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Mesagne cambia verso contro il gioco ludopatico

slot machine«Meno slot machine e giochi ludopatici più sgravi fiscali».

E' questa la proposta che "Mesagne cambia verso" ha inviato all'Amministrazione comunale per cercare di combattere la ludopatia sia privata che di Stato. Una malattia che rischia di divenire un dramma sociale. «Mesagne Cambia Verso, in linea con l’idea di una politica basata esclusivamente su proposte concrete e mirate all’interesse della collettività locale, invita l’Amministrazione comunale e le forze politiche mesagnesi, a interrogarsi su quello che ormai è a tutti gli effetti un dramma sociale non più eludibile e che ha nomi più che conosciuti: slot machine e macchine Video Lottery Terminal, più comunemente chiamati videolottery, terminali da intrattenimento più evoluti delle slot machine», è scritto ella nota inviata in Comune in cui «Mesagne Cambia Verso» chiede l’abolizione totale o parziale, "in questo caso però si vuole una consistente riduzione, ad esempio nell’ordine del 70-80% dell’importo dovuto, non una riduzione modesta e simbolica", per tutti quegli esercenti di bar, tabaccherie ed edicole che attestino di aver eliminato dal proprio locale macchine Vlt o le slot machine, oppure che non abbiano installato le stesse al momento della loro apertura e inizio attività. Le Caritas diocesane, come altre associazioni che si occupano di povertà sociale e di famiglie con difficoltà economiche o di status socio-economico critico, da tempo denunciano un aggravamento del ricorso a quella che è a tutti gli effetti una patologia: la ludopatia. Basta leggere i diversi rapporti prodotti in questi anni a tutti i livelli, locali, regionali e nazionale. A Mesagne don Pietro De Punzio, referente Caritas, da tempo ha lanciato l'allarme. «Questa iniziativa, già sperimentata con successo in alcuni Comuni, potrebbe essere chiamata "Slot free". Pur comprensibile l’iniziale rifiuto che gli esercenti potrebbero opporre alla proposta, visto il mancato introito monetario che le slot machine, l'Amministrazione comunale potrebbe fare una congrua compensazione fiscale, noto tasto dolente per chi possiede e gestisce attività commerciali, che attutirebbe in tutto o in parte quella perdita economica», hanno concluso dal movimento politico.  

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