Redazione
Nuovo Teatro Verdi. Uno, nessuno e centomila volti: la mostra di Patrizia Aversa al Verdi di Brindisi
Chi siamo davvero quando qualcuno ci guarda? E quante versioni di noi stessi coesistono in uno stesso volto? Parte da queste domande “@Uno_Nessuno_Centomila”, la mostra fotografica di Patrizia Aversa allestita nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Un percorso tra ritratto, teatro e identità, in cui l’immagine diventa soglia: spazio di rivelazione, gioco e interrogazione. L’esposizione sarà visitabile da martedì 12 a venerdì 15 maggio, dalle 17.30 alle 19.30, con ingresso libero. L’inaugurazione si terrà martedì 12 maggio alle 17.30, alla presenza dell’autrice Patrizia Aversa e della drammaturga e regista Alessandra Pizzi, che guideranno il pubblico in una prima lettura del progetto espositivo.
La partecipazione di Alessandra Pizzi, che ha riscritto per la scena le opere di Luigi Pirandello, offre una chiave di lettura essenziale del progetto. “@Uno_Nessuno_Centomila” si muove infatti dentro il territorio dell’identità mobile e contraddittoria: ciò che siamo, ciò che crediamo di essere, ciò che gli altri vedono in noi. Non semplici ritratti, dunque, ma immagini sospese tra persona e personaggio, tra verità e rappresentazione, tra volto e maschera. Pirandello trasforma il volto in un luogo instabile, quasi un campo di battaglia silenzioso nel quale l’identità personale è continuamente corretta, deformata, moltiplicata. È proprio da questa vertigine che il progetto fotografico di Patrizia Aversa consegna una suggestione. Il ritratto apre una breccia sottile e lascia emergere ciò che spesso resta nascosto: un gesto spontaneo, una piccola esitazione, una piega del volto, una luce nello sguardo.
Voluta e sostenuta dal Comune di Brindisi, con la partecipazione della Fondazione Nuovo Teatro Verdi, l’esposizione nasce da una ricerca avviata nel marzo 2021, in un tempo fragile e sospeso, segnato dalla necessità di tornare a guardarsi, riconoscersi, ritrovarsi. Patrizia Aversa sceglie persone del territorio, figure lontane dalla posa professionale e dai codici della rappresentazione costruita. Il suo sguardo si concentra su una bellezza autentica e affida alla fotografia il compito di fare emergere ciò che spesso resta nascosto sotto la superficie dell’immagine quotidiana. Il titolo richiama esplicitamente “Uno, nessuno e centomila”, ma lo trasferisce nel presente, nell’epoca dei profili, delle identità moltiplicate, delle immagini continuamente esposte. Ognuno è uno per sé, nessuno nella distanza che lo separa dagli altri, centomila nelle forme in cui viene osservato, interpretato, frainteso. La macchina fotografica diventa così uno spazio di rivelazione e di domanda: chi siamo quando smettiamo di recitare? Quanto ci appartiene davvero il volto che mostriamo?
L’uso dei cappelli scenografici e giocosi realizzati dall’artista Angelo Antelmi introduce nella mostra un elemento teatrale e liberatorio: come accade nel teatro pirandelliano, il gioco della maschera si disvela fino a condurre alla verità. Il segno e il dettaglio inatteso diventano strumenti per far cadere altre maschere, quelle dell’abitudine, della timidezza, della difesa, dell’immagine che ciascuno offre di sé. Nei ritratti di Patrizia Aversa il set si trasforma in un piccolo palcoscenico intimo, un cerchio di luce nel quale ogni persona può attraversare la propria immagine senza subirla. Nel tempo sospeso dello scatto affiorano esitazioni, ironie, fragilità, fierezze, piccole verità che si lasciano leggere nello sguardo e nella postura. “@Uno_Nessuno_Centomila” è dunque una mostra sul volto, ma soprattutto sulla relazione tra volto e identità. Parla del singolo e, insieme, della comunità. Nei soggetti fotografati si ritrovano domande che appartengono a tutti: quanto di noi consegniamo agli altri? Quanto tratteniamo? Quante immagini diverse abitano una stessa persona?
Il percorso di Patrizia Aversa si distingue da anni per un’attenzione costante agli aspetti antropologici dell’immagine. Fotografa non professionista, ha costruito il proprio sguardo attraverso una ricerca culturale orientata a cogliere tracce, dettagli, cambiamenti e dinamiche della contemporaneità. In circa dieci anni di attività ha realizzato numerose mostre personali sul territorio e ha preso parte a progetti di rilievo nazionale dedicati ai temi sociali, interpretando una fotografia capace di unire sensibilità, osservazione e partecipazione.
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Under 17 Eccellenza Valtur Brindisi non conosce limiti: conquistato l'accesso alla Finali Nazionali di Agropoli
Storica qualificazione alle finali nazionali per il gruppo Under 17 Eccellenza della Valtur Brindisi, già campione Regionale in carica, capace di conquistare l'accesso alle finali nazionali di Agropoli in programma dal 18 al 24 maggio.
Una grande soddisfazione per tutta la società biancoazzurra che suggella un'annata a dir poco speciale, vissuta con la soddisfazione di aver centrato il 'triplete' di successi in ambito Regionale con le leve Under 13, Under 15 e Under 17 Eccellenza.
Allenati da coach Gianluca Quarta, avvalendosi della collaborazione degli assistenti Gigi Marra e Matteo Cairo, del preparatore fisico Riccardo Guadalupi, del dirigente Augusto Perugino e del mental coaching dott Paolo De Marco, la Valtur Brindisi ha sconfitto negli spareggi di Chiaravalle (Ancona) sabato 9 maggio la Malvin Sant'Antimo con il punteggio di 80-60 e domenica 10 maggio la Unahotels Reggio Emilia per 86-78.
Ecco il roster Valtur Brindisi Under 17 Eccellenza: Luca Caliolo - Simone Campagna - Yuri Cleti - Matteo Corlianò - Gioele De Cesare - Mino De Fazio - Goffredo Errico - Santino Landra Fernandez - Andrea Guido - Andrea Longobardi - Alessandro Molinaro - Tommaso Paparella - Mouhamed Thioye.
Complimenti ai ragazzi, dirigenti, allenatori, genitori e collaboratori preziosi per il costante supporto e lavoro quotidiano.
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Tommaso Gioia "La sanità non va in ferie per il calcolo elettorale, la salute dei cittadini viene prima della propaganda."
C’è un limite a tutto, anche alla dialettica politica da campagna elettorale. Di fronte a certe uscite scomposte e prive di fondamento che arrivano dal centrodestra, il silenzio non è più un'opzione percorribile. È necessario ristabilire la verità per rispetto verso i cittadini e verso chi lavora ogni giorno nel nostro sistema sanitario.
È francamente sconcertante che esponenti della minoranza suggeriscano, nei fatti, di mettere in pausa la sanità pubblica solo per non "disturbare" i propri interessi elettorali. Arrivare a definire una seduta operatoria straordinaria per le cataratte un "giochetto clientelare" — solo perché programmata in questo periodo — rappresenta un’offesa diretta non alla politica, ma ai pazienti in lista d'attesa e alla dignità dei professionisti della salute.
Siamo al paradosso: da una parte la minoranza si lamenta per attese che superano i due anni, dall'altra invoca il blocco di una giornata di recupero nata proprio per ridurle. È una contraddizione in termini che svela la reale natura di certi attacchi: il timore che il buon funzionamento dei servizi possa oscurare una narrazione basata solo sulla critica distruttiva.
Definire una "sceneggiata" l’impegno di un’equipe medica è inaccettabile. Il Direttore del Distretto, il Dott. Argentieri, lavora da tempo all'organizzazione di questa seduta. L'intervento di sabato 23 — che segue quello già effettuato domenica 12 aprile al Perrino e sarà seguito da altri — è possibile solo grazie alla disponibilità straordinaria dei sanitari, che hanno scelto di sacrificare il proprio fine settimana per il bene della comunità. Etichettare questo sacrificio come "clientelismo" è una profonda mancanza di rispetto verso chi opera in prima linea.
Sui temi della coerenza e della propaganda, poi, il centrodestra sembra soffrire di una memoria decisamente selettiva. Ricordiamo tutti quando, a pochi giorni da un referendum, che li vide poi sconfitti, la presidente Meloni e Fratelli d’Italia sospesero temporaneamente l'aumento delle accise sui carburanti (le stesse che avevano aumentato tradendo le promesse elettorali).
Quello è il vero, magistrale esempio di paraculismo elettorale.
Vedere chi appartiene a quella cultura politica gridare allo scandalo per una seduta operatoria necessaria è il colmo dell'ipocrisia. Invece di rivolgersi ai vertici regionali per invocare lo stop alle cure e ai servizi, certi consiglieri farebbero bene a ringraziare pubblicamente medici, infermieri, OSS e tutto il personale che lavorerà di sabato per dare un contributo della nostra provincia. La salute non si ferma per la campagna elettorale di nessuno.
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PER TUBERCOLOSI BOVINA OBBLIGO DI BOLO PER OLTRE 60MILA BOVINI
Forte preoccupazione per la scenario critico che si è determinato nella provincia di Bari, dove la sospensione dello status di zona indenne per MTBC (tubercolosi bovina complessa) si traduce oggi in un obbligo di identificazione totale degli animali tramite marca auricolare e bolo endoruminale che, con l’imposizione dell’impianto su oltre 60.000 capi bovini, si configura secondo Coldiretti Puglia come una misura logisticamente ed economicamente insostenibile, destinata a mettere in seria e immediata difficoltà l’intero sistema delle imprese zootecniche del territorio.
La questione è stata oggetto di confronto, nel corso dell’ultima riunione istituzionale alla presenza dell’Assessore regionale alla Salute Pentassuglia, dell’assessore all’Agricoltura Paolicelli, del Dott. Mongelli per la sanità animale, dell’IZPS, ARA Puglia, con Coldiretti Puglia che ha richiesto l’attenuazione delle misure nel periodo iniziale ed una programmazione utile alle aziende zootecniche per organizzarsi.
È stato comunicato che la provincia di Bari ha subito la sospensione dello status di “zona indenne”, con la concreta prospettiva che qualora entro il 31/12/2026 non si registrino miglioramenti significativi – denuncia Coldiretti Puglia - si possa arrivare alla perdita definitiva di tale riconoscimento e alla conseguente classificazione come “zona non indenne”.
Nel corso del 2025 sono stati rilevati quattro focolai in allevamenti da latte, due a Noci, uno a Santeramo e uno a Bitonto, a cui si aggiunge un ulteriore focolaio nel 2026 a Putignano. Numeri che pur essendo contenuti rispetto ai circa 1.070 stabilimenti bovini presenti nella provincia di Bari sono stati sufficienti a modificare la prevalenza prevista dalla normativa e a determinare il cambiamento di status sanitario. Coldiretti Puglia evidenzia, inoltre, come ad oggi non sia ancora stata chiarita con certezza l’origine dell’infezione da parte degli uffici tecnici regionali, con il sospetto che possa derivare da movimentazioni non ufficiali o non adeguatamente controllate di animali provenienti da aree non indenni.
La sospensione comporta l’attivazione di un regime di eradicazione con obblighi stringenti, l’esecuzione di prove diagnostiche ufficiali su tutti i bovini di età pari o superiore a sei settimane e controlli obbligatori prima di qualsiasi movimentazione in caso di pascolo, transumanza o monticazione. In questo contesto si valuta l’utilizzo di strumenti di sostegno tramite aiuti “de minimis” per supportare le aziende nell’acquisto e nella somministrazione dei dispositivi identificativi, ma resta evidente che l’impatto operativo della misura è difficilmente sostenibile.
Coldiretti Puglia ribadisce che la situazione ha assunto una dimensione sistemica con rischi non solo sanitari ma anche economici e produttivi per l’intero comparto bovino regionale. È necessario un cambio di passo immediato con maggiore chiarezza sull’origine dei focolai, un rafforzamento dei controlli sulle movimentazioni e l’individuazione di soluzioni realmente applicabili alle imprese per evitare che questa emergenza si trasformi in una crisi strutturale per la zootecnia pugliese.
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L’ARTE INCONTRA LA MUSICA: A CEGLIE MESSAPICA VA IN SCENA “LA SERVA PADRONA” DI PERGOLESI
Mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 20:30, il prestigioso scenario del Teatro Comunale di Ceglie Messapica ospiterà la prima dello spettacolo “La Serva Padrona”, celebre intermezzo buffo di Giovanni Battista Pergolesi.
L’evento rappresenta il culmine di una prestigiosa collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Lecce e il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, fortemente voluto dai Presidenti Nicola Ciracì e Luigi Puzzovio, dai Direttori Nunzio Fiore e Giuseppe Spedicati, unendo l’eccellenza della formazione musicale a quella della progettazione scenica e visiva.
Il progetto si avvale di importanti patrocini e finanziamenti, tra cui il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Unione Europea (NextGenerationEU) e l’iniziativa ItaliaDomani (PNRR).
L’opera vedrà l’esecuzione musicale affidata a un quintetto d’archi accompagnato dal clavicembalo, sotto la direzione d’orchestra del Maestro Giovanni Pellegrini. Sul palco, un cast di alto profilo darà vita ai personaggi di Pergolesi:
- Adriana Damato (Soprano)
- Rocco Cavalluzzi (Basso)
- Francesco Biasi (Mimo)
Il valore aggiunto di questa produzione risiede nell’allestimento scenico. La regia e la progettazione scenica sono firmate da Vincenzo Sansone e Salvatore Manzi, con il supporto delle assistenti alla regia Simona Contangelo e Sara Totaro. Le scenografie digitali, curate da Martin Romeo, promettono di offrire una rilettura contemporanea e suggestiva di un classico del Settecento.
Presentazione dell’Opera
La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi, rappresentata per la prima volta a Napoli nel 1733, è uno dei più celebri intermezzi della tradizione musicale italiana e uno dei capolavori fondativi dell’opera buffa settecentesca.
Concepita originariamente come intermezzo dell’opera seria Il prigionier superbo, l’opera ottenne rapidamente un successo autonomo grazie alla vivacità teatrale, alla freschezza della scrittura musicale e all’immediatezza dei personaggi, imponendosi nei principali teatri europei.
La vicenda si sviluppa attorno al rapporto tra Uberto, anziano padrone di casa, e Serpina, giovane serva arguta e intraprendente, che attraverso ironia e intelligenza riesce progressivamente a sovvertire gli equilibri sociali fino a divenire “padrona”. Il personaggio muto di Vespone completa il tessuto teatrale con interventi mimici di grande efficacia scenica.
Pur nella semplicità dell’intreccio, La serva padrona rivela una straordinaria modernità espressiva: Pergolesi unisce eleganza melodica, ritmo teatrale e raffinata caratterizzazione psicologica, delineando un modello destinato a influenzare profondamente la storia del teatro musicale europeo. L’opera ebbe inoltre un ruolo centrale nella cosiddetta “Ǫuerelle des Bouffons”, il dibattito culturale che animò la Parigi del XVIII secolo attorno ai rapporti tra tradizione francese e opera italiana.
La produzione proposta dal Conservatorio si inserisce nel percorso di valorizzazione del repertorio operistico e della prassi esecutiva storica, offrendo al tempo stesso un’importante esperienza formativa e artistica per studenti e docenti coinvolti nel progetto.
INFO E PRENOTAZIONI
Telefono: 389 9183106 - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Il Comune di Mesagne si costituisce parte civile nel processo per scarichi industriali abusivi
Il Comune di Mesagne si costituirà parte civile nel procedimento penale relativo a presunti scarichi industriali effettuati in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali. La decisione è stata assunta dal Commissario straordinario dell’ente, la dottoressa Maria Antonietta Olivieri, con una delibera che autorizza il Comune a partecipare al giudizio davanti al Tribunale di Brindisi. Il procedimento trae origine da un decreto di citazione a giudizio notificato al Comune il 26 marzo 2026 dalla Procura della Repubblica di Brindisi, rappresentata dal pubblico ministero Alfredo Manca. Secondo quanto riportato negli atti, gli imputati, amministratori di una società i cui nomi sono omissati nel provvedimento, sono accusati di aver effettuato scarichi di acque reflue industriali provenienti da un’attività produttiva all’interno di cisterne di raccolta senza la preventiva autorizzazione prevista dalla normativa ambientale.
La Procura ha individuato il Comune di Mesagne quale persona offesa nel procedimento. Dalle relazioni tecniche richiamate nella delibera emergono infatti diverse criticità emerse durante i controlli effettuati sul territorio. In particolare, il responsabile dell’ufficio Patrimonio ha riferito che, a seguito di un sopralluogo eseguito dalla polizia locale insieme ai carabinieri, sarebbe stato accertato lo scarico di acque reflue in assenza dell’Autorizzazione unica ambientale, oltre a uno smaltimento di rifiuti provenienti dall’attività di autolavaggio non adeguatamente documentato. Ulteriori elementi sono stati evidenziati anche dall’ufficio Suap. Dall’istruttoria tecnica, infatti, non sarebbero stati individuati in maniera chiara né la tipologia delle acque reflue prodotte né il loro recapito finale. Inoltre, sarebbe risultata assente una relazione descrittiva sui sistemi di gestione delle acque derivanti dall’attività. Omissioni che, secondo quanto riportato negli atti, avrebbero impedito le necessarie verifiche di conformità rispetto alla normativa vigente, configurando una situazione ritenuta particolarmente rilevante sotto il profilo della tutela ambientale.
L’ente sottolinea inoltre che l’attività sarebbe stata esercitata nonostante l’assenza del titolo autorizzativo richiesto, con possibili profili di rilevanza penale. L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 4 giugno 2026 davanti al Tribunale di Brindisi, sezione penale monocratica, presieduta dal giudice Falerno, nell’aula Metrangolo del palazzo di giustizia brindisino. Alla luce dei fatti contestati, il Commissario straordinario ha ritenuto necessario procedere alla costituzione di parte civile del Comune, ritenendo che il presunto reato abbia arrecato un danno al patrimonio territoriale e ambientale della città. Con la stessa delibera è stato conferito incarico all’avvocato Luana Nacci, dell’Avvocatura civica comunale, che rappresenterà l’ente nel procedimento penale per tutelarne gli interessi e far valere le ragioni del Comune in sede giudiziaria.
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Sarà una serata all’insegna della comicità popolare quella del 21 maggio alle ore 20, quando la Compagnia Nuovo Teatro di Mesagne porterà in scena, nella sala Shalom dei Padri Carmelitani, di Mesagne una delle commedie più esilaranti del teatro vernacolare nazionale: “Contadino scarpe grosse e cervello fino”, per la regia di Cosimo Guarini. La pièce, scritta da Gaetano Di Maio per la grande Luisa Conte, è un classico del teatro comico napoletano, capace di unire risate, sentimento e un pizzico di malinconia.
La commedia mette in risalto il lato grottesco e ingenuo di un mondo contadino ormai lontano, fatto di verità semplici, di ruoli netti e di un modo di vivere che oggi appare superato ma che conserva un fascino intramontabile. A evocare questo universo è anche la scenografia: una tipica aia di campagna, con il suo cancello in ferro e il muretto che delimita il cortile interno di un fabbricato rurale, luogo simbolico di incontri, segreti e rivelazioni.
Al centro della storia c’è Vincenzo, colonnello in pensione, uomo rigido e pieno di orgoglio, che ostenta la presunta nobiltà del figlio Gabriele, nato – come lui vuole far credere – dal matrimonio con una baronessa ormai scomparsa. È un personaggio che vive circondato da mezze verità e silenzi, in un mondo costruito su ciò che non si deve dire.
La vicenda si complica quando Gabriele seduce la giovane contadina Graziella, che rimane incinta. Per evitare lo scandalo e salvare il progetto di un matrimonio “di città”, il colonnello combina un matrimonio riparatore che gli costerà una ricca dote, coinvolgendo Delfino Carusiello, soprannominato con ironia poco nobile “Il porco”. Da qui prende vita una girandola di equivoci, bugie e situazioni paradossali che alimentano il ritmo comico della rappresentazione.
Figura chiave della messinscena è la cameriera Angelarosa Schiavone, custode di un segreto doloroso che rappresenta anche un profondo atto d’amore filiale. Per anni ha sacrificato emozioni, affetti e perfino un semplice abbraccio, portando sulle spalle un peso che solo la verità potrà sciogliere.
Tra risate, colpi di scena e momenti di sincera emozione, la commedia offre uno spaccato umano che continua a parlare al pubblico di ogni età, ricordando quanto il teatro popolare sappia raccontare la vita con leggerezza e profondità.
Per informazioni e prenotazioni: Pietro 3286547247, Cosimino 3345714175, Marilena 3398117512.
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IL LIONS CLUB MESAGNE IN VISITA ALLA RSSA VILLA BIANCA: MUSICA, SORRISI E SOLIDARIETÀ
Venerdì 8 maggio il Lions Club Mesagne ha voluto celebrare la Festa della Mamma in un modo speciale, portando calore e allegria agli ospiti della RSSA Villa Bianca.
È stato un pomeriggio magico, all'insegna della condivisione e della spensieratezza.
Tra una fetta di torta e un brindisi, la struttura si è riempita di musica: abbiamo cantato insieme le canzoni storiche dedicate alla mamma, riscoprendo emozioni che non hanno età.
I nostri soci hanno vissuto momenti di autentica commozione: vedere i volti degli ospiti illuminarsi al suono delle canzoni dedicate alla mamma ci ha ricordato la forza dei legami e delle radici.
Vedere la gioia negli occhi degli ospiti è stato il regalo più grande. Grazie alla direzione e a tutto lo staff di Villa Bianca per l'accoglienza.
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"Il Corpus Domini col cavallo parato a Brindisi”
Il Club per l’UNESCO di Brindisi e il Polo Biblio-Museale di Brindisi organizzano per martedì 12 maggio 2026 alle ore 17,00 presso il Museo Ribezzo in piazza Duomo 7, un incontro per parlare de :
“Le secolari processioni in Italia e nel mondo – Il Corpus Domini col cavallo parato a Brindisi”
la relazione, tenuta da Antonio Caputo della Società Storia Patria per la Puglia-Brindisi, sarà preceduta dai saluti del Presidente del Club per l’UNESCO di Brindisi, Mario Criscuolo. La relazione sarà accompagnata dalla proiezione di slides a cura di Claudio Lacorte.
La tradizione plurisecolare della processione del “Cavallo Parato” trae inizio da fatti storici realmente accaduti ed ha di diritto un posto d’onore nella storia millenaria della città di Brindisi, un evento storico fortemente identitario.
Con tale tradizione, trascritta per la prima volta da Giovanni Maria Moricino sul finire del XVI secolo, è stata legittimata la dignità conferita agli arcivescovi di Brindisi di condurre a cavallo l’ostensorio durante la processione del Corpus Domini mentre le autorità civili tengono le briglie e le staffe. Gli elementi costitutivi di questa tradizione conducono alla circostanza che a Brindisi le crociate vengano ricordate, nelle forme del Cavallo parato - così viene denominata la processione del Corpus Domini - non per i suoi guerrieri ma per i suoi Santi.
E’ insito nella processione del “Cavallo Parato” un messaggio di pace, costitutiva dell’identità cittadina, che non può smarrirsi in un momento storico quale l’attuale; la tradizione, non il folklore, vive nel presente della città e, al tempo stesso, si proietta nel futuro. Auspichiamo per questo una soluzione di continuità dopo circa ottocento anni di svolgimento.
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Gli alunni di Mesagne diventano Pompieri per un giorno
Nella mattinata del 9 maggio ’26 è stata organizzata una giornata da mini Vigili del Fuoco denominata “Pompieropoli” nella scuola Primaria di Mesagne dell’IC. “Giovanni XXIII-Moro”, nel cortile plesso Giovanni XXIII, via Maja Materdona. La giornata è stata organizzata in collaborazione dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale della sez. di Brindisi e di Taranto e il Comando Prov. VV.F. di Brindisi.
L’iniziativa è nata da un Vigile del Fuoco locale Danilo Destino, che l’ha proposta subito al Dirigente scolastico Prof. Salvatore Fiore e al Cons. Naz. dell’A.N.VV.F. Maurizio Saponaro, gli stessi l’hanno sposata immediatamente con grande entusiasmo, e che dopo vari sopralluoghi effettuati, si è deciso di organizzare una “Pompieropoli” fatta con dei percorsi ad ostacoli e dimostrazioni ludiche, con le attrezzature in dotazione delll’A.N.VV.F. e la visione degli automezzi dei VV.F. e messi a disposizione dal Comando Prov.le di Brindisi. Gli alunni che hanno partecipato appartenevano alle classi 4^ E 5^ del numero di circa 200, che già dalle ore 8 del mattino presidiavano il cortile scolastico, ed erano molto presi da questa nuova esperienza, dove con grande vivacità hanno espletato questo bellissimo percorso, preparato appositamente per loro. Dopo di chè, hanno avuto modo anche di visionare i grandi mezzi dei Vigili del Fuoco sia dall’esterno che dall’interno, inoltre c’è stata una bella dimostrazione dell’unità cinofile dei Vigili del fuoco.
Alla Fine della manifestazione, a ogni alunno gli è stato consegnato un diploma di mini Vigile del Fuoco e alcuni gadget, e relativa foto ricordo tra la loro emozione e quella dei loro genitori. Dopo aver regalato una bella giornata da mini pompiere per un giorno, e visto anche il successo riscosso si è già stabilito rifarla l’anno prossimo con un maggior numero di partecipanti.
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