ATS Br4, i lavoratori si ribellano alla strumentalizzazione politica sul taglio alle ore di sostegno
Si è svolto ieri mattina a Mesagne l'atteso incontro tra i dipendenti del Consorzio Ats Br4 e la presidente Lucrezia Morleo, un confronto franco e diretto in cui i lavoratori hanno voluto mettere un punto fermo: non intendono essere usati come pedine da chi, in questo momento di particolare fervore politico, cerca visibilità a fini personali. Il malessere tra il personale è palpabile e, a quanto emerso dall'incontro, del tutto giustificato dalla volontà di non prestarsi a strumentalizzazioni. È stato chiarito con forza come la questione della riduzione delle ore destinate all'integrazione scolastica non possa e non debba essere confusa con quella, ben distinta, della stabilizzazione delle spese per il personale del Consorzio. Sovrapporre i due temi, è stato sottolineato, non ha alcuna logica: un'associazione priva di fondamento che rischia solo di alimentare confusione. Su questo fronte resta alta anche l'attenzione dei sindacati, finora concentrati soprattutto sulla vertenza legata alla riduzione delle ore per il personale dedicato all'integrazione scolastica. Ma è proprio in questo clima di tensione che si è consumato quello che i dipendenti del Consorzio definiscono un vero e proprio attacco nei loro confronti, un coinvolgimento nella diatriba politica che respingono con decisione, chiedendo di essere lasciati fuori da polemiche che nulla hanno a che vedere con il loro operato quotidiano. Al centro della vicenda resta comunque la delibera del Consorzio che ha disposto un taglio di tre ore settimanali di assistenza educativa: per gli utenti rientranti nel comma 3 dell'articolo 3 della legge 104/92 si passa da 12 a 9 ore, mentre per quelli del comma 1 la riduzione porta da 9 a 6 ore settimanali. Una decisione che ha immediatamente acceso il dibattito politico cittadino. A intervenire sulla questione è Giorgia Campana, consigliera comunale di opposizione per Fratelli d'Italia, che boccia senza mezzi termini la scelta del Consorzio: "Questo taglio non può essere giustificato semplicemente sostenendo che le richieste sono aumentate mentre i trasferimenti sono rimasti invariati o diminuiti: bisogna sopperire immediatamente. Inoltre è inaccettabile la situazione di caos e confusione che genera ulteriore stress e fatica a famiglie già alle prese con situazioni complesse". Per Campana la responsabilità è squisitamente politica: "Se le risorse disponibili non sono sufficienti a fronte dell'aumento delle richieste, la politica deve stabilire delle priorità. E il sostegno ai bambini e ai ragazzi con disabilità non può essere il settore sul quale risparmiare". La consigliera ricorda infine la natura della richiesta delle famiglie coinvolte: "Non chiedono privilegi, ma il riconoscimento del diritto all'inclusione scolastica, garantito da leggi nazionali e regionali, che il sistema pubblico è chiamato a rendere effettivo". Una vicenda, dunque, che intreccia diritti, risorse e responsabilità istituzionali, e che vede da un lato le famiglie in attesa di risposte concrete, dall'altro i lavoratori del Consorzio decisi a non farsi coinvolgere in un confronto politico che non li riguarda direttamente. Nei prossimi giorni si attendono chiarimenti sia dalla Regione Puglia sia dal Consorzio, mentre la pressione dell'opinione pubblica e delle famiglie coinvolte resta alta.
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