Il Collettivo Fluo contesta la presenza di Vannacci a "La Piazza" di Ceglie Messapica

Agosto 18, 2026 305

Il Collettivo Fluo, collettivo femminista intersezionale (e antifascista) di Ceglie Messapica, attivo sul territorio per la diffusione di una cultura della parità, contro gli stereotipi e la violenza di genere, contesta la decisione di invitare l’onorevole Vannacci alla kermesse politica “La Piazza”.

 

Vannacci si è recentemente distinto per le sue dichiarazioni gravi, dalla negazione del reato di femminicidio alla promozione del cosiddetto “patriarcato mediterraneo”.

 

La libertà di parola non può essere la giustificazione per qualsiasi contenuto. Queste posizioni, contenute nel programma di Futuro Nazionale, sono lesive della dignità e dei diritti della persona (in particolar modo le donne, le persone migranti, le minoranze) garantiti dalla nostra Costituzione e dalle leggi attraverso le quali trova applicazione.

 

Le sue dichiarazioni che negano l'esistenza del femminicidio, non sono solo un grave errore culturale e politico: rappresentano una pericolosa disinformazione, offensiva in primis nei confronti delle vittime di femminicidio e delle loro famiglie, in secondo luogo di associazioni, istituzioni e tutte le persone che da decenni s'impegnano per contrastare questo fenomeno.

 

I dati sono inequivocabili:

nel 2025 i femminicidi sono stati 99, uno ogni 3-4 giorni;

nel 2026, si contano ad oggi 49 vittime di femminicidio, una ogni 4-5 giorni.

 

Con la parola "femminicidio" non si intende specificare il sesso della vittima, ma il motivo per cui una persona viene uccisa, ovvero l'essere donna. Questa condizione, anche per principi come quelli espressi da Futuro Nazionale, continua a essere sufficiente per affermare un dominio patriarcale che, prim'ancora di sfociare in delitto, impedisce alle donne di esercitare la libertà individuale.

 

Per questo, il reato di femminicidio è stato ufficialmente introdotto con la legge n. 181 del 2 dicembre 2025 che punisce tale crimine e introduce misure per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela di tutte le vittime, compresi figli e figlie, orfani ed orfane.

 

Il “patriarcato mediterraneo” sempre proposto nel programma di Futuro Nazionale, oltre a definire il femminicidio "contrario alla giustizia, alla logica, alla Costituzione, al buonsenso e un’offesa all’intelligenza dei giuristi", mette al centro la figura dell'uomo forte, capace di dominare emozioni e passioni, colui che ha il dovere di proteggere le donne.

 

Difatti, si tratta della medesima matrice della violenza domestica, dei rapporti di dipendenza emotiva, di controllo e disparità di genere per cui siamo fermamente convinte che sia necessario educare all’affettività e alle emozioni. Un'educazione volta ad apprendere a riconoscerle, non a reprimerle ma ad esternarle, accogliendole reciprocamente per contribuire a una società in cui le donne possano vivere  sicure esattamente come gli uomini, auspicando che ogni persona venga educata a proteggersi e a proteggere chiunque, in caso di necessità.

 

Tutti questi termini, insieme ad altre parole usate nel programma, come sovranità, remigrazione, famiglia naturale, quote azzurre, ideologia green, sono usati volutamente per polarizzare, creando un clima di odio, violenza e disuguaglianza.

 

Non abbiamo bisogno di spazi e persone che alimentano odio e intolleranza.

Al contrario, abbiamo bisogno di piazze che siano attraversate da messaggi di pace e rispetto, luoghi in cui le persone possano insieme costruire una società basata su libertà, parità, solidarietà e giustizia sociale.

 

Il Collettivo Fluo

Ceglie Messapica

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Ultima modifica il Martedì, 18 Agosto 2026 10:31