Accordo di programma, la CGIL Brindisi: «Basta annunci, servono risorse e tempi certi»

Giugno 10, 2026 593

La CGIL di Brindisi apprende dalle dichiarazioni rese alla stampa

dal ministro Adolfo Urso l’intenzione di imprimere una

accelerazione all’Accordo di programma per il territorio brindisino,

con la riconvocazione del tavolo ministeriale prima della pausa

estiva.

Una notizia che, invece di rassicurare, lascia la CGIL

profondamente perplessa. Per mesi, infatti, lavoratrici, lavoratori,

organizzazioni sindacali e istituzioni locali hanno atteso risposte

che sarebbero dovute arrivare già alla fine del 2025, secondo le

tempistiche annunciate dallo stesso Governo.

«Restiamo basiti nel leggere oggi di una accelerazione dell’Accordo

di programma – afferma Massimo Di Cesare, segretario generale

della CGIL Brindisi – perché questa accelerazione arriva dopo mesi

di ritardi accumulati e dopo una lunga fase di stallo che ha

generato incertezza e preoccupazione sul futuro industriale e

occupazionale del territorio».

Per la CGIL il ritardo registrato non è un semplice slittamento

amministrativo, ma rappresenta il segnale evidente dell’assenza di

una politica industriale adeguata da parte del Governo per

accompagnare la transizione economica e produttiva di Brindisi.

«In questi mesi – prosegue Di Cesare – abbiamo assistito al blocco di

un percorso che aveva raccolto oltre 65 manifestazioni di interesse

da parte di imprese intenzionate a investire sul territorio. Alcuni

progetti che avrebbero potuto essere già avviati sono rimasti fermi,

nonostante tra questi vi fossero anche i dodici interventi già

valutati da Invitalia. Questo immobilismo rischia di compromettere

opportunità concrete di sviluppo e occupazione».

Secondo la CGIL, le conseguenze di questi ritardi ricadono

direttamente sulle prospettive delle lavoratrici e dei lavoratori

coinvolti nei processi di riconversione industriale, a partire da

quelli legati alla centrale Federico II di Cerano, ancora in attesa di

certezze sul proprio futuro.

«Ad oggi – sottolinea Di Cesare – non vediamo nulla di rassicurante

per il futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della

Federico II e non registriamo passi avanti significativi sul fronte

della transizione energetica. Continuare a rinviare decisioni

strategiche significa alimentare insicurezza sociale e frenare la

possibilità di costruire un nuovo modello di sviluppo per Brindisi».

La CGIL ribadisce che l’Accordo di programma può rappresentare

uno strumento fondamentale per la reindustrializzazione del

territorio, ma soltanto a condizione che sia accompagnato da

risorse adeguate, strumenti operativi e una governance efficace.

«Occorre passare dagli annunci ai fatti – conclude Massimo Di

Cesare –. È necessario garantire immediatamente le risorse al

commissario straordinario e creare le condizioni per un’azione

concertata sul territorio che coinvolga istituzioni, parti sociali e

sistema produttivo. Brindisi non può più permettersi ulteriori

ritardi. Il futuro industriale della provincia richiede scelte rapide,

investimenti concreti e una visione strategica che fino ad oggi è

mancata».

Brindisi 10.6.2026

Massimo Di Cesare

Segretario generale

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