Un breve ma intenso ricordo della preside Maria Luisa Portulano

Enzo Poci Ottobre 11, 2020 1621
Mesagne, ISBEM, 9 marzo 2011 Mesagne, ISBEM, 9 marzo 2011

Dopo la riuscita presentazione del volume delle Cento Storie, traduzione delle Centum Historiae di Epifanio Ferdinando, da parte del suo curatore, dottor Elio Distante, avvenuta nella quieta serata di ieri nella sala auditorium del Castello Comunale, sento sincero il dovere, ma anche il privilegio, di ricordare la figura ed il lavoro dell'altra instancabile traduttrice di questa bella opera, la preside Portulano.

Maria Luisa Portulano nasce il 26 aprile 1923 a Sava, una cittadina in provincia di Taranto, della quale era originario il papà Nicola, rigoroso insegnante elementare che svolgeva la sua attività a Mesagne, e da Cristina Sansonetti.

Consegue la maturità classica e si avvia agli studi universitari presso la facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove si laurea in Lettere classiche discutendo una tesi su Petrarca con il Professore Natalino Sapegno, suo Maestro.

Maria Luisa (Marisa, per i parenti e gli amici più intimi) inizia ad insegnare italiano e latino nel 1949 presso l’Istituto Magistrale di Brindisi, dove conosce il Professore Salvatore Scoditti, affermato artista mesagnese e insegnante di Disegno e di Storia dell’arte, con il quale si unisce in matrimonio nel 1964. Dall’Istituto Magistrale passa ad insegnare italiano e storia nell’Istituto Tecnico Commerciale di Brindisi fino a quando vince il concorso per l’abilitazione all’insegnamento di Italiano, latino, storia e geografia nella scuola media. Insegna a Brindisi nella Scuola Media “Virgilio” e a Mesagne nella Scuola Media” G. F. Maia Materdona”. Partecipa quindi al Concorso Nazionale per Preside di Scuola Media, lo vince nel 1967 e viene assegnata a dirigere la Scuola Media di Arnesano. Dirige successivamente la Scuola Media “Mazzini” di Torre Santa Susanna ed infine la Scuola Media “G. F. Maia Materdona” di Mesagne dall’anno scolastico 1970/71 fino all’anno scolastico 1992/93.

2020 10 11 075110Persona gentile e schiva, dotata di una cultura umanistica profonda e di una particolare sensibilità verso i più deboli.

Si recava a scuola di primo mattino per controllare il buon andamento prima che le lezioni avessero inizio. La regola era che il gruppo di ogni classe si riuniva in fila e in perfetto ordine davanti all’ingresso della propria aula in attesa del docente della prima ora per poi accedere ognuno al proprio posto.

La sua figura alta e la sua austera presenza poteva incutere apparentemente paura agli alunni più discoli, ma ella era dotata invece di una incredibile dolcezza e di sentimenti amorevoli verso di loro.

Questi ultimi non sapevano e mai hanno saputo che la Preside Portulano quando riuniva il Consiglio di classe prendeva sempre le loro difese. Se qualche professore proponeva la bocciatura di un alunno interveniva subito chiedendo quali azioni e quali interventi erano stati fatti durante l’anno scolastico per recuperarlo.

Nel 1979 i Programmi della scuola media furono modificati e la Preside Portulano organizzò subito incontri di studio e corsi di aggiornamento per i suoi docenti (allora eravamo circa cinquanta) con vari insegnanti ed esperti dei nuovi programmi provenienti dalle varie Università di Milano, Bologna, Chieti e da altri atenei italiani.

Il nuovo modo d’insegnare imponeva a noi docenti l’esigenza di una approfondita preparazione sul piano culturale specifico ma anche su quello didattico generale. Uno dei metodi usato fu quello che permetteva agli alunni di acquisire il metodo scientifico della ricerca, rigoroso e metodico, da impiegare in tutte le discipline.

L’uso di questo metodo portava alla acquisizione di conoscenze di base specifiche ed alla conquista di capacità logiche finalizzate alla formazione della persona, obiettivo finale della scuola media.

Andata in pensione alla fine dell’anno scolastico 1992/93, per le sue benemerenze, per le sue conoscenze ad alto livello e per le sue capacità di mediazione fu nominata Difensore civico della città di Mesagne.

Continuò a coltivare la sua passione per le traduzioni dal greco e dal latino interessandosi dei libri scritti dal nostro concittadino, il medico Epifanio Ferdinando. Non posso dimenticare che negli anni Ottanta del secolo scorso, quando ero libero dalle lezioni e lei era libera dagli impegni, le chiedevo chiarimenti sulle traduzioni di alcuni casi delle Centum Historiae di Epifanio Ferdinando di cui già mi interessavo.

Maria Luisa Portulano scompare la sera dell’8 giugno 2017, amorevolmente assistita dai nipoti, da Patrizia Stella e dal suo medico personale, sempre presente di giorno e di notte, Elio Distante, con il quale traduceva da diversi anni dopo la prima opera di Ferdinando, i Theoremata Medica, anche la più celebre, le Centum Historiae. Lei quasi morente teneva sempre sul comodino un libro di filosofia greca e discuteva con Elio Distante la traduzione in corso.

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Ultima modifica il Domenica, 11 Ottobre 2020 07:55