Redazione
Natale al Centro Commerciale AppiAnticA: al via gli appuntamenti
Il Centro Commerciale AppiAnticA si prepara a festeggiare il Natale con un calendario di eventi interamente dedicato ai bambini.
Si parte oggi, domenica 7 dicembre, con il simpatico Trenino a bordo del quale sarà possibile assaporare momenti di autentico divertimento. L'esclusiva Casa dei Giocattoli allestita in Galleria sarà lo sfondo ideale per vivere appieno la magia del periodo più atteso dell'anno. Tante attrazioni per accendere la fantasia dei più piccoli, a partire dal set fotografico di Babbo Natale e da un'ambientazione fiabesca pronta a stupire, con postazioni attrezzate per disegnare e colorare. I bambini potranno imbucare la loro lettera di Natale nella casella postale del Polo Nord e scattare indimenticabili selfie da condividere sui social.
Il giorno dell'Immacolata, lunedì 8 dicembre, l'appuntamento è con l'Angelo sui Trampoli e la Parata itinerante nella Sfera di Neve - Christmas Snowflake: l'incanto di un fiocco di neve, unito al talento di un artista che, tra sguardi di stupore, volteggerà in Galleria conquistando l'attenzione dei presenti. AppiAnticA invita a vivere un mese pieno di emozioni. Le iniziative sono gratuite e rappresentano l'occasione perfetta per condividere lo spirito natalizio insieme a tutta la famiglia.
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Dell'Immacolata un gesto d'amore con AVIS Mesagne
Anche quest'anno AVIS Mesagne OdV, il giorno 8 dicembre, in occasione della festa dell'Immacolata Concezione, organizza una raccolta sangue presso l'ospedale San Camillo de Lellis dalle ore 8 alle ore 12. L'iniziativa vuole essere un gesto di solidarietà e vicinanza verso chi ha più bisogno, trasformando la ricorrenza in un'opportunità per salvare vite umane.
In un periodo dell'anno che invita alla riflessione e alla generosità, rinnoviamo l'invito a tutti coloro che possono farlo a compiere questo gesto semplice, anonimo e gratuito, ma dal valore inestimabile.
Possono proporsi per la donazione tutti gli uomini e le donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buone condizioni di salute e con un peso corporeo non inferiore ai 50 kg. Prima della donazione è consentita una colazione leggera ed è vietata l'assunzione di latte e derivati.
Chi desidera donare può prenotare chiamando o scrivendo al numero
377.2380301.
Ti aspettiamo!
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Mesagne si illumina di civismo e spirito natalizio
6 dicembre 2025 – Un gesto di profondo spirito natalizio, civismo e sostenibilità ambientale ha ridato vita e luce a uno degli angoli più cari del tessuto urbano di Mesagne. Il Comitato Piazza Iqbal, un'attivazione spontanea di liberi cittadini uniti dall'amore per il proprio quartiere, ha completato l'addobbo del primo Albero di Natale totalmente ecosostenibile della città.
«Via Appia. Regina Viarum - Coordinamenti Territoriali e sistema di Governance»,
giovedì 11 dicembre l’incontro a Palazzo Granafei Nervegna
«Via Appia. Regina Viarum - Coordinamenti Territoriali e sistema di Governance» è il tema dell’incontro in programma giovedì 11 dicembre 2025, a partire dalle ore 10,30 presso la Sala «Gino Strada» a Palazzo Granafei Nervegna. Dopo i saluti istituzionali del prefetto di Brindisi, Luigi Carnevale, e dell’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Giovanni Intini, sarà il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, mentre a tenere la relazione sarà la Coordinatrice della candidatura per l’iscrizione dell’Appia nel patrimonio Unesco, Angela Ferroni. Sono quindi previsti interventi programmati del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri; del sindaco di Benevento, Clemente Mastella; del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra; del Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli; e del sindaco di Venosa, Francesco Mollica.
All’esito di diversi incontri svoltisi dal 27 luglio 2024 (data della iscrizione della via consolare nel patrimonio UNESCO con la denominazione «Appia Regina Viarum») ad oggi, si è deciso di costituire sette coordinamenti territoriali, con i Comuni interessati, che stanno assumendo delibere di giunta al fine di approvare i protocolli d'intesa per la costituzione dei coordinamenti medesimi.
Dei coordinamenti territoriali, della prima versione dello statuto per la governance nazionale e della programmazione dell’attività dell'associazione, si parlerà appunto nell’incontro dell'11 dicembre a Brindisi e, infatti, subito dopo gli interventi programmati, si provvederà a lavorare per tavoli tematici alla «Costituzione e definizione dei compiti dei Coordinamenti territoriali» e alla «Proposta di Statuto della Governance nazionale dell’Associazione “Appia Regina Viarum”».
Nel pomeriggio di giovedì è prevista la presentazione dei risultati delle due tavole rotonde con la discussione e la conclusione dei lavori.
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Cral petrolchimico: “Torneo 8 Dicembre” - 48° Anniversario
CRAL Petrolchimico Brindisi, struttura dopolavoristica dei lavoratori dello stabilimento petrolchimico di Brindisi, comunica che lunedì 8 Dicembre presso il Centro Sportivo Eurosport Academy (via Cappuccini 273/c) si svolgerà la partita Finale del torneo di calcetto denominato “Torneo 8 Dicembre” - 48° Anniversario.
Il torneo, come noto, rientra tra le iniziative organizzate in ricordo del tragico scoppio dell’impianto P2T nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1977 dove tre nostri colleghi purtroppo persero la vita e altri rimasero feriti.
In ricordo delle vittime Carlo Greco, Giuseppe Marulli e Giovanni Palizzotto, prima del calcio di inizio, sarà osservato un minuto di raccoglimento.
A contendersi la finale saranno le compagini dei reparti Pe 1/2 - VVF, calcio d’inizio ore 10:00.
Al termine della partita si svolgerà la premiazione di tutte le squadre partecipanti.
Neurochirurgia del Perrino, dopo l'intervento oltre 150 pazienti seguiti dallo psiconcologo
Da gennaio 2021 a maggio 2025, nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Perrino di Brindisi, oltre 150 pazienti sottoposti a intervento per patologia oncologica sono stati seguiti dallo psicologo, dalla fase diagnostica al post-operatorio, sia in regime di ricovero che a domicilio, dopo la dimissione. I risultati di questa esperienza di Psiconcologia nelle Neuroscienze sono stati presentati a Napoli, a fine ottobre, al 28esimo Congresso Nazionale dell'Associazione italiana di Neuro-oncologia. La relazione è stata curata dal dottor Francesco Romeo, direttore della Neurochirurgia, e dal dottor Angelo Perfido - psicologo, psicoterapeuta e psiconcologo - in collaborazione con Danilo Passante, presidente dell'associazione Mattia Passante, intitolata al giovane brindisino morto per glioblastoma.
"La Psiconcologia - spiega il dottor Angelo Perfido - è il luogo dove la psicologia scientifica e l'oncologia si incontrano: gli interventi psicologici promuoverebbero cambiamenti non solo a livello psichico e cerebrale, bensì anche a livello somatico. Sempre più evidenze neuroscientifiche, infatti, convergono nel documentare gli interventi psicologici come 'interventi biologicamente fondati', suggerendo la possibilità che possano indurre effetti oltre che psichici, anche neuro-endocrini e neuro-immunitari specifici, potenzialmente con valenza sistemica. Tale visione integrata e multisistemica che rinvia, nello specifico, a una stretta correlazione tra vita psichica (emotiva e cognitiva) e vita biologica, implica, quindi, la necessità di trattare i nostri pazienti non più soltanto come centri di elaborazione cognitiva e affettiva, ma anche come il prodotto di relazioni complesse ascrivibili all’ambiente, alla genetica, alla costellazione familiare e sociale, allo stress, all’infiammazione, alle esperienze traumatiche. È in quest'ottica - prosegue - che si colloca l'intervento psico-oncologico nel reparto di Neurochirurgia del Perrino, il cui focus è definito dal tentativo di esplorare il legame tra Psiche e Soma nel corpo malato, promuovendo una presa in carico globale dei pazienti con tumore cerebrale mediante la definizione di modelli di cura integrata”.
Il setting psiconcologico che, ad oggi, ha coinvolto accanto ai pazienti anche decine di familiari e caregiver, è definito da una presa in carico multidisciplinare i cui obiettivi rinviano a un modello di assistenza globale e di cura integrata della persona, mediante l’offerta di interventi terapeutici al fine di trattare le diverse forme di sofferenza, sia del paziente oncologico che dei suoi familiari, espresse a livello psichico, somatico ed esistenziale.
"L'obiettivo - prosegue - è quello di integrare gli aspetti biologici della malattia con le dinamiche psicologiche, relazionali e assistenziali del paziente e dei suoi familiari e caregiver: questa prospettiva integrata Mente-Corpo compendia approcci e interventi terapeutici potenzialmente efficaci sia a livello psichico che somatico, ovvero sistemico. L’approccio integrato e multisistemico che caratterizza tale intervento postula l’esplorazione e la valutazione sia della costellazione sintomatologica, che degli aspetti psicologici e biologici conseguenti l’impatto della malattia oncologica, in ogni fase della traiettoria evolutiva della malattia, dalla comunicazione diagnostica, ai trattamenti, al follow-up, fino all’exitus. Pertanto, il setting psico-oncologico è definito da una presa in carico multidisciplinare che integri in maniera sinergica sia gli aspetti fisiologici e biologici legati alla malattia oncologica, sia gli aspetti e le dinamiche psicologiche, relazionali e assistenziali del paziente oncologico e dei suoi familiari e caregiver".
Le valutazioni di esito orientano verso risultati incoraggianti e promettenti evidenziabili, ad esempio, in termini di migliore aderenza ai trattamenti e di sensibile miglioramento degli indici della qualità di vita non solo del paziente ma anche dei caregiver: maggiore consapevolezza e integrazione dell’esperienza di malattia nel ciclo di vita; contenimento dei quadri sintomatologici (ansia, ruminazione depressiva, gestione dell’emozioni correlate al follow-up), maggiore soddisfazione per le cure.
"Insieme al Policlinico universitario di Milano - sottolinea il dottor Perfido - siamo stati gli unici, a livello nazionale, ad essere ammessi alla presentazione di una relazione su questo tema, quale risultato del progetto 'Psico-oncologia in corsia', realizzato grazie al supporto dell'associazione Mattia Passante, il cui presidente ha creduto fin da subito nelle finalità di un'iniziativa che ha saputo coinvolgere pazienti e familiari in un percorso complesso ma ricco di aspetti virtuosi rispetto allo standard normale".
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SBARCATI A BARI I 120 NAUFRAGHI SOCCORSI IN ACQUE INTERNAZIONALI DELLA ZONA SAR LIBICA
Si è concluso alle ore 14.35 di sabato 6 dicembre nel porto di Bari lo sbarco delle 120 persone soccorse dalla Life Support, nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, in due distinte operazioni nelle acque internazionali della zona SAR libica.
I due interventi di soccorso sono avvenuti tra la notte del 2 e la mattina del 3 dicembre, entrambi i casi sono stati individuati dal ponte di comando della nave e hanno interessato due gommoni precari e sovraffollati, privi di dispositivi di sicurezza. Con il primo soccorso gli operatori di EMERGENCY hanno portato in salvo 47 persone, con il secondo altre 73.
“Abbiamo da poco concluso lo sbarco delle 120 persone soccorse, tra cui 31 donne, 23 minori non accompagnati e 8 minori accompagnati – afferma Andrea Micali, Comandante della Life Support di EMERGENCY -. Ringraziamo le autorità e i volontari di Bari che ci hanno assistito e hanno permesso che le operazioni di sbarco fossero svolte senza difficoltà. Mentre la Life Support si prepara per una nuova missione, auguro il meglio per il loro futuro a tutte le persone sbarcate.”
Le persone soccorse erano partite dalle coste libiche, vicino Tripoli, e provenivano prevalentemente da Gambia, Guinea, Niger, Nigeria, Sud Sudan e Sudan, paesi devastati da guerre, instabilità politica, povertà e crisi climatica.
“Durante i giorni di navigazione verso Bari ho avuto modo di ascoltare diverse storie dei naufraghi, tra cui quella di una signora che proviene da El Fashir, in Sudan, e ha subito la sparizione dei suoi familiari – spiega Dorra Frihi, Mediatrice culturale a bordo della Life Support di EMERGENCY –. La sua condizione non è un caso isolato, bensì la realtà che vivono molte persone della sua comunità. Una realtà fatta di violazione dei propri diritti, sparizioni forzate, violenze sistemiche e violenze sessuali. Questa donna mi ha anche chiesto esplicitamente di riportare la sua testimonianza e di non normalizzare la guerra. Spero che lei e tutti i naufraghi sbarcati possano trovare la tutela dei loro diritti e che possano iniziare un nuovo percorso qui in Europa.”
“Vengo da Al Fashir, in Darfur. Nel mio Paese c’è la guerra e si vive in una condizione continua di pericolo, in cui puoi essere colpito in qualsiasi momento e anche camminare in strada significa sentirsi a rischio - racconta un uomo sudanese soccorso dalla Life Support -. Questo mi ha spinto a partire per venire in Italia, dove avevo già degli amici. Dal Sudan sono andato in Niger, poi in Algeria e in Tunisia, dove ho provato ad attraversare il Mediterraneo otto volte ma sono stato sempre intercettato e respinto dalla cosiddetta Guardia costiera tunisina o libica. A quel punto sono entrato in Libia, dove ho tentato la traversata del mare altre due volte e al secondo tentativo ho incontrato voi. Il viaggio attraverso il deserto è stato molto duro, senza cibo e acqua, e la vita in Tunisia è stata ancora più difficile che in Libia, nonostante lì sia stato anche un mese in carcere a Zuwara. Ora – conclude- spero di poter lavorare in modo dignitoso e aiutare la mia famiglia.”
Un ragazzo nigeriano soccorso dalla nave di EMERGENCY condivide la sua esperienza: “Vengo dalla Nigeria, ho lasciato il mio Paese perché c’è la guerra e non conosco neanche la sorte dei miei cari. Sono fuggito in Libia, dove ho vissuto un vero inferno, con la speranza di raggiungere l’Europa. È stata dura anche la traversata del deserto del Sahara senza cibo né acqua, costretti a volte a camminare per ore, tre persone che viaggiavano sul mio stesso mezzo sono morte di stenti. Una volta arrivato in Libia ho iniziato a fare lavori manuali saltuari per uomini arabi, ero trattato come uno schiavo e ho visto diverse persone uccise davanti a me perché chiedevano più soldi. Ho tentato di partire quattro volte: pagavo un libico che avrebbe dovuto organizzare la traversata del Mediterraneo, ma invece tratteneva semplicemente i soldi e ci mandava via dal posto in cui aspettavamo di imbarcarci. Ogni volta dovevo tornare per strada e ricominciare a lavorare. Sono stato intercettato e arrestato più volte, finalmente al quarto tentativo è andata bene. Non so come sarà la vita in Europa, ma qui nessuno cercherà di uccidermi e spero che l’esistenza sia finalmente più giusta con me”.
Con lo sbarco di oggi la Life Support ha concluso la sua 38esima missione nel Mediterraneo centrale, la rotta migratoria più pericolosa al mondo. Da dicembre 2022, quando ha iniziato le sue attività di ricerca e soccorso, ha complessivamente soccorso un totale di 3.121 persone.
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Trasporto via mare – Luperti: Servizio eseguito con mezzi inadeguati
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LEO GASSMANN AL VERDI DI BRINDISI TRA DRAMMA E COSCIENZA
Quando i ruoli familiari si capovolgono, anche le certezze più radicate vacillano. Leo Gassmann debutta in teatro con sua madre Sabrina Knaflitz in “Ubi Maior”, una storia che stringe lo sguardo su una scena domestica spogliata di ogni finzione, in arrivo al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, domenica 7 dicembre alle ore 18.30. Botteghino del Teatro aperto domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 18.30.
La vicenda, apparentemente lineare, prende avvio dal ritorno a casa di Tito, vent’anni, campione olimpico di scherma, un ragazzo che ha costruito tutto con disciplina e sacrificio. La sua è la tipica parabola dell’atleta che ha scelto di sottrarsi alla seduzione del successo facile, ai sostenitori invadenti e all’intrattenimento travolgente. Ha vissuto inseguendo un ideale di rigore che lo ha reso famoso senza trasformarlo in un personaggio. Ma quando il padre gli manda un messaggio urgente, tutto ciò che Tito pensava di sapere sui suoi affetti inizia a vacillare.
Dal momento in cui mette piede in casa, il mondo che aveva idealizzato si incrina. La madre, figura che lui percepiva come solida e rassicurante, nasconde una doppia vita, mentre il padre, che dovrebbe essere l’argine, appare sospeso in una sorta di apatia consapevole, come se guardasse tutto da lontano, incapace di intervenire o forse semplicemente rassegnato. Tito, che in pedana conosce perfettamente la differenza tra attacco e difesa, qui non ha regole né protezioni. Si trova dentro a una partita che non può controllare, in cui il nodo della vicenda non è una medaglia ma la salvezza stessa della famiglia.
È in questa frattura che il testo trova la sua forza: la figura del giovane che si crede “maggiore”, convinto di poter aggiustare ciò che gli adulti hanno rotto, e che invece è costretto a fare i conti con la complessità degli altri e con la propria fragilità. La famosa espressione latina - “ubi maior, minor cessat” - diventa un gioco drammaturgico: Tito entra nella scena familiare pensando di esserne l’autorità morale e scopre invece di doversi piegare agli eventi accettando una realtà che non può risolvere con la determinazione che gli è sempre bastata nello sport.
C’è un evidente debito pirandelliano nella scrittura, una sorta di postura drammaturgica: l’idea delle maschere, l’inconoscibilità dell’altro, la distanza tra ciò che si vede e ciò che si è. Le identità dei personaggi si sfaldano, le definizioni saltano, i ruoli genitore-figlio si ribaltano con naturalezza, così che il pubblico diventa testimone di un lento e incessante scavo nella natura dei legami.
«È una commedia che parla di una famiglia folle in cui tanti ragazzi e tante famiglie possono riconoscersi», dice Leo Gassmann. «Per me è anche un modo per chiudere un cerchio e affrontare una parte della scena che avevo solo sfiorato. Ho accettato questa proposta perché volevo coronare un percorso con mia madre e conoscerla anche in un modo diverso». Sabrina Knaflitz ricorda la folgorazione iniziale: «Il testo ci è piaciuto subito, ci siamo buttati senza esitazione. Il teatro è un luogo di libertà e poterlo condividere con Leo lo rende ancora più vero. Lavorare insieme significa anche guardarsi da un’altra angolazione, scoprire sfumature che nella vita di tutti i giorni non emergono».
Il testo scorre tra commedia e riflessione senza mai abbandonarsi a facili moralismi. L’idea centrale è chiara: quando i figli scoprono la verità sui propri genitori, quando li vedono senza le maschere costruite per anni, si compie un salto, spesso doloroso, che ribalta tutto ciò che si pensava di sapere. Ed è proprio in questo ribaltamento che “Ubi Maior” trova il suo centro. C’è una domanda che attraversa tutto lo spettacolo: quanto conosciamo davvero le persone che ci hanno cresciuti? E cosa succede quando ci accorgiamo che anche loro, a modo loro, brancolano nel buio come noi? “Ubi Maior” mette in moto un pensiero, un cortocircuito tra ciò che crediamo stabile e ciò che si rivela fragile.
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#IoTiAscolto: l’Istituto Comprensivo “Commenda” lancia un progetto concreto contro il bullismo e il cyberbullismo
– L’Istituto Comprensivo “Commenda” di Brindisi sta presentando in questi giorni il progetto “L’attenzione verso l’altro sia sempre la tua bussola”, un’iniziativa concreta di prevenzione e sensibilizzazione contro ogni eventuale forma di bullismo e cyberbullismo, rivolta a studenti, famiglie e docenti. La presentazione ufficiale si è tenuta presso l’Aula Magna del plesso “Giulio Cesare” dell’Istituto.
Coordinato dai referenti per il bullismo, i docenti Federica Rollo e Sandro Chirizzi, e dalla maestra Annarita Arigliano per la primaria, il progetto si propone di trasformare la prevenzione in pratica quotidiana, fornendo strumenti reali per riconoscere segnali di disagio e intervenire in tempo.
Tutte le classi della scuola secondaria hanno ricevuto una copia del Decalogo contro il bullismo e il cyberbullismo, che sarà affisso in aula, e parteciperanno all’iniziativa di sensibilizzazione con un cartellone in cui ogni alunno potrà esprimere il proprio impegno con un hashtag contro il bullismo, da condividere sui social per amplificare il messaggio.
Un elemento innovativo del progetto è “La scatola dei bi…sogni. #IoTiAscolto”, collocata sui tre piani della scuola, che permette agli studenti di comunicare disagi o segnalare eventuali episodi anche in forma anonima. I referenti del progetto leggeranno settimanalmente i messaggi raccolti per intervenire tempestivamente con l’ausilio dell’E-policy della scuola, strumento che promuove un uso consapevole e sicuro della tecnologia.
«Il bullismo si combatte con l’ascolto, la formazione e la presenza. – ha affermato Dirigente Scolastico, Giosuè Rollo - Abbiamo scelto di impiegare una parte importante del nostro tempo per ascoltare e cercare di comprendere dinamiche che, alle volte, possono pericolosamente sfuggire, creando disagio tra i più giovani. Gentilezza ed empatia non sono “materie”, sono la soglia minima del rispetto e il modo giusto di stare al mondo. Se un ragazzo soffre, deve avere la certezza di non essere lasciato solo. È un impegno che riguarda tutti noi, ogni giorno.»
L’iniziativa rientra nelle azioni promosse dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, ma risponde anche ai bisogni specifici della comunità scolastica, rafforzando la cultura della gentilezza, del rispetto e dell’ascolto attivo tra i giovani. Recentemente, l’Istituto “Commenda” ha ricevuto l’attestato di “Scuola Virtuosa”, per l’adozione del documento eSafety a tutela dei minori in rete.
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