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Violenza di genere. Cosa fare

Marzo 04, 2021 297
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Fasano – Cosa può fare una donna vittima di abusi o che si trova in condizione di pericolo? La prima azione è contattare il centro antiviolenza, gli sportelli preposti e le forze dell’ordine. Solo così, con l’intervento e la vicinanza delle istituzioni, si potranno subito ricevere aiuto, protezione e sicurezza. 

 
L’assessore alle Pari Opportunità, Cinzia Caroli, interviene sul delicato tema della violenza di genere anche alla luce delle ultime notizie di cronaca che denotano una recrudescenza di episodi di violenza a danno delle donne. A confermare l’escalation di abusi sono i dati dell’ultimo anno che testimoniano come le chiusure dovute alla pandemia abbiano accentuato certe dinamiche. 
 
«Nelle ultime ore mi sono interfacciata con i Carabinieri, che vorrei ringraziare per l'egregio lavoro che svolgono e in particolare con il capitano Boaglio, che alla competenza aggiunge una grande sensibilità verso queste problematiche.
A tal proposito vorrei sottolineare innanzitutto la stretta collaborazione tra l'Amministrazione comunale, il nostro Centro Antiviolenza, e le forze dell'ordine.
Ho deciso di affidare alla stampa questo mio contributo, sperando possa essere utile per le donne che vivono delle situazioni di fragilità. Mi rivolgo dunque alle donne che avranno la possibilità di leggere questi articoli». 
 
L’assessore ricorda che in una situazione di pericolo, di violenza, le donne possono contattare il Centro Antiviolenza il cui numero verde è attivo 24 ore al giorno: 800-688791. 
 
 «In questo modo potrete immediatamente essere aiutate, soccorse, e sostenute da un'equipe di donne professioniste (una psicologa, un'assistente sociale, un avvocato) – spiega l’assessore Caroli. Innanzitutto sarete soccorse e messe in sicurezza e non dovrete preoccuparvi di tornare a casa, se non avete altri posti in cui andare, sarete sistemate in luoghi sicuri;  poi, solo in seguito, si valuterà la possibilità o la volontà di procedere con una denuncia ed anche in questo, sarete accompagnate costantemente, dal momento della deposizione di fronte alle forze dell'ordine fino alle fasi successive.
Anche nel caso in cui non vi sentiste di procedere con una denuncia, comunque potrete farvi supportare e aiutare dal CAV sia pure per un confronto. L'importante è che comprendiate che non siete sole e che una alternativa c'è sempre, alternativa che può essere anche quella di essere sistemate in un appartamento fuori dal Comune e questo sempre e soprattutto nel caso in cui vi fossero bambini che devono poter venire con voi in totale sicurezza e nel massimo anonimato.
Pertanto non temiate di contattare il numero verde, anche un confronto, un appoggio può risultare importante e vi prego non contattate il numero verde (e preciso questa cosa con grande dolore) quando davvero è stato oltrepassato il limite, quando siete addirittura nella condizione di dover raggiungere il più vicino ospedale. Prima, a volte molto prima, ci possono essere dei segnali che dobbiamo saper cogliere per muoverci in anticipo.
La legge vi tutela e la rete che abbiamo creato in città vi sosterrà, vi prego dunque di aiutarci ad aiutarvi. Se siete in pericolo o se conoscete donne in pericolo vi prego di acquisire e diffondere queste informazioni, è importante, lo dobbiamo ai nostri affetti ma soprattutto a noi stesse. Grazie».
 
 
 
 
Bisogna fidarsi e affidarsi alla protezione delle istituzioni «che vi abbracceranno e sosteranno - aggiunge il sindaco Francesco Zaccaria - perché non c’è niente di più forte della loro azione». 
 
Dal primo cittadino arrivano parole nette di condanna: «La violenza sulle donne è un orrore, anzi una priorità, che abbiamo il dovere di combattere con tutte le nostre forze.
Ringrazio tutti coloro che lavorano quotidianamente per sostenere l’educazione e la formazione di una robusta cultura della non violenza. L’impegno della nostra Amministrazione sarà sempre orientato al rispetto e alla tutela della vita umana contro ogni forma di violenza fisica, verbale e psicologica».
 
 
 
 
Redazione

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