specifiche e micro-strumenti da taglio in dotazione al Corpo, gli uomini della squadra di Brindisi hanno operato con estrema cautela. L'operazione di taglio dell'anello è stata eseguita con successo, riuscendo a liberare il dito del paziente senza causare ulteriori lesioni.

​Una volta rimosso l'ostacolo, la situazione è tornata sotto il controllo dei medici del Pronto Soccorso. La persona è stata immediatamente affidata alle cure del personale sanitario per trattare il gonfiore e le eventuali complicazioni vascolari causate dalla costrizione prolungata.

​L'episodio sottolinea ancora una volta la versatilità dei Vigili del Fuoco, capaci di adattare la propria tecnologia e professionalità anche a situazioni di micro-soccorso tecnico all'interno delle strutture ospedaliere.

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