Mesagne, città senza ambizione e senza una chiara visione politica In evidenza

Febbraio 22, 2017 2557

comune parcheggio della polizia localeA Mesagne la politica è diventata amorfa, distratta, disattenta e,

purtroppo, lontana dalla gente. Molte volte dormiente. Sia da parte della maggioranza che della minoranza. In perfetta par condicio, giusto per non litigare. Non c'è stata, ad oggi, la svolta socio-economica che tutti aspettavano. Sarà, forse, colpa della crisi, il sindaco Molfetta non perde occasione, infatti, per ricordare le scarse finanze disponibili, o forse per mancanza di idee progettuali. Fatto sta che la città, ieri come oggi, non è contenta. Lo dimostrano le tante lamentele che giornalmente giungono agli uffici comunali in cui i cittadini chiedono maggiore attenzione sociale. Lo gridano anche gli operatori commerciali che non riescono più a "respirare". Nonostante ciò una cosa va notata: il sindaco Molfetta, nel momento del suo insediamento, ha avuto tanto coraggio a formare una giunta tecnica con qualche spruzzo di colorazione politica. Non solo. L'ha formata con giovani presi dalla società civile e che fino a quel momento di politica ne avevano sentito parlare in tv o, di sfuggita, in qualche salotto sorseggiando un buon caffè. Una sterzata dall'ordinario incomprensibile per alcuni politici che tengono particolarmente a ricoprire incarichi. Gli stessi che tutt'ora, scontenti, cercano di ostacolare e gettare veleno e zizzania sull'efficienza della giunta. Fatto sta che questo esecutivo per due anni ha lavorato sodo. Con gli alti e bassi fisiologici che ne sono derivati e perdite non preventivate. Non dimenticando, però, che tutto ciò è stato fatto in piena "emergenza" finanziaria. I miracoli economici di alcuni lustri fa non si possono più ripetere ed è inutile, per i nostalgici, rivangare i fasti passati. E' capitato anche al primo cittadino stilare preventivamente un programma di governo che successivamente, davanti alla realtà dei fatti, non sta potendo mantenere. Intanto, il sindaco Molfetta per "accontentare" e tacitare la parte politica della sua maggioranza, inscalfibile grazie alla formula elettorale utilizzata delle liste civiche, ha dispensato qualche delega speciale per coprire settori importanti della pubblica amministrazione. Alcuni mesi fa ha conferito al consigliere comunale Roberto D'Ancona, suo uomo di fiducia, la delega alla manutenzione pubblica. La scelta è stata, ancora una volta, vincente. D'Ancora sta cercando di portare avanti un programma fatto di manutenzioni pubbliche, dall'illuminazione alle strade, per lenire i disagi dei suoi concittadini. Su tale fronte è da mettere in evidenza la collaborazione di D'Ancona con l'assessore Palma Librato che si è dimostrata vincente poiché l'Amministratrice adesso ha più tempo da dedicare a progetti nazionali e internazionali che possano trasformare nei prossimi anni il volto di Mesagne. Così, c'è chi vorrebbe D'Ancona in giunta, a sostituire qualcuno dei presenti facendola divenire una giunta maggiormente politica, e chi, davanti a questi lusinghieri risultati, ha avuto dei mal di pancia perché ha visto svanita la speranza di un posto in giunta. Ma come fare e chi togliere quando, più o meno, tutti stanno lavorando bene nell'attuale esecutivo. Per giungere a questi obiettivi, cioè a un turnover, alcuni mesi fa la maggioranza ha dato vita a un esecutivo delle liste civiche. Senza, tuttavia, ottenere un risultato apprezzabile. Da contraltare alla maggioranza c'è l'opposizione. O meglio ci dovrebbe essere poiché, di fatto, i suoi interventi pubblici, compresi quelli di parlamentari eletti anche con i voti dei mesagnesi, su tematiche scottanti che interessano la vita della comunità, sono piuttosto flebili e labili. Su questo fronte c'è poco da dire. Un'opposizione che si sta disgregando in vari rivoli. Sembrano ormai concluse le grandi battaglie sociali che si sono viste in passato. Incomprensibile quanto ingiustificabile il silenzio che si è consumato, e non solo in questa legislatura, sull'ospedale "De Lellis" o sul consorzio di bonifica dell'Arneo quando i politici di entrambi gli schieramenti hanno deciso di "deporre le armi" prima ancora di combattere una battaglia di civiltà. I mesagnesi, però, su questo fronte sono svegli e c'è da scommetterci che se lo ricorderanno nelle prossime consultazioni elettorali.

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Febbraio 2017 12:45