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Assistenza domiciliare integrata: un diritto del malato

uil pensionati logo lug16L’ADI è l’Assistenza Domiciliare Integrata.

Essa è rivolta prioritariamente a persone non autosufficienti con patologie oncologiche o croniche ed ha come obiettivo quello di mantenere a domicilio le persone non autosufficienti, favorendo il recupero delle capacità di autonomia e di relazioni attraverso la predisposizione di un piano individualizzato di assistenza. La Uil pensionati di Brindisi ricorda che è un servizio che permette ai cittadini che ne hanno bisogno di essere assistiti a casa con programmi personalizzati evitando il ricovero in ospedale o in casa di riposo. Nelle sue forme si prevedono “cure Domiciliari prestazionali, cure domiciliari integrate di 1°,2° e 3° Livello, caratterizzate dalla formulazione PAI, cure domiciliari palliative a malati terminali e Prestazioni socio-assistenziali domiciliari erogate in forma integrata con le cure mediche e secondo Piani individuali programmati. Nella regione Puglia esistono regolamenti e guida nel rispetto delle indicazioni per l’assistenza domiciliare in particolare i trattamenti riabilitati come l’ex art. 26 della 1. N.833/78, il regolamento n.16 del 4 novembre 2010 che definisce e disciplina l’organizzazione ed il funzionamento dell’assistenza domiciliare per trattamenti riabilitativi. Le cure domiciliari richiedono per le persone anziane fragili, prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali integrate ed erogate a domicilio. La Puglia ha una popolazione ad alto tasso di persone anziane. La presenza di persone fragili rende prioritario il nostro sistema socio sanitario integrato se si considera che a Brindisi e provincia vi è su una popolazione di oltre 400 mila persone oltre 79 mila over 65enni con una percentuale del 9,6%. La Uil pensionati si chiede: Perché le Istituzioni locali non rispettano i servizi in base ai bisogni delle persone fragili? Perché vi è un servizio sospeso? Perché vi è una riduzione delle ore sui trattamenti riabilitativi? L’ADI, per definizione, chiede la domiciliarizzazione delle cure e delle prestazioni al fine di favorire l’autonomia e la permanenza delle persone non autosufficienti. La sua priorità è nella presa in carico della persona non autosufficiente sulla base di un definito piano d’intervento, della costituzione di una valida alternativa sia all’assistenza sanitaria prestata in regime di ricovero ospedaliero, che alla riduzione dei ricoveri impropri e incongrui negli ospedali e nelle strutture residenziali e alla riduzione della permanenza in ospedale e al coinvolgimento delle famiglie, in una collaborazione solidale e partecipata ai piani di assistenza. La modalità è nello sviluppo delle priorità partendo dalle caratteristiche essenziali della domanda dei bisogni e della prestazione dei servizi, che dovrebbero essere attuativi secondo l’esigenza e le indicazioni presenti nelle linee guida in base all’accordo Stato-Regioni. È giusto che l’Azienda Sanitaria metta a disposizione le risorse necessarie all’erogazione degli interventi ADI, partendo dal personale infermieristico e assistenziale che sia di tutela e sostegno alla persona. La Uil pensionati di Brindisi sollecita l’ASL territoriale a dare risposte esaustive ai bisogni assistenziali vitali per la persona non autosufficiente non depauperando ma fornendo qualità di assistenza domiciliare e migliorando i servizi socio-sanitari dovuti, cosi come vogliono il rispetto del Patto per la salute, la legge quadro 104/1992 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con fragilità e il DPCM (23 aprile 2008) sulla definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Il segretario responsabile

Tindaro Giunta  

 

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