PNRR sfumato per il Di Summa: risorse a rischio, fallimento della programmazione
Quasi 9 milioni di euro del PNRR destinati all’ex ospedale Di Summa rischiano di andare perduti e di essere dirottati sulla programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), a causa dei ritardi accumulati e dell’impossibilità di rispettare le scadenze imposte dal Piano.
L’ex ospedale Di Summa, oggi punto di riferimento per rilevanti attività ambulatoriali e sede del polo universitario delle professioni sanitarie dell’Università di Bari, rappresenta un presidio strategico per il territorio brindisino. Proprio per questo, la perdita di un finanziamento PNRR destinato alla sua riqualificazione assume un rilievo ancora più grave.
A denunciarlo è la FP CGIL Brindisi, che punta il dito contro una gestione incapace di rispettare tempi e vincoli noti da anni. “Com’è possibile – si chiede il sindacato – che una ASL già in difficoltà su numerosi indicatori arrivi a perdere anche un’occasione storica come quella del PNRR?”
Il nodo è tutto nella programmazione. Le scadenze del PNRR erano chiare, stringenti e non derogabili. Eppure, ancora una volta, si è scelto di inseguire l’emergenza invece di prevenirla, con il risultato che oggi si tenta di rimediare spostando le risorse su altri canali.
Ma il passaggio al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione cambia radicalmente lo scenario: da finanziamenti PNRR con tempi certi si passa a risorse con orizzonti più lunghi e meno definiti. Tradotto: interventi rinviati e un territorio che continua a pagare il prezzo dei ritardi.
Il confronto con il resto della regione è inevitabile. In altre province pugliesi sono state programmate e realizzate nuove strutture ospedaliere, mentre a Brindisi non si è stati in grado di rispettare neppure il cronoprogramma imposto, perdendo così un’opportunità decisiva per il rafforzamento della sanità territoriale.
A questo si aggiunge la mancata attuazione del Piano di Riordino Ospedaliero, già di per sé tra i più penalizzanti della Puglia. Un quadro che conferma un dato politico preciso: l’assenza di una visione e di una programmazione all’altezza delle esigenze del territorio.
“Non bastano rassicurazioni né passerelle istituzionali – sottolinea la FP CGIL –. Servono responsabilità, trasparenza e una Direzione Strategica capace di garantire risultati concreti”.
A questo si unisce lo smantellamento progressivo dei consultori familiari, proprio partendo dal Di Summa, un servizio fondamentale per le fasce più vulnerabili della popolazione. l’Asl Brindisi si muove in netta controtendenza rispetto alle reali necessità dei cittadini e alla stessa programmazione regionale, chiudendo servizi e non aprendone altri e lasciando allo sbando quelli esistenti riprova ne è la condizione disastrosa del Consultorio di Sant’Elia.
La FP CGIL Brindisi continuerà a vigilare affinché il territorio non perda ulteriori risorse, ma ribadisce che errori organizzativi e ritardi non possono essere ancora una volta scaricati su lavoratori e cittadini.
Quello che sta accadendo al Di Summa non è un episodio isolato, ma il segno di una incapacità di programmazione che oggi presenta il conto: risorse a rischio, tempi che si allungano e un territorio che resta indietro.
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