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Mesagne e l'ambiente. Il perché non si usano le fototrappola In evidenza

fototrappolaResta prioritaria a Mesagne la gestione dei rifiuti divenuta una emergenza sociale.

L’allarme lanciato da cittadini e ambientalisti a causa delle campagne piene di rifiuti, anche pericolosi, è da non sottoalutare. Così, mentre in altre realtà le fototrappola stanno fornendo le immagini degli sporcaccioni a Mesagne si preferisce tenerle conservate in un armadio dell’ufficio Ambiente, forse in attesa di tempi migliori. Su tale spinoso argomento i cinque candidati sindaco hanno le idee chiare di come intervenire sulla dicotomia ambiente-rifiuti. Secondo Antonio Calabrese, candidato per Mesagne in comune: “Per combattere il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti occorre intervenire su tre fronti: l’informazione, la prevenzione, la repressione. I progetti informativi bisogna attivarli nelle scuole di ogni ordine e grado. In merito alla prevenzione è necessario innanzitutto effettuare una mappatura delle zone di Mesagne più a rischio abbandono. Inoltre sarà necessario dotare il territorio di fotocamere trappola. Riguardo all’aspetto repressivo bisogna intervenire tempestivamente dell’erogazione della sanzione prevista”. Il candidato del centrodestra, Carmine Dimastrodonato, è stato ed è il paladino dell’ambiente. Tante le sue denunce, documentate da foto, presentate nel tempo. “Il problema dei rifiuti – ha spiegato - è un tema di cui mi sono sempre occupato e continuo ad occuparmi. La politica deve prestare maggior attenzione alla tutela dell’ambiente tenendo in conto che gli obiettivi primari sono recupero, riciclaggio e riduzione dei rifiuti”. Il candidato del Movimento 5 stelle, Carlo Ferraro, pensa che Mesagne “paga l’assenza di una pattuglia di vigili che perlustri, magari con un auto civetta, le campagne, per controllare il territorio. Attualmente le strade di campagna sono piene di rifiuti, fra cui quelli in amianto sono i più pericolosi”. Ed ha aggiunto: “Altro discorso riguarda i rifiuti domestici: bisogna avviare una politica di premialità, in cui il privato paga rispetto alla quantità di rifiuto conferito e non in base ai metri quadri della sua casa. Collegando la quantità di rifiuto conferito ad una card su cui accumulare dei crediti, e permettendo ai privati di usare quei crediti per i propri acquisti presso negozi associati al programma, si può innescare un circuito virtuoso, dove la gente ha il massimo interesse a conferire correttamente i rifiuti”. Secondo Toni Matarrelli, della coalizione “Insintonia”: “Noi da un lato tuteleremo l’ambiente con la gelosia di chi ama troppo la propria terra per vederla ancora vilipesa, esercitando un severissimo controllo del territorio. Dall’altro, anche assecondando le opzioni tecnologiche più all’avanguardia, abbiamo il dovere di porci in maniera reale, pragmatica, la questione del ciclo dei rifiuti, perché non tutto deve costituire un costo per la comunità: una parte può diventare una risorsa e noi abbiamo tutta l’intenzione di seguire quella traccia”. Infine, per il centrosinistra, la candidata sindaca Rosanna Saracino ha tenuto a precisare che “questo non è un problema che potremo risolvere a Mesagne. Chiunque governerà la città potrà ricorrere a correttivi e strategie valide per affrontare quella che è divenuta una vera e propria emergenza, ma il problema irrisolto è alla Regione. Finché la Regione Puglia non metterà in campo tutte le politiche necessarie per chiudere il piano dei rifiuti la nostra regione, e di conseguenza la nostra città, non potrà mai uscire da questa emergenza”.  

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