Guarini. I cittadini hanno bocciato questo modo di fare politica politica

Tranquillino Cavallo Febbraio 10, 2015 1834

Guarini emilioEmilio Guarini è il volto nuovo nel panorama politico di Mesagne.

Ammiraglio in pensione è ritornato, dopo anni di assenza, in città dove ha costituito l’associazione “Civico 26” per offrire prima un contributo culturale e adesso politico a Mesagne. E’ il candidato sindaco della lista civica “Civico 26”.

In campagna elettorale quanto contate di spendere?

“Nella nostra impostazione mentale, la spesa per la campagna elettorale dovrebbe essere teoricamente zero. Perché la nostra offerta alla cittadinanza è un servizio e i ritorni economici che ci potremmo attendere dal nostro impegno sono nulli. Dobbiamo essere realisti e mettere quindi in conto alcune spese “obbligatorie” come il materiale di propaganda elettorale. Contiamo di non superare, in ogni caso, i 10 mila euro”.

Sull’attuale pressione fiscale cosa intendete fare per ridurla?

“Dal punto di vista strettamente finanziario, il primo obiettivo è di razionalizzare la spesa corrente e incasellare i programmi d’investimento in un unico e più ampio piano di sviluppo della città, in modo che ogni intervento sia finalizzato a un passetto in avanti verso un reale sviluppo del territorio. Vogliamo attuare una lungimirante pianificazione generale e una coraggiosa programmazione”.

Vi darete un tetto massimo di spesa per le consulenze esterne?

“Non ha senso dare un tetto massimo alla spesa per le consulenze, chi dice il contrario o non è in buona fede oppure pensa a un’amministrazione “ordinaria”, dove tutto si limita alla distribuzione delle risorse disponibili nelle varie voci di bilancio: fondi sempre e comunque insufficienti, rafforzamento della mentalità del “diritto acquisito”, indisponibilità di risorse per il sostegno dello sviluppo di specifici settori. Attuando una valorizzazione dell’organico esistente, attraverso un percorso di formazione, la voce “consulenze” tenderebbe gradualmente a zero, eliminando, di fatto, quelle che fungono da mero supporto alle attività degli uffici”.

Perché l’elettore dovrebbe votarla?

“Se non ci lasciamo travolgere dalle logiche elettorali e ci ricordiamo i lunghissimi periodi in cui ci siamo lamentati, preoccupati, indignati, arrabbiati con chi ci ha governato, non possiamo non credere nella necessità di una classe dirigente che avvii un poderoso processo di cambiamento della mentalità con la quale si è stati fin qui governati. Chi è più credibile: chi si affaccia per la prima volta al mondo della politica locale, oppure chi calca la scena politica da tanti anni? Il primo può dirlo e, se gli si dà fiducia, deve attuarlo. Il secondo può dirlo, se eletto deve attuarlo, ma deve essere anche in grado di cambiare la sua mentalità. Io appartengo alla prima categoria e m’impegno solennemente ad attivare quel processo con la massima energia e determinazione”.  

Ultima modifica il Martedì, 10 Febbraio 2015 09:24