Mesagne: dubbi sul Piano anticorruzione, scoppia la querelle In evidenza

Tranquillino Cavallo Gennaio 05, 2016 2270

comune di mesagne telethonIl 2016 a Mesagne non è iniziato secondo i buoni auspici

poiché si è aperto un nuovo fronte politico ricco di polemiche. A lanciare strali ci ha pensato il segretario di Progettiamo Mesagne, Antonio Calabrese, che ha contestato i modi con cui l’Amministrazione Molfetta ha approvato il piano triennale per la prevenzione della corruzione “superficiale – ha tuonato - e, soprattutto, privo di tutti quei passaggi di partecipazione descritti dalle leggi in materia”. Per la verità, c’è da dire che l’Amministrazione Molfetta lo scorso 17 dicembre ha convocato una conferenza con i responsabili di servizio cui ha partecipato il nuovo segretario comunale, Giorgia Vadacca “senza, tuttavia, che quest'ultima fosse stata ancora investita del ruolo di responsabile della prevenzione della corruzione”, ha, però, sottolineato Calabrese. L’investitura, infatti, è avvenuta, con relativo decreto, solo in data 28 dicembre 2015. “Il piano triennale per la prevenzione della corruzione non può risolversi con la mera adozione di un atto di giunta – ha spiegato il segretario Calabrese - in questo modo, infatti, se ne affievolisce l’importanza e l’efficacia. L’aspetto fondamentale, che è carente nel provvedimento adottato, è la condivisione del documento”. Di recente, L’Anac -l’Autorità nazionale anticorruzione - nel corso dell’aggiornamento del piano nazionale anticorruzione, avvenuto nell’ottobre 2015, ha raccomandato a tutte “le amministrazioni e agli enti, di favorire, con apposite procedure, la più larga condivisione sia nella fase dell’individuazione, sia in quella dell’attuazione delle singole misure”. Ed ha aggiunto: “In fase di adozione può essere utile prevedere un doppio passaggio: l’approvazione di un primo schema di Ptpc - piano triennale per la prevenzione della corruzione - e, successivamente, del Ptpc definitivo". Per quanto riguarda i comuni, l’Anac ha suggerito che è utile una prima approvazione, da parte del Consiglio comunale, di un documento di carattere generale sul contenuto del Ptpc e poi una successiva e definitiva approvazione da parte della giunta. Tali passaggi dovrebbero essere preceduti da un avviso pubblico, emanato dall’Amministrazione, per consentire il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni portatrici d’interessi collettivi attraverso la formulazione di osservazioni o suggerimenti utili alla redazione del piano. Molte amministrazioni hanno già emanato l’avviso pubblico per la redazione del piano 2016–2018 nel mese di dicembre 2015. “È evidente che Mesagne è in forte ritardo – ha sbottato Calabrese -. Sollecitiamo, dunque, l’Amministrazione a porre in essere, nel più breve tempo possibile, tutte le procedure previste affinché il piano possa essere il risultato di un percorso serio e convinto nella lotta alla corruzione e non soltanto un formale adempimento burocratico da liquidare”.