L’antico regno perduto dei gufi

Marcello Ignone Settembre 22, 2020 1836

L'antico regno del silenzio è il primo romanzo di una trilogia (gli altri due sono Il Regno Perduto ed Alla Conquista della Terra), nato dalla mente di Martin Hocke. Il romanzo narra le vicende di Hunter, un giovane gufo bianco nel regno notturno dei gufi. Questo romanzo è stato ristampato in Italia con il titolo Il Regno dei Gufi.

I romanzi di Martin Hocke non possono mancare in una biblioteca familiare e scolastica. Sono parte delle letture fondamentali nella formazione di un giovane.

Al seguente indirizzo trovate una riduzione teatrale per ragazzi.    

 

Notizie sull’autore

Martin Hocke, uno dei più grandi scrittori di fantasy al mondo, nacque in Inghilterra nel 1938. Dopo aver studiato alla Royal Academy of Dramatic Art, la scuola di teatro più prestigiosa del mondo e dopo diverse ed avventurose esperienze come pugile e giocatore di rugby, iniziò un intenso lavoro di consulenza linguistica per diverse grandi aziende europee, come la Fiat, la Riv-Skf, la Ferrero, la Magirus Deutz e la Unic. Successivamente collaborò come aiuto regista con la Paramount, come attore ed autore con la BBC e la RAI.

Amò trascorrere lunghi periodi in solitudine a stretto contatto con la natura, dedicandosi alla sua vera passione: scrivere.

Fu autore, sotto pseudonimo, di romanzi gialli di successo.

Il suo primo romanzo fantasy, “L’Antico Regno del Silenzio” pubblicato da Piemme nel 1991, ebbe un grande successo di pubblico e di critica. In Italia ne sono state tratte un’edizione tascabile (Tea) ed un’edizione scolastica (Einaudi Scuola).

È stato tradotto anche in Svezia ed in Germania, nonché trasmesso per radio in Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica.

A seguito del suo secondo romanzo, “Il Regno Perduto”, uscito contemporaneamente in Inghilterra, Italia e Germania, fu chiamato come “visiting professor” dall’Università di Torino per un corso sull’arte del romanzo.

Martin Hocke è morto nel marzo del 2005.

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“L’antico regno dei gufi” ha inizio in un nido nel sottotetto di un granaio, in una tenuta della campagna inglese. Una coppia di maestosi Gufi Bianchi o Gufi dei Granai, Fidelio ed Ambra, accudisce i suoi tre piccoli gufi, due maschi ed una femmina. Hunter è il primogenito, gli altri due sono Trillino e Diana. La vita dei piccoli nati comincia nell’agio e nel benessere di un territorio ricco e fertile; il loro padre, un grande e possente gufo bianco di nome Fidelio, appartiene al Consiglio Democratico dei Gufi, sotto il titolo di Gufo della Religione.

Dopo la schiusa dell’uovo di Hunter seguono i due fratellini. Il loro apprendimento comincia da subito, la madre Ambra, da buona compagna di un religioso, comincia ad insegnare loro il credo dei gufi e così trascorrono i giorni di una bella primavera tra lezioni di caccia, etica e pratica quotidiana.

Un’importante lezione del padre è quella di “venire a patti con la paura”. Hunter apprenderà che cosa vuol dire non avere paura nel momento del bisogno quando, davanti ad una volpe affamata, imparerà la “difesa statica” prima di lasciar la terra per volare in cielo, dove la volpe non può raggiungerlo.

Ben presto i piccoli gufi crescono e sono pronti a lasciare il nido per iniziare la loro vita da adulti. È quindi l’ora di “distribuire” i tre fratelli nelle relative sedi di studio più appropriate ai loro caratteri. Fidelio ed Ambra riescono a sistemare Trillino ed Hunter presso (rispettivamente) il Gufo Bardo ed il Gufo Gufo, ma si accorgono di avere delle difficoltà con Diana, la figlia femmina, che sin da piccola si era dimostrata una dissidente, un’oppositrice ed è, quindi, evidente l'incertezza di collocarla in una sede di studio. Quindi Diana resta a casa per ulteriori accertamenti.
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Hunter come primogenito sarà quindi il primo a partire e, dopo le dettagliate istruzioni del padre, spicca il volo verso un mondo a lui nuovo; nel suo becco il sapore della libertà.

Ben presto giunge nel territorio di Uncino, l’anziano Gufo dei Granai che ricopre il ruolo di “Gufo Gufo”, in pratica si tratta della cosiddetta Gufologia, la sottile arte di studiare usi, costumi e cultura delle altre specie di gufi.

Purtroppo, come accade nella vita, le cose non vanno sempre come le si programma e dopo il primo incontro con Fulvo, un Gufo delle Foreste, cioè un allocco (tra i due nascerà una profonda amicizia che va oltre il tempo ed oltre i pregiudizi), Hunter scopre che Uncino è morto in seguito all’impatto con un "battibaleno" (automobile).

Hunter, quindi, si trova da solo, per la prima volta in un territorio potenzialmente suo e decide pertanto di restarci ancora un po’. Avviene qui il primo approccio con Alba, una femmina di Gufo Piccolo, una civetta immigrante che avrà un ruolo importante nella vita del giovane Gufo Bianco.

Nella storia le civette sono considerate come gli extracomunitari nel mondo umano, sono in pratica immigranti, disprezzati da tutti, senza territori a loro disposizione. Infatti, fin dal primo incontro, Hunter e Fulvo avevano subito parlato della civetta come un animale fastidioso;  Fulvo (a sua volta condizionato dai suoi genitori) aveva subito “imposto” ad Hunter di cacciarla dal suo territorio o addirittura ucciderla, “perché altrimenti”, lo aveva ammonito, “si sarebbe trovato il territorio pieno di quegli sporchi abusivi”.

Nonostante questo approccio un po’ aggressivo, i due gufi si stimano da subito ed ognuno pensa bene ed ha rispetto dell’altro; la loro amicizia è un'altra situazione che nel corso della storia farà parlare molti gufi, nel bene o nel male.

Hunter dapprima vuole seguire i consigli del suo nuovo amico Fulvo ed è deciso a farlo, ma poi, una volta venuto in contatto con Alba, qualcosa cambia dentro di lui. Gli occhi color del mare della piccola civetta, colpiscono nel profondo l’animo di Hunter ed i suoi propositi di cacciare l’abusiva nelle “terre di nessuno” diventa un approccio curioso.

Il sentimento nasce da subito, anche se Hunter ci mette un bel po’ per capirlo. Da subito prova un senso di protezione verso la piccola Alba (che ha più anni di età del giovane Hunter), tanto da indurlo ad avventurarsi nel pericoloso Regno Perduto (semi colonizzato dagli uomini) per avvertirla di un imminente ricognizione da parte di un contingente di Gufi delle Foreste, guidato da Fulvo, atto a perlustrare la parte boschiva, parte del Regno Perduto, per verificare l’assenza umana e riprendere possesso dei territori che un tempo erano stati dei Gufi delle Foreste prima delle costruzioni umane e che appartenevano a loro di diritto.

Del contingente di Gufi delle Foreste fanno parte tre micidiali e crudeli allocchi, Lo Squartatore, la sua crudele compagna Fosca ed il fratello di questa, Saetta.

Hunter riesce a convincere Alba a dividere con lui la fattoria che un tempo era stata di Uncino. Ha inizio da questo momento la sua lotta per la giustizia, la difesa della sua integrità morale e la ricerca di un posto sicuro e puro per la salvezza della propria specie.

Arriva il tempo in cui Hunter deve fare ritorno alla sua casa natia, essendo morto il suo professore la sua istruzione era momentaneamente saltata ed era necessario, quindi, tornare dal padre per sapere gli esiti del Consiglio sulla sua prossima tappa. Lasciando Alba a dimorare nel suo nuovo territorio, ed ottenuto da Fulvo, che convince il terribile trio di Gufi delle Foreste, un lasciapassare per attraversare il territorio dei Gufi delle Foreste, spicca il volo verso il viaggio di ritorno verso casa dove, una volta giunto, scopre che il suo problema era stato messo in secondo piano da un problema molto più grave: la minaccia di un Gufo Mostro, cioè un grande e maestoso quanto crudele Gufo Reale, che fino ad allora era vissuto solo nelle leggende e nei racconti di paura che le madri raccontavano ai loro piccoli, ma che ora si era fatto tremendamente concreto per aver devastato interi territori a sud del Regno Perduto. Ha inizio, suo malgrado, il ruolo di eroe che Hunter aveva assunto, anche se nel suo cuore desiderava solo vivere in pace con Alba.

Gli viene affidata la missione di volare nel territorio di Bardo, il Gufo dell’Arte e, quindi, anche da suo fratello Trillino per allertarli della prossima presenza del terribile Gufo Mostro, ma non prima, naturalmente, di fare ritorno dalla sua amata Alba, nella fattoria abbandonata, per comunicarlo anche a lei. Un successivo incontro con Fulvo confermerà la veridicità della notizia, perché da parte dei Gufi delle Foreste avevano già avuto dei profughi e dei feriti. I due amici parlarono a lungo della strategia, anche perché i Gufi delle Foreste o Gufi Bruni o Allocchi erano guerrieri straordinari, predisposti alla lotta ed alla guerra, talvolta crudeli e sanguinari.

Gli eventi, però, precipitarono in fretta, anche perché il Gufo Mostro non era affatto disposto ad aspettare inerte ed inoffensivo che gli altri Gufi si preparassero alla difesa!

Nei viaggi verso i vari punti della mappa per organizzare le difese e riunire i Gufi di tutte le specie per affrontare il mostro, Hunter scorge i primi segni di massacro da parte del gigantesco nemico… Ad un Gufo Bianco rifugiatosi nel suo territorio e ferito mortalmente dal Gufo Mostro recitò il Credo dei Gufi prima che spirasse. Di ritorno a casa, durante il viaggio vide sotto di lui, sparsi nel prato, i resti di quel che una volta erano due Gufi dei Granai, Zefiro e Stornella.

Dopo un ennesimo incontro con Fulvo, che conferma la presenza del Gufo Mostro nel Regno Perduto, Hunter si rende conto che sta lottando contro il tempo. Una volta a casa, riesce a reclutare alcuni Gufi della sua stirpe nella ormai imminente battaglia. Gli altri Gufi dei Granai o si nascondono o si dichiarano contrari a combattere insieme ai Gufi delle Foreste, nonostante il comune nemico!

Prima della battaglia e con tutti i Gufi al loro posto, pronti a svolgere il ruolo di esca o a combattere in prima linea… Hunter ha un commovente commiato da Alba, accorsa, con il permesso di Fulvo, sul luogo della battaglia in aiuto del suo amato.

Ormai tutti i Gufi sono pronti per affrontare la battaglia del secolo contro il loro peggiore incubo, un enorme Gufo sanguinario che mirava ad una sola cosa: la “soluzione finale” per tutti i Gufi che non fossero lui!

In quel giorno fatidico i Gufi delle Foreste ed i Gufi dei Granai avevano stipulato un silenzioso accordo di pace ed anche una piccola immigrante avrebbe finito per posare i suoi artigli per ferire ed atterrare il terribile nemico comune.

Il piano era semplice: il Gufo Mostro doveva essere spinto verso la foresta, in basso tra i rami degli alberi. Le sue enormi ali e la sua possente struttura fisica sarebbero state di ostacolo tra gli alberi. I Gufi delle Foreste e dei Granai avrebbero potuto attaccarlo con maggiore possibilità di successo rispetto ad una battaglia aerea.

Laccio fece da esca per primo, poi fu la volta di Hunter. Il Gufo Mostro cadde nella trappola ed inseguì quelle che riteneva semplici prede. Laccio fu raggiunto e fatto a pezzi dai terribili artigli del Mostro; anche Hunter sembrò sul punto di essere straziato e proprio in quel momento intervenne Fidelio, il padre, che si scagliò coraggiosamente contro l’enorme Gufo Reale. Il Gufo Mostro sbandò, ma gli bastò una zampata per uccidere il Gufo della Religione e puntare di nuovo su Hunter.  

A fare da esca questa volta fu il Gufo della Storia. Ma ormai il Mostro era a “mezzo prato” dal bosco dei tre terribili Gufi delle Foreste. Fosca, Saetta e Lo Squartatore si scagliarono con tale violenza sul Gufo Mostro che questi iniziò a scendere sempre più in basso, verso gli alberi sottostanti. La sorpresa ed il coraggio non bastò, Il Gufo reale si riprese ed uccise prima Saetta, poi Lo Squartatore e, per ultima, Fosca che non mollava la preda. Ma ormai altri Gufi, tra cui lo zio di Fulvo, attaccarono il Mostro che, nonostante mietesse molte vittime tra i Gufi, cominciò a perdere terreno a casa dei terribili colpi ricevuti. Anche Fulvo, Hunter ed il Gufo della Geografia attaccarono il Mostro. Fulvo gli strappò l’occhio destro mentre Hunter immerse i suoi artigli affilati sul dorso già lacerato del terribile gufo gigante. Infine anche la piccola Alba si scagliò sul Mostro che, prima di schiantare morto, riuscì a liberarsi di sia di Fulvo che di Hunter, entrambi feriti gravemente, proprio nel momento in cui l’ultima ondata di Gufi sconfiggeva definitivamente il terribile Gufo Mostro.

Nella battaglia molti Gufi di entrambi le specie sono morti, ma Hunter, Fulvo, Alba e molti altri vivono ancora, e questo perché il destino ha altri programmi per loro.

Hunter, come del resto Fulvo, è ferito gravemente. Al suo risveglio dalla battaglia, dopo saluti vari e frasi importanti decide di rimanere alla fattoria insieme ad Alba che ha deciso di prendersi cura di lui. Stringendo i denti Hunter si mette in piedi, nonostante le sue gravi ferite doveva assolutamente mettere in moto il corpo, prima che s’irrigidisse, e raggiungere il riparo della fattoria. Una volta giunto al sicuro si lascia completamente andare, in balia di dolori lancinanti che si sarebbero acuiti nei giorni seguenti. Ma accanto a lui c’era Alba che cacciava per sé e per lui. Così trascorsero l’inverno. Ma come tutte le cose belle anche questa era destinata a terminare. I due erano divisi da diverse culture e tra Hunter ed Alba ci fu una rottura, dovuta ad incomprensioni, anche a causa delle cose che il fratello Trillino dirà ad Hunter quando finalmente si incontreranno. Alba ritorna al Regno Perduto e lascia Hunter per non comprometterne l’onore e la fama di eroe: ritiene che sia la scelta migliore per un giovane Gufo dal futuro promettente come Hunter. Si unisce alla nuova collettività di Gufi piccoli che intendono occupare il Regno Perduto. Questo collettivo, fondato da suo cugino Falco, da Primo e dal leader Renato, aveva intenzione di fare del Regno Perduto la “Terra Promessa” dei piccoli gufi emigranti. Alba deciderà di accoppiarsi con Renato, ormai il suo futuro era con il collettivo e i gufi della sua specie.

L’ultima incomprensione tra Hunter ed Alba avviene quando Hunter, resosi conto di essere completamente in preda “all’impulso” cerca di farla sua con la forza, ma un grido di dolore da parte di lei, profondo e straziante, lo riporta drasticamente alla realtà. Consumato dal desiderio stesso e dal dolore del rifiuto fugge via, nella notte, desideroso di dimenticarla in un istante, ma consapevole che non avrebbe mai potuto amare altri che lei nella sua vita.

Dopo aver incontrato l’amico Fulvo, anch’egli completamente guarito, al quale racconta della decisione dei Gufi Piccoli di stabilirsi nel Regno Perduto, ed dopo aver accettato la proposta di accompagnarlo in città, Hunter decide di fare un altro tentativo per riavere Alba per sé o per dirle addio per sempre, augurandole buona fortuna.

Purtroppo arriva al Regno Perduto proprio un attimo prima che il massacro degli uomini coi loro “bastoni del tuono” (i fucili) nei confronti delle civette, segni una nuova tragica svolta.

Dopo essere rimasto, per un tempo che sembra infinito, paralizzato sul tronco di un albero, a lungo frastornato da spari e movimenti d’uomo, Hunter si decide, infine, quando tutto tace, a spiccare il volo. E proprio l’istinto dell’amore lo porterà dritto là dove il corpo di Alba, disteso per terra e mutilato dagli spari, sta esalando gli ultimi respiri.

Nessuno mai saprà se le parole di amore di Alba erano sincere ma l’amore, quello vero, non è mai facile.

 

Il Credo dei Gufi

Non accumulare ricchezza e non bramare.
Sii coraggioso e libero.
Persegui sempre il sapere
e lentamente impara a conoscere
ciò che la scienza non vede.
Impegnati e lotta per apprendere,
sii temperato e saggio
perché soltanto l’abilità e la sapienza
ci aiuteranno a sopravvivere.

La canzone di Alba

Occhi di gufo, i tuoi. Occhi di civetta, i miei.
Un gufo ed una civetta volano di notte nello stesso cielo
Le nostre due anime si legano insieme
L'amore non conosce differenza di razza o di casta
Solo le stelle e la luce della luna danno il tempo e lo spazio
Occhi di gufo i tuoi. Occhi di civetta i miei
Perché non può essere?
Un gufo ed una civetta volano di notte nello stesso cielo
Perché la tradizione dovrebbe negarci il diritto?
Noi dividiamo lo stesso cielo
noi viviamo questa triste vita, assieme
perché non possiamo dividerla fino in fondo
e passare un po' di tempo, assieme
se è vero che un giorno dobbiamo morire
Occhi di gufo, i tuoi. Occhi di civetta, i miei
Non chiedere la ragione perché l'amore vince sempre
Ma l'amore troverà sempre un modo di unirci,
di farci vivere felici sotto lo stesso cielo
E io sempre ti amerò ti amerò fino alla morte

Citazioni di rilievo

«Tutta questa scienza e religione che c’insegnano non è altro che condizionamento. Non vogliono che viviamo in modo naturale. Non vogliono che noi viviamo dove e come ci piace, perché ciò minaccerebbe le loro comode vite  insignificanti ed i preziosi standard di vita che si sono ritagliati ed accaparrati per loro stessi.» (Diana)

«La paura non può essere evitata e perciò dovete imparare a convivere con lei e ad accettarla come essenziale alla sopravvivenza, perché la paura, come il dolore, fa parte della vita, alla stessa stregua del benessere, del calore, dell’amore. Non tentate di ignorarla perché, come il dolore, è un avvertimento. Solamente coloro che sono molto stupidi non sopravvivono.» (Fidelio)

«Cambiare è una componente essenziale in ogni forma di istruzione superiore» (Trillino)

«Nella scuola, come nella vita, la teoria senza la pratica raramente è di grande vantaggio» (Fidelio)

«Se il fucile ti colpirà, sii almeno sicuro che ti prenda a pancia piena. In tal modo muori prima, più felice e non senti molto male.» (Alba)

«A scuola voi imparate come le cose dovrebbero essere, non come sono realmente; l’istruzione è valida solo se la adattate alla realtà.» (Alba)

«Penso che sia molto triste starsene tutti soli senza qualcuno da amare e senza nessuno che si preoccupi di te. Penso che tutti i gufi abbiano bisogno d’amore e di affetto almeno quanto hanno bisogno d’indipendenza. Ciò di cui essi hanno bisogno veramente è di sentire un impegno sociale e di essere responsabilizzati nei confronti degli altri.» (Alba)

« Ci sono molte cose che io proprio non capisco. Per esempio, se noi Gufi dei Granai, i Gufi delle Foreste e voi immigranti adoriamo tutti lo stesso Dio Alato, da che parte sta lui quando tutti gli chiediamo la stessa cosa ed uno solo di noi può averla? Se veramente siamo tutti suoi figli qui sulla terra, come può, in nome del cielo, decidere?» (Hunter)

«Un giorno il mondo sarà un posto migliore.» (Hunter)

Ultima modifica il Martedì, 22 Settembre 2020 21:13