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Mesagne. La Ztl apre una nuova querelle

librato palma assessoreLa zona a traffico limitato che il Comune di Mesagne vuole attuare subito dopo l'estate

sta creando non pochi malumori nel centro storico della città dove i commercianti sono preoccupati per potenziale calo delle vendite. L'annuncio è stato dato alla città dall'assessore ai Lavori pubblici, Urbanistica e centro storico, Palma Librato. «Iniziamo a presentare il piano della mobilità ciclistica e moderazione del traffico di Mesagne rispetto al quale tutti i cittadini possono fare delle osservazioni scritte, evidenziando criticità o proponendo alcune soluzioni di maggior messa in sicurezza», ha esordito l'amministratrice nell'iniziare a presentare gli aspetti tecnici del piano traffico. «Il centro storico - ha continuato l'assessora - diviene zona a traffico limitato mentre in molti incroci pericolosi abbiamo previsto la realizzazione di rotatorie. Gli incroci con i semafori saranno dotati di una zona sicura di attesa per le bici che tecnicamente si chiama "linea d'arresto avanzata". Il percorso ciclistico europeo Eurovelo 5 è stato curato con un progetto dedicato». Inoltre, sono state previste delle zone 30 e zone 20 pensate sugli assi viari più importanti. «Così cambierà il volto di Mesagne nel prossimo futuro». Questa ristrutturazione viaria, in ogni modo, non è piaciuta a diversi commercianti del centro storico che temono una ricaduta negativa sui propri guadagni. “Chiudere al traffico questa parte di città è come condannarla a morte”, hanno spiegato i commercianti. Timori che partono da una constatazione: il centro storico di Mesagne è un quartiere con una grande debolezza, l’assenza di parcheggi che mette in seria difficoltà le attività commerciali. Non solo i negozi storici ma anche i tanti ristoranti che hanno aperto in questi anni soffrirebbero nel caso in cui l’Amministrazione comunale decidesse di bloccare l’entrata. “Chi ha deciso di imporre la ztl nel centro storico evidentemente non è mai venuto un giorno intero a trascorrere il ritmo di vita in mezzo a noi. Forse frequenta le serate estive quando le vie si riempiono di gente. Oppure vive in altri paesi. Il problema sono anche le giornate invernali. Che cosa dovremmo fare noi in inverno quando anche per comprare un chilo di pane la gente preferisce i negozi con i parcheggi vicino?”, hanno esplicitato i commercianti. Una cosa è certa: accettare la zona a traffico limitato è una questione di cultura e di civiltà. Tante realtà italiane l’hanno adottato e gli affari non sono regrediti ma, anzi, si sono incentivati. Certo il Comune, da parte sua, è chiamato a realizzare quelle infrastrutture necessarie a supportare la zona a traffico limitato. Non basta perimetrare e chiudere se alle spalle non c’è una politica di rilancio socio-economica.  

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