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Nota del Pd di Mesagne a proposito dell’emergenza rifiuti

rogoli francescoSi sono riuniti ieri, presso il salone di rappresentanza della provincia di Brindisi, tutti i sindaci del territorio provinciale i quali hanno affrontato l’emergenza rifiuti e hanno redatto un documento indirizzato alla regione Puglia. Non tutti i primi cittadini, però, erano presenti.

Non ha partecipato, infatti, il Sindaco di Mesagne che non sappiamo cosa avesse di più importante e urgente da fare che stare lì. Nel documento finale, alla cui stesura, evidentemente, il sindaco di Mesagne non ha preso parte,  i sindaci hanno chiesto alla regione di farsi carico dei costi che i comuni dovranno sostenere per lo smaltimento della frazione organica in impianti siti in altre regioni, evitando così che l’onere di questa emergenza gravi solo sui contribuenti dei comuni interessati. 

Sempre nella giornata di ieri, interpellato sull’argomento da una testata online, Il sindaco di Mesagne ha dichiarato:” dobbiamo metterci in testa che il problema si risolve solo costruendo sul territorio della provincia un termovalorizzatore.”  Un termovalorizzatore? Con chi e quando se ne è discusso? Nel programma della coalizione “Insintonia”, di cui si è detto fino alla noia che è stato scritto da più di cento persone, non si fa mai cenno a questo tipo di soluzione per risolvere l’emergenza rifiuti. Non solo, più volte in campagna elettorale il sindaco Matarrelli ha chiesto il voto sulla base di una esperienza istituzionale più che ventennale, di rapporti consolidati a tutti i livelli e di una conseguente conoscenza dei problemi e degli strumenti adeguati per risolverli. Bene, la regione si appresta ad approvare il nuovo piano di gestione dei rifiuti, il quale sarebbe stato promosso dal ministero dell’ambiente e dovrà passare al vaglio del consiglio regionale.

A proposito dei termovalorizzatori, il piano che la regione sta predisponendo prevede quanto segue:” Non ci saranno nuovi termovalorizzatori, attualmente in Puglia ne sono attivi due, entrambi privati: uno si trova a Manfredonia e ha una capacità di 135 mila tonnellate; il secondo è localizzato a Massafra e, a massimo regime, può bruciare sino a 100 mila tonnellate.” Per la provincia di Brindisi invece è prevista la costruzione di nuovi impianti di compostaggio e di produzione di CSS (fonte Quotidiano). Siamo solo all’inizio, ma il livello di approssimazione con cui si affrontano problemi così seri non lascia presagire nulla di buono.

Partito Democratico

Ultima modifica ilGiovedì, 20 Giugno 2019 10:37

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