Animalisti e Progettiamo Mesagne chiedono il ritiro del bando del canile

Marzo 25, 2016 2501

canile con cani su pedaneUn ginepraio si è elevato sul bando per la gestione del canile comunale

di Mesagne da parte di animalisti e del movimento politico Progettiamo Mesagne. Due le principali criticità riscontrate. La prima è quella che a partecipare possono essere solo delle associazioni iscritte all'albo regionale mentre la seconda è l'importo reale, defalcate le spese del personale, a disposizione dei cagnotti per mangiare e curarsi. "Se sarà così - hanno spiegato alcuni animalisti - i cani faranno la fame". Da più parti si richiede, quindi, che il bando sia ritirato e riscritto. Pochi giorni fa è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento della gestione del canile municipale che dovrebbe porre fine a una situazione d’illegittimità che durava oramai da quasi tre anni in cui il Comune ha affidato la struttura sempre allo stesso gestore. "Tali procedure, come ha più volte rilevato il presidente dell’autorità anticorruzione Cantone, delineano un modo di amministrare la cosa pubblica deprecabile, soprattutto non conforme ai principi di buon andamento e d’imparzialità dell'amministrazione sanciti dalla Costituzione", ha spiegato Antonio Calabrese, coordinatore di Progettiamo Mesagne secondo cui la gara rischia di andar deserta o di essere inficiata dalla presentazione di ricorsi di soggetti economici improvvidamente esclusi dal bando, atteso che è prevista una riserva esclusiva di partecipazione alle sole associazioni iscritte nel registro nell’albo delle associazioni di protezione animali della Regione Puglia". Vi sono diverse e recenti pronunce, Tar e Consiglio di Stato, che su questo specifico argomento hanno ritenuto illegittimo il bando riservato solo ad alcuni operatori economici. Tuttavia se il bando di gara è superiore alla soglia europea, come nel caso specifico del Comune di Mesagne, il bando, infatti, ha un valore di circa 570 mila euro, quindi ben oltre la soglia europea, indipendentemente se esso riguardi l’erogazione di servizi pubblici o forniture di beni "nessuna riserva di partecipazione è consentita indipendentemente se prevista da legislazione regionale o nazionale", ha precisato Calabrese. Vi è di più. Il bando prevede la cura e il mantenimento di 200 cani anche se in questo periodo il numero degli animali è di circa 300. "Il bando copre per il 75% circa le spese del solo personale, circa 420 mila euro, mentre per l’espletamento di tutti gli altri servizi è prevista una quota di 150 mila euro per tre anni, fra l’altro sottoposta anche a ribasso d’asta. Circa 69 centesimi a giorno per cane. "Elementi, dunque, che rendono il bando poco vantaggioso e tutt’altro che chiaro", ha precisato il coordinatore secondo cui la questione dovrebbe essere discussa in seno alla commissione consiliare preposta "al fine di vagliare attentamente i profili di legittimità sollevati per scongiurare che al termine della gara si debba ricorrere nuovamente all’ennesima proroga".