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Anche Mesagne dice no alla Tap In evidenza

molfetta no tap ott17«L'esplosione di una centrale a gas equivale a 1/15esimo dei danni causati dalla bomba atomica di Hiroshima». E' questo l'inquietante messaggio che il sindaco di Melendugno, Marco Potì, ha portato ai mesagnesi riuniti nell'auditorium del castello Normanno-Svevo per parlare del Trans Adriatic pipeline i quali hanno avuto un brivido nel pensare a ciò che potrebbe accadere se una delle centrali dislocate sul territorio, a Melendugno come a Mesagne, dovesse esplodere.

Sulla stessa linea di intransigenza alla costruzione del gasdotto si sono trovati il sindaco di Mesagne, Pompeo Molfetta, e l'onorevole di «Mdp - Articolo 1», Toni Matarrelli. La problematica relativa alla Tap, acronimo di Trans Adriatic pipeline, è approdata a Mesagne grazie a un pubblico incontro che la città ha organizzato per informare i cittadini sulle prospettive che il gasdotto, che sta collegando per 4 mila chilometri il Mar Caspio con l'Europa, potrà avere sull'economia nazionale. Ammesso, naturalmente, che ce ne saranno.

Nel territorio di Mesagne avverrà il congiungimento del gasdotto che arriva dall'Est con la rete nazionale Snam. Imponente la macchina mediatica messa in campo dal Comune di Mesagne per coinvolgere sull'argomento un alto numero di partecipanti. Oltre al sindaco Pompeo Molfetta, che ha fatto gli onori di casa, era presente l'onorevole Toni Matarrelli, di Articolo 1, e il sindaco di Melendugno, Marco Potì. Presente alla manifestazione una nutrita rappresentanza del movimento "No Tap" di Melendugno, Brindisi e Mesagne. In sala, purtroppo, si sono visti pochi politici per sostenere la tesi dell'osteggiamento messa in campo dalle comunità locali preoccupate dell'impatto che l'impianto avrà sulle coste e sui territori del Salento a forte vocazione turistica, oltre che agricola. Il Consiglio comunale di Mesagne, lo scorso 27 aprile, si era già espresso sull'argomento con un ordine del giorno nel quale, tra l'altro, è scritto: «Il gasdotto Tap non è un'opera strategica e non porterà benefici di risparmio energetico o riduzione di costi per la cittadinanza. Il progetto è da considerarsi inammissibile a Melendugno così come a Brindisi».

Per il sindaco Potì chi sta perorando la costruzione del gasdotto "non rispetta la Costituzione italiana. Ecco perché abbiamo promosso delle azioni giudiziarie che possano rimettere in gioco l'Arpa, la Regione Puglia e i territori interessati". In trincea c'è l'onorevole Toni Matarrelli. «Siano contrari a questo tipo d'investimento, a questo tipo di sviluppo del nostro territorio - ha esordito Matarrelli -. Ci sembra incomprensibile che l'approdo della Tap va a collocarsi nel territorio più bello di questa regione» ed ha, quindi, concluso: «Molti non sanno che l'allaccio a questa rete avverrà nel territorio di Mesagne, in contrada Madagiola. Le multinazionali pensano di poter governare i territori infischiandosene della gente e, in questa operazione, il governo centrale è complice di questo modus operandi». Critico il sindaco Molfetta. «La Tap - ha sottolineato - causerà lo sfregio del nostro territorio, sfigurerà una regione che ha nell'agricoltura e nel turismo i capisaldi dei suoi processi di sviluppo. Allora delle due l'una. O questo territorio è vocato ad avere questa prospettiva oppure è il terreno dove vengono a pascolare i grandi investimenti e le grandi speculazioni finanziarie, che stanno dietro a queste operazioni».

 

Ultima modifica ilLunedì, 09 Ottobre 2017 08:04
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