Cgil: la transizione non può lasciare indietro chimica, lavoro e partecipazione
Dalla posa della prima pietra della gigafactory alla mobilitazione
dell’8 luglio al Mimit: servono politiche industriali, continuità
del petrolchimico e attuazione dell’Accordo di programma
Ieri Brindisi è stata teatro di una giornata memorabile, destinata a
segnare la storia della città. Apparentemente si sono registrati due
aspetti contrapposti; nella sostanza, però, si tratta di due facce
della stessa medaglia, che mostra tutti i limiti del Governo e, in
particolare, del ministro Urso nella gestione della transizione.
Limiti resi ancora più evidenti dall’assenza di una visione organica
di politica industriale per Brindisi, per la Puglia e per il
Mezzogiorno.
È stata posata la prima pietra di un progetto che entrerà a regime
nel 2029 e che, secondo quanto appreso dalla stampa, darà
occupazione a 1.500 lavoratrici e lavoratori. La Cgil di Brindisi non
può essere contraria a questo progetto, ma non può certamente
accettare di essere esclusa dai tavoli di confronto solo per non aver
sottoscritto il protocollo del 10 marzo 2025, contestato e criticato
dall’organizzazione in modo trasparente e coerente.
Allo stesso modo, la Cgil di Brindisi non può essere esclusa dal
tavolo di verifica presso il Mimit, in programma domani, 8 luglio. In
quella giornata la nostra protesta proseguirà con un presidio a
Roma, proprio sotto la sede del Ministero.
Non è un caso che, nel mese di giugno, la Cgil abbia promosso a
Brindisi un’iniziativa dedicata alla chimica di base e alla necessità
di costruire una prospettiva per l’“industria delle industrie”. È
stato il nostro modo per ribadire un punto essenziale: al polo
industriale brindisino va garantita continuità, tanto nel settore
petrolchimico quanto in quello energetico.
Siamo convinti che occorra dare seguito al lavoro affidato
all’advisor, con l’obiettivo di cedere l’intera filiera della chimica a
un operatore internazionale, assicurando continuità alla chimica di
base. Una prospettiva che può coesistere pienamente con il
progetto della gigafactory.
Allo stesso tempo, è indispensabile dare concretezza all’Accordo
di programma per Brindisi, che fino a questo momento non ha
prodotto risultati concreti sul terreno della reindustrializzazione,
degli investimenti e della transizione giusta.
La Cgil di Brindisi continuerà a svolgere fino in fondo il proprio
ruolo, per tutelare al meglio gli interessi delle lavoratrici, dei
lavoratori e dell’intero territorio.
Brindisi 7.7.2026
Il Coordinamento Industria
Massimo Di Cesare
Segretario generale
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