Mesagne. 19 donne vittime di violenza

Novembre 23, 2020 550

Ha preso avvio nei giorni scorsi nell’Ambito territoriale Br/4 il progetto “C(entro) la mia autonomia”, finanziato con fondi regionali. Il tutto a pochi giorni dalle celebrazioni della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, un fenomeno sociale, purtroppo sempre d’attualità, nonostante i diversi interventi legislativi introdotti. L’ultimo, fra questi, è il cosiddetto “codice rosso”, che ha lo scopo di inasprire le pene per chi si macchia di reati come la violenza domestica e di genere. “Si intuisce come, insieme ad azioni mirate di prevenzione, si rendano necessari anche sul nostro territorio occasioni concrete di reinserimento sociale per coloro che rimangono vittime di tali crimini”, ha dichiarato il presidente dell’Ambito Territoriale, Toni Matarrelli. Dell’Ambito territoriale fanno parte i Comuni di Mesagne, in qualità di capofila, Cellino San Marco, Erchie, Latiano, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e Torre Santa Susanna che lo scorso 12 novembre ha avviato il progetto “C(entro) la mia autonomia”, rivolto a donne vittime di violenza con la finalità di promuovere l’inclusione sociale, la lotta alla povertà e ad ogni forma di discriminazione, favorendone l’occupabilità e l’accesso al lavoro. Il progetto prevede il partenariato con l’ente di formazione “Atena - Formazione e Sviluppo” e il centro antiviolenza “Io Donna” ed è finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico “Discrimination Free” della Regione Puglia. Accedono al progetto formativo 19 donne disoccupate e vittime di violenza di genere, impegnate in un percorso di formazione per il conseguimento della qualifica professionale di tecnica di cucina della durata di 600 ore in modalità a distanza. Le partecipanti, di diversa nazionalità, sono residenti o domiciliate in uno dei Comuni dell’Ambito. “Saranno orientate al lavoro attraverso occasioni di confronto e dialogo con imprenditori del territorio che operano in diversi settori professionali”, ha spiegato Antonio Calabrese, referente istituzionale dell’Ambito. Le attività di formazione prevedono percorsi culinari, tra interculturalità e diversità, che verranno arricchiti dalle competenze delle candidate, spaziando tra la dieta mediterranea, la cucina africana e la cucina sudamericana. Tuttavia, l’attuale emergenza sanitaria ha obbligato i soggetti attuatori a convertire le modalità di svolgimento delle lezioni, inizialmente previste in presenza, in Fad. Infatti, sono stati forniti alle allieve gli strumenti informatici, quali tablet e connessione. Oltre ai docenti, le corsiste potranno avvalersi del supporto di due tutor. Il progetto, a breve, sarà presentato attraverso un evento online al quale prenderanno parte tutti i soggetti coinvolti.

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