Mesagne. Per Molfetta la "Pianificazione Urbanistica è desueta e superata"

Agosto 06, 2022 830

Una volta l’Urbanistica era il settore amministrativo di maggior caratura perché consentiva a chi lo praticasse di conoscere il territorio, di avere uno sguardo panoramico sulla  città  e soprattutto  di prefigurare e indirizzare i futuri processi di sviluppo. Sul concetto di pianificazione territoriale si è costruita per decenni la politica dei piani cioè la redazione di strumenti cartografici e normativi in grado di predeterminare  ordinatamente lo sviluppo della città in ogni sua articolazione. Oggi questi strumenti sembrano desueti e superati, si preferisce procedere per interventi selettivi e mirati (rigenerazione urbana) o attraverso l’approvazione di progetti in deroga agli strumenti urbanistici vigenti.

Nessuna nostalgia per i vecchi piani regolatori generali, per i piani particolareggiati, per i piani degli insediamenti produttivi (PIP) che hanno prodotto effetti senz’altro positivi ma anche rigidità e limitazioni gravi, tuttavia si sente la mancanza di una discussione generale sul destino complessivo di questa città. Si sente la mancanza della voce autorevole delle categorie professionali, delle rappresentanze sociali, delle istituzioni e della politica tutta. Eppure, già diversi anni fa, si era avviata una discussione preliminare sugli gli atti di indirizzo per la redazione del nuovo PUG - Piano Urbanistico Generale ( arch. Decio De Mauro), giacchè era maturata la consapevolezza che gli effetti del vecchio PRG si erano ormai estinti e che bisognava andare oltre in ossequio alla nuova normativa regionale che apriva a nuove frontiere : all’urbanistica condivisa, al risparmio del suolo, agli interventi di recupero e riuso, al risparmio energetico ecc.. Poi questa discussione abortì, non se ne è più parlato  ed  è stata rimossa anche l’esigenza di farlo. Ma i problemi  irrisolti dal vecchio PRG sono tutti ancora sul tavolo ( Centro storico, Zona A2, aree rurali, PIP, Porta Grande) così come inevase sono ancora le nuove sfide per l’ abbattimento dell’ inquinamento ambientale, per il rischio idrogeologico,  per il risparmio energetico, per la viabilità lenta ecc..  tutti temi che premono per la ripresa di una discussione generale intorno al destino della nostra città. Certo il territorio è sempre in dinamico divenire e le trasformazioni si impongono anche senza nuovi strumenti di pianificazione soprattutto sulla spinta dei finanziamenti pubblici  e degli investimenti privati, solo che cosi sfuma la visione complessiva, si procede a macchia di leopardo e non sulla base di una previsione studiata e meditata dalla politica e condivisa dal corpo sociale. Noi auspichiamo che prima o poi questa discussione riparta.

Rigenerazione urbana

E’ uno strumento agile e innovativo che indubbiamente offre il vantaggio di dare soluzioni organiche e complessive a pezzi di territorio degradato, di ricucire  maglie del tessuto urbano sfrangiato, di ridare vita a strutture morte o decadenti. Si tratta di progetti che dipendono in larga parte dai finanziamenti dello Stato o della Regione e noi ne siamo già stati largamente beneficiati e ancor  più lo saremo grazie ad una buona capacità di intrapresa politica e ad uno staff tecnico di prim’ordine. Con questo metodo abbiamo realizzato il Parco Potì, così sarà per Eurovelo 5, per la zona Grutti e per l’area della stazione ferroviaria  finanziati dal PNRR. Un altro progetto di riqualificazione si sta facendo strada in queste ore con passo svelto e senza il solito strombazzamento mediatico, è la rigenerazione urbana del rione Zecchino. Sul punto noi abbiamo cominciato ad esprimere dubbi a proposito della richiesta fatta dal comune di un milione di euro alla Cassa Deposito e Prestito al fine di acquisizione le aree oggetto dell’intervento. A differenza degli altri progetti di rigenerazione urbana questo, evidentemente, non è propriamente a costo zero. Orbene, pur non essendo completato l’iter di acquisizione delle aree, pur non avendo certezza della fonte di finanziamento delle opere, il comune ha già deliberato di affidare  la progettazione preliminare dell’intervento ad un “ concorso di idee” da espletarsi sulla scia del Documento d’Indirizzo alla progettazione predisposto dall’ufficio LLPP. I soldi (95.000 euro circa) per il concorso rivengono da un fondo specifico messo a disposizione dallo Stato per sostenere la progettazione territoriale e gli studi di fattibilità da candidare ai bandi PNRR. Al vincitore del primo premio  andranno 60.000 euro, al secondo 7.000 al terzo 5.000 il resto alla commissione giudicatrice. E qui c’è il primo punto di domanda. Si può utilizzare il fondo progettazioni PNRR per bandi non ancora pubblicati e per la realizzazione di interventi di urbanizzazione? Ma soprattutto siamo sicuri che questo intervento possa rientrare tra quelli  che  saranno ulteriormente pubblicati e finanziati con i fondi del PNRR, considerando che il comune di Mesagne ha già avuto la sua ragguardevole parte ( 6 milioni di euro)? E semmai non dovesse essere finanziato chi ci metterà i circa tre milioni di euro per la realizzazione delle opere previste dal quadro economico.? Sarebbe assai disdicevole che di  tutta questa operazione rimanesse l’acquisto della terra e il bando per la progettazione preliminare. Ma siamo sicuri che l’operazione, finora piuttosto confinata nel silenzio dell’ nell’albo pretorio , sia già stata prefigurata nel dettaglio nelle sedi proprie istituzionali e formali.

Ma vediamo l’oggetto di questo intervento così come doviziosamente illustrato nella relazione tecnica allegata alla delibera di Giunta.  Gran parte della superficie catastale  sarà occupata da un impianto sportivo multitask con piste d’atletica, un campo di calcio,  gradinate per gli spettatori e servizi annessi ( spogliatoi- biglietteria -servizio ristoro ecc.) . Piuttosto residuale sembra essere l’area destinata a parcheggio nella zona mentre sono proprio i parcheggi le infrastrutture più necessarie ad un quartiere ingolfato. Un intervento dunque di grande impatto che presuppone un aumento certo dei carichi urbanistici in un area già congestionata per la presenza di servizi pubblici ( scuole, palazzetto, pattino dromo). L’altra domanda che sorge spontanea è questa: possibile che di questo intervento non si sia fatto cenno negli organi istituzionali preposti e non sarebbe forse il caso di sentire anche i cittadini del rione Zecchino a cui l’intervento di rigenerazione urbana sarebbe dedicato?

Abbiamo citato questo esempio per dire che certi interventi urbanistici che paiono estemporanei e  viaggiano sotto traccia potrebbero avere invece hanno dietro un backgroung di interessi imprenditoriali  pronti ad entrare in campo. Tutto questo naturalmente se i soldi attesi arrivano altrimenti il sogno si trasforma in un incubo.

Urbanistica derogatoria.

Questa amministrazione , più di altre, si sta caratterizzando per la  urbanistica derogatoria. Avevamo già parlato di come fosse stata forzata la norma nel concedere la possibilità di insediare nel secondo lotto del PIP l’azienda di ricerca bio-medica  Poly-CristalLine spa .La maggioranza aveva deliberato in Consiglio Comunale per la variante urbanistica in barba al  PIP e al regolamento di assegnazione delle aree. Doveva trattarsi di una deroga speciale e straordinaria giacché ricorrevano nella fattispecie condizioni speciali e cioè che la proprietà del suolo era del proponente e che l’insediamento era situato a ridosso della complanare della statale 7. Noi sostenevamo e sosteniamo che, preso atto delle difficoltà oggettive, di dare attuazione al PIP secondo lo  strumento vigente, non avendo il comune le risorse per acquisire le aree e urbanizzarle , bisognava rivedere strumento e regole per mettere tutti nelle stesse condizioni di fatto e di diritto magari percorrendo la strategia dei micro comparti omogenei così come abbiamo fatto per alcune zone C di espansione. Così quel caso che sembrava isolato potrebbe raddoppiare poichè un altro insediamento con le stesse caratteristiche e lo stesso proponente è  passato nella commissione uso e assetto del territorio ma stranamente non ha  varcato la soglia dello scorso Consiglio Comunale.

Lo strumento derogatorio o le varianti urbanistiche presuppongono sempre il riconoscimento da parte del Consiglio Comunale della prevalente pubblica utilità ma è sempre così?. L’architetto Cipparrone forse quarant’anni fa, nella redazione del Piano di recupero del centro storico, prefigurò per i decenni a venire che fosse rispettata una condizione esiziale e cioè che nel centro storico ci fossero i residenti, le famiglie, le mamme i bambini e per questo tipizzò e vincolò l’immobile Murri ad asilo o scuola materna. Il comune non ha mai provato ad andare in questa direzione e appena è arrivata una proposta di recupero immobiliare del palazzo da parte di un privato ha rimosso il vincolo per la favorire la conversione a struttura ricettiva. Quindi l’immobile Murri presto diventerà un gran bel resort a destinazione turistica in linea col trend attuale e con annesso uso di Corte dei Figheroia mentre l’asilo si farà nella zona industriale (sich!). Si dirà che è sempre meglio che mantenere in piedi  un immobile fatiscente nel cuore del nostro centro storico. Ecco come il presunto interesse pubblico talvolta maschera un prevalente interesse privato che , nel caso di specie non era solo dell’acquirente. Crescerà così la folla di turisti, la selva di tavolini e le montagne di macchine da parcheggiare mentre i residenti saranno più soffocati e marginalizzata tanto che prima o poi scapperanno via. Il piano di recupero del centro storico sarà senz’altro vetusto e ingombrante ma il nuovo che avanza lascia molte falle aperte.

Nella zona della Centrale Elettrica,  l’Enel meno di un anno fa ha messo in vendita i suoi locali. Il comune che poteva esercitare il diritto di prelazione e acquisirli vi rinunciò per favorire un intervento di riqualificazione proposto da un privato. Così, là dove poteva sorgere un piccolo angolo di verde pubblico per far respirare una zona fittamente edificata e senza servizi  è stata inaugurata una strutta sportivo ricreativo (a cui noi facciamo i migliori auguri). Non si può tuttavia non rilevare che sull’are ora  troneggia una scatola di vetro illuminato a vista: un campo di  paddle-tennis oggettivamente un po’ fuori contesto in una strada stretta ormai interamente occupata dalle auto.

Noi pensiamo che amministrare in questo modo operando spesso al limite della norma e sotto la grande spinta di interessi privati, strizzando sempre l’occhio al consenso non giovi alla città.

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