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Mesagne. Pd: penalizzati dalle politiche regionali

assemblea del pd con elena gentileUn interessante confronto di base si è svolto martedì sera a Mesagne

tra il Partito democratico e la sua europarlamentare, l'onorevole Elena Gentile. Al centro del dibattito la domanda "come ripartire" dopo la batosta elettorale. Una cosa si è compresa subito. La cocente sconfitta regionale, e locale, è da addebitarsi al governo Emiliano e alle sue discutibili politiche sanitarie, agricole e scolastiche. Lo hanno sottolineato i presenti nei vari interventi che si sono alternati e lo ha confermato anche l'europarlamentare. Una platea di ex amministratori, consiglieri comunali, dirigenti e tesserati, alla ricerca della formula magica per ripartire e riprendersi l'elettorato perso per strada in questi anni. Schietta e precisa, come sempre, l'analisi fatta dal segretario Francesco Rogoli che ha ricordato ai presenti che il «Pd ha una storia importante dalla quale bisogna ripartire per divenire punto di riferimento per i cittadini che vivono la vita di ogni giorno. Nonostante il bene che abbiamo fatto - ha aggiunto - probabilmente ci siamo allontanati dai bisogni reali della gente. La stessa che in questi anni ha chiesto protezione che noi non siamo riusciti a dare». Dopo aver ricordato che alla regione Puglia ci sono 1,6 miliardi di euro bloccati per il settore agricolo ha invitato mi presenti «a ricostruire la propria identità». Appassionato l'intervento di Francesca Riccio che ha tenuto a sottolineare come il governo pugliese è assente sul fronte della «xylella, della sanità, su cui non sono stati dati segnali di buon governo». Infine la Riccio ha tenuto a mettere in evidenza «la tribunalizzazione dei problemi. Questo vuol dire - ha spiegato - che la politica regionale ha fallito la sua mission». Simpatico l'intervento di Damiano Franco, già sindaco di Mesagne, che ha raccontato la metafora dell'imperatore Caligola che nominò senatore il suo cavallo. Caligola con questo gesto, apparentemente folle, fece una forte critica verso la classe politica sottolineando che meglio di tanti senatori poteva fare un cavallo. Franco ha, quindi, invitato i presenti ad «affrontare i problemi alla radice», poiché dopo è inutile lamentarsi. E' seguito l'intervento dell'onorevole Elena Gentile che ha raccordato le varie istanze giunte dall'assemblea. «Oggi - ha confermato - abbiamo un governo regionale che balbetta su problemi seri come la scuola, l'agricoltura. Lo so perché sento la rabbia della gente che ha lavorato la terra per trasformarla al meglio e oggi si trova davanti a un insuccesso delle politiche regionali». Poi ha fatto notare che se sulla scuola non si investe in formazione, con una particolare attenzione ai profili professionali, non si va da nessuna parte. Davanti a tutto ciò l'europarlamentare ha ammesso che i politici hanno «perso la propria funzione». Infine, l'onorevole Gentile ha spaziato sui temi europei ricordando, però, l'alto costo della corruzione in Italia e la necessità di semplificare gli iter burocratici nella pubblica amministrazione. Ed ha concluso ricordando coloro che "seminano paura" nell'elettorato e "il delirio di Grillo che invita a non lavorare».

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