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Ricerca e Sviluppo. Per una Comune Difesa Europea

aresta giov luca ott18Lunedì 22 ottobre 2018 presso la Biblioteca della Camera dei Deputati di Palazzo San Macuto a Roma si è tenuto il convegno Ricerca e Sviluppo. Per una Comune Difesa Europea. Organizzato dal Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) in collaborazione con Leonardo ed Elettronica Group in occasione della IX edizione del Festival della Diplomazia, l’evento ha visto la presenza di diversi illustri ospiti, tra i quali il Vicecapogruppo della IV Commissione Difesa On. Giovanni Luca Aresta.

Durante il consesso, introdotto proprio dall’onorevole Aresta e moderato da Andrea Margelletti (presidente del Ce.S.I.), sono intervenuti Luca Franchetti Pardo (Ambasciatore italiano EU Political and Security Committee), Luisa Riccardi (Direttore V Reparto Innovazione Tecnologica, Ministero della Difesa, delegata del Segretario Generale Difesa e Direttore Nazionale Armamenti), Thierry Tardy (Responsabile Ricerca, NATO Defense College), Can Kasapoglu (Analista Difesa, EDAM Istanbul), Giovanni Soccodato (Direttore Strategie e Innovazione, Leonardo) e Lorenzo Benigni (Senior Vice President Governmental & Institutional Relations, Elettronica Group).

Si è trattato di un importante convegno indirizzato ad affrontare un tema fondamentale e connesso alla sicurezza dei cittadini europei. In un’epoca contraddistinta da vecchie e nuove minacce, l’evento ha posto in evidenza come sia ormai fondamentale una comune difesa europea con un ruolo fondamentale per gli Stati membri coadiuvati dalle istituzioni europee.

La Commissione Difesa della Camera fin dai primi mesi della Legislatura, con l’intervento dell’On. Aresta, ha illustrato le finalità e il quadro in cui s’inserisce la proposta di regolamento che istituisce il Fondo europeo per la difesa. L’obiettivo è supplire alle inefficienze del mercato del settore europeo della difesa, connesse ad economie di scala non pienamente utilizzate e alla duplicazione delle risorse a livello nazionale. Nel sistema della difesa, infatti, la domanda proviene quasi esclusivamente dagli Stati membri, ma i loro bilanci, in particolare per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, hanno subito considerevoli tagli negli ultimi dieci anni. Per promuovere la competitività, l’efficienza e la capacità di innovazione dell’industria europea della difesa occorrerebbe sostenere i progetti di ricerca collaborativa e parallelamente aumentare l’efficienza della spesa nel settore della difesa all’interno dell’Unione, conseguendo maggiori economie di scala, riducendo il rischio di inutili duplicazioni e, di conseguenza, la frammentazione dei prodotti e delle tecnologie. Seguendo le Linee programmatiche del Ministero della Difesa, come ha sottolineato l’onorevole Aresta a conclusione dei lavori, quello che si intende fare a livello europeo è incentivare, in particolare con il Fondo europeo di difesa, la cooperazione e le economie di scala. Non si tratta di

spendere di più in difesa. Potrebbe essere, ma potrebbe anche non esserlo. Qualunque sia la decisione su quanto spendere e investire, l’intento è quello di fare in modo che questi investimenti siano fatti in modo efficiente, moltiplicandone gli effetti. Notevoli potranno essere le favorevoli ricadute economiche anche per le PMI presenti nel Mezzogiorno e soprattutto per le nostre province di Brindisi e Taranto, ove insistono importanti insediamenti produttivi del comparto aeronautico che purtroppo hanno registrato numerose “vittime” in questi ultimi anni.

Migliorare la sicurezza europea è un obbligo. Gli Stati membri saranno al posto di guida, definendo il livello di ambizione: osservando il futuro, ora devono decidere il percorso che vogliono intraprendere e accelerare proprio quel percorso per proteggere i Cittadini.

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Ultima modifica ilGiovedì, 25 Ottobre 2018 08:45
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