Redazione
La Festa Patronale della Madonna del Carmine di Mesagne si colloca a pieno titolo nel patrimonio culturale immateriale della Puglia
Con l’inserimento nel portale regionale CartApulia, la Festa Patronale della Madonna del Carmine di Mesagne ottiene un riconoscimento che va oltre il confine della devozione locale e si colloca a pieno titolo nel patrimonio culturale immateriale della Puglia. La Regione, richiamandosi all’articolo 2 della Convenzione Unesco del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ha infatti riconosciuto questa celebrazione come elemento appartenente al settore delle “consuetudini sociali, eventi rituali e festivi”: una definizione che restituisce il senso profondo di una tradizione viva, condivisa e tramandata di generazione in generazione. La festa, dedicata alla Madonna del Carmine, protettrice della città dal 1651, si svolge ogni anno a Mesagne, in provincia di Brindisi, nei giorni 15, 16 e 17 luglio. La pratica amministrativa che ha portato al riconoscimento culturale è stata curata dal Comitato feste patronali di Mesagne, presidente l'avvocato Mario Sconosciuto già sindaco della città messapica, con il contributo della Biblioteca "Granafei".
Tre giornate che intrecciano liturgia, ritualità civica, memoria storica e partecipazione popolare, trasformando la città in un teatro di fede e identità. Il 15 luglio segna l’inizio solenne dei festeggiamenti con la processione della statua della Madonna dalla Basilica del Carmine alla Chiesa Matrice. Il simulacro, adornato con cura e portato a spalla dal Comitato Feste Patronali di Mesagne, avanza preceduto dalle confraternite e dalle autorità religiose, seguito dalle autorità civili, dalle bande musicali e da una folla numerosa di fedeli che intonano canti mariani. È un momento in cui lo spazio urbano si carica di significati: le strade illuminate a festa, i volti raccolti, il ritmo lento del corteo restituiscono un’atmosfera sospesa tra devozione e attesa. Il passaggio in Piazza Porta Grande rappresenta uno dei momenti più simbolici dell’intera celebrazione. Qui, sulla cassa armonica illuminata e collocata di fronte alla colonna votiva della Madonna in villa comunale, l’arciprete e il sindaco rivolgono il loro saluto alla cittadinanza.
Subito dopo si compie il rito storico della consegna delle chiavi della città: il sindaco affida simbolicamente Mesagne alla sua Protettrice, rinnovando un patto di protezione e appartenenza che attraversa i secoli. Solo allora la processione riprende, attraversa Porta Grande ed entra nella città vecchia, dirigendosi verso la Chiesa Madre. Qui la statua viene intronizzata sull’artistico tosello, predisposto per i riti religiosi e la venerazione dei fedeli. La serata prosegue in un clima di festa popolare: concerti bandistici, bancarelle, giostre e, soprattutto, i tradizionali lampioncini votivi che illuminano gli usci delle case, trasformando le strade in un suggestivo intreccio di luci e colori. Il 16 luglio, giorno della solennità liturgica, è il cuore spirituale della festa. Nella Collegiata di Tutti i Santi si susseguono, a cadenza oraria, le Sante Messe e i momenti di preghiera: è il giorno della Madonna, della sua glorificazione, vissuto in una dimensione di raccoglimento che coinvolge l’intera comunità. Alla fine della giornata, la dimensione religiosa si apre a quella spettacolare con un grandioso spettacolo pirotecnico che illumina il cielo notturno di Mesagne, suggellando con la luce il tributo della città alla sua Patrona. Il 17 luglio è il giorno del congedo.
La statua della Madonna viene riportata in processione solenne alla Basilica del Carmine, attraversando le vie più caratteristiche del centro storico e della città moderna, quasi a voler abbracciare simbolicamente ogni quartiere e ogni famiglia. L’inclusione della Festa Patronale di Mesagne in CartApulia non rappresenta soltanto un riconoscimento istituzionale, ma una presa d’atto del suo valore culturale profondo. In questa celebrazione convivono fede e storia, liturgia e tradizione civica, memoria collettiva e partecipazione popolare. È un patrimonio “immateriale” perché fatto di gesti, parole, simboli e relazioni, ma proprio per questo essenziale: racconta chi è Mesagne, da dove viene e in quale orizzonte di significato continua a riconoscersi. In un tempo in cui molte tradizioni rischiano di ridursi a folklore, la Festa della Madonna del Carmine si conferma invece come un’esperienza autentica di comunità, capace di tenere insieme passato e presente, devozione e identità, locale e universale.
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La polizia locale di Mesagne scova cantieri edili irregolari e inosservanza della legge sulla sicurezza
Durante i primi giorni del nuovo anno la polizia locale di Mesagne ha avviato una serie di controlli su alcuni cantieri edili riscontrando alcune irregolarità anche di natura penale. In un caso gli agenti hanno sospeso l attivita' lavorativa per gravi carenze in materia di sicurezza del lavoro ed assenza di titolo abilitativo. Nel caso in specie oi dipendenti della ditta incaricata ad eseguire i lavori prestavano la propria attivita' a circa 15 metri dal suolo senza che fossero state approntate le necessarie misure di sicurezza. Oltre alla denunzia per assenza di titolo abilitativo ad eseguire i lavori, si è richiesto l intervento dei tecnici dell ispettorato del lavoro e dello Spesal per gli aspetti di loro competenza. In un secondo cantiere si è proceduto al sequestro di un immobile perche' realizzato senza il necessario permesso a costruire. In un terzo cantiere si e' contestato un occupazione abusiva di suolo pubblico mentre in un quarto si è contestata la realizzazione su strada privata di un cancello in materiale ferroso senza avere richiesto alcun titolo autorizzativi.
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ANCE BRINDISI: transizione ecologica e digital twin guida evolutiva della rigenerazione urbana
Oggi il cantiere edile non è più soltanto un luogo di mera esecuzione, ma un vero e proprio assemblaggio di tecnologia, in cui strumenti digitali, modelli BIM, sensori, rilievi tridimensionali e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale concorrono a migliorare l’organizzazione dei lavori, la sicurezza degli operatori e la qualità delle opere realizzate. In questo contesto, la raccolta e l’elaborazione dei dati consentono di sviluppare digital twin, repliche digitali dinamiche dei cantieri, sempre più integrate con i processi costruttivi e decisionali. Questa evoluzione tecnologica trova una naturale applicazione nei processi di rigenerazione urbana, intesi come una vera e propria fabbrica urbana, capace di coordinare interventi, infrastrutture e trasformazioni del territorio in una visione unitaria e di lungo periodo. I cantieri diventano così nodi attivi della città, produttori di informazioni strategiche per la pianificazione e la gestione urbana da parte della pubblica amministrazione. Anche le imprese del territorio brindisino sono coinvolte in questo cambiamento, che non riguarda più solo le grandi opere ma interessa sempre più frequentemente interventi di media e piccola dimensione. Le nuove sfide normative richiedono un rafforzamento delle competenze, dell’organizzazione e della capacità di investimento. Cantieri più digitalizzati, intesi come assemblaggi di tecnologia, significano città meglio organizzate e una maggiore capacità di affrontare la rigenerazione urbana come una fabbrica della città più: efficiente, sostenibile, riduzione emissione di agenti inquinanti, minori costi di manutenzione, fattori che aumentano la vivibilità ed appetibilità. In questo percorso la transizione ecologica rappresenta una componente parte integrante di questa evoluzione: non più uno slogan, ma una opportunità concreta per rendere il territorio più appetibile. È evidente che tutto ciò richiede un profondo cambio culturale, adeguata informazione, formazione e investimenti mirati. “ANCE è impegnata ad accompagnare gli operatori tradizionali della filiera delle costruzioni perché, attraverso adeguata informazione e formazione, possano innovare i processi, valorizzare le competenze per continuare ad avere un ruolo attivo verso l’evoluzione a cui il sistema delle costruzioni è destinato”, afferma Angelo Contessa, Presidente di Ance Brindisi e Vicepresidente Ance Puglia con delega alla transizione ecologica.
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Confesercenti Brindisi: “Il commercio di prossimità sopravvive solo grazie ai sacrifici delle famiglie"
“Il commercio di prossimità sopravvive solo grazie ai sacrifici delle famiglie. Le liberalizzazioni hanno già fatto i loro danni. Una domenica uguale per tutti riporterebbe equilibrio”“Il commercio di prossimità sopravvive solo grazie ai sacrifici delle famiglie. Le liberalizzazioni hanno già fatto i loro danni. Una domenica uguale per tutti riporterebbe equilibrio”I saldi invernali 2026 confermano un dato ormai evidente: il commercio di prossimità continua a rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale, ma opera in un contesto sbilanciato a favore dei grandi operatori, dove la competizione non è più paritaria e la sopravvivenza delle piccole imprese dipende sempre più dai sacrifici personali degli esercenti.“Il nostro ecosistema commerciale è fragile” afferma il presidente della Confesercenti della provincia di Brindisi. “La rete di prossimità sopravvive grazie alla qualità del servizio e ai sacrifici economici, materiali e morali degli imprenditori, delle loro famiglie e dei dipendenti – quando ci sono. Tutto questo mentre il mercato premia chi dispone di risorse, strutture e potere contrattuale che i piccoli non possono nemmeno avvicinare”.Secondo il presidente dell’associazione, continuare a parlare delle liberalizzazioni come di un tema attuale è fuorviante: “Le liberalizzazioni introdotte oltre vent’anni fa hanno già prodotto i loro effetti. Hanno modificato la morfologia del commercio, favorito la concentrazione dell’offerta, indebolito la rete di prossimità e desertificato intere aree urbane. Non ha senso richiamarle come un rischio: sono un’eredità con cui conviviamo ogni giorno”.In questo quadro, Confesercenti Brindisi definisce la discussione sulle aperture domenicali un “falso problema”: “Non è più una questione di libertà d’impresa. È una questione di equilibrio del sistema. Basterebbe una norma semplice: riconoscere che la domenica è un tempo sacro per le famiglie degli esercenti e dei dipendenti, e stabilire la chiusura generalizzata. Una regola uguale per tutti, che impedirebbe ai grandi operatori di sfruttare un vantaggio strutturale insostenibile per i piccoli”.Accanto al tema degli orari, Confesercenti Brindisi richiama l’attenzione su un altro nodo cruciale, troppo spesso ignorato nelle politiche urbane: la carenza strutturale di parcheggi.
“Tra le scelte pubbliche su commercio, urbanistica e mobilità che incidono direttamente sulla vita delle imprese, c’è una necessità non più procrastinabile: creare parcheggi in numero proporzionale alle auto in circolazione in un dato territorio. Continuare a far finta di ignorare questo problema significa rendere di fatto impossibile l’accesso ai centri storico‑commerciali delle città. E quando l’accesso è difficile, l’accoglienza diventa impossibile: il risultato è un dannodiretto agli esercizi di vicinato e un vantaggio automatico per i centri commerciali, che invece offrono parcheggi ampi, gratuiti e immediatamente disponibili”.Per Confesercenti Brindisi, la questione non è tecnica ma politica: “Non si può parlare di rigenerazione urbana, di commercio di qualità o di centri storici vivi se non si affronta il tema dell’accessibilità. Senza parcheggi adeguati, il centro diventa un luogo simbolico ma non funzionale, bello da raccontare ma difficile da vivere. E il commercio locale paga il prezzo più alto”.L’associazione chiede quindi alle istituzioni locali e regionali di aprire un confronto stabile sulle politiche del commercio, con tre priorità:– ricostruire equilibrio dopo gli effetti delle liberalizzazioni;– sostenere la competitività delle micro e piccole imprese, che garantiscono presidio sociale e qualità urbana;– affrontare finalmente il tema dell’accessibilità urbana, con parcheggi proporzionati al traffico reale e politiche di mobilità che non penalizzino i centri storici.Il commercio di vicinato non chiede privilegi, ma “condizioni eque” conclude Michele Piccirillo, Presidente dell’associazione. “Se vogliamo città vive, sicure e coese, dobbiamo rimettere al centro un pluralismo commerciale equilibrato, dove nessuna forma distributiva – grande o piccola – possa prevalere sulle altre, insieme a un’accessibilità urbana reale e alla dignità del lavoro delle famiglie che tengono aperti i nostri negozi. È una responsabilità collettiva.
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OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, UE SPALANCA PORTE A IMPORT DA TUNISIA MA CHIUDE GLI OCCHI SUI CONTROLLI
Mentre l’Unione Europea discute in maniera suicida di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, alle frontiere europee i controlli su ciò che entra sono, di fatto, un miraggio, e nessuno verifica cosa arrivi davvero sul mercato. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, dopo la drammatica conferma della Corte dei conti europea che smonta qualsiasi narrazione rassicurante, stigmatizzando in un rapporto ufficiale verifiche inesistenti o sporadiche sulla presenza di pesticidi e contaminanti nell’olio importato, in particolare dalla Tunisia. Un corto circuito evidente se si considera che oltre il 90% dell’olio prodotto all’interno dell’Ue è sottoposto a controlli rigorosi, mentre il restante 9% proveniente dall’estero entra nel mercato europeo spesso senza filtri, tutele e garanzie per produttori e consumatori. In Italia, nel biennio 2023-2024, secondo il rapporto della Corte dei conti europea nessun carico di olio d’oliva è stato sottoposto a controllo nei principali punti di ingresso.
È in questo contesto che l’ipotesi di raddoppiare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero viene duramente contestata da Coldiretti e Unaprol, che parlano di un’ennesima scelta autolesionista da parte dell’Unione Europea. Secondo le organizzazioni, si continua a sacrificare una delle produzioni agricole più identitarie, l’olio d’oliva, favorendo un modello di mercato che spinge l’industria ad approvvigionarsi di prodotto estero a basso costo, spesso rivenduto all’estero come made in Italy, invece di garantire una giusta remunerazione all’olio nazionale. La presa di posizione arriva dopo l’annuncio del Governo tunisino dell’avvio di negoziati con l’Ue per rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare il contingente agevolato di esportazione fino a 100mila tonnellate annue.
I dati confermano l’allarme. Nei primi nove mesi del 2025 le importazioni di olio tunisino in Italia sono aumentate del 38%, mentre i prezzi dell’extravergine italiano hanno registrato un crollo superiore al 20%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea. Oggi l’olio tunisino viene commercializzato a meno di 4 euro al litro, esercitando una forte pressione al ribasso sulle quotazioni dell’olio nazionale e costringendo molti olivicoltori a vendere al di sotto dei costi di produzione. Alla base di questa dinamica c’è l’attuale normativa europea che consente l’ingresso annuale di 56.700 tonnellate di oli vergini d’oliva a dazio zero, una soglia che ora si vorrebbe ulteriormente ampliare. A questo si aggiunge il regime del perfezionamento attivo, che permette di importare olio, “nazionalizzarlo” e riesportarlo, un meccanismo che penalizza il vero made in Italy, come segnalato anche dal Financial Times.
“Con una produzione di circa 300mila tonnellate di olio, un consumo interno di 400mila tonnellate e un export di altre 300mila, come è possibile che il prezzo dell’olio italiano pagato agli agricoltori sia crollato del 30%?” si chiede David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. “È evidente che qualcosa non torna. Come abbiamo più volte denunciato, si tratta di una speculazione da parte di alcuni trafficanti di olio che devono essere fermati. Serve un rafforzamento immediato dei controlli per proteggere i produttori onesti e tutelare la qualità del nostro olio extravergine.”
“Ipotizzare l’aumento di importazioni a dazio zero significa aprire ancora di più le porte a olio extravergine d’oliva a basso costo e spesso di qualità discutibile, con un grave impatto sul patrimonio agroalimentare italiano”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. “Questo modello spinge l’industria a privilegiare il prezzo più basso invece della qualità, mettendo a rischio la sostenibilità economica dei nostri produttori. Non possiamo accettare una concorrenza sleale che mette in pericolo il mercato dell’olio d’oliva e le nostre produzioni di eccellenza.”
Sulla stessa linea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, che denuncia come “si consenta di dichiarare italiano al 100% un olio che non lo è”, definendo la pratica una truffa che colpisce l’intera filiera e mina la fiducia dei cittadini. “È evidente che siamo di fronte a una speculazione che va fermata. Alcuni industriali senza scrupoli – conclude Piccioni - approfittano delle falle del sistema per immettere sul mercato prodotto che di extravergine ha solo il nome, danneggiando i produttori onesti e ingannando i consumatori”. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono alle autorità competenti di rafforzare i controlli nelle industrie olearie, verificando gli acquisti di olio extravergine provenienti da presunti frantoi italiani, come dimostrano anche i numerosi sequestri effettuati nel 2025 in Puglia dalle forze dell’ordine.
Le ricadute sarebbero particolarmente pesanti per la Puglia, cuore dell’olivicoltura nazionale. In regione l’ulivo è presente su oltre 370mila ettari, pari al 64% della superficie agricola utilizzata, coinvolgendo 148.127 aziende, il 43% del totale. Qui si producono cinque oli extravergine DOP e un’IGP Olio di Puglia. L’olivicoltura pugliese rappresenta la più grande fabbrica green del Mezzogiorno, con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie olivicola del Sud, quasi il 32% di quella nazionale e l’8% di quella comunitaria, per un valore di circa un miliardo di euro di Produzione Lorda Vendibile di olio extravergine.
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AQP. Lavori per migliorare il servizio Possibili disagi nell’abitato dei Comuni di Oriae San Vito
Acquedotto Pugliese sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio nell’abitato di Oria (BR). I lavori riguardano l’installazione di nuove opere acquedottistiche.
Per consentire l’esecuzione dei lavori, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica il 20 gennaio 2026 nell’abitato di Oria (BR). L’interruzione riguarderà: Via G. D’Oria, da piazza Donnolo a Via E. di Alicarnasso, e Via Martiri Idruntini.
La sospensione avrà la durata di 8 ore, a partire dalle ore 08:00 con ripristino alle ore 16:00.
Disagi saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo.
Acquedotto Pugliese raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione idrica. I consumi, infatti, costituiscono una variabile fondamentale per evitare eventuali disagi.
Per informazioni:
- numero verde 800.735.735
- www.aqp.it (sezione “Che acqua fa? Lavori sulla rete”)
- X, account @AcquedottoP
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Consorzio di gestione di Torre Guaceto, pubblicato avviso per la nomina di due rappresentanti del Comune di Brindisi
Scade alle ore 12:00 di mercoledì 28 gennaio 2026 il termine di presentazione della proposta o dichiarazione di disponibilità alla designazione per la nomina di due rappresentanti del Comune di Brindisi in seno al Consiglio di amministrazione del Consorzio di gestione di Torre Guaceto, uno dei quali con ruolo di Vice Presidente e l’altro come componente.
Il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha pubblicato un avviso in virtù del quale “possono presentare proposte di candidatura, senza alcun vincolo per il Sindaco, oltre ai privati cittadini, i Gruppi consiliari, gli Organismi di partecipazione, gli Ordini Professionali, le Associazioni di categoria, gli Enti Pubblici e Privati”.
L’avviso è già pubblicato all’Albo Pretorio on-line del Comune e sul sito istituzionale dell’Ente e lì sono indicate le singole modalità per presentare la proposta di candidatura.
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Nel Brindisino, crollo verticale del valore riconosciuto al prodotto: la miseria di 10 centesimi
Sicolo: “Con l’accordo sul Mercosur la situazione potrebbe diventare ancora più drammatica”
D’Amico: “Così si umiliano e si svendono anche la dignità e la centralità dell’agricoltura”
Distese ricolme di carciofi non raccolti, è quanto sta succedendo in provincia di Brindisi a causa del crollo del prezzo al produttore: a dicembre 2024 alle aziende agricole venivano riconosciuti 80 centesimi a capolino, oggi soltanto la miseria di 10 centesimi. In pratica, raccoglierli diventa antieconomico, rendendo più conveniente lasciarli sul campo a marcire. La questione, però, riguarda anche altri ortaggi che hanno gli stessi problemi di commercializzazione, soprattutto cavolfiore, cicoria, broccoli, con le produzioni locali, tutte di eccellente qualità, sono spesso sostituite e soppiantate dall’importazione dall’estero.
“Quanto sta accadendo è davvero mortificante per la nostra agricoltura”, dichiara Gennaro Sicolo, presidente regionale e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. “Purtroppo è un problema che, con l’accordo sul Mercosur, potrebbe diventare ancora più drammatico. Si favoriscono le grandi industrie esportatrici, interessate ad abbattere i prezzi anche a costo di uno scadimento generale della qualità, a tutto svantaggio dei consumatori, dei produttori italiani e della nostra economia nazionale. Occorre fare qualcosa, urgentemente, con la UE e il governo italiano che mettano al centro la questione della redditività in agricoltura, dell’equità del valore riconosciuto ai nostri produttori e della reciprocità di regole e standard qualitativi e di sicurezza alimentare con i Paesi terzi”.
Esprime grande preoccupazione anche Giannicola D’Amico, vicepresidente vicario di CIA Puglia: “Questo tipo di problematica si sta ripetendo da diversi anni, con il crollo verticale del prezzo al produttore che ha toccato il punto più basso in queste prime settimane del 2026. Così non è possibile andare avanti. I prodotti importati dall’estero hanno costi di produzione nettamente inferiori e standard qualitativi e di sicurezza alimentare molto più bassi dei nostri. Dieci centesimi è un’elemosina. Così si umiliano e si svendono anche la dignità e il ruolo fondamentale della nostra agricoltura”.
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Blitz della Polizia, 195 persone controllate
Nella serata di ieri 14 gennaio, all’esito di una riunione tecnica di coordinamento presieduta dal nuovo Prefetto di Brindisi alla quale hanno partecipato i vertici provinciali delle Forze di Polizia, il Questore ha disposto un servizio straordinario di controllo del territorio in tutto il capoluogo. Le attività, che hanno visto l’impiego di donne e uomini della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Brindisi, si sono concentrate soprattutto nelle zone più affollate del centro cittadino, senza tralasciare le periferie; un’attenzione particolare è stata riservata all’area adiacente alla Stazione Ferroviaria.
Al termine delle operazioni sono stati controllati 3 esercizi pubblici e gli avventori di una sala scommesse da parte della Divisione della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura e da parte della Guardia di Finanza che ha impiegato anche le unità cinofile. Inoltre, sono state controllate complessivamente 195 persone, 108 veicoli e sono state contestate due violazioni alle norme del Codice della Strada.
I controlli di questo genere si ripeteranno nelle prossime settimane non solo a Brindisi, ma anche nei Comuni della provincia.
La settimana a Palazzo Roma con “Norimberga”, “Buen Camino” e lo spettacolo “La vittoria è balia dei vinti”
Palazzo Roma di Ostuni propone una nuova settimana di appuntamenti tra cinema e teatro. Gli appuntamenti cinematografici sono in programma giovedì 15, sabato 17 e domenica 18 gennaio, con proiezioni alle ore 17:30 e alle ore 20:00 di “Norimberga”. Sabato 17 e domenica 18, si aggiunge alle ore 16:00 l’appuntamento con “Buen Camino” di Checco Zalone. Venerdì, invece, il palco teatrale ospita lo spettacolo “La vittoria è balia dei vinti”, con Cristiana Capotondi.
Sul grande schermo arriva “Norimberga”, intenso film interpretato da Russell Crowe, ambientato all’indomani della Seconda guerra mondiale. Al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring e degli altri alti gerarchi nazisti, mentre gli Alleati danno vita al primo tribunale internazionale della storia. Nel confronto serrato tra Kelley e Göring prende forma una riflessione ancora attuale sulla responsabilità individuale, sul male e sulla giustizia.
Nel weekend di sabato 17 e domenica 18 gennaio, “Buen Camino” torna per un ultimo saluto al pubblico. La commedia di Checco Zalone racconta la trasformazione di un uomo abituato a una vita agiata e priva di responsabilità, costretto a intraprendere il Cammino di Santiago di Compostela per ritrovare la figlia Cristal. Un viaggio faticoso e sorprendente che, tra risate ed emozioni, cambia per sempre il suo modo di guardare alla vita.
A completare la settimana, venerdì, il palco teatrale di Palazzo Roma accoglie “La vittoria è balia dei vinti”, spettacolo con la partecipazione della nota attrice Cristiana Capotondi, che conferma la vocazione della sala come spazio aperto anche al teatro e alla cultura dal vivo.
Con questa proposta articolata, Palazzo Roma continua a offrire al pubblico appuntamenti capaci di coniugare intrattenimento, riflessione ed emozione.
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