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Consorzi bonifica, presidente Gruppo La Puglia Domani: “Stop a cartelle. Non possono essere gli agricoltori a pagare debiti e cattiva gestione”

Maggio 17, 2022 286
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Nota del capogruppo La Puglia Domani.
“I Consorzi di bonifica commissariati non sono in grado di svolgere la manutenzione ordinaria del territorio, ma pretendono tributi esosi dagli agricoltori. Dopo la protesta per le cartelle pazze del 2015 e 2016, stanno piovendo quelle per il 2017 e 2018, ed entro fine anno saranno recapitati ai circa 200mila consorziati gli avvisi di pagamento per le annualità dal 2019 ad oggi. Una vera mazzata per il mondo agricolo, già in ginocchio per l’aumento vertiginoso dei costi di produzione, il caro gasolio e le difficoltà di una pandemia dalla quale non si riesce ad uscire. Difficoltà che in Salento si sommano al flagello xylella.
Da sempre insisto sull’ingiustizia di questi tributi, perché non si può pretendere il pagamento di un servizio erogato male o addirittura inesistente. A gennaio 2021 abbiamo manifestato insieme al territorio e alle istituzioni ad Ugento, per chiedere la sospensione dell’invio degli avvisi di pagamento. Sempre a gennaio dell’anno scorso abbiamo chiesto e ottenuto un’audizione in Commissione agricoltura per sollecitare la revoca o sospensione delle cartelle. In quella circostanza sia l’assessore all’agricoltura, sia il commissario unico dei Consorzi, precisarono che le cartelle vanno pagate perché, senza il contributo degli agricoltori, non ci sarebbero le risorse necessarie per la manutenzione dei pozzi e per le opere di bonifica. Insomma, un cane che si morde la coda. Ma a farne le spese non possono essere gli agricoltori, vessati da una tassa che ha ragione di essere pretesa solo a fronte di un servizio erogato. Non si può scaricare su di loro la mole di un debito che ammonta a ben 160 milioni, di cui 130 verso la sola Regione Puglia. Un vero bubbone. E poi, a conti fatti, quand’anche dovessero pagare tutti, con le cartelle agli agricoltori si recupererebbero solo 12 milioni per anno, quindi su sei annualità pregresse rientrerebbero “solo” 72 milioni di euro. 
Qui è il Governo regionale che deve intervenire, assumendosi la responsabilità di decisioni definitive che possano risanare la situazione debitoria e far partire il Consorzio unico, con una gestione oculata e razionale che assicuri i servizi di bonifica. E allora sì che gli agricoltori saranno disposti a pagare. Ma, finché la situazione sarà nella palude, stop alle cartelle pazze”.

Redazione

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