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Una rettifica sui dati anagrafici del pittore Andrea Cunavi, con la genealogia di Giampietro Zullo

2017-02-17 083658(di Enzo Poci) «Il pittore Andrea Cunavi di Mesagne si può considerare tra i primi interpreti dell'arte controriformata in Terra d'Otranto agli inizi del Seicento».

Le parole dello storico dell’arte Stefano Tanisi rendono un riconoscimento pieno al lavoro ed al merito dell’artista mesagnese, che noi, suoi conterranei, conosciamo poco perché, sposato e residente in Ostuni, egli è stato attivo soprattutto fuori della nostra città, ma un po’ in tutto il territorio salentino.

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La mammana nel Salento, storia e tradizioni

2016-09-23 164457L’articolo che segue – in merito al quale mi dichiaro debitore a Daniela Bacca - origina dal mio contributo presentato, e illustrato per mezzo degli audiovisivi informatici, al Convegno Nazionale promosso dalla Società Italiana di Storia della Medicina, Ostetricia: storia di “mani”, Lecco, 4-6 novembre 2010.

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L'assedio turco del 1594 di Taranto nelle Glorie di Guerrieri e d'Amanti di Cataldo Antonio Mannarino

2016-05-16 115045"Tra Medicina e Poesia non è raro l'accordo. Il medico è portato dallo stesso esercizio della sua arte a un senso della vita che non riposa soltanto sulla materia ma s'alimenta anche di idealità. La Scienza lo rende partecipe dei misteri delle cose create, e gliene fa sentire meglio l'armonia. Il continuo contatto con la Vita e con la Morte lo pone innanzi a quegli stessi problemi che avvincono i poeti e assillano i filosofi.

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Santo Rizzello corre verso i 101 e racconta la sua missione di guerra in Albania

2016-03-22 132718Corre, nel senso letterale di questo verbo di movimento, Santo Rizzello, classe 1915, mese di settembre, perché incrociarlo per le vie di Porto Cesareo, oppure, nelle mattine di domenica, quando si reca ad assistere alla Santa Messa, rende subito evidente che al nostro confronto è come se egli abbia un’altra velocità......

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Mesagne, Sergio D’angelo e il dottor živago.

dangeloDicembre 1943, si comincia da Monte Lungo, diario della seconda guerra mondiale scritto da Sergio D’Angelo, dottore in lettere e giornalista romano, classe 1922. In queste memorie, insieme personali e collettive, come in ogni diario bellico che si rispetti, l’autore racconta con efficacia e freschezza i quattro mesi, da luglio a ottobre 1943, trascorsi in servizio nella zona di Mesagne.

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