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Bomba d'acqua su Mesagne. Il Comune non ha operai per intervenire In evidenza

piazza carmine griglie intasateUna bomba d’acqua si è abbattuta ieri mattina sulla città di Mesagne

causando i soliti disagi e i soliti danni. Pronto l’intervento della Protezione civile Ser e della polizia locale che hanno aiutato i cittadini in difficoltà. Ovunque si sono avuti allagamenti di abitazioni e strade. Auto in panne e tombini saltati per aria. I maggiori disagi si sono avuti su via Marconi angolo via Puglie, nei pressi del parco “Potì”, in via Tumo, via Sandonaci, via San Pancrazio, piazza San Michele Arcangelo dove il proprietario del Bar Carmine, Salvatore Pisoni, ha dovuto combattere con l’acqua per evitare l’ennesimo allagamento dei locali. In via Federico II di Svevia l’acqua si è alzata di oltre un metro. Al termine del nubifragio l’80 per cento delle griglie presenti in città era intasato dal fogliame caduto dagli alberi e, soprattutto, da spazzatura e volantini pubblicitari. Purtroppo, resta ancora non funzionante il pluviometro del Comune che potrebbe permettere di comprendere quanta pioggia è caduta sulla città in un tempo relativamente breve. Durante il nubifragio l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto D’Ancona, era in strada e ha monitorato i punti di criticità. La bomba d’acqua si è abbattuta sulla città intorno alle ore 12,30. Circa 30 minuti di nubifragio che hanno messo sott’acqua la città. Il centralino dei vigili urbani è diventato rovente per le tante telefonate giunte da parte dei cittadini in difficoltà. Immediatamente è scattato il piano di emergenza e in strada sono uscite tutte le pattuglie della polizia locale disponibili, tre mezzi della Protezione civile-Ser, con nove uomini specializzati in soccorso, e i vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi. Ovunque c’era gente in difficoltà. In viale Indipendenza auto in panne nell’acqua, stessa cosa su via Marconi, e poi piazza Carmine e tante altre vie che solitamente restano indenni dagli allagamenti. L’acqua è entrata anche in quelle abitazioni dove i proprietari non hanno fatto in tempo a mettere le paratie antiallagamento. Le griglie di deflusso delle acque pluviali ben presto sono state tappate dai volantini pubblicitari che giornalmente riempiono le cassette postali e che a causa del vento sono volati in strada. Al termine del temporale non c’erano operai comunali disponibili per ripulire le strade. Il loro turno era terminato da un po’. Tuttavia, in questi casi di emergenza è prioritario il richiamo in servizio dei tecnici per ripulire immediatamente le griglie ed evitare, in caso di ulteriore pioggia, l’aggravarsi degli allagamenti. In questo senso la task force di amministratori, composta dal sindaco Molfetta e dagli assessori D’Ancona e Ture, dovrebbe rivedere i piani di intervento lì dove sono presenti lacune. Non devono dimenticare che il territorio di Mesagne, nonostante la mitigazione del problema, resta a rischio “R4”, cioè con possibilità di perdite di vite umane durante tali eventi climatici. “Devo dire che le acque pluviali sono defluite regolarmente dopo il nubifragio – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto D’Ancona – però è vero che vi sono ancora delle criticità che vanno risolte. Una di questa è l’aumento delle griglie stradali che intercettano le acque. Per tali motivi ho già convocato l’ingegnere capo del Comune, Claudio Perrucci, per mettere in atto i correttivi”.  

Ultima modifica ilSabato, 08 Settembre 2018 07:37
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