Redazione
Corona di Vinibuoni d'Italia 2027 alle bollicine del "Virgilio" di Cantine Risveglio
"Virgilio", lo spumante Pas Dosé Millesimato 2022, prodotto da Cantine Risveglio, ha ricevuto la Corona della guida Vinibuoni d’Italia 2027, edita dal Touring Club Italiano. La Corona è il riconoscimento che i coordinatori della guida riservano ai vini che hanno ottenuto i punteggi più alti durante i panel di degustazione. Per la storica realtà cooperativa di Brindisi, questo risultato rappresenta una conferma importante del percorso intrapreso negli ultimi anni. Il "Virgilio" Millesimato 2022 nasce da una scelta precisa: valorizzare le uve del territorio brindisino attraverso un lungo e paziente affinamento di 36 mesi sui lieviti. Un progetto nato quasi in punta di piedi, con l'obiettivo di dimostrare la naturale vocazione della zona anche per la produzione di bollicine di carattere e identità. “Accogliamo questo premio prima di tutto con profonda gratitudine verso i nostri soci conferitori, che ogni giorno curano la terra con dedizione”, spiegano da Cantine Risveglio. “Vedere il nostro Pas Dosé accostato alle grandi eccellenze italiane ci fa capire che la strada della qualità e del rispetto per i nostri vitigni è quella giusta. È un piccolo, ma significativo tassello che dedichiamo a tutta la comunità di Brindisi”. Questo riconoscimento inserisce il Virgilio 2022 all'interno della guida di riferimento per i vitigni autoctoni italiani, offrendo una preziosa occasione per far conoscere l'autenticità della spumantizzazione pugliese.
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"La posa della prima pietra della Gigafactory Eni Storage Systems a Brindisi rappresenta un importante momento di svolta per il territorio e per le politiche di transizione ecologica, ma non può e non deve tradursi in un costo sociale insostenibile o in una desertificazione del tessuto industriale locale"
È quanto dichiara la consigliera regionale Isabella Lettori a margine dell'audizione urgente della VI Commissione, fortemente voluta per affrontare il futuro industriale, occupazionale e formativo della provincia brindisina.
Nel corso dei lavori, a cui hanno preso parte i rappresentanti istituzionali, compreso il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, e alcuni sindacati, si è fatto il punto sulla complessa vertenza legata alla riconversione della chimica di base.
L'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, ha assunto impegni precisi e fornito importanti rassicurazioni, evidenziando la linea della Regione di fronte a una decisione unilaterale come quella di Eni che non può semplicemente essere subita. "Faremo tutto il possibile affinché la filiera della chimica di base non venga abbandonata e se dovesse proprio esserlo almeno che ci siano le garanzie anche tramite gli strumenti del governo nazionale. Faremo in modo che, per quanto possibile, la nostra voce e la voce dei lavoratori e lavoratrici nella città di Brindisi venga ascoltata" - ha assicurato.
Per dare concretezza a queste tutele, la Regione sta lavorando formalmente a un Addendum al protocollo d'intesa. Il documento punta a tre obiettivi vitali per il territorio: la chiarezza sulle tempistiche reali di realizzazione, garanzie occupazionali solide per tutti i lavoratori dell'indotto e la creazione di un centro di ricerca specifico sul territorio integrato con le università.
Pur registrando l'assenza dei vertici di Eni, giustificata dai tempi stretti di convocazione, l'assessore Di Sciascio ha confermato che la Regione si è mossa attivando tramite Arpal il "bacino delle competenze" per mappare le capacità professionali esistenti. Sul fronte formativo, lo stesso assessore ha sottolineato un punto chiave: «La formazione serve se porta all'assunzione: se l'azienda non dichiara quali profili le serviranno, non possiamo sapere che tipo di formazione erogare». L'impegno dell'assessorato proseguirà con fermezza anche a livello nazionale in vista del tavolo del 30 luglio prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per pretendere tutele reali per l'intera platea ed evitare che la crisi impoverisca il nostro tessuto industriale.
"Il nostro obiettivo resta quello di vigilare affinché il futuro di Brindisi non venga improvvisato», conclude la consigliera Isabella Lettori. «Continueremo a mettere insieme le competenze e a pretendere il rispetto per un territorio che ha dato tantissimo allo sviluppo energetico del Paese".
L'audizione si è conclusa con l'aggiornamento dei lavori a settembre, data in cui il tavolo verrà riconvocato alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, delle parti sociali, delle imprese e dei vertici di Eni, per dare continuità e concretezza a un percorso di rilancio basato sulla salvaguardia del lavoro e sul protagonismo del capitale umano brindisino e pugliese.
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OBESITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, ALLARME BAMBINI IN SOVRAPPESO
L'obesità infantile si combatte partendo dalla tavola, con il cibo vero degli agricoltori italiani, l'educazione alimentare nelle scuole e il coinvolgimento delle famiglie
L'allarme lanciato dai dati della sorveglianza OKkio alla Salute 2023 dell'Istituto Superiore di Sanità, che evidenziano come in Puglia il 35,9% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni sia in eccesso ponderale, con una percentuale superiore alla media nazionale, impone un cambio di passo nelle politiche di prevenzione, puntando sull'educazione alimentare, sulla dieta mediterranea e sul consumo di cibo sano, stagionale e di qualità. È quanto afferma Coldiretti Puglia, commentando i dati diffusi dalla Regione Puglia.
A preoccupare è anche il fatto che oltre un bambino su dieci consumi frutta meno di una volta a settimana o non la consumi affatto, mentre solo poco più di un quarto effettua una merenda equilibrata dal punto di vista nutritivo. Numeri che confermano – denuncia Coldiretti Puglia - quanto sia necessario riportare al centro dell'alimentazione quotidiana i prodotti freschi, locali e di stagione, contrastando il crescente consumo di alimenti ultraformulati, ricchi di zuccheri, grassi e sale, che stanno progressivamente sostituendo la dieta mediterranea.
A questo obiettivo guarda anche il protocollo d'intesa sottoscritto tra Coldiretti Puglia e ANCI Puglia, finalizzato a promuovere nelle mense scolastiche l'utilizzo di prodotti locali, stagionali e a chilometro zero, glifosate free ed eliminando i cibi ultraformulati, valorizzando al contempo le produzioni agricole del territorio e contribuendo a diffondere corretti stili alimentari fin dall'infanzia.
Per Coldiretti Puglia è fondamentale rafforzare le politiche di educazione alimentare sin dalla scuola dell'infanzia, coinvolgendo famiglie, istituzioni, mondo agricolo e sanitario in un percorso condiviso che insegni ai più giovani il valore del cibo, della stagionalità e dell'origine degli alimenti. In questa direzione va sostenuta la presenza dei prodotti agricoli italiani nelle mense scolastiche, privilegiando filiere corte, qualità certificata e alimenti freschi rispetto ai prodotti industriali.
La battaglia contro l'obesità passa anche dalla piena trasparenza delle informazioni ai consumatori. Per questo Coldiretti continua a sostenere l'introduzione dell'obbligo dell'etichetta d'origine su tutti gli alimenti commercializzati nell'Unione europea, affinché le famiglie possano compiere scelte consapevoli, valorizzando il vero Made in Italy e difendendosi da prodotti anonimi o ottenuti con ingredienti provenienti dall'estero.
Coldiretti Puglia ricorda inoltre il valore del progetto "Campagna Amica per la Salute", realizzato negli ospedali pugliesi insieme agli operatori sanitari, per promuovere corretti stili di vita e una sana alimentazione attraverso i mercati degli agricoltori, l'informazione ai cittadini e la diffusione dei principi della dieta mediterranea.
Contrastare l'obesità infantile significa investire sul futuro delle nuove generazioni. Non bastano le cure quando il problema si manifesta, serve una grande alleanza educativa che metta al centro il cibo sano, l'attività fisica e la cultura alimentare, restituendo valore ai prodotti della nostra agricoltura e alla dieta mediterranea, patrimonio di salute oltre che di identità, conclude Coldiretti Puglia.
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“Contro la violenza sulle donne, mai bandiera bianca”
“Contro la violenza sulle donne, mai bandiera bianca” è il messaggio affidato a un banner, che in permanenza ricorderà ai cittadini l’adesione del Comune di Brindisi alla Campagna di sensibilizzazione ANCI e del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. Dalla mattinata di oggi, giovedì 23 luglio 2026, lo striscione è visibile sulla facciata esterna di Palazzo di Città in piazza Matteotti e su quella della sede dei Servizi Sociali, in Via Grazia Balsamo.
L’adesione alla Campagna di sensibilizzazione, sollecitata della Commissione Pari Opportunità del Comune capoluogo era avvenuta lo scorso 5 febbraio, quando la Giunta Comunale aveva condiviso la necessitò di promuovere varie iniziative per diffondere, nelle comunità locali, la cultura delle pari opportunità, del rispetto e del contrasto alla violenza sulle donne e agli stereotipi di genere.
“Da oggi rendiamo visibile l’impegno assunto dall’Amministrazione nel sostenere ogni momento di sensibilizzazione per costruire una nuova cultura, che si opponga ad ogni tipo di violenza – ha detto il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna -. Non da ieri, peraltro, proprio sulla violenza di genere, ci sentiamo particolarmente impegnati: sappiamo che si tratta di un percorso educativo e di prevenzione ancora più complesso e che ha necessità di un impegno costante, direi quotidiano, nel tenere sempre accesi i riflettori sul problema”.
“L’affissione del banner sulla facciata principale del Comune e su quella della sede dei Servizi Sociali – ha dichiarato Ernestina Sicilia, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Brindisi - consente la diffusione del messaggio, rafforza la componente culturale, penetrando visivamente la sensibilità di ognuno. Essa attesta l’impegno attivo del Comune contro la violenza sulle donne, fuori e oltre la giornata internazionale del 25 novembre, dimodoché l’impegno e il contrasto contro la violenza di genere siano attuate ogni giorno dell’anno. Oggi peraltro – ha concluso Sicilia – la condivisione dell’iniziativa da parte di una delegazione del Settore dei Servizi sociali dimostra un impegno comune, che potrà solo agevolare i percorsi di sensibilizzazione”.
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Dopo l’incontro di oggi con Enel in Confindustria, la richiesta di
un accordo confederale per gestire smantellamento, bonifiche e
occupazione. Al Commissario straordinario la richiesta di un
tavolo per i primi di settembre su Brindisi
L’incontro svoltosi oggi, 23 luglio, nella sede di Confindustria
Brindisi con Enel ha consentito di affrontare ancora una volta la
situazione dei lavoratori ex Sir, passati nel frattempo da 50 a 47
unità.
Questi lavoratori meritano una soluzione di lungo periodo, così
come tutti i lavoratori diretti e indiretti coinvolti nella fase di
dismissione della centrale Enel Federico II di Cerano.
È certamente apprezzabile l’impegno assunto da Enel per non
lasciare indietro nessuno in una condizione che, ormai, è a tutti gli
effetti di dismissione degli impianti. Altro che conservazione e
riserva a freddo: non si è riusciti neppure a scrivere correttamente
il decreto.
È altrettanto vero, però, che questo impegno è stato condiviso
quasi in egual misura dalle imprese di appalto e, soprattutto, dai
lavoratori, che hanno rinunciato a una parte del proprio salario pur
di conservare il posto di lavoro.
In questa condizione continuiamo a navigare a vista, senza un
programma definito e senza una prospettiva certa. Una situazione
che non fa bene a nessuno: né ai lavoratori, né alle imprese, né
all’intero territorio brindisino.
L’incontro di oggi è servito a individuare, ancora una volta, una
soluzione temporanea e parziale, che consentirà di arrivare fino
al prossimo 30 settembre. Non può essere, tuttavia, questo il
metodo con cui affrontare una crisi industriale e occupazionale di
tale portata.
La Cgil Brindisi, attraverso il proprio Coordinamento Industria, ha
chiesto a Enel, Confindustria Brindisi e CNA Brindisi di lavorare
alla sottoscrizione di un accordo confederale che permetta di
gestire con certezza l’intera fase dello smantellamento degli
impianti, della loro messa in sicurezza e delle successive bonifiche.
È necessario sapere con chiarezza quanti mesi di attività abbiamo
davanti, se 24 o 36, quale sarà la reale quantità di lavoro
disponibile e quanti lavoratori sarà possibile garantire durante
tutte le fasi previste.
Anche il progetto per la costruzione dei sistemi di accumulo Bess
segue, purtroppo, tempistiche differenti rispetto alla realizzazione
della Gigafactory di Eni. È un peccato che non si sia lavorato fin
dall’inizio secondo una vera logica di filiera.
La realizzazione delle Bess rappresenta comunque, in questo
momento, un’opportunità importante per i lavori edili ed elettrici
e può produrre ricadute occupazionali significative. Tutte le
attività che saranno avviate richiederanno inoltre una presenza
rilevante del comparto della logistica, con un ruolo non secondario
anche dell’Autorità di sistema portuale.
È con rammarico che la Cgil Brindisi prende atto dei gravi ritardi
accumulati nella realizzazione dell’Accordo di programma,
nonostante il ruolo propositivo assunto da Enel e dal commissario
straordinario.
Al momento non vediamo l’ombra di alcun investimento concreto
destinato alla reindustrializzazione del territorio, né risorse a
sostegno dei pochi progetti rimasti tra le 64 manifestazioni di
interesse inizialmente presentate.
Occorre lavorare in maniera sinergica per ricostruire un’unità di
intenti tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali,
istituzioni e forze politiche. Brindisi ha bisogno di risposte certe e
concrete, che si traducano quanto prima in progetti realmente
realizzabili, investimenti, politiche industriali e lavoro duraturo.
A tale scopo Cgil Brindisi e Coordinamento Industria chiedono al
Commissario straordinario un tavolo per i primi di settembre su
Brindisi da svolgersi in Prefettura a Brindisi al fine di effettuare un
monitoraggio della situazione e la verifica degli impegni.
Lo merita il territorio di Brindisi. Lo meritano le lavoratrici e i
lavoratori di oggi e di domani.
Brindisi 23.7.2026
Il Coordinamento Industria
Massimo Di Cesare
Segretario generale
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Da Mesagne a Venezia il cortometraggio Puca di Sara Scalera in concorso alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia
C'è anche un talento mesagnese tra i protagonisti della prossima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. La regista Sara Scalera, originaria di Mesagne, porterà infatti il suo cortometraggio "Puca" alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026, dove sarà presentato in Anteprima Internazionale nell'ambito della Settimana Internazionale della Critica, prestigiosa sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Un traguardo di assoluto prestigio che consacra il percorso della giovane autrice pugliese e rappresenta un importante riconoscimento anche per la produzione indipendente italiana. Si tratta della seconda opera cinematografica prodotta da GM Production, divisione cinema dell'agenzia di comunicazione Gruppo Matches, insieme ai Produttori Associati Limbo Film e Hubris Pictures. L'approdo alla Settimana Internazionale della Critica significa l'ingresso ufficiale del film nel concorso veneziano, una delle vetrine più autorevoli dedicate alle nuove voci del cinema internazionale. Girato interamente in pellicola Kodak 16 millimetri e distribuito da Allegorie Film, "Puca" conduce lo spettatore in una Calabria sospesa nel tempo, tra gli spettacolari Calanchi di Palizzi, in provincia di Reggio Calabria. Un paesaggio selvaggio e affascinante fa da sfondo a una storia delicata e universale che intreccia adolescenza, crescita, legami familiari e immaginazione. La vicenda è ambientata negli anni Novanta, durante un assolato pomeriggio estivo. Approfittando del riposo dei genitori, le sorelle Lotti e Malibù decidono di uscire di nascosto per raggiungere il bar del paese, frequentato anche dal ragazzo che piace a entrambe. A loro si unisce, quasi imponendosi, la piccola Puca, pronta a svegliare mamma e papà con le sue urla pur di non essere lasciata sola. Durante il tragitto, passando lungo la spiaggia, la bambina sostiene di aver visto una sirena. Una volta arrivate al bar, però, le due sorelle maggiori, assorbite dai turbamenti e dalle inquietudini tipiche dell'adolescenza, perdono di vista la piccola. Inizia così una ricerca che si trasforma in un intenso confronto tra le due ragazze e culmina con l'apparizione fugace della misteriosa sirena, un'immagine simbolica che segna definitivamente il passaggio dall'infanzia all'età adulta. Ma il vero colpo di scena arriverà quando le tre faranno ritorno a casa. «Sapere che Puca è in programmazione alla SIC è un'emozione indescrivibile», racconta Sara Scalera. «È una storia che volevo realizzare da anni perché è legata alle mie radici e alle estati infinite degli anni Novanta. Mi ritengo fortunata ad aver incontrato lungo il percorso di realizzazione del film persone meravigliose e appassionate che hanno creduto in questo progetto quanto me». Il cortometraggio, scritto dalla stessa Scalera insieme ad Antonio Romagnoli, porta sul grande schermo le interpretazioni delle giovanissime Annunziata Celeste Vadicamo, Elisa Rosaci e Ludovica Tassoni, chiamate a dare volto e intensità a tre personaggi che raccontano il delicato equilibrio tra il desiderio di libertà e la nostalgia dell'infanzia. «Al centro del film ci sono le prime esperienze da ragazze, la voglia di vivere secondo nuove regole ma anche, attraverso il personaggio della piccola Puca, il mondo dell'infanzia con la sua fantasia e la sua capacità di stupire», sottolinea Cristina Borsatti, responsabile di GM Production. Per Sara Scalera, dunque, la passerella veneziana rappresenta molto più di una semplice selezione: è il riconoscimento del valore di uno sguardo cinematografico personale, capace di raccontare emozioni intime attraverso immagini evocative.

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Convocato per il 29 luglio il Consiglio comunale di Mesagne
È stata convocata ufficialmente per mercoledì 29 luglio alle ore 16:00, presso l’Aula Consiliare di Palazzo di Città, la prossima seduta del Consiglio Comunale di Mesagne. La convocazione, firmata dall’Avv. Marco Calò, Presidente del Consiglio Comunale, arriva dopo la conferenza dei capigruppo tenutasi lo scorso 22 luglio e prenderà in esame una serie di temi di grande rilevanza per la città.
Fra i punti all’ordine del giorno spiccano le comunicazioni istituzionali del Presidente Calò, del Sindaco Francesco Michele Rogoli e dei consiglieri comunali, a testimonianza dell’importanza attribuita al confronto politico e alla trasparenza. Saranno inoltre approvati gli atti della precedente seduta dell’8 luglio, un passaggio formale imprescindibile per garantire continuità amministrativa.
Uno degli appuntamenti più attesi riguarda la presentazione delle Linee Programmatiche del Sindaco, un momento fondamentale che definirà gli indirizzi strategici e le priorità per il mandato amministrativo in corso. A questo si aggiunge la composizione delle Commissioni Consiliari Permanenti, strumenti essenziali per approfondire le diverse materie di competenza e favorire un controllo puntuale sull’attività amministrativa.
Sul versante economico, il Consiglio sarà chiamato ad affrontare questioni delicate come il riconoscimento di un debito fuori bilancio conseguente a una sentenza esecutiva del Tribunale di Bari, e l’assestamento generale di Bilancio con la salvaguardia degli equilibri finanziari per l’anno 2026. Di particolare interesse per i cittadini saranno inoltre l’approvazione delle tariffe TARI per il 2026 e l’adozione di misure agevolate per la definizione delle entrate comunali, in linea con le recenti disposizioni legislative nazionali.
Non mancheranno infine iniziative legate allo sviluppo sostenibile e all’innovazione, con la proposta di rinnovo e prosecuzione dell’adesione alla Rete dei Comuni associati in ricerca e innovazione della Puglia. Questa adesione posiziona Mesagne come nodo locale di animazione e co-progettazione, segnando un impegno concreto verso politiche di crescita basate su sostenibilità e tecnologia.
La convocazione è stata inviata non solo a sindaco e consiglieri, ma anche alle autorità locali, forze dell’ordine, rappresentanze sindacali e organi di stampa, a sottolineare la massima apertura e partecipazione che caratterizzano l’attività consiliare.
Tutte le documentazioni relative agli argomenti trattati sono consultabili presso l’Ufficio di Segreteria, così da garantire la massima trasparenza e informazione ai cittadini interessati.
La seduta del 29 luglio si preannuncia dunque come un momento cruciale per la vita amministrativa di Mesagne, durante il quale verranno gettate importanti basi per il futuro della comunità locale sotto la guida del Presidente Marco Calò e del Sindaco Francesco Michele Rogoli. Un’occasione imperdibile per assistere da vicino alle decisioni che plasmeranno il prossimo anno di attività comunale.
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Turismo di lusso, a Fasano nasce un hotel a 5 stelle nell'ex Relais del Cardinale: l'appalto a a un'ATI capitanata da IMPREDO
Il turismo di altissima gamma in Puglia si appresta a vivere una nuova stagione d’oro. Nel cuore del territorio fasanese, da anni magnete insostituibile per i viaggiatori del jet set internazionale, prenderà vita un nuovo ed esclusivo hotel a 5 stelle lusso. La struttura sorgerà nell'area dell'ex Relais del Cardinale, pronta a essere completamente rinata e restituita al territorio con un progetto di rilancio di ampio respiro.
A firmare l'aggiudicazione dell'importante appalto è stata un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) guidata dal colosso romano IMPREDO (società dell’imprenditore Daniele D'Orazio, partecipata al 50% da LMDV Capital), che figura come mandataria al 67%. Al suo fianco, in qualità di mandante al 33%, c'è un'eccellenza tutta pugliese: la PIGROUP di Corato, guidata da Vincenzo Perrone e specializzata in impianti tecnologici all'avanguardia. A supporto del raggruppamento, pur senza farne parte ufficialmente, opera inoltre CORBUILD, impresa di costruzioni generali guidata da Pasquale Casillo (presidente del Gruppo Casillo), che fornirà servizi tecnici e, per la prima volta in un cantiere del genere, innovative soluzioni di Intelligenza Artificiale agentica. L'iniziativa mette in campo un'alleanza finanziaria e gestionale di primissimo piano. La proprietà fa capo al fondo d'investimento internazionale PGIM e a Re.vo, holding immobiliare riconducibile ad alcuni rami della famiglia Benetton. Lo sviluppo dell'operazione è affidato alla piattaforma di gestione real estate Dekus in qualità di development partner, mentre il servizio e la gestione dell'hotel saranno curati da un marchio iconico dell'ospitalità mondiale: il gruppo Rocco Forte Hotels.
L'intervento mira non solo a rafforzare la ricettività d'élite della regione, ma a farlo valorizzando l'identità paesaggistica e l'architettura storica del territorio. Un'operazione che si inserisce in un percorso industriale più ampio per il raggruppamento di imprese, pronto a proporsi come general contractor per grandi opere e infrastrutture complesse su tutto il territorio nazionale.
Le voci dei protagonisti
Enrico Danesi (Dekus):
«Siamo orgogliosi di dare nuova vita all'ex Relais del Cardinale, un intervento che porta in Puglia un'offerta di ospitalità di altissimo livello. Valorizzare il patrimonio ricettivo italiano nel rispetto della sua identità territoriale è il principio guida del nostro approccio allo sviluppo immobiliare.»
Daniele D'Orazio (IMPREDO):
«Fasano è un'operazione che unisce la visione di investitori internazionali all'esperienza di Rocco Forte Hotels. Guidare questa ATI è per IMPREDO una responsabilità che affrontiamo con il nostro solito metodo: rigore esecutivo e attenzione al dettaglio, dal primo giorno di cantiere fino alla consegna.»
Vincenzo Perrone (PIGROUP):
«Questo progetto segna un momento significativo per la crescita di PIGROUP e conferma la nostra capacità di affrontare interventi di elevata complessità. Il progetto di Fasano rappresenta un investimento importante per il territorio e l’inizio di un percorso che ci vede sempre più protagonisti nei grandi progetti del Paese.»
Pasquale Casillo (CORBUILD):
«Siamo motivati a dare il nostro contributo al successo di un'iniziativa di grande valore per la Puglia, che sarà tra le prime in assoluto a sperimentare applicazioni di AI agentica al settore delle costruzioni.»
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Nei giorni scorsi nella Uoc di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Perrino, diretta dal dottor Massimo Stomati, è stato portato a termine un complesso intervento chirurgico per l’asportazione di una massa ovarica dal diametro di 52 cm e dal peso di 13.5 kg.
“La paziente affetta da questa patologia - ha affermato Stomati - si era rivolta al Pronto soccorso dell’ospedale per dolori addominali e ipertensione. Negli ultimi anni, la donna aveva notato un aumento del peso e un notevole incremento delle dimensioni dell’addome. La paziente soffriva anche di varici ed edemi degli arti inferiori, con conseguente difficoltà deambulatoria, ma non aveva mai approfondito dal punto di vista sanitario questi sintomi, imputandoli sempre all'età e all'invecchiamento. La ragione della maggior parte delle comorbidità descritte in anamnesi, invece, era dovuta alla presenza di un tumore ovarico dalle dimensioni davvero imponenti: 52 cm di diametro per 13.5 kg di peso”.
La difficoltà della procedura chirurgica, portata a termine dell'équipe della Uoc di Ginecologia in collaborazione con il team di Anestesiologia diretto dal dottor Massimo Calò, era legata alle dimensioni della massa asportata e agli effetti compressivi che il tumore esercitava sui grossi vasi venosi, sugli organi e sugli apparati addominali, quello intestinale e quello urinario. “La gestione anestesiologica del caso – ha proseguito Calò – è stata complessa e impegnativa. L’operazione presentava un elevato coefficiente di difficoltà derivante direttamente dalle enormi dimensioni della massa addominale che rendevano la situazione molto delicata. L’intervento, per la parte anestesiologica, è stato gestito con successo dalla dottoressa anestesista Giulia Zingarelli che è stata coadiuvata dall’équipe della Rianimazione del Perrino”. La paziente è stata dimessa dopo pochi giorni in buone condizioni di salute: il decorso postoperatorio è stato regolare e senza complicanze.
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L’intesa in Conferenza Stato-Regioni sostiene tre interventi strategici per Miulli, Panico e nuovo Ospedale del Sud Salento. Sen. Nocco: “Un risultato concreto, frutto dell’impegno del Governo e del lavoro del sottosegretario Marcello Gemmato” |
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Oltre 621 milioni di euro per sostenere tre interventi strategici di edilizia sanitaria in Puglia. La Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sullo schema di decreto relativo al Programma di investimento per iniziative urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria, valutabili dall’INAIL. Il provvedimento prevede un investimento complessivo di 95 milioni e 875 mila euro per l’Ospedale generale regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti, di cui 45 milioni di nuove risorse; oltre 137 milioni di euro per l’Azienda ospedaliera “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase; 388 milioni e 400 mila euro per la realizzazione del nuovo Ospedale del Sud Salento, che sorgerà nell’area tra Maglie e Melpignano. “Si tratta di un passaggio decisivo per dotare la Puglia di strutture sanitarie più moderne, funzionali e capaci di rispondere ai bisogni delle comunità. Questi investimenti interessano territori diversi della regione e rafforzano presìdi fondamentali per l’assistenza e la cura dei cittadini – dichiara la senatrice pugliese di Fratelli d’Italia Maria Nocco – È un risultato concreto, al quale ha contribuito in maniera determinante il lavoro serio e costante del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che continua a rappresentare con competenza le esigenze della Puglia nelle sedi nazionali. La sua presenza alla seduta della Conferenza Stato-Regioni conferma l’attenzione riservata a un provvedimento di grande rilevanza per il futuro della sanità pugliese – aggiunge Nocco – Il Governo Meloni sta destinando alla nostra regione risorse ingenti, dagli investimenti per i nuovi ospedali al rafforzamento del Fondo sanitario. La disponibilità delle risorse deve ora tradursi rapidamente in cantieri, strutture efficienti e servizi migliori. Servono programmazione, tempi certi e responsabilità nell’attuazione, affinché – conclude – ogni investimento produca benefici reali per i pazienti e per il personale sanitario”. --------------- |


