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Mesagne. Sul bilancio l'opposizione attacca, conti falsati In evidenza

consiglio comunale del 30 dicembre 2019Gragnuola di botti di fine anno a Mesagne. E non solo quelli pirotecnici bensì anche verbali,

come quelli che si sono uditi nelle ultime assise del 2019. Così, se da una parte l’Amministrazione Matarrelli è riuscita ad approvare il bilancio di previsione il 30 dicembre è altrettanto vero che lo ha fatto tra le proteste dell’opposizione che lo hanno ritenuto “falsato” e non corrispondente alla reale situazione politico-economica dell’ente. Bordate sono arrivate da Carmine Dimastrodonato, di Mesagne moderata, da Pompeo Molfetta, del Movimento Libero e progressista, e dalla pattuglia di consiglieri del Partito democratico, Rosanna Saracino, Francesco Rogoli e Giuseppe Indolfi. I gruppi di minoranza, infatti, hanno chiesto lo slittamento dell’approvazione del bilancio al fine di avere un quadro reale dei conti alla luce della nuova normativa e degli emendamenti presentati da Dimastrodonato circa la soppressione e l’accorpamento delle tassazioni relative a imu e tasi, le cui aliquote passerebbero dall’8,60 al 9,30 per mille. Inoltre, Dimastrodonato ha messo in discussione l’aumento di ben 1 milione e 100 mila euro per la futura gestione dei rifiuti. Il consigliere di minoranza ha, anche, denunciato un fatto amministrativamente incomprensibile. Cioè che gli uffici preposti si sarebbero rifiutati di fornirgli il nuovo Piano industriale della gestione dei rifiuti. “Un fatto istituzionalmente gravissimo che non ci permette di approfondire con trasparenza questo argomento”, ha spiegato il capogruppo di Mesagne moderata secondo cui il nuovo Piano produrrà un aumento della tari. “La tari ci massacrerà – ha proseguito – i cittadini hanno il diritto di conoscere la verità. Ecco perché dico che il bilancio presentatoci il 30 dicembre scorso non è rispondente alla verità contabile”. Sul piede di guerra anche Rosanna Saracino, capogruppo del Pd. “Abbiamo richiesto un breve rinvio della data del Consiglio per l’approvazione del bilancio di previsione – ha spiegato la consigliera - poiché a nostro avviso i conti non sono in ordine. Allo schema di bilancio, infatti, non sono stati allegati i documenti propedeutici alla discussione. Poi ci sono una serie di anomalie come, ad esempio, il mancato rispetto dei 20 giorni di tempo canonici entro cui vanno presentati gli emendamenti. Inoltre, il parere dei revisori contabili sul bilancio è stato presentato dopo la conferenza dei capi gruppo consiliari. Si tratta di documenti funzionali alla prerogativa dell’attività dei consiglieri”. Anche per Pompeo Molfetta, del Movimento Libero e progressista, il bilancio andava approvato tra qualche settimana poiché la variazione sui calcoli delle tassazioni comunali alterano “i conti del bilancio e i relativi equilibri contabili”. Giacché minori entrate significano, necessariamente, il “taglio di alcuni servizi”, ha precisato l’ex primo cittadino. Tuttavia, le minoranze hanno promesso per i prossimi giorni di svolgere delle pubbliche iniziative per denunciare quelle che hanno bollato come discrasie del bilancio di previsione.  

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