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La Tassa dei rifiuti divide Mesagne

tari cartella pagamentoLa gestione del rimborso della parte variabile

della Tari, per le pertinenze delle utenze domestiche, fa discutere la città di Mesagne. Soprattutto all’indomani della risposta che il sindaco, Pompeo Molfetta, ha fornito a un’interrogazione presentata da Progettiamo Mesagne. Per gli anni tra il 2014 e il 2017 il Comune di Mesagne dovrà rimborsare complessivamente oltre 810 mila euro. I rimborsi richiesti ad oggi sono stati 989 per un importo di 263 mila 344 euro. Per ciò che riguarda i rimborsi il sindaco ha assicurato che “gli uffici stanno valutando la praticabilità legislativa e contabile” degli stessi. Risposta che, tuttavia, non ha soddisfatto Progettiamo Mesagne e Mesagne Attiva. “L’unica strada percorribile, per ristorare i cittadini coinvolti, è quella di ricorrere alla fiscalità generale”, hanno esordito Antonio Calabrese per Progettiamo e Angelo Pacciolla per Mesagne Attiva, secondo cui “è stato acquisito già il parere del Dipartimento delle finanze, del febbraio scorso, che chiariva ampiamente la questione”. Ed hanno, quindi, aggiunto: “Male, a nostro avviso, ha fatto l’Amministrazione comunale a non costituire, nel bilancio di previsione 2018, come invece hanno fatto tanti altri Comuni che si trovano nelle stesse condizioni, un fondo dedicato ai rimborsi”. Ed ancora: “Il sindaco Molfetta, avrebbe dovuto, nella sua azione politico-amministrativa, utilizzare la “diligenza del buon padre di Famiglia” provvedendo in primis a sanare la questione dei rimborsi, e poi ad individuare criteri e modalità per la riduzione corrente della Tari”. Secondo i due rappresentanti politici di opposizione: “L’Amministrazione Molfetta ha gestito sin dall’inizio tutta la vicenda in modo inaccettabile per i cittadini, le cui istanze sono state palesemente ignorate. Contrariamente a quanto hanno fatto altri enti locali, nessuna comunicazione, nessuna assistenza ufficiale è stata offerta ai cittadini. Molti, per istruire le domande di rimborso hanno fatto riferimento a loro consulenti, tanti sono stati assistiti dai nostri associati ed attivisti sia nei gazebo in villa comunale che a domicilio”. Calabrese e Pacciolla hanno auspicato che “al fine di scongiurare possibili ricorsi, si spera che già nei prossimi mesi si giunga ad una soluzione riprendendo il bilancio di previsione con una variante ad hoc che preveda una quota per tali necessità. Magari, vista la difficoltà di reperire i fondi, si potrebbe pensare di dividere in due tranche la fase dei rimborsi, prima le quote 2014/2015 (entro il 2018), successivamente quelle 2016/2017 (entro il 2019).  

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