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Crisi al Comune di Mesagne. Si dimette Toni Matarrelli In evidenza

MATARRELLI--VOTAIl Consiglio comunale che si è svolto ieri sera a Mesagne,

con all’ordine del giorno l’approvazione della “Variazione al bilancio di previsione finanziario 2018 – 2020”, ha mostrato, anche ai più scettici, che l’Amministrazione Molfetta ha le ore contate. O sarebbe meglio dire le settimane giacché difficilmente sarà sfiduciato prima di Natale. Così, se fuori da palazzo dei Celestini la temperatura era di circa 5 gradi in aula era sottozero, nonostante i riscaldamenti accesi al massimo. Un freddo glaciale. Il sindaco Molfetta, infatti, durante i suoi interventi ha sempre rivolto lo sguardo alla minoranza e mai alla maggioranza di governo. Non uno sguardo, un gesto, una richiesta di assenso alla sua “requisitoria”. Non è tutto. Poiché al termine delle assise il coordinatore politico della maggioranza, il consigliere comunale Toni Matarrelli, ha inviato un sms a tutti i gruppi di governo preannunciando le dimissioni dalla sua carica. Di fatto aprendo la strada a una insanabile crisi di governo. Il Consiglio si è aperto con un leggero ritardo sulla tabella di marcia ma è entrato subito nel vivo con la discussione. Il sindaco Molfetta, infatti, ha letto i dati salienti del documento finanziario ricordando, ad esempio, lo stralcio di 180 mila euro dal mutuo del piano strade per mettere a norma il cavalcaferrovia di via Damiano Chiesa e cercare, in questo modo, di evitare l’oneroso contenzioso con Ferrovie italiane; poi ci sono 60 mila euro spesi in più per la manutenzione del canile; ed ancora interventi maggiori sulle strutture scolastiche tutte bisognevoli di interventi. Tra costi, 18 milioni di euro, e ricavi, 15 milioni, c’è un disavanzo di 3 milioni di euro, dovuto quasi del tutto alla mancanza delle entrate tributarie. Oggi paga solo il 60 per cento dei contribuenti. Il restante 40 o elude o evade. “Posso assicurare – ha spiegato Molfetta – che la determinazione del Comune ad incassare è aumentata”. Infine, il sindaco ha spiegato che in questa situazione “si trovano gran parte dei Comune d’Italia e se non c’è un intervento dello Stato non ne usciamo”. Immediato l’intervento del consigliere di minoranza Fernando Orsini, del Pd, che ha ricordato al sindaco che “l’Amministrazione aveva promesso un’ottimizzazione dei consumi e un ridimensionamento della spesa. Non è stato fatto nulla e attualmente il quadro è sconfortante”. Infine, ha espresso un passaggio politico chiedendo al sindaco di dire alla città “se oggi c’è una maggioranza che lo sorregge oppure no”. Per la maggioranza è intervenuto solo il consigliere Luigi Vizzino, dell’omonimo movimento, il quale ha dato atto che “non possiamo permetterci di giocare con la città oberata da tanti problemi emergenziali”. Poi ha comunicato che è stato avviato un “confronto importante tra il sindaco e la sua maggioranza. Da tali incontri si comprenderà se c’è ancora nella maggioranza quella coesione necessaria per dare le risposte che la città si attende”. Salvo ripensamenti la legislatura del sindaco Molfetta dovrebbe terminare entro il 24 febbraio. Due mesi di commissariamento e a maggio 2019 i mesagnesi dovrebbero ritornare anticipatamente alle urne.  

Ultima modifica ilSabato, 01 Dicembre 2018 11:01
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