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Umanizzare l'ospedale "Perrino". La ricetta della Cgil

ospedale perrino esterno"Umanizzare la sanità a misura di utente e paziente".

E' questo uno degli obiettivi della Cgil Sanità che è scesa nuovamente in campo per cercare di offrire un proprio contributo professionale al decongestionamento del pronto soccorso dell'ospedale "Perrino" di Brindisi. «Il Piano di riordino della rete ospedaliera andrebbe corretto, almeno in terra di Brindisi - ha affermato Mimmo Stella, segretario della Cgil Sanità -. Qui non si rivendica il prestigio dell’ospedale sotto al proprio campanile o a mantenere lo status quo ma la necessità di garantire servizi necessari, umani e civili per il nostro territorio». Per il sindacalista «ascoltare, prendere coscienza di alcuni errori e correggere un percorso è un atto umile ed intelligente oltre che saggio». Un invito ai dirigenti sanitari a lasciare, alla fine del loro mandato, la struttura migliore di come la si è trovata e non peggiore. una struttura più funzionale poiché il sovraffollamento del pronto soccorso del “Perrino” è una vera e propria emergenza e come tale andrebbe trattata. «Sarebbe un errore grossolano, pensare che il problema si possa ridurre semplicemente rimpinguando il personale, che pure manca», ha continuato Stella facendo notare che per la Funzione Pubblica della Cgil «c’è bisogno di attuare da subito alcuni semplici accorgimenti che potrebbero attenuare di molto le criticità esistenti». E via a pioggia con i consigli. «Non è pensabile - ha aggiunto - che dalle ore 20 della sera alle ore 8 del mattino successivo, in tutto il “Perrino”, ci sia la sola presenza di un cardiologo che oltre a garantire la salute dei pazienti in una Terapia Intensiva coronarica, al collasso per numero di posti letto e di un corposo reparto di Cardiologia, deve cercare suo malgrado e a stento a trovare il modo ed il tempo per svolgere nel migliore dei modi, le numerose consulenze che salgono dal pronto soccorso, con tempi di attesa per l’utenza che diventano estenuanti». Peraltro è divenuto improcrastinabile, l’ubicazione di un pronto soccorso cardiologico anche durante le ore diurne. «Così si eviterebbero - ha continuato il sindacalista - lunghi spostamenti, su piani diversi, con l’impiego di personale ausiliario che non è mai abbastanza e tempi di attesa che si prolungano inevitabilmente ma contestualmente si darebbe più sicurezza al paziente/utente». Allo stesso modo, non si può pensare «che dalle ore 20 in poi ci sia un solo medico di “Guardia Interdivisionale” che oltre a garantire la salute ai pazienti ricoverati in Geriatria, Medicina e Malattie Infettive, durante le ore serali e notturne, deve trovare il modo e il tempo per effettuare in reparto anche le innumerevoli consulenze provenienti dal pronto soccorso», ha fatto notare Stella che ha suggerito alla direzione sanitaria «la presenza di un medico internista nelle sale annesse al pronto soccorso oltre a valutare la presenza di altre figure specialistiche, come per esempio il neurologo. Stessa cosa succede per i tecnici di Radiologia (Tsrm) poiché da tempo è appurato l’enorme carico di lavoro per l’unico tecnico addetto alla radiodiagnostica del pronto soccorso». Il tecnico di Radiologia, infatti, non riesce a sopperire durante il giorno e la notte, all’elevato numero di esami, soprattutto se contestualmente arrivano alcuni politraumi e anche per questa evenienza si allungano di molto, i tempi di attesa, nelle sale del pronto soccorso. «Infine, è necessario aprire con urgenza un ambulatorio ortopedico con annessa sala gessi, nella fascia oraria 8-20, sia a Mesagne che a San Pietro Vernotico, per il trattamento della piccola traumatologia. Sono questi, solo alcuni semplici correttivi che suggeriamo e che a nostro parere, occorrerebbe prendere in considerazione, senza l’ausilio della bacchetta magica, se si vuole realmente e seriamente contribuire ad iniziare a decongestionale lo tsunami di utenza che stazione per troppe ore nelle sale del pronto soccorso del “Perrino”», ha concluso Mimmo Stella.  

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