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Consiglio comunale a Mesagne. Dubbi sulla variante e proteste della minoranza

consiglio comunale  08-08-2019 5E’ stato un Consiglio comunale piuttosto dibattuto

quello che si è svolto giovedì a Mesagne. Al centro della discussione, una variante urbanistica al piano regolatore per la zona Pip per permettere la costruzione di un opificio industriale per la produzione di farmaci di base. Un batti e ribatti di tesi a sostegno dell’una o dell’altra soluzione. Rigettare il progetto per non creare un precedente oppure approvarlo per ampliare l’offerta imprenditoriale sul territorio? Colombe contro falchi. Ad avere la meglio sono state le “colombe” della maggioranza che hanno battuto i “falchi” dell’opposizione per 10 voti a 6. Il punto scritto nell’ordine del giorno recitava: “Approvazione in variante procedurale alla strumentazione urbanistica ex articolo 8 Dpr 7 settembre 2010 n.160 - del progetto per la realizzazione di un “opificio industriale per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di prodotti farmaceutici di base”, su terreno sito in agro di Mesagne, in area destinata ad insediamenti produttivi – Committente: Polycrystalline Cdmo srl”. L’argomento è stato introdotto dal vice sindaco e assessore all’Urbanistica, Giuseppe Semeraro che ha spiegato ai presenti che il progetto è stato presentato dalla Polycrystalline Cdmo srl con sede a Mesagne, in via Epifanio Ferdinando, il cui Amministratore unico é Stefano Luca Giaffreda, lo stesso imprenditore che ha costruito il centro sanitario “Apulia Diagnostic”. Il nuovo opificio sorgerà su un’area di oltre 2.500 metri quadrati che, pur facendo parte dal 2016 del Piano per insediamenti produttivi, non risulta ancora espropriata ed infrastrutturata, per cui l’intervento proposto era da considerarsi in contrasto con le previsioni e le procedure attuative dello strumento urbanistico vigente. Il Comune di Mesagne, al momento, non dispone di aree produttive immediatamente edificabili e, pertanto, si è resa necessaria l’approvazione della variante allo strumento urbanistico, al fine di ottenere l’autorizzazione per l’edificazione dell’area. Ad aprire il dibattito, è stato l’ex sindaco Pompeo Molfetta, di Liberi tutti che ha tenuto a sottolineare che “lo strumento urbanistico in atto tutela sia i diritti dei cittadini, evitando di creare discriminazioni, sia l’intero territorio comunale. Essendo l’area priva di servizi di urbanizzazione, approvare la variante significherebbe creare un precedente, facendo perdere al Comune il controllo del territorio”. Il consigliere Carlo Ferraro, del M5s, si è lamentato di un “mancato confronto in commissione con i funzionari e gli assessori interessati”. Inoltre, Ferraro ha detto che con l’approvazione della variante “si creerebbe un “mostro” a pochi chilometri da Mesagne” e si è auspicato che in questo caso non intervenga la Procura come era successo in occasione dei lavori del Giubileo del 2000. Contrario anche Carmine Dimastrodonato, di "Mesagne moderata", che ha tenuto a sottolineare che, non avendo il Comune soldi per urbanizzare quella zona, sarebbe meglio insediare l’opificio in zona F. Francesco Rogoli, del Pd, ha tenuto a dire che “Noi non siamo quelli che vogliono bloccare lo sviluppo della città, ma siamo preoccupati di non mettere gli imprenditori che vogliono investire sul nostro territorio allo stesso livello”. Infine, Rosanna Saracino, del Pd, si è lamentata del fatto che su questo progetto non sono stati sciolti ancora i nodi dell’insediamento chimico di cui non si sa nulla. A favore della maggioranza sono intervenuti Luigi Vizzino, dell’omonima lista civica che ha spiegato come il Consiglio deve “valutare la legittimità dell’iniziativa e delle procedure in atto” e Mauro Resta, di "Mesagne civica" che ha ricordato ai presenti l'importanza di investitori che apportino sviluppo alla città di Mesagne.  

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