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Mesagne. La crisi si gioca sul bilancio di previsione In evidenza

comune con auto posteggiateLa città di Mesagne è confusa dopo che il consigliere comunale di maggioranza, Toni Matarrelli,

ha gettato la spugna e ha rinunciato a coordinare la maggioranza di governo. La causa è da ricondurre ai dissidi politici con il sindaco divenuti, ormai, insanabili. Anche se i due, ieri mattina, hanno consumato insieme un caffè. Il tutto in un clima piuttosto cordiale sul piano personale, infuocato su quello politico. Matarrelli, sulla spinosa vicenda, non intende rilasciare nessuna dichiarazione. In ogni modo, a chi gli è vicino avrebbe confessato che ha maturato tale decisione dopo aver ascoltato le dichiarazioni del sindaco, durante le assise di venerdì, dissentendo a proposito della condivisione con la maggioranza della variazione al bilancio di previsione finanziario 2018 – 2020. In pratica Molfeta ha detto in Consiglio che “di bilancio in questi anni si è discusso tanto: sia in Consiglio che in maggioranza”. Inoltre, l’ex onorevole avrebbe confessato ai suoi fedelissimi che sul bilancio non è stato chiarito nulla e, per di più, per il sindaco Molfetta tale argomento è ormai chiuso e non ne vuole più discutere. Insomma, è un tabù. Da qui la decisione di Matarrelli di dimettersi da coordinatore dei movimenti politici di maggioranza poiché non avrebbe senso mantenere tale ruolo se poi non si è ascoltati dal sindaco. La preoccupazione dell’ex parlamentare è legata ai debiti che si stanno accumulando anno dopo anno. Archiviato, dunque, l’argomento delle variazioni al bilancio di previsione adesso bisogna pensare al prossimo futuro poiché gli impegni imperano. Il prossimo appuntamento è con il nuovo bilancio di previsione. Se, in questa occasione, il sindaco Molfetta non condividerà il documento finanziario di previsione con la sua maggioranza il destino di questa legislatura sarà segnato. La maggioranza lo boccerà mandando a casa il sindaco Molfetta. Il tutto entro il prossimo Consiglio che dovrebbe svolgersi prima di Natale. Circostanza che è stata anticipata in Consiglio da Luigi Vizzino, dell’omonimo movimento politico di maggioranza, quando ha detto che gli incontri di maggioranza sono stati avviati e “da tali incontri si comprenderà se c’è ancora nella maggioranza quella coesione necessaria per dare le risposte che la città si attende”. Come dire se Molfetta condividerà con tutti il documento, cioè sarà la sintesi di una discussione politica, la legislatura terminerà nel 2020, diversamente la sfiducia è dietro l’angolo. Tuttavia, sulla crisi fratricida che si sta consumando in Comune resta stranamente silente la posizione della minoranza di governo. Solo il consigliere Fernando Orsini, del Pd, in assise ha chiesto al sindaco di riferire alla città “se oggi c’è una maggioranza che lo sorregge oppure no”. Gli altri hanno taciuto. Come se l’argomento non gli interessasse. Eppure, quello che ha detto il consigliere Orsini in assise vale anche per loro poiché un domani dovranno dare conto alla città del ruolo che hanno svolto in Consiglio comunale.

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