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Politica (1659)

Pioggia di querelle sulla provinciale Mesagne-San Pancrazio

provinciale_mesagne_san_pancrazio_interrotta_2I partiti di centrodestra di Mesagne hanno chiamato gli ex amministratori della Provincia di Brindisi alle loro responsabilità per aver causato, a loro dire, lo stallo dei lavori sulla provinciale che collega Mesagne a San Pancrazio. “E’ stato bello farsi fotografare all’inaugurazione di cento metri della Mesagne-San Pancrazio. C’erano tutti. Poi tutti sono scomparsi e nessuno dice nulla, nessuno parla”, hanno denunciato i segretari politici del Pdl, Nip, Mi, La Destra, Nuovo Psi e la Puglia prima di tutto.
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Matarrelli sulla Stp: si passi dalle parole e dalle buone intenzioni ai fatti

matarrelli-toniIl recente confronto sul tema della STP, aperto dall'attuale presidente dell'ente e seguito dalle sigle sindacali e dal senatore Tomaselli, mi muove ad una riflessione. Ovviamente non si potrà non condividere l'accorato richiamo alla trasparenza, alla necessità di percorsi limpidi e lineari; ma come ogni appello che si rispetti, è ancora una enunciazione. Sappiamo bene, tuttavia, che la trasparenza amministrativa, così come la legalità degli atti, devono configurarsi come pratica quotidiana, costante ed alta di chi gestisce la cosa pubblica.
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Il centrodestra convoca un'assemblea popolare per mandare via l'amministrazione Scoditti

comune_ingressoA Mesagne le forze politiche di minoranza sono pronte all’attacco per non fare rientrare le dimissioni del sindaco Franco Scoditti. Così, per dare legittimazione popolare alla loro azione politica hanno convocato per giovedì 2 maggio, alle ore 18,30 presso l’aula consiliare, un incontro con la cittadinanza dove presenteranno le ragioni della richiesta di dimissioni “vere e irrevocabili” del sindaco e dove invocheranno le elezioni anticipate come soluzione necessaria per “liberare la città da un’amministrazione inetta e dannosa per la nostra comunità”, hanno spiegato all’unisono le segreterie politiche e i gruppi consiliari di Pdl, Nuova Italia popolare, Mesagne Incalza, la Puglia prima di tutto, La Destra e Nuovo Psi.
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La crisi politica al Comune di Mesagne è a una svolta. Scoditti diminuisce il numero degli assessori

municipio_mesagneLa crisi politica al Comune di Mesagne è a una svolta. L’impasse, infatti, starebbe per essere risolto con un’operazione di maquillage “stravolgente”. Il sindaco dimissionario, Franco Scoditti, infatti, è pronto a rientrare a Palazzo dei Celestini, sede della residenza municipale, non prima di aver cambiato l’assetto di giunta. Non si tratterebbe né di un rimpasto né di un azzeramento quanto di una riduzione di assessori che passerebbero da 6 a 5. L’assessore che sarebbe escluso dalla rosa è Alessandro Pastore, con delega ai Servizi sociali. Pastore pagherebbe l’innesco della furibonda lite con il dirigente Vito Marchionna, il quale si è rivolto sia al collegio dei probiviri per escludere l’assessore dal partito sia alla magistratura per trovare giustizia dell’onta subita.
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Dimissioni Scoditti: Nessun rimpasto, nessun azzeramento

comune_ingressoIl prossimo 4 maggio scadranno i venti giorni legislativi che il sindaco dimissionario di Mesagne, Franco Scoditti, ha a disposizione per ritornare sui suoi passi. Ieri mattina non è andato in municipio, l’ha fatto nel pomeriggio per un impegno istituzionale assunto giorni fa. Al contrario in Comune c’erano i suoi assessori. In particolare l’assessore alle Politiche giovanili e Marketing territoriale, Walter Zezza, che ha celebrato un matrimonio civile. Intanto la città discute delle dimissioni mentre è partita una toto scommessa di quanti giorni impiegherà Scoditti per ritirarle. C’è chi parla al massimo di un paio di settimane c’è chi dice che le ritirerà in fotofinish. Cioè l’ultimo giorno. Chi, al contrario, auspica che non le ritiri sono i partiti del centrodestra e i suoi detrattori interni al Pd. Al di la di questa nota di colore la politica nel centrosinistra è già al lavoro per cercare di far rientrare la crisi e con essa le dimissioni del primo cittadino.
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Mesagne: Crisi vera dimissione false

consiglio-comunale---centro-destra-2013Come da copione, ieri si è consumato il secondo atto della commedia delle finte dimissioni del Sindaco. Il primo atto aveva avuto come palco la sede del PD in cui, come è noto, vi era stata una vergognosa contrapposizione interna culminata in una mortificante rissa. Ribadiamo Il motivo per il quale Il sindaco ha rassegnato le dimissioni: non la consapevolezza di avere amministrato Mesagne in maniera devastante e fallimentare, ma semplicemente un mero atto di forza nei confronti dei suoi sodali finalizzato a favorire la “riflessione” di tutti i soggetti politici componenti la maggioranza. Il Sindaco “di tutti” risponde dei propri atti esclusivamente alle segreterie dei partiti di maggioranza e non alla Città! Vergogna!!! Ciò ha determinato il convincimento che un Consiglio Comunale, senza il Sindaco e senza l’assessore al ramo non avrebbe avuto senso, poiché nell’Ordine del Giorno, richiesto dal centrodestra, vi era la discussione relativa all’appalto della nettezza urbana affidato senza gara e censurato dall’A.V.C.P, e che rischiava, invece, di essere mortificato dalla assenza dei responsabili politici di questa gravissima vicenda.
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La soluzione della crisi politica dietro al Consiglio farsa di Mesagne

scoditti-con-parte-della-giunta-in-consiglioConsiglio comunale lampo quello che si è svolto ieri pomeriggio a Mesagne giacché è stato rinviato, in ossequio a una decisione assunta poco prima dalla conferenza dei capigruppo consiliari, prima ancora di iniziare e la cui decisione, tuttavia, ha innescato uno strascico polemico. Non sono mancati momenti di fibrillazioni tra il consigliere comunale di Mesagne Incalza, Roberto Distante, e il presidente del Consiglio, Fernando Orsini, in merito alla decisione maturata in seno alla conferenza dei capigruppo di rinviare le assise con le relative discussioni sulla crisi.
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Damiano Franco: è lui il tessitore del Pd

franco_damianoLa chiave della soluzione della crisi all’interno del Partito democratico ha un nome: Franco Damiano. E’ lui il tessitore che potrebbe riparare lo strappo che si è verificato all’interno del Pd. Il capogruppo consiliare, infatti, è vicino alla segreteria politica cui, però, non ha risparmiato critiche quando ha ritenuto di farle. Come non le ha risparmiate al sindaco Franco Scoditti pur non facendogli mai mancare la fiducia del partito. Nella famosa serata dell’11 aprile scorso in cui nella sede del Pd di via Roma si è scritta una delle pagine più brutte della storia del partito di maggioranza relativa mesagnese, dove sono volati insulti e ci si è confrontati con un corpo a corpo indicibile tra l’assessore Alessandro Pastore e il dirigente Vito Marchionna, egli era assente perché fuori sede.
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Le non dimissioni di Scoditti

scoditti-franco-in-consiglioSe qualcuno si aspettava nella lettera di dimissioni del sindaco Franco Scoditti le cause di questa prematura decisione è rimasto deluso poiché la nota non dice niente di tutto questo. E’ la stessa delusione che hanno subito i cittadini che si aspettavano di assistere a una discussione consiliare sulla crisi che ha portato il primo cittadino a lasciare anticipatamente il suo ruolo istituzionale e, invece, hanno assistito a un rinvio delle assise.
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L’irresponsabilità del centrosinistra e l’inadeguatezza del centrodestra

porta_nuova_3La vicenda riguardante le dimissioni del sindaco Scoditti, più che un racconto politico, pare essere la sceneggiatura di un film. Un film tragicomico per l’esattezza. In questi giorni le cronache locali hanno raccontato di scontri durissimi all’interno del Pd mesagnese, con tanto di risse e offese pesanti accompagnate da minacce di denunce e querele. E’ difficile pensare che ora, dopo la rottura della scorsa settimana, il centrosinistra possa tornare a governare la città come se niente fosse accaduto. Le fratture all’interno del Partito Democratico non sembrano essere sanabili facilmente: sia chiaro, lungi dal sottoscritto “farsi” gli affari degli altri, ma la crisi dei democratici non riguarda solo gli iscritti e i simpatizzanti, ma tutta la città. Il Pd stesso ha coinvolto l’amministrazione nella sua guerra tra bande, dando il via al valzer delle poltrone e continuando a porre veti sui nomi proposti dal sindaco.
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