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Gasdotto TAP/SNAM: disastro ambientale annunciato sulle falde di Tuturano

CASDOTTO sanpaolo TUTURANOProsciugati i pozzi di Torre Rossa. A rischio l’ecosistema della Riserva del Bosco di Tramazzone.

Il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, il 23 luglio dichiarava ai giornali locali: “Ieri sera ho visitato il quartiere Torre Rossa di Brindisi e ho avuto modo di studiare tutta la documentazione urbanistica e idrogeologica. Ho potuto constatare che da qualche settimana la già assurda condizione igienico-sanitaria è stata aggravata dall’improvvisa e misteriosa interruzione del tributo idrico della falda ai pozzi artesiani. È come se fosse stata rotta la calotta in creta della falda superficiale in pressione, determinando un nuovo equilibrio idrologico e mettendo dunque fuori gioco i pozzi.” 

Caro Amati, sveliamo il mistero noi del Movimento No TAP/SNAM di Brindisi: quella “improvvisa e misteriosa interruzione del tributo idrico della falda ai pozzi” di Torre Rossa l’avevamo denunciata “da qualche settimana”, precisamente il 1 luglio, quando SNAM stava prosciugando la falda di San Paolo a Tuturano, proprio a monte della Contrada Torre Rossa, falda che porta acqua meteorica superficiale verso i pozzi di Torre Rossa e poi nel canale “Li Siedi” che sbocca a mare lungo il Bosco di Tramazzone, che è la Riserva Naturale Regionale Orientata “Bosco di Cerano”. Il Bosco era stato sponsorizzato come Luogo del Cuore FAI proprio dal Comune di Brindisi: ora senza l’acqua delle falde di Tuturano, chissà che fine farà…

Intanto, 400 abitanti della Contrada Terra Rossa, zona stazione di Tuturano, hanno i pozzi prosciugati.

E l’intervento di Amati e della Regione per allacciare alcune di quelle case all’acquedotto e fogna, non risolverà il disastro ambientale che si prospetta per la Riserva di Cerano e la sua biodiversità.

I fatti: a fine giugno, durante gli scavi per interrare il tubo del megagasdotto TAP/SNAM, vicino all’abitato di Tuturano, nel Comune di Brindisi, si era verificato uno spillamento di una falda, che aveva allagato la trincea di scavo. Sono stati interrotti i lavori e l’agenzia ARPA aveva scoperto che è acqua salinizzata: la zona è inserita nelle aree sottoposte a tutela idrogeologica, ed ARPA dovrebbe saperlo. Così SNAM, in accordo con ARPA, hanno prosciugando la falda, smaltendo “adeguatamente” l’acqua con centinaia di autocisterne. Era chiaro che avrebbero prosciugato anche i pozzi a valle della falda e l’afflusso verso la Riserva.

Avevamo denunciato il rischio di disastro agli organi di controllo, come l’ Autorità di Bacino e la Commissione  Tutela del Territorio e delle Risorse Naturali, Difesa del suolo, Risorse Naturali della Regione, alla Sovraintendenza per il Paesaggio e al Comune di Brindisi, che in una nota del 6 luglio chiedeva di ispezionare i luoghi.

E ricordiamo che il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) di Brindisi, all’art. 16 NTA prevede che “Al fine di invertire la tendenza alla salinizzazione delle acque, sono vietati emungimenti di acque sotterranee nelle aree sottoposte a tutela idrogeologica. E’ da incentivare l’introduzione di pratiche di ricarica degli acquiferi”

Ci sono nella Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera, le prescrizioni

-         A4. (garantire la compatibilità idraulica e geomorfologica degli interventi, in base ai criteri previsti dalla competente Autorità di Bacino della Puglia),

-         A6. (al fine di verificare la sussistenza di interferenze sulla falda acquifera, generate dagli scavi e dalle perforazioni, al fine di definire eventuali ulteriori misure di tutela della falda stessa),

-         A7. (dovranno essere valutati tutti i rischi di incidenti, ed in particolare eventuali spillamenti e spandimenti in fase di cantiere, e definiti dalla Regione gli eventuali ulteriori accorgimenti per limitarli)

Nessuna di tale prescrizioni è stata rispettata da SNAM con l’intervento di emungimento della falda di San Paolo di Tuturano.

Abbiamo persino dubbi sulle analisi di ARPA sulla salinizzazione di tali acque, visto che sono usate da sempre per annaffiare i carciofeti e tutti gli orti della zona, tra le più fertili del brindisino.

Chiediamo di sapere:

-         Le analisi acque di San Paolo le ha fatte Arpa direttamente o le sono state passate da SNAM? (visto i precedenti di ARPA sulle emissioni di ENI Versalis, dove ARPA ha confessato di non avere nessuna centralina sua).

-         L’ispezione del Comune di Brindisi del 6 luglio che risultati ha portato?

-         La Regione come intende muoversi? E’ in pericolo l’ecosistema della Riserva Naturale Regionale Orientata “Bosco di Cerano”.

-         SNAM cosa ha da dichiarare sulla denuncia nostra e dei 400 abitanti di Torre Rossa, che un mese fa han visto sfilare decine di autocisterne, e oggi hanno i pozzi prosciugati?

-         Nelle zone limitrofe a nord e sud di Torre Rossa non si sono verificati episodi di prosciugamento di pozzi. Come si spiega?

Di tutto questo e della conversione a gas di Cerano e di comunità energetiche cittadine si parlerà sabato 1 agosto, ore 10.00 sul lungomare Regina Margherita, di fronte al Bar Betty, con politici, scienziati, studenti, cittadini, ambientalisti.

Tutta la cittadinanza è invitata.

Movimento No TAP/SNAM della Provincia di Brindisi

 

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