Tra Comune di Mesagne e Cgil un muro di gomma

Settembre 14, 2016 1394

comune di mesagne-Ormai è stato eretto un muro, non certo di gomma,

tra il sindaco di Mesagne, Pompeo Molfetta, e il segretario generale provinciale della Cgil Funzione pubblica, Antonio Macchia, circa la gestione dell'integrazione scolastica dei disabili. E' querelle tra i due che si lanciano strali da una parte all'altra. In mezzo, purtroppo, ci sono proprio i disabili. «Con il comunicato sull’ integrazione scolastica, la Cgil-Fp chiama l’universo mondo alla rivolta sociale contro tutti, anche contro i sindaci del territorio brutali persecutori dei diritti più elementari dei ragazzi disabili e delle loro famiglie", ha esordito il sindaco Molfetta secondo cui l'azione dei sindacalisti "è un evidente tentativo di alimentare un clima di tensione, forse, per far saltare l’accordo su cui sindaci, assessori, dirigenti scolastici e Asl si stanno faticosamente dimenando in emergenza assoluta e sotto il giogo terribile dei tagli di risorse già avvenuti e dei disagi che questi comunque produrranno. Qualcosa non torna". Molfetta, infatti, martedì scorso ha ricevuto in Comune gli estensori del comunicato "che accompagnavano non già una rappresentanza delle famiglie dei disabili ma un gruppo di lavoratori delle cooperative che effettuano il servizio d’integrazione scolastica", ha precisato il primo cittadino che non ha voluto nascondere che il segretario generale Cgil Fp, Antonio Macchia, dopo "un po’ di sana demagogia, ha rigettato la prospettiva convenuta da sindaci, Asl e dai dirigenti scolastici di rimodulare un servizio inadeguato ed ha proposto invece di ripristinare il vecchio sistema e i vecchi rapporti di lavoro che garantiscono, non una migliore assistenza, ma il mantenimento di quei mortificanti contratti di lavoro a 9 o 12 ore settimanali che nel tempo si sono strutturati per loro distrazione o accondiscendenza e che hanno concorso a dissestare il sistema e a precarizzare la vita degli operatori". A questo punto nella mente del sindaco Molfetta si è anelato un dubbio : “A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca. Chi ha funzioni di governo è chiamato a responsabilità e a scelte talvolta dolorose su cui tutti possono eccepire e che tutti possono criticare ma nessuno si può permettere di fare lezioni morali".